Posts Tagged ‘stranieri’

lug
17

Servizio Civile: Renzi chiude ai giovani stranieri

download (2)E’ trascorsa solo una settimana da quando il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba annunciava la volontà del governo di aprire il Servizio Civile Nazionale a giovani stranieri regolarmente soggiornanti, e già arriva la smentita.

Abbiamo scelto nel disegno di legge di non affidare il servizio civile universale se non ai cittadini italiani”, ha dichiarato ieri il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, proseguendo: “Su questo so che ci saranno polemiche. Noi abbiamo scelto nel disegno di legge di non affidarlo se non ai cittadini italiani. Poi io penso sia maturo il tema di fare una riflessione sulla cittadinanza, e lo inseriamo come d’accordo nel tema sui diritti che affronteremo immediatamente dopo approvata in prima lettura la fase delle riforme costituzionali. Il passaggio è che se il servizio civile essendo servizio alla Patria, non può che essere affidato se non a cittadini italiani”.
“È stata una sorpresa anche per me”, ha spiegato a Redattore Sociale il sottosegretario al Lavoro Bobba.

Il governo non sembra quindi intenzionato a recepire le varie sentenze dei tribunali e della Corte d’Appello, che definiscono il Servizio Civile non come uno strumento di difesa della patria, bensì come un mezzo per promuovere la solidarietà sociale. Proprio per questo, tutte le sentenze hanno sempre sancito il carattere discriminatorio dell’esclusione dai bandi dei giovani privi di cittadinanza italiana, ordinando contestualmente al governo di modificare i requisiti di accesso.

Ad oggi, però, nulla è cambiato. Forse, la modifica di alcuni aspetti pratici che si ripercuotono sulla vita delle persone – come la possibilità di accedere al SCN – potrebbe essere un buon modo per aprire la strada non ad “una riflessione sulla cittadinanza”, ma all’approvazione di una riforma della legge in materia. Un’occasione che il governo non vuole evidentemente cogliere.

Dal 7 marzo 2012 giacciono alla Camera le due proposte di legge di iniziativa popolare depositate dalla campagna l’Italia sono anch’io sulla cittadinanza e il diritto di voto insieme a ad un’altra ventina di proposte parlamentari. Nel corso della campagna di raccolta firme le “riflessioni”, le dichiarazioni favorevoli alla riforma e gli annunci di interventi tempestivi sono stati innumerevoli. Il dibattito pubblico sul tema non è mancato, compresi numerosi sondaggi che testimoniano come gran parte dell’opinione pubblica italiana sia favorevole a facilitare l’acquisizione della cittadinanza.
Non di riflessioni dunque avremmo bisogno, ma di scelte concrete che garantiscano i diritti di cittadinanza. Che, come la dichiarazione di ieri del Presidente del Consiglio dimostra, tarderanno ad arrivare.
Per la cronaca: il dibattito nella Commissione Affari Costituzionali sulla riforma della cittadinanza, dopo un breve singulto, è di nuovo bloccato.

 

lug
09

Servizio civile aperto anche agli immigrati: ed è ancora “noi vs loro”

servizio-civile-nazionaleUn nuovo bando per il Servizio Civile. 37Mila posti, per ora. 100 in un triennio. E, finalmente, l’apertura ai giovani di cittadinanza non italiana. La riforma annunciata dal governo metterebbe un punto a una questione che va avanti da troppo tempo, e che si ripercuote sulla vita di molti ragazzi e ragazze. Una vicenda che abbiamo seguito in tutti i suoi passaggi: dal primo ricorso, presentato – e vinto – da un giovane di origini pakistane, all’appello presentato – e perso – dallo stato, dai vari bandi che non hanno mai rispettato le sentenze dei tribunali, agli altri ricorsi, sempre vinti, nella conferma di quella che i giudici hanno ritenuto “una discriminazione”.

