lug
23

Corso per attivisti rom e sinti!

Banner-Corso-300x200L’associazione 21 luglio apre le iscrizioni alla seconda edizione del Corso per attivisti rom e sinti, organizzato in collaborazione con il Centro Europeo per i diritti dei rom.
Il corso è diretto a studenti e attivisti rom e sinti di tutta Italia. Si svolgerà a Roma tra settembre e dicembre 2014 (un weekend al mese) per una durata complessiva di 56 ore e rappresenterà un’occasione importante per acquisire nozioni e strumenti sui diritti umani e sulla lotta contro la discriminazione.
I costi di viaggio, vitto e alloggio per i partecipanti selezionati saranno totalmente a carico degli organizzatori. Possibilità a fine corso di svolgere un tirocinio presso l’Associazione 21 luglio.

Per iscriversi c’è tempo fino al 31 agosto. Per info clicca qui.

lug
23

Sabir: a Lampedusa il festival diffuso delle culture mediterranee

downloadSi chiamerà Sabir il Festival diffuso delle culture mediterranee, che si terrà dal 1 al 5 ottobre a Lampedusa. Sabir, come la lingua parlata nei porti del Mediterraneo dal Medioevo fino a tutto il XIX secolo, che consentiva ai marinai e ai mercanti di comunicare fra loro. E l’intento del festival, promosso da Arci, Comitato 3 ottobre e Comune di Lampedusa, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Rai, è proprio quello di evocare la storia di incontro e scambio di culture, tradizioni e saperi di cui è intrisa l’isola di Lampedusa, che oggi nell’immaginario collettivo è legata soprattutto ai grandi flussi di migranti, alle tragedie che nel canale di Sicilia si cono consumate, a un’accoglienza quasi sempre fornita in condizioni di emergenza. Il festival vuole invece restituire all’isola un’immagine diversa, valorizzarne il potenziale sociale, economico e culturale, rafforzarne il ruolo di ponte tra le due sponde del Mediterraneo.
Durante i 5 giorni del festival si alterneranno dibattiti con ospiti internazionali, laboratori, eventi teatrali e musicali, spazi dedicati alla letteratura. Il 3 ottobre ci saranno varie iniziative in ricordo del tragico naufragio in cui persero la vita 368 migranti, iniziative di cui saranno protagonisti i familiari delle vittime e i superstiti.
La direzione artistica degli eventi teatrali è affidata ad Ascanio Celestini, mentre per gli eventi musicali la direzione sarà di Fiorella Mannoia.

Le finalità e il programma completo del festival verranno illustrate nella conferenza stampa a cui parteciperanno Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Giusi Nicolini sindaca di Lampedusa e Linosa, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Laura Biffi e Tareke Bhrane del Comitato 3 ottobre. Introdurrà Filippo Miraglia, vicepresidente Arci.

L’appuntamento per la conferenza stampa è per venerdì 25 luglio, ore 12, presso la Libreria Fandango, via dei Prefetti 22, Roma.

lug
22

Immagini e parole migranti all’Isola del Cinema

download (2)Si chiama Immagini e Parole Migranti la seconda serata della IV edizione della rassegna Immagini e parole dal quotidiano – Visioni Sociali, in scena all’Isola del Cinema di Roma.

Una serata per dare visibilità al tema delle migrazioni, in una terra, quella italiana, che ha vissuto da sempre il fenomeno, sia come luogo di emigrazione che di immigrazione. Proiezione di produzioni audiovisive tematiche, momenti di confronto, interventi e presentazioni, per approfondire la tematica da più prospettive.

L’appuntamento è per domani, mercoledì 23 luglio, dalle 20.30 presso lo Schermo Tevere dello spazio La Fabrique du Cinema.

Qui il programma e la locandina

 

lug
21

Citizens without borders!

download (1)Un E-book, sportelli informativi e di assistenza, un vademecum, un kit di comunicazione. E ancora ricerca, formazione, campagne di sensibilizzazione, supporto telematico. E’ questo, e molto altro, Citizens without borders, progetto finanziato dalla Commissione Europea che coinvolge cinque paesi (Repubblica Ceca, Francia, Italia, Spagna e Romania), con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle leggi europee su libertà di movimento e diritti di residenza sanciti dalla Direttiva europea 2004/38/CE.
Come sostengono i Rapporti e le Guide della Commissione, il processo di trasposizione della Direttiva 2004/38/CE è ancora in corso e permane una forte disparità tra quanto previsto dalla legislazione e quanto accade nella realtà. Citizens without borders nasce proprio per accrescere le competenze sulla materia da parte delle autorità locali, della società civile e dei cittadini comunitari, rivolgendosi in particolare a coloro che sono a contatto con i cittadini comunitari (uffici pubblici, legali, associazionismo e sportelli informativi) e agli stessi cittadini europei e loro familiari.

