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Cronache di ordinario razzismo

Cronache di ordinario razzismo

Cronachediordinariorazzismo.org è un sito di informazione, approfondimento e comunicazione specificamente dedicato al fenomeno del razzismo curato da Lunaria in collaborazione con persone, associazioni e movimenti che si battono per le pari opportunità e la garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti.

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Appello contro remigrazione e le attuali politiche migratorie. Per la libertà di movimento e l’uguaglianza

10 Giugno 2026

Condividiamo questo appello che abbiamo sottoscritto insieme a più di 40 altre associazione, organizzazioni e realtà dei movimenti contro le attuali politiche migratorie in vigore e in discussione e contro la proposta di legge di iniziativa popolare portata avanti dalle ultra destre europe. Queste ultime si riuniranno per una manifestazione, ma la società civile è pronta a rispondere con un corteo che si terrà sabato 13 Giugno a Roma alle ore 15.00 da Piazza del Colosseo fino a Piazza Vittorio Emanuele.

13 giugno: nessuna agibilità fisica e politica ai neofascisti e alla “remigrazione”

Si chiama “Remigrazione e Riconquista”, si legge pulizia etnica. È la proposta di legge di iniziativa popolare che prevede “il rientro volontario e assistito degli stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale nei Paesi di origine”. Non bastano i rimpatri “volontari” attualmente già previsti dalla legge. Si vuole introdurre nel nostro ordinamento un programma apposito per incentivare il ritorno nel paese di origine di persone con background migratorio  che vivono magari da anni stabilmente nel nostro paese e che sono titolari di un permesso di soggiorno. Perché la “patria” e la “nazione” devono essere rigorosamente bianche.

Le destre estreme promotrici dell’iniziativa si sono date appuntamento a Roma il 13 giugno.

Roma è città aperta, antifascista e antirazzista: pretendiamo che tutte le autorità competenti, a partire dalle istituzioni locali, si assumano la responsabilità di impedire cortei, presidi e iniziative pubbliche che propagandano odio razziale, deportazione e discriminazione. 

Il contesto italiano ed europeo

La remigrazione non nasce nel vuoto, si inserisce in un più ampio processo di neo-fascistizzazione, autoritarismo e imposizione di un regime di guerra esterno ed interno, che attraversa la politica istituzionale, riscrivendone linguaggi, paradigmi e confini, all’interno di un contesto europeo segnato dal razzismo sistemico. 

Sono prospettive che in Italia si intrecciano con il progressivo irrigidimento delle politiche migratorie. La nuova normativa attualmente in discussione al Senato si inserisce in una lunga stagione di interventi normativi che hanno reso sempre più precaria la condizione delle persone migranti, ampliando i dispositivi di controllo, repressione e detenzione amministrativa. Nel frattempo, in diversi Paesi europei, forze dell’estrema destra e governi sempre più autoritari e securitari trasformano le persone migranti nel bersaglio privilegiato di campagne politiche fondate sulla paura, sulla costruzione del nemico interno e sulla divisione sociale. 

Il Patto su Migrazione e Asilo rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui questa impostazione viene consolidata a livello europeo. Attraverso l’esternalizzazione delle frontiere, la moltiplicazione degli accordi con Paesi terzi, l’estensione delle procedure accelerate di frontiera, il rafforzamento dei meccanismi di detenzione e dei respingimenti, il Patto istituzionalizza un modello fondato sul controllo, sulla selezione gerarchica delle persone in movimento e sulla compressione dei diritti fondamentali. Così prende forma un continente della mobilità spezzata, dove alcuni si muovono liberamente e altri vivono sotto sorveglianza, precarietà e la costante minaccia della detenzione e della deportazione. L’irregolarità non è una condizione spontanea, ma un prodotto politico che spinge verso rotte pericolose, violenza e morte. La governance della migrazione non riguarda solo chi migra, ma interroga nel profondo la giustizia e l’uguaglianza, come la tumultuosa storia dell’Europa tra gli anni 20 e 40 del Novecento ha dimostrato, più e più volte, il tragico costo di distogliere lo sguardo.