Solo con l’ultimo bando il governo si è adeguato alle sentenze. Ma, a ben vedere, solo in parte, mantenendo dei paletti privi di qualsiasi giustificazione e, ancora una volta, contrari agli ordini dei giudici.

Finalmente, sembra che la questione verrà affrontata, all’interno della riforma del Terzo Settore programmata dal governo. “Una cosa che vogliamo fare è aprirlo agli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese”, spiega il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba. Inoltre, sembra che potranno partecipare anche i richiedenti asilo. Stando alle prime informazioni il primo bando dovrebbe arrivare già a ottobre.

Una riforma utile e necessaria, vista la situazione di molti giovani, nati in Italia o arrivati da piccoli ma impossibilitati a partecipare a quella che i tribunali hanno definito “una forma di solidarietà sociale”.
Ma qualcuno non è dello stesso parere. Secondo Maurizio Belpietro l’intervento del governo “dimostra l’assoluta mancanza di aderenza alla realtà del gruppo di giovanotti che a Palazzo Chigi si occupa del Paese”. In un editoriale pubblicato ieri su Libero, dal titolo Servizietto civile, Belpietro annuncia la riforma, affiancandola a due elementi: la disoccupazione e l’arrivo di migranti.
“La disoccupazione è salita fino a sfiorare il 13 per cento e le persone rimaste senza lavoro sono circa 3,5 milioni, alle quali si aggiungono i cassa integrati”, scrive il giornalista, sottolineando che “i fondi per garantire a tutte queste persone i sussidi che consentono loro di tirare avanti si sono esauriti e il ministro del Lavoro è alla disperata ricerca di circa un miliardo per pagare la cassa integrazione in deroga”. Passando all’arrivo dei migranti, Belpietro prosegue: “Dall’inizio dell’anno siamo invasi da profughi, gente disperata che fugge dalle guerre ma anche dalla fame: in totale si stima che in pochi mesi siano sbarcati in 40 mila, ma mezzo milione di persone sarebbe pronto ad arrivare”. La simmetria è troppo evidente per non essere notata: con una costruzione retorica ampiamente rodata, Belpietro prima mostra alcuni effetti della crisi economica (disoccupazione, cassa integrazione, mancanza di soldi pubblici), per poi parlare degli arrivi dei migranti, sì “gente disperata”, da cui però “siamo invasi”.
Una situazione che, con uno stile decisamente sarcastico, il giornalista definisce “un bel quadro”, a fronte della quale “Matteo e i suoi compagni di avventura” – ossia il Parlamento – “si inventano una bella riforma del servizio civile che apra il medesimo non solo agli italiani,ma anche agli stranieri, profughi compresi”.

Cosa c’entrano la crisi e l’arrivo dei migranti – in gran parte richiedenti asilo – con il Servizio Civile?

Secondo il direttore di Libero “questo esercito dei buoni propositi” dovrà lavorare “per la protezione civile, l’assistenza, l’ambiente, il patrimonio artistico e culturale, il servizio civile all’estero. Si tratterà di un impiego in uno dei tanti uffici della Pubblica amministrazione, locale e statale. In tutto faranno 30 ore, spalmate su un minimo di 8 mesi che però potrebbero allungarsi a 12. In cambio i volontari riceveranno 433 euro, che allo Stato costeranno 6 mila euro l’anno. [..] Seimila euro moltiplicati per 100 mila volontari fa 600 milioni, che non sono propriamente bruscolini”. Insomma, il giornalista fa i conti per capire quanti soldi verranno utilizzati per il SCN, domandandosi inoltre se “non c’è la possibilità di impiegare nel servizio civile una parte di quegli impiegati dello Stato e degli enti locali ritenuti in eccesso”. Tendenzialmente no, e il motivo è, semplicemente, che il Servizio Civile non è una misura tampone per sanare i conti pubblici. Piuttosto, il SCN è “l’opportunità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore di coesione sociale”, come indica il sito web dedicato (www.serviziocivile.gov.it).