In una logica di diffusione delle competenze e di valorizzazione del lavoro di rete, il progetto ha realizzato un un E-book sull’applicazione della Direttiva 2004/38/EC sul diritto di circolazione e di soggiorno, scaricabile qui, e
e un kit di materiali di informazione e sensibilizzazione, adesivi, manifesti, poster, scaricabili qui.
Per informazioni e assistenza sull’esercizio dei diritti di libera circolazione e soggiorno, i cittadini comunitari e i loro familiari (compresi i familiari non comunitari), possono rivolgersi alla rete degli sportelli CWB. I punti informativi sono ad accesso libero e gratuito e sono attivi nelle città principali dei paesi coinvolti nel progetto.
Per raggiungere lo sportello CWB più vicino guarda qui.

lug
17

A Castelvolturno il disagio non ha colore

download (3)Pochi giorni fa, a Castel Volturno, precisamente a Pescopagano, due cittadini ivoriani sono stati feriti a colpi di arma da fuoco da due italiani, padre e figlio. Ne è nata una violenta protesta dei migranti di origine africana presenti sul territorio, da anni sfruttati dal caporalato, “trattati come bestie” come loro stessi hanno dichiarato.
Alcuni giornali e politici hanno descritto la situazione come una “guerra tra immigrati e italiani”, altri hanno strumentalizzato la situazione dicendo che “non possiamo accoglierli tutti”. (ne abbiamo parlato qui)
La verità è che nel territorio di Castel Volturno l’unica emergenza è l’assenza totale dello stato, che ha lasciato spazio alla criminalità e al degrado.

Pubblichiamo e invitiamo a diffondere il comunicato di alcune associazioni che da anni lavorano e lottano nel territorio di Castel Volturno.

A Castelvolturno il disagio non ha colore

Quello che è successo domenica sera,13 luglio 2014 a Pescopagano(Castel Volturno), ha del paradossale. I fatti sono oramai chiari. Dietro il ferimento dei due immigrati non c’è nessun furto.
Uno dei due ivoriani era in bicicletta a Pescopagano, mentre stava trasportando una bombola di gas, quando è stato fermato dal ventunenne Cesare Cipriani.( I Cipriani gestiscono l’istituto di vigilanza La Custodia, una sorta di polizia privata che sorveglia le villette sorte negli anni ’70, quando la zona era luogo di villeggiatura.)Il trentunenne ivoriano è stato accusato di averla rubata, ma il ragazzo si è difeso dicendo che la bombola era di sua proprietà ,ma nonostante ciò è stato aggredito.  A quel punto è intervenuto un altro ivoriano che passava di lì che lo ha soccorso. E’nato un litigio tra Cesare e i due immigrati. Sembrava che tutto fosse finito.  Invece dopo poco il giovane Cipriani è tornato insieme al padre Giovanni ,armati , gambizzando i due immigrati.
Da qui è partita la reazione di una parte della comunità immigrata di Pescopagano, innescando una rabbia che brucia per le strade di Castel Volturno.
Una rabbia che non ha colore e che mette allo scoperto la devastazione di questo territorio.
Non puoi non essere arrabbiato, se cresci e vivi a Pescopagano o a Destra Volturno. Non puoi non essere arrabbiato, se vedi ogni mattina cumoli di spazzatura sulle strade, se non hai il trasporto scolastico per mandare a scuola tuo figlio. Non puoi non essere arrabbiato, se non hai uno straccio di lavoro o se vieni sfruttato per meno di 20 euro al giorno.
Non puoi non essere arrabbiato, se non puoi condurre una vita normale, se non puoi uscire la sera perché non hai la macchina e questo paese non ti offre niente. Non poi non essere arrabbiato, se non hai un quartiere dove non ci sono luoghi di aggregazione, se non ci sono biblioteche, se non ci sono luoghi dove poter fare sport, se non hai uno spazio dove fare musica con i tuoi amici.
Questo degrado non ha colore: è bianco e nero!
Questa bomba su cui siamo seduti si chiama degrado che genera violenza.
Questa rabbia sta generando una guerra tra disperati: è la stessa vecchia storia dove bisogna trovare chi è più povero di te, chi è più disperato di te e addossargli tutta la colpa della situazione. Nel degrado si ricercano carnefici e questi carnefici sono sempre quelli più poveri di te. Si fa fatica a comprendere che chi è ancora più povero e disperato di te, ha ancora meno possibilità, è ancora più sfruttato e ancora più in balia di ricatti e soprusi.
Ci colpisce che certa stampa stia soffiando sul fuoco. Non è questo il momento, non è questo il metodo. Chi vuole scrivere su questi fatti dovrebbe fare lo sforzo dello studio e della ricerca.
Noi, che lavoriamo da anni con i bambini presso la Casa del Bambino, ci colpisce ogni giorno di più lo sforzo che dobbiamo fare per fare capire che Castel Volturno non è un paese normale. I bambini non si stupiscono più del degrado, per loro sta diventando una cosa del tutto normale. Questo è gravissimo.
I fatti di Pescopagano ci fanno sempre più pensare che sia giunto il momento di costruire ponti tra gli oppressi per trasformare questo territorio in un luogo vivibile.

