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Lesbo’s calling / Roma è solidale

4 Marzo - h.17:00 - 19:00

Quanto sta accadendo al confine tra Grecia e Turchia è inaccettabile e mette a rischio la vita e l’integrità di miglia di persone. Più di 80mila rifugiati, in fuga dagli ultimi attacchi feroci in Siria, hanno già attraversato la frontiera con l’Unione Europea. Dopo averlo minacciato a più riprese, la bomba umanitaria lanciata dal Presidente turco mette in ginocchio le Istituzioni Europee e chiede azioni più concrete in sostegno della Turchia. La ritorsione di Erdogan rischia di creare una crisi umanitaria senza precedenti, laddove i Paesi di confine stanno iniziando ad adottare delle misure di forte chiusura: la Bulgaria da un lato sta rafforzando i controlli, la Grecia dall’altra sta negando la possibilità di fare richiesta di asilo. Ricordiamo che ad oggi ci sono circa 500 mila migranti lungo la rotta turca in attesa di poter entrare nell’Unione Europea. Molti di loro provengono da Paesi come Siria, Iraq, Palestina, Afghanistan. Molti di loro avrebbero anche diritto ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, invece cercano di sopravvivere nei campi profughi sovraffollati e privi di qualsiasi tutela e protezione anche nei confronti delle categorie più deboli.

Oltre a questi, secondo le Nazioni Unite ci sono circa 2 milioni di profughi siriani in fuga dall’area di Idlib al confine con la Turchia in attesa di poter essere accolti in Europa. Se le trattative tra Ankara e Bruxelles dovessero andare per le lunghe, alla completa inerzia degli europei una folla di profughi rischia di rimanere bloccata nei campi improvvisati in condizioni disumane, nella vana speranza di tentare strade alternative a quelle regolari, più pericolose, per poter accedere in altri paesi. L’Europa continua a portare avanti accordi criminali pur di lavarsi le mani dei diritti umani che giornalmente calpesta e fa calpestare nella più totale indifferenza. Un abominio che va avanti come un tritacarne. Da tempo gli attivisti,le ONG ed i migranti bloccati in Grecia denunciano le condizione disumane nelle isole e nei campi lager. L’Europa fa orecchie da mercante e scambia sangue e morte con il denaro. La salvaguardia delle persone resta solo in mano ai migranti stessi ed agli attivisti,violentemente attaccati dai movimenti nazisti e dalle polizie. Gli organismi europei continuano a giocare sui tavoli delle loro stanze.

Intanto vengono tenuti alla larga uomini donne e bambini ai confini di terra e mare con un dispiegamento di forze impressionante,violenze inaudite delle polizie di frontiere fino ad uomini incappucciati in mare o che spingono via a pedate dai moli i profughi in arrivo. Un disumano agghiacciante. La polizia greca spara a gente inerme al xonfine e tace delle violenze di gruppi nazisti contro migranti ed attivisti.
Oggi ha ucciso un uomo al confine. E l’Europa invia agenti Frontex per controllare e lasciar morire le persone in terra e mare
#notinmyname

Facciamo appello a tutti ad un Presidio in Piazza Santi Apostoli
Mobilitiamoci contro le politiche europee di assassinio e detenzione nelle isole hotspot in Grecia

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Dettagli

Data:
4 Marzo
Ora:
17:00 - 19:00
Tag Evento:
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Sito web:
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Luogo

Piazza SS Apostoli, Roma
Roma, Italia + Google Maps