Resta un dubbio: cosa c’entrano le persone che arrivano in Italia con la questione del Servizio Civile? “Questi profughi, una volta richiesto asilo, potranno partecipare al bando – spiega Belpietro – ricevendo, in caso di partecipazione con successo, 433 euro al mese, ossia un gruzzolo di poco inferiore a quello incassato da precari e pensionati al minimo”. Ecco: secondo l’editorialista la riforma del Servizio Civile sarebbe “uno straordinario incentivo ai profughi per sbarcare in Italia”.

Belpietro non è solo: il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, deputato di Forza Italia, parla di una “connotazione terzomondista” dietro cui si potrebbe nascondere “l’ennesima sanatoria per i richiedenti asilo, e con tanto di assegnino”. E’ sempre Libero, in un articolo di Tommaso Montesano, a riportare la posizione di Gasparri, proseguendo: “Il timore, visto il riferimento del governo agli immigrati, è che il nuovo servizio civile si traduca in un’ulteriore agevolazione ‘per l’importazione dei clandestini’”.

Di fronte a queste dichiarazioni, alcune note possono essere utili per consentire al lettore una migliore comprensione della situazione.
I richiedenti asilo sono persone che domandano protezione, e che attendono molti mesi, più di quanto sancito dalla legge, per ottenere una risposta. Le sanatorie, invece, sono solitamente pensate per regolarizzare la posizione dei migranti cosiddetti “economici”, e di solito lo stato stabilisce delle quote di persone da regolarizzare, anche in base al paese di provenienza e a seconda del lavoro per cui si fa la richiesta di regolarizzazione.

I richiedenti asilo sono e saranno sempre privi di documenti di ingresso, ossia di visto: proprio perché fuggono dal proprio paese non si trovano nella posizione di chiedere questi documenti alle proprie istituzioni. Continuare a definirli “clandestini”, un termine dispregiativo che dovrebbe essere evitato in ogni caso, è anche sbagliato nel merito.

Della crisi risentono tutti, italiani e stranieri: la contrapposizione di questi due gruppi sociali, continuamente riproposta da media e politici, alza muri ma non aiuta in alcun modo a uscire dalla situazione. Così come non è utile accogliere qualsiasi misura legata alla persona, ai servizi di welfare o al terzo settore come una spesa, qualcosa che “costa alle casse dello stato”. Piuttosto, queste strategie retoriche spostano l’attenzione su capri espiatori: ma la crisi non si combatte smantellando il tessuto sociale, già debole. Servirebbero investimenti proprio laddove lo stato, da anni, taglia: servizi alla persona, istruzione, accoglienza. Il Servizio Civile fa parte di questa area: “garantisce ai giovani una forte valenza educativa e formativa, una importante e spesso unica occasione di crescita personale, una opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese”, si legge sul sito dell’Ufficio del SCN. E’ un’esperienza che aiuta a sviluppare quella “solidarietà sociale” di cui parlano i Tribunali, e che tanto manca attualmente al nostro paese.

 

 

 

lug
02

Diritto degli stranieri: summer school di Asgi

imagesL’Asgi (Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione) in collaborazione con l’Istituto Dirpolis organizza il Corso di Alta formazione sul diritto degli stranieri, nell’ambito delle attività del “Centro di formazione permanente sul Diritto degli stranieri”.
Il percorso formativo, in corso di accreditamento per gli avvocati e gli assistenti sociali, affronta gli aspetti salienti delle tematiche legate alla condizione giuridica dello straniero, prestando una particolare attenzione ai risvolti operativi attraverso l’analisi della giurisprudenza e la discussione di casi pratici, grazie all’esperienza sul campo dei relatori.
Il corso è destinato ad avvocati, consulenti legali, assistenti sociali, educatori, operatori sociali e del volontariato, funzionari pubblici, giornalisti, dottorandi – che volessero accrescere la propria competenza sulla tematica, ma anche a neo-laureati interessati a intraprendere un percorso lavorativo in un ambito in cui sono necessarie abilità adeguate e crescenti per rendere efficace l’applicazione del diritto.