La Casa del Bambino, Associazione Black and White, Associazione Jerry E. Masslo, Missionari Comboniani: P. Claudio Gasbarro,P. Alex Zanotelli, P. Antonio Bonato.

lug
17

La logistica del confine: il paradigma Taranto

download (1)Segnaliamo l’articolo di Francesco Ferri, pubblicato sul sito di Melting Pot.

Un racconto collettivo denso di emozioni ambivalenti: è questa la cifra complessiva delle prime settimane di accoglienza – in gran parte autogestita – in riferimento all’arrivo in riva allo Ionio di diverse migliaia di donne, uomini e bambini, giunti nel porto di Taranto accompagnati dalle navi della Marina Militare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Il carattere ambivalente delle emozioni occupa l’ampio spettro di possibilità che va dalla gioia – seppur precaria e problematica – dell’incontro, che ha ampiamente caratterizzato la partecipata accoglienza auto-organizzata, assumendo al tempo stesso, però, il sapore della diffusa indignazione con riferimento alle condizioni di ospitalità alquanto precarie.

L’utilizzo di strutture in disuso e ampiamente inadeguate, come un palazzetto dello sport e un ex mercato ortofrutticolo nel quartiere Tamburi, nelle quali – sotto un caldo cocente e in condizioni igienico sanitarie allarmanti – anche l’apporto di acqua e farmaci, nei primi giorni in particolare, è stato garantito da volontari e attivisti: questa è stata, e in parte continua ad essere ancora, la scarnissima portata dell’apparato umanitario di accoglienza predisposto per i migranti e le migranti nel capoluogo ionico.

E proprio qui – tra le mancanze istituzionali e l’esigenza di un’accoglienza il più possibile dignitosa – si inserisce con forza uno degli elementi centrali nel “caso Taranto”, capace di riarticolare la retorica dominante per la quale i termini con i quali leggere la questione dell’immigrazione siano necessariamente quelli della paura e della difesa: complessivamente, le cittadine e i cittadini di Taranto hanno autonomamente predisposto un sistema materiale di accoglienza – e un’ampia disponibilità alla relazione e all’affetto – tanto ampi e inaspettati quanto imprescindibili.
Proprio da qui sembra possibile ripartire, provando a far in modo che la gioia dell’incontro sia immediatamente compatibile con la produzione di ampi sguardi sul funzionamento complessivo del meccanismo dell’accoglienza, anche al di là del ruolo pur importante che il capoluogo Ionico sta assumendo in queste settimane.