In Europa esiste un doppio standard e un innegabile privilegio bianco con delle ricadute importanti nella vita quotidiana delle persone di origine straniera. In Italia la cittadinanza è già intesa come concessione, e dunque “ottenibile” e “revocabile”. Da tre decenni in Europa esistono centri per il rimpatrio, luoghi di detenzione dove le persone vengono private della libertà solo perché non in possesso di un permesso di soggiorno; permesso di soggiorno che, nella maggior parte dei casi, è difficilissimo da ottenere – o conservare – a causa di leggi dell’immigrazione razziste e punitive. Il razzismo sistemico e la disparità di trattamento sono evidenti anche nei controlli di polizia per strada e sui trasporti pubblici: molto più frequenti e violenti quando rivolti a persone razzializzate. L’inseguimento e lo speronamento del motorino su cui si trovavano Ramy Elgaml e Fares Bouzidi ne sono un esempio.
Invece di colmare questo divario strutturale, oggi l’ultradestra razzista e suprematista che propone la remigrazione vuole restringere ulteriormente e differenziare ancora di più le vite di chi è considerat* meritevole di vivere in Italia sulla base del “sangue” e di chi non lo è. Ma non lasceremo che questo accada.

La delirante proposta di legge di iniziativa popolare sulla «remigrazione»


Chi sta portando avanti la proposta della «remigrazione» vorrebbe “il rientro volontario e assistito” delle persone con background migratorio che vivono in Italia “nei paesi di origine”: lo Stato italiano dovrebbe affermare “come principio inderogabile” che “non esiste un diritto intrinseco a migrare”.  I punti principali della proposta di legge intitolata «Remigrazione e Riconquista» sono solcati da un’idea razzista e suprematista. Tra le proposte:  

  • l’istituzione di un “Istituto della remigrazione”;
  • la restrizione dei criteri per ottenere il ricongiungimento familiare;
  • l’abolizione della protezione speciale;
  • l’espulsione obbligatoria delle persone con background migratorio condannate per reati, al termine della pena, con divieto di reingresso per almeno 10 anni (estendibile in base alla gravità del reato) o possibilità di scontare la pena nel Paese d’origine tramite accordi bilaterali;
  • l’introduzione di accordi individuali di rimpatrio volontario, con contributo economico in cambio della rinuncia definitiva al diritto di soggiorno e alla cittadinanza italiana;
  • la riduzione della spesa pubblica destinata – con termine generico – “all’immigrazione” e destinazione delle risorse a un fondo per finanziare i programmi di “remigrazione volontaria”;
  • l’eliminazione del decreto-flussi, che regola gli ingressi per lavoro;
  • l’introduzione di incentivi per il rientro in Italia dei discendenti di italiani residenti all’estero;
  • la creazione di un fondo riservato alle famiglie italiane “per sostenere la natalità” e “contrastare il declino demografico”;
  • il potenziamento delle politiche di espulsione e detenzione nei CPR;
  • la revoca della cittadinanza italiana ottenuta per naturalizzazione in caso di condanna definitiva per alcuni tipi di reato.

Cosa vogliamo

In tutta Italia esistono reti solidali, associazioni, collettivi, sindacati, sportelli sociali, realtà religiose, organizzazioni antirazziste, gruppi di mutuo aiuto e comunità territoriali che ogni giorno contrastano concretamente gli effetti delle politiche di esclusione e confinamento. Sono esperienze che difendono il diritto all’abitare, garantiscono l’accesso alle cure, sostengono percorsi di regolarizzazione, promuovono iniziative culturali e garantiscono l’accesso all’istruzione, offrono assistenza legale, costruiscono relazioni di solidarietà e praticano forme di accoglienza dal basso. È da queste pratiche già esistenti che bisogna partire per costruire una risposta collettiva all’avanzata delle politiche razziste e autoritarie.

È necessario rafforzare una convergenza civica ampia e plurale, capace di mettere in relazione soggetti diversi attorno alla difesa dei diritti fondamentali e della dignità di tutte le persone, indipendentemente dalla cittadinanza, dall’origine o dallo status amministrativo. 