La domanda di iscrizione, corredata del curriculum vitae, dovrà pervenire on-line collegandosi al sito web www.sssup.it/dirittostranieri/domanda entro le ore 24 del 27 Agosto 2014.

La summer school si terrà da lunedì 8 settembre a venerdì 12 settembre 2014 si terrà a Pisa, presso la Scuola Superiore Sant’Anna.

Per info clicca qui.

Qui locandinaprogramma e bando

giu
24

Ius soli: a che punto siamo?

imagesGiovedì 26 giugno, in occasione della presentazione del libro Le forme della cittadinanza. Tra cittadinanza europea e cittadinanza nazionale (Ediesse edizioni), di Pietro Gargiulo con la collaborazione di Laura Montanari, si terrà il dibattito Cittadinanza e xenofobia in europa. Ius soli, a che punto siamo?

Oltre agli autori del volume, saranno presenti Roberta Agostini (Vice presidente 1° comm. aff. cost. della Camera), Guglielmo Bozzolini (direttore Ecap-Svizzera), Khalid Chaouki (parlamentare PD), Emanuele Galossi (ricercatore associazione Bruno Trentin), Padre Giovanni La Manna (presidente Centro Astalli), Antonio Russo (responsabile dell’area immigrazione Acli), Pietro Soldini (responsabile immigrazione Cgil nazionale).

Durante l’incontro verrà affrontato il tema della cittadinanza, molto presente nel dibattito pubblico di questi ultimi anni anche grazie al fondamentale contributo della campagna “l’italia sono anch’io”, e ora finalmente nell’agenda della Commissione affari costituzionali della Camera.

L’appuntamento è per giovedì 26 luglio, dalle ore 10 alle ore 13,30, presso la Cgil nazionale (sala Santi), Corso d’Italia 25, Roma.

Per info e dettagli clicca qui

giu
19

Libertà di stampa negata dal Tribunale di Torino

images (3)Il Tribunale di Torino ha rigettato la domanda di registrazione del sito Prospettive Altre. Il motivo? “La direzione di una testata giornalistica è riservata ai cittadini italiani”. E Domenica Canchano, giornalista di origini peruviane cresciuta in Italia, iscritta all’Ordine della Liguria e collaboratrice de Il Secolo XIX di Genova, non risponde al requisito della cittadinanza stabilito dalla legge sulla Stampa (n°47 dell’8 febbraio 1948).

In realtà, però, il rifiuto contrasta con un parere del ministero di Giustizia elaborato su sollecitazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in cui si afferma che la norma contenuta nell’art. 3 della legge sulla stampa “nella parte in cui richiede che il direttore responsabile di una testata possa essere solo un cittadino italiano” venga “abrogata per incompatibilità con il d.lgs 286/98”. Anche l’Unar (Ufficio nazionale anti discriminazioni razziste), già nel settembre 2011, aveva definito discriminatoria la previsione del requisito di cittadinanza italiana per i direttori responsabili di testate giornalistiche.

Nonostante questi interventi, il tribunale di Torino ha affermato che “esistono attività riservate a chi ha il requisito di cittadinanza”. Una decisione accolta con stupore da Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale, gruppo di specializzazione Fnsi) e Cospe. “Non ci fermiamo davanti a questa risposta negativa, che lede un diritto fondamentale per noi giornalisti che da anni lavoriamo in Italia, molti anche cresciuti e formati qui – commentano Viorica Nechifor e Paula Baudet Vivanco, rispettivamente presidente e segretaria nazionale di Ansi – Il diritto all’informazione consiste anche nel poterla esercitare in onestà e libertà e noi, come giornalisti di origine straniera vogliamo partecipare in prima persona, come soggetti che praticano il diritto di cronaca e non solo come oggetti di cronaca”. Proprio per questo Ansi, insieme a Cospe e con il supporto degli avvocati di Asgi, annuncia azioni legali per contrastare questa decisione.