Allo stesso tempo, un’attività altrettanto utile può risiedere nel tentativo di leggere ciò che sta avvenendo a Taranto come possibile paradigma per comprendere il cambiamento di fase nella gestione complessiva degli arrivi. Un elemento in particolare sembra qualificare la discussione: il sistema d’accoglienza (non) strutturato in riva allo Ionio sembra confermare quanto i due termini che caratterizzano la gestione del confine – la questione militare e il livello umanitario – siano strutturalmente contigui. In questo senso, venuto meno – temporaneamente e per ragioni di opportunità di governo del fenomeno – l’esigenza di una gestione militare dell’accoglienza, nello stesso tempo anche il profilo umanitario si è rapidamente dissolto. I centri di (non) accoglienza predisposti a Taranto non prevedono alcuno strumento di confinamento o di controllo: al contrario è stato molto spesso favorito il transito dei migranti verso altre destinazioni, anche tramite l’accompagnamento collettivo in bus e il conseguente abbandono nei piazzali delle stazione di Anagnina e di Rogoredo. Anche la gestione umanitaria, in particolar modo nelle prime settimane, con riferimento anche alle abituali procedure di accoglienza, si è contemporaneamente disgregata: basti pensare al ruolo fondamentale, dal punto di vista del coordinamento delle attività di aiuto, è svolto da un “gruppo facebook” di volontari denominato, appunto, “coordinamento aiuti Taranto”, con la materialità dell’assistenza informalmente delegata alla buona volontà della cittadinanza.

Il paradigma rappresentato in questi giorni dal caso Taranto può essere utile anche per leggere i cambiamenti di fase che sono in atto. L’accordo raggiunto tra Governo, Regioni, Comuni e Province nell’ottica di un piano per la gestione dei nuovi arrivi, che verosimilmente interesserà direttamente anche il capoluogo Ionico, annovera tra le novità annunciate l’esplicita previsione di hub regionali o interregionali che fungano da prima accoglienza e qualificazione.

Già dal punto di vista del lessico utilizzato, è necessario rigettare l’utilizzo di una terminologia propria del linguaggio delle logistica, quasi che la gestione dei processi di migrazione sia un problema da affrontare in termini di razionalità del trasporto e non dal punto di vista dell’ampiezza e della qualità dei diritti delle migranti e dei migranti.
Inoltre – e qui risiede un elemento potenzialmente fondamentale per qualificare la portata complessiva dell’intera vicenda – sarà necessario valutare quali siano le previsioni del Governo in relazione al preannunciato meccanismo di selezione, effettuato proprio nella fase hub dell’accoglienza, tra coloro ai quali è riconosciuta la protezione internazionale e che quindi possono successivamente accedere al sistema Sprar e gli esclusi da questa selezione rispetto ai non vengono precisate – ma è possibile provare ad immaginarlo – le prospettive alle quali andranno incontro.

Una configurazione del genere necessita, giocoforza, di una lettura complessiva della questione. Può risultare fuorviante – e addirittura funzionale al complessivo meccanismo di inclusione differenziale – produrre una discussione che valuti, nel qualificare le posizioni politiche da assumere, unicamente le caratteristiche logistiche del porto di Taranto, la sua posizione strategica sul Mediterraneo e la potenziale idoneità delle strutture del territorio ad ospitare il citato hub che effettui lo smistamento – previa selezione – delle migranti e dei migranti. Sembra necessario, al contrario, riflettere e mobilitarsi, anche a Taranto, per la qualità e l’ampiezza dei diritti delle migranti e dei migranti, rifiutando di assumere i temi della logistica come terreno di scontro e unico criterio possibile per leggere la portata della fondamentale sfida che sta investendo la città Ionica.

 

lug
17

Radio Ghetto riaccende il mixer!

DSCN22222Torna Radio Ghetto, il progetto di radio partecipata con i braccianti africani del Gran Ghetto di Rignano Garganico in Puglia. Un progetto completamente volontario, che conta sulla partecipazione dei migranti impiegati nella raccolta dei prodotti agricoli e delle persone che vogliono mettersi in gioco e sperimentarsi nell’animazione della radio, pensata come spazio di informazione e denuncia, ma anche di confronto e socializzazione.

Il periodo di attività di Radio Ghetto è tra fine luglio e inizio settembre: per informazioni su come prendere parte all’iniziativa, scrivere a passpartuitalia@gmail.com.

Qui è possibile scaricare e ascoltare le trasmissioni radio dello scorso anno.

lug
08

Fermiamo le stragi. Accoglienza e dignità per i rifugiati in Europa

imagesVenerdì 11 luglio 2014 sit in a Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, alle ore 17.30.

