
Lunaria continua ad occuparsi di razzismo nel mondo dell’informazione attraverso il progetto MILD (More correct Information Less Discrimination), con l’incontro internazionale tenutosi a Madrid dal 27 al 29 gennaio. Con Lunaria come capofila, hanno partecipato Carta di Roma, Maldita.es per la Spagna, African Media Association Malta, Antigone per la Grecia e, come invitata esterna, Marianna Kalonda Okassaka, brand manager di ColorY*.
MILD è finalizzato allo sviluppo di attività di ricerca e formazione per giornaliste e giornalisti dei media tradizionali ed esperti di comunicazione sociale, su temi sensibili come le migrazioni, il razzismo e le narrazioni nei confronti delle persone migranti, rifugiate e razzializzate, con una particolare attenzione alla disinformazione e alle fake news.
Più nello specifico, nel corso dell’incontro svolto a Madrid si è cercato di mettere a punto una proposta formativa che vuole stimolare la produzione di narrazioni alternative, che sia utile a chi opera nel mondo dell’informazione, dopo che una ricerca sul tema, svolta tramite interviste a varie redazioni giornalistiche ed organizzazioni non governative, ha fatto emergere diversi punti critici.
Lunaria, in particolar modo, si è concentrata sull’importanza di mettere a punto un linguaggio più preciso e specifico, che tenga anche presente l’autodeterminazione delle persone razzializzate. Durante l’incontro, infatti, è emerso come il linguaggio finora usato dai media tradizionali (giornali cartacei, televisione e radio) tende a deumanizzare e discriminare le persone migranti e razzializzate: la persona è spesso ridotta a un aggettivo che ne descrive la nazionalità, anche quando non rilevante per il racconto, o lo status giuridico. In alcuni casi l’utilizzo di alcune parole è addirittura semanticamente errato (basti pensare, ad esempio, all’abuso della parola “clandestino” con riferimento a richiedenti asilo e rifugiati).
Si tratta di scelte che portano alla formazione di narrazioni discriminanti, le quali non passano solo attraverso le parole, ma anche dalle foto che accompagnano gli articoli. Durante le discussioni a Madrid, questo aspetto è emerso in particolar modo per quelle narrazioni che si occupano degli arrivi dei migranti dal Sud del Mediterraneo: le immagini scelte con più frequenza dalle testate giornalistiche tradizionali tendono a creare una distanza tra il lettore e il soggetto migrante, con rappresentazioni che suscitano, se non apatia, paura e ansia. Tutti sentimenti negativi che inducono i lettori a leggere le migrazioni come “un’invasione” e non, invece, come un fenomeno sociale e sistemico, che esiste da sempre.
Una percezione che si accompagna anche alla disinformazione e alle fake news: le persone razzializzate tendono a essere involontarie protagoniste di notizie fuorvianti o del tutto false, la cui condivisione porta avanti immaginari stigmatizzanti.
Si tratta di un fenomeno che, in sé, non è nuovo, ma che si sta evolvendo in fretta grazie all’uso delle Intelligenze Artificiali, le quali, per il modo in cui sono state costruite e funzionano, tendono a riportare risultati concordanti con le narrazioni più diffuse. A fronte di tutte queste problematiche, Lunaria e le altre realtà all’interno di MILD stanno per proporre un corso di formazione online, che sarà disponibile a partire dal mese di marzo, in inglese, italiano, spagnolo e greco, per professionisti e professioniste dell’informazione, nonché per studentesse e studenti delle scuole di giornalismo, così da stimolare il loro spirito critico e nuove prospettive. Saranno anche forniti strumenti utili e fonti di approfondimento.