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mag
29

Incontro su “Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 2014″

indexSi svolgerà venerdì 30 maggio la seconda giornata di lavoro su ‘Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 2014′, promossa dall’associazione Straniamenti e aperta anche a chi non ha partecipato alla prima giornata.
La partecipazione è gratuita per i soci dell’associazione Straniamenti; il tesseramento (che sarà possibile effettuare il giorno stesso) costa 10 euro. I lavori delle duegiornate saranno sistematizzati in un documento di indirizzo.

Saranno formati due gruppi che svolgeranno un lavoro di osservazione, riflessione e approfondimento sul documento curandone ciascuno un ambito specifico: quello linguistico e dell’apprendimento dell’italiano come L2 (gruppo coordinato da Claudia Manetti) e quello del plurilinguismo (gruppo coordinato da AlanPona).

L’appuntamento è per domani venerdì 30 maggio, dalle ore 17 alle ore 21, presso l’ASEV – Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa, via delle Fiascaie, Empoli.

Per info clicca qui.

mag
29

Istat: immigrati i più colpiti dalla crisi

imagesLa crisi aggrava sempre di più la situazione dei cittadini stranieri: lo afferma l’Istat nel suo Rapporto Annuale 2014 sulla Situazione del Paese, presentato oggi.

Con un tasso di disoccupazione del 17,3 per cento (11,5 per cento quello degli italiani), sale il divario tra cittadini di origine straniera e italiani, che se nel 2008 era di due punti nel 2013 è di ben sei.

La comunità che sembra risentire maggiormente di questa situazione è quella marocchina: dal tasso di disoccupazione del 10,7 per cento del 2008 si trova nel 2013 con un indicatore al 27,2 per cento, che arriva addirittura al 38,8 per cento per le donne. Per quella che l’Istat definisce “vulnerabilità occupazionale delle donne marocchine” una grande responsabilità risiede nella mancanza di “sostegni familiari per la cura dei figli”: un aspetto, questo, che evidenzia come ancora oggi in Italia i lavori di cura e assistenza gravino soprattutto sulle reti familiari, piuttosto che su servizi statali di welfare.

La comunità marocchina – insieme a quella albanese – è anche quella con la più grande riduzione del tasso di occupazione, con una flessione di 19 punti e un valore dell’indicatore che si attesta intorno al 60,5 per cento.
Tra le donne scendono soprattutto i tassi di occupazione delle cittadine moldave, filippine e ucraine (con cali rispettivamente di -11,0, -9,3 e -8,5 punti percentuali e valori dell’indicatore pari a 64,8, 78,3 e 68,1).
In generale, tra il 2008 e il 2013 il tasso di occupazione relativo alla popolazione di origine straniera si è ridotto di 9 punti, attestandosi al58,1 per cento. Sul totale dei lavoratori – italiani e stranieri – la riduzione registrata è invece di 3 punti.

I dati relativi agli occupati di origine straniera segnalano una dinamica negativa in tutti gli anni della crisi, con un’accentuazione a partire dal 2012. Tra il 2008 e il 2013 l’indicatore si è ridotto di 14,0 punti per gli uomini e 3,4 punti per le donne (pari al 67,9 per cento e 49,3 per cento).

Per quanto riguarda il ritmo di crescita dell’occupazione straniera, nell’ultimo anno è decisamente rallentato, con un incremento di appena 22 mila unità, esclusivamente femminili. Alla base di questo c’è il fatto che le donne di cittadinanza straniera trovano prevalentemente impiego nell’unico settore che ha conosciuto un incremento occupazionale, ossia i servizi di assistenza e cura alle famiglie.