Il Mediterraneo continua ad essere un cimitero.

Il luogo nel quale muoiono le speranze di migliaia di persone in cerca di protezione.

I governi europei non mostrano alcun interesse, se non attraverso parole di circostanza a seguito di tragedie collettive, nei riguardi della sorte di chi in fuga da conflitti ai quali la comunità internazionale non riesce a dare risposte (la Siria e il Corno d’Africa in primo luogo) intraprende lunghi e rischiosi viaggi alla ricerca di sicurezza per sé e la propria famiglia.

L’operazione Mare Nostrum, che è riuscita a salvare migliaia di vita umane in questi mesi, non è certamente lo strumento più adeguato per assumersi le responsabilità che spettano ai Paesi dell’Unione Europea.
Anche il nostro Paese, che con questa operazione ha impedito maggiori perdite di vite umane e ha provato a mettere in campo una risposta dopo la strage dello scorso 3 ottobre a Lampedusa, non ha dato finora risposte adeguate alla gravità della situazione, in particolare sul piano dell’accoglienza che rimane confusa, parziale e frammentata.

Chiediamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in qualità di Presidente di turno dell’UE, di proporre:
1. l’apertura immediata di canali umanitari con il coinvolgimento delle Nazioni Unite:
2. l’applicazione della Direttiva Europea sulla Protezione Temporanea (2001/55/CE).

Chiediamo altresì al Governo italiano di implementare subito un Piano Nazionale per l’Accoglienza, attraverso un coinvolgimento non solo degli enti locali e delle regioni, ma anche delle associazioni e degli enti di tutela.

Invitiamo tutti a aderire Venerdì 11 luglio 2014 al presidio a Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, alle ore 17.30.

Arci, CGIL, Servizio Rifugiati e Migranti Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Lunaria, Medu, Progetto diritti, Senza confine.

 

lug
08

Abbraccio antirazzista a Cecina!

medAbbraccio mediterraneo: questo il nome scelto quest’anno per il Meeting Internazionale Antirazzista (MIA), al via domani.

La manifestazione, giunta quest’anno alla ventesima edizione, avrà come focus principale la “questione mediterranea”, sviluppata in tre tavole rotonde che affronteranno l’analisi delle cause delle migrazioni (Rotte Migranti, giovedì 10 luglio); il confronto sui percorsi di accoglienza e tutela dei diritti nei paesi del Mediterraneo (Mediterranean Civil Society: migrazioni e diritti tra nuove e vecchie democrazie; venerdì 11 luglio); la crescita di movimenti e partiti xenofobi e razzisti in Europa (Il continente minacciato: l’Europa e il successo dei movimenti xenofobi; sabato 12 luglio).

Tra gli ospiti, anche esponenti di organizzazioni per la tutela dei diritti dei migranti provenienti dai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, come Libia, Libano, Marocco, Tunisia: Alaa Talbi (Forum tunisino per i diritti economici e sociali), Farah Salka (Anti-Racism Movement, Libano), Khadija Beseikri (Associazione libica Amzonat).

Oltre ai dibattiti ci saranno incontri, laboratori, concerti. Tra gli altri appuntamenti, segnaliamo le lezioni di Unida, l’Università d’Estate sul diritto d’asilo, che per la prima volta sarà itinerante e si svolgerà in varie città italiane, e Comics for Equality, laboratorio di fumetti Antirazzisti, curato da Pierluca Galvan e Sara Bruni.
L’evento, promosso da Arci e Regione Toscana, con il sostegno di Cesvot, Provincia di Livorno e Comuni di Livorno, Cecina e Rosignano, si terrà dal 9 al 12 luglio nel centro di Cecina Mare (Li).

Qui info e programma

lug
03

Minori Rom: tutela dei diritti e prevenzione dell’esclusione

1609886_583468791722922_1264790584_nL’Unione Forense per la tutela dei diritti umani e l’Unar invitano al convengo Minori Rom: tutela dei diritti e prevenzione dell’esclusione.
Tanti gli interventi e le tematiche trattate: dalla giurisprudenza della Corte europea alla tutela dei diritti dei minori Rom, dalla devianza minorile al sistema dei “campi”.

L’appuntamento è per giovedì 10 luglio, alle ore 9.00, presso il CNEL, Viale David Lubin, n. 2, Roma.

Clicca qui per il programma completo.