Una convergenza che non si limiti alla denuncia, ma sia in grado di produrre strumenti concreti di tutela, solidarietà e trasformazione sociale, capace di mettere in rete e rafforzare safe space territoriali, luoghi fisici e sociali aperti, accessibili e sicuri, nei quali le persone migranti possano trovare ascolto, orientamento, supporto legale e sociale, protezione dalle discriminazioni e possibilità di partecipazione attiva. Spazi capaci di mettere in rete competenze, risorse e pratiche già presenti nei territori, favorendo l’autorganizzazione e il protagonismo delle persone direttamente coinvolte.

Invertiamo la tendenza: contrastiamo la detenzione amministrativa e chiediamo la chiusura dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR); ci opponiamo all’esternalizzazione delle frontiere e ai respingimenti in mare e ai confini; difendiamo il diritto d’asilo e la libertà di movimento; promuoviamo percorsi di regolarizzazione e accesso ai diritti; costruiamo comunità plurale fondate sull’uguaglianza sostanziale e sulla partecipazione.

Mettiamo in crisi quella logica che separa le persone tra vite da proteggere e vite da respingere, rivendichiamo la libertà di movimento, il diritto a una vita dignitosa, l’accesso alla casa, alla salute, all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione democratica sono diritti universali.

Legare il diritto a un’idea identitaria di sangue e bianchezza è incompatibile con una società che si fonda su giustizia sociale, uguaglianza e autodeterminazione.

La lotta contro la remigrazione non riguarda soltanto il rifiuto di una proposta neofascista, ma l’opposizione a un intero paradigma politico fondato su confini, esclusione, razzializzazione e gerarchizzazione delle vite e che riguarda strutturalmente le politiche italiane ed europee sulla migrazione.

Per questo vi invitiamo ad aderire al corteo che partirà sabato 13 giugno 2026 da Piazza del Colosseo alle ore 15 e arriverà fino a Piazza Vittorio Emanuele.

Per aderire all’appello:
https://forms.gle/cVez9SDVaAsxZL1j8 

Hanno aderito:

A Buon Diritto 

A Sud

ActionAid Italia

Altro Ateneo Tor Vergata

ÀP – Antimafia Pop Academy

APS Barikamà

APS Voci della Terra

Anpi Roma

Arci Roma

Arci Solidarieta Thomas Sankaraù

ARPJTETTO ETS

Articolo 21. Liberi di

ASGI

Asinitas aps – Roma

Associazione Casa Delle Donne* Lucha y Siesta

Associazione Museo Nazionale del Cinema

Associazione “Rosso un fiore” APS

Associazione Senzaconfine

Associazione Tezetà

Be Free Cooperativa

Casa dei Diritti Sociali ODV

CEMEA del Mezzogiorno

Centro Astalli Bologna

Centro Esquilino

CGIL Roma e Lazio

Circolo Gianni Bosio

Cittadino italiano

CivicoZero SCS

Clinica Legale Migrazioni e Asilo Roma Tre

CNCA

Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD)

Comitato “Fermiamo la guerra” e Rete Antirazzista di Firenze

Coordinamento dei Centri antiviolenza del Lazio

CS Astra19

CS Brancaleone

Diritti di Frontiera APS

Lab.Puzzle Bene Comune

Libertà e Giustizia

Link Roma

Link Roma Tre

Link Sapienza

Lunaria APS

MaTeMù/CIES

Mediterranea Saving Humans

Mem.Med Memoria mediterranea

Movimento Italiani Senza Cittadinanza

New Romalen

Nonna Roma

Oxfam Italia

Polo Civico Esquilino Poleis

Ponte Donna APS

Progetto diritti

QuestaèRoma

Refugees Welcome Italia

Rete A Pieno Regime, No DDL Sicurezza Roma

Rete degli Studenti Medi Roma

Rete della Conoscenza Roma

Rete No Bavaglio – liberi di essere informati

Rete Yekatit 12/19

Sbilanciamoci!

Sea-Watch

Spazi Circolari

Spin Time Labs

Sportello interferente

Sportello legale Infomigrante Esc

Stop CPR Roma

Telefono sos cpr

UISP Aps

Unione degli Studenti Roma

Unione degli Universitari Roma

In aggiornamento…

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Filed Under: Antirazzisti in movimento, In evidenza Tagged With: antirazzismo, Lunaria, migranti, razzismo

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