La situazione è ancora più critica nei casi di famiglie con capofamiglia di cittadinanza straniera: rispetto al 2008 le famiglie straniere senza pensionati e redditi da lavoro sono più che triplicate, passando da 98mila alle 311mila del 2013, che pesano per il 14,9 per cento sul totale delle famiglie – italiane e straniere – che versano in queste condizioni. Nel 2008 il loro peso relativo sul totale era del 7 per cento.

Sul totale delle famiglie straniere con almeno un componente in età lavorativa, la quota di quelle senza redditi da lavoro arriva al 15,5 per cento (era il 7,4 per cento nel 2008): il picco si trova nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 27,0 per cento.

Aumentano le famiglie straniere economicamente più deboli, e specularmente si registra un calo di quelle più forti: la quota delle famiglie straniere plurireddito scende dal 29,6 per cento del 2008 al 24,2 per cento del 2013.

I cittadini stranieri seguono la tendenza degli italiani ad avere un unico occupato in famiglia: il 58,7 per cento delle famiglie straniere con almeno un componente in età lavorativa rientra in questo modello. Si registra in questo una differenziazione tra sud e nord Italia: nelle regioni settentrionali la componente femminile sembra compensare la perdita di occupazione degli uomini, visto che, se da una parte si rileva un netto calo delle famiglie sostenute da un unico uomo occupato (dal 44,7 per cento del totale del 2008 al 36,6 per cento del 2013), dall’altra si registra l’incremento di quelle sostenute da una donna (dal 16,3 al 23,0 per cento). La stessa cosa non si può allargare al resto del Paese.

Clicca qui per scaricare il dossier Istat

 

 

 

 

mag
23

Il Ministero si corregge: per l’iscrizione a scuola nessun bisogno del permesso di soggiorno

download (2)Per l’iscrizione a scuola non ci sarà più bisogno di presentare il permesso di soggiorno: lo specifica la modifica alle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione emessa mercoledì dal Ministero dell’istruzione.

Le indicazioni relative all’iscrizione degli alunni di origine straniera, pubblicate a febbraio, specificavano l’obbligo per la segreteria scolastica di chiedere alla famiglia del minore il permesso di soggiorno. Perchè, se il Testo Unico sull’immigrazione sancisce il diritto all’istruzione del minore, per la cui tutela non si deve esibire alcun permesso di soggiorno?
Di fatto, la richiesta inserita nelle Linee Guida si delineava come illegittima, come sottolineato anche da Asgi: proprio per evitare una prassi discriminatoria e dannosa, che avrebbe potuto inficiare il diritto all’istruzione dei bambini, l’associazione aveva chiesto al Ministero dell’Istruzione di modificare quel passaggio.

La risposta è arrivata ieri: la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione ha spiegato in una nota che “a seguito di una rilettura delle Linee Guida per l’accoglienza ed integrazione degli alunni stranieri si rappresenta la necessità di sostituire il punto 2.2 di pag. 10 relativamente alla voce ‘Permesso di soggiorno e documenti anagrafici’ con il seguente articolato: ‘Documenti anagrafici’. In mancanza di documenti la scuola iscrive comunque il minore straniero poiché tale situazione non influisce sull’esercizio del diritto all’istruzione”.

Si torna, dunque, alla legalità. E alla tutela di un diritto inalienabile.

 

mag
16

YoMigro e AmbulAnti: sostegno ai diritti!

downloadUna serata per sostenere due realtà diverse, entrambe al servizio dei diritti e della loro tutela: è quella organizzata presso il CSOA Strike da Yo Migro e AmbulAnti.

Yo Migro è un progetto “che costruisce relazioni di reciprocità, fatto da giovani autoctoni e migranti, di prima e seconda generazione. Vuole valorizzare le specificità culturali e, allo stesso tempo, metterle in gioco e in discussione”, perchè “crede nel potenziale della contaminazione e della condivisione”. Tra le attività settimanali dell’associazione Yo Migro ci sono la scuola di italiano per cittadini stranieri e lo sportello di consulenza amministrativa e legale.

