
Condividiamo qui il comunicato dell’associazione 21 Luglio in merito alla vicenda di Hasib Omerovic.
| Vicenda Hasib Omerovic: rinviato oggi a giudizio il poliziotto Andrea Pellegrini e condanna con risarcimento per uno degli altri. Associazione 21 luglio: «Ora avanti, verso la verità!» Roma, 30 gennaio 2026 – Si è svolta oggi presso il Tribunale di Roma l’udienza relativa al caso di Hasib Omerovic, il 38enne di origine rom precipitato per 8 metri il 25 luglio 2022 dalla sua abitazione di Primavalle durante un controllo delle forze dell’ordine. Al termine della stessa, il giudice ha rinviato a giudizio il poliziotto Andrea Pellegrini, con udienza fissata al 2 novembre 2026. Per gli altri due poliziotti indagati, Alessandro Sicuranza e Maria Rosa Natale, grazie al rito abbreviato, è stata decisa una condanna per concorso in falso ideologico per il primo di 1 anno e 4 mesi con risarcimento del danno alla famiglia, all’Associazione 21 luglio e delle spese processuali. Maria Rosa Natale è stata invece assolta. Dopo l’esposto presentato dalla famiglia di Omerovic il 5 agosto 2022, con il supporto dell’Associazione 21 luglio, il 31 maggio 2024 il pubblico ministero Stefano Luciani, a seguito dell’inchiesta, aveva chiesto il rinvio a giudizio dei tre poliziotti coinvolti nella vicenda contestando loro il reato di falso e tortura. Il reato di tortura è stato contestato all’assistente capo della polizia Andrea Pellegrini, che all’epoca dei fatti era in servizio nel distretto XIV di Primavalle. L’agente, secondo l’accusa, durante l’attività di identificazione in casa del giovane «con il compimento di plurime e gravi condotte di violenza e minaccia, cagionava un verificabile trauma psichico, in virtù del quale lo stesso precipitava nel vuoto dopo aver scavalcato il davanzale della finestra della stanza da letto nel tentativo di darsi alla fuga per sottrarsi alle condotte violente e minacciose in atto nei suoi confronti”. A Pellegrini era stato contestato anche il reato di falso aggravato in concorso con altri due colleghi, Alessandro Sicuranza e Maria Rosa Natale per aver dichiarato che l’intervento nell’appartamento fosse «dipeso dall’essersi incrociati per strada lungo il tragitto e non, come realmente accaduto, da accordi telefonici previamente intercorsi». I tre avrebbero inoltre attestato ‘«di aver ricevuto dai condomini dello stabile, una volta giunti sul posto, informazioni secondo cui all’interno dell’appartamento degli Omerovic vivevano più persone che danno spesso problemi al condominio, in quanto vivono in uno stato di scarsa igiene e riferivano inoltre che durante alcune litigate all’interno dell’abitazione si sentivano spesso urla e lanci di oggetti come bicchieri e coltelli dalla finestra, laddove tali informazioni erano state, in realtà, acquisite soltanto dopo che Hasib Omerovic era precipitato nel vuoto». Infine i poliziotti avrebbero omesso «di indicare tutte le condotte poste in essere da Pellegrini all’interno dell’appartamento». Un quarto agente coinvolto nella vicenda, Fabrizio Ferrari ha invece scelto di collaborare con la Magistratura e, riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante, ha patteggiato nel settembre 2024 una condanna a undici mesi e sedici giorni di reclusione.Secondo Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio «con il rinvio a giudizio e le condanne di oggi, si compie un ulteriore passo in avanti nella ricerca della verità di quanto accaduto il 25 luglio 2022 nell’appartamento di Gerolamo Aleandro. Continueremo a vigilare sulla vicenda garantendo la nostra presenza in ogni tappa del percorso giudiziario sino a quando tutti i responsabili non saranno individuati e puniti e la famiglia riceverà il giusto risarcimento. Abbiamo corso il rischio che un processo di minimizzazione avvolgesse l’intera vicenda, come già si è tentato di fare. Ora avanti, verso la verità».Il Ministero dell’Interno è stato dichiarato responsabile civile nel procedimento giudiziario al quale si sono costituiti parte civile sia i familiari della vittima, che in seguito alla caduta ha trascorso otto mesi ricoverato in ospedale, che l’Associazione 21 luglio. Contatti stampa: Federico Recchia+39 3469735316 |