L’incontro con alcuni studenti di medicina e infermieristica ha portato alla creazione di AmbulAnti, centro di orientamento sanitario che si propone di informare e indirizzare le persone al Servizio Sanitario Nazionale: l’obiettivo infatti non è quello di sostituirsi al SSN in un’ottica assistenzialista, piuttosto si vogliono superare gli ostacoli delle pratiche burocratiche e delle difficoltà di comunicazione che i migranti incontrano, informandoli rispetto al proprio diritto alla salute e rendendoli consapevoli e partecipi del proprio processo di cura e prevenzione.

L’appuntamento è per stasera venerdì 16 maggio, dalle ore 20.00, presso il CSOA Strike, via Umberto Partini 21, Roma .

Clicca qui per info.

apr
22

La propaganda populista: l’unica cosa da cui difendersi

images“Siamo in guerra”: così esordisce il programma elettorale di Magdi Allam, candidato alle elezioni europee nel partito Fratelli d’Italia. Un programma che, come si evince da questa prima dichiarazione, punta molto sull’agitazione della paura. “È la terza guerra mondiale. Una guerra finanziaria. Ma anche una guerra relativista [..] in un mondo governato dalla dittatura dei poteri imprenditoriali e finanziari, nel contesto di una umanità meticcia azzerando le radici, le identità, i valori, le regole e la civiltà”. Questo il primo punto. Nel discorso sulla crisi economica, Allam inserisce anche un riferimento all’immigrazione, parlando di “umanità meticcia” che minerebbe delle presunte radici identitarie. E’ su questo che Allam basa la propria campagna elettorale, almeno è questo che emerge scorrendo il programma e dando uno sguardo al sito e alla pagina Facebook del candidato.

“Prima gli italiani” si legge su uno dei manifesti di Allam, su cui campeggia anche la frase “sottomessi agli immigrati”.

“Prima gli italiani”, leit motiv anche di altri movimenti politici – primi fra tutti Lega Nord e Forza Nuova – sembra per Allam il filo conduttore di tutta la campagna. L’Unione Europea imporrebbe direttive “impregnate di materialismo, buonismo, soggettivismo giuridico, multiculturalismo e islamicamente corretto”. “Prima gli italiani nell’assegnazione di posti di lavoro, case popolari, scuole, pensioni e sussidi sociali. Affermiamo con orgoglio il principio che gli italiani hanno il diritto di godere di una vita dignitosa nella nostra casa comune”. Sul concetto della “casa comune” Allam propone addirittura la creazione di un “nuovo Ministero dell’Identità nazionale”, identità che a quanto pare subirebbe una “minaccia islamica”, da cui “dobbiamo difenderci in quanto religione incompatibile con la nostra civiltà”.

A fomentare questo sentimento anti-immigrati ci pensano, oltre al programma elettorale, i post su Facebook, le fotografie, le vignette: due in particolare, di Massimo Sartori.

Nella prima, si vede una donna con l’hijab che spinge un passeggino, circondata da due bambini, e due uomini con la barba lunga e indumenti che richiamano l’abbigliamento tradizionale musulmano che bevono un tè seduti a un tavolino. Per terra cartacce e spazzatura. Alle spalle, un muro scrostato. Su tutto, una frase: Bienvenue a Bruxelles modele de integration europeenee. “A Bruxelles ho visto la pubblicità della città per i turisti. E’ una pubblicità che fa vedere una città occidentale, abbiamo girato sempre a piedi e non mi sarei mai aspettato di vedere invece una città…islamica. Se la parola ‘integrazione’ vuol dire ‘città islamica’ allora l’integrazione che vuole l’Unione Europea, se la tenga Bruxelles!”, commenta Allam.

Nella seconda vignetta pubblicata sul profilo facebook di Allam, Sartori raffigura una fila di persone: due con il burqa, tre seminudi, tutti molto caricaturizzati. Inginocchiato, un uomo che indossa una maglia con la scritta “pace” (forse un immigrazionista buonista, secondo la concezione di Allam?), afferma “Benvenuti in Italia”, e chiede “Come ti chiami bella bimba?”. Si rivolge a una bambina piena di puntini rossi che abbraccia una bambola-scheletro, e che risponde “Ebola”. “Anche il Papa ha parlato di Ebola, vuol dire che la cosa è importante. Ma più grave è che anche l’Ebola può diventare …cittadina italiana ! VOI COSA NE PENSATE?”, chiede Allam, cavalcando una notizia falsa, priva di fonti e dati, ma ancora oggi, incredibilmente, rilanciata.

Anche dalle righe del quotidiano Il Giornale Allam lancia la sua invettiva contro i cittadini di origine straniera. “E’ un crimine dare miliardi di euro ai clandestini e agli immigrati nel momento in cui ci sono 4 milioni e 100mila italiani che non hanno i soldi per comprare il pane”. A sostegno di questa dichiarazione, Allam elenca una serie di dati economici che, ci sembra, vengono presi da un dossier redatto proprio da noi, Costi disumani (per un agevole confronto, qui l’articolo di Allam, qui la sintesi del rapporto, dove sono presenti i dati estrapolati dal candidato).

Come facciamo notare da sempre, e come abbiamo sottolineato nel dossier, i dati che abbiamo raccolto e diffuso rappresentano “un investimento pubblico significativo nelle ‘politiche del rifiuto’”: investimenti che non servono a frenare la cosiddetta “immigrazione ‘irregolare’”, e che rappresentano solo uno spreco di risorse – forse proprio per questo metterli insieme è impresa ardua, a causa della totale mancanza di trasparenza al riguardo.

L’uso dei fondi pubblici per gli scopi elencati nel dossier e ripresi da Allam non è utile né per i cittadini immigrati, né per quelli italiani: entrambi diventano, allo stesso modo, vittime di una politica lacunosa e fallimentare, che priva gli immigrati di un sistema di accoglienza dignitoso e efficiente, creando invece solo strutture di contenimento e dando vita a problemi che si ripercuotono sul tessuto sociale, gravando così anche sulle spalle degli italiani.

La responsabilità di tutto questo non è delle persone che lasciano il proprio paese per cercare migliori condizioni di vita, cosa legittima che l’essere umano fa da sempre – come ha fatto, ad esempio, lo stesso Allam, che a 20 anni ha deciso di lasciare l’Egitto per venire in Italia.

La responsabilità è delle istituzioni, che da anni portano avanti misure che in teoria dovrebbero fermare gli arrivi dei migranti economici, nella realtà non ci riescono, sono dispendiose e lesive dei diritti umani. Una scelta davvero “utile” e umana, suggerita nel nostro dossier, sarebbe quella di “facilitare l’ingresso e il soggiorno regolare dei migranti in Italia”. Così facendo, si ridurrebbero i rischi che le persone corrono per venire in Italia, la criminalità organizzata che sui viaggi “irregolari” specula, la disumanità delle condizioni in cui molte persone sono costrette a vivere in mancanza di un documento e quindi di uno status civile che consenta loro di seguire un percorso reale e autonomo di inserimento nel tessuto sociale di un paese, che includa un contratto di lavoro regolare, la tutela della salute e l’accesso al welfare… diritti fondamentali che non possono essere vincolati alla titolarità della cittadinanza del paese di residenza. Non è abbassando gli standard di vita che si eleva un paese, bensì il contrario.

Ma naturalmente Allam trova il modo di stravolgere i contenuti del dossier a proprio uso e consumo per fare, con la propaganda, disinformazione.