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Bari, i rifugiati dalla casa alla strada

casa_rifugiato_1Era il febbraio 2014 quando qualche centinaio di rifugiati e richiedenti asilo occuparono a Bari l’ex convento di S. Chiara diventato in breve conosciuto come la “Casa del rifugiato”. Dopo dieci mesi l’occupazione è stata sgomberata e i migranti costretti a vivere, per decisione della prefettura, in un deposito abbandonato e cadente. Che ne sarà di loro ora? Segnaliamo la nuova puntata di Passpartù, trasmissione dell’agenzia radiofonica Amisnet.

Bari, i rifugiati dalla casa alla strada

Mentre a Bari la lotta per il diritto ad un’accoglienza dignitosa continua, a Genova un’altra associazione, l’Ambulatorio Internazionale Città Aperta, porta avanti una battaglia diversa sul fronte del diritto alla salute.
Da oramai vent’anni, da prima della legge Turco-Napolitano infatti, questo ambulatorio sociale tenta di dare una risposta ad un’esigenza importante com’è, appunto, l’accesso alle cure mediche di base per quei cittadini stranieri irregolari che, solo per il fatto di non avere un permesso di soggiorno valido, si ritrovano isolati ai margini della società senza alcun diritto a veder soddisfatte le loro esigenze mediche.
Un altro esempio di come, in Italia, le associazioni che operano nel campo dell’attivismo e del volontariato sono quelle che riescono a mettere una toppa nelle voragini causate dalla politica istituzionale.

Ospiti della puntata:
Gianni, Collettivo Rivoltiamo la precarietà
Guia Flego, Medico dell’Ambulatorio Internazionale Città Aperta
Caterina Pizzimenti, Presidente dell’Ambulatorio Internazionale Città Aperta

Passpartù:
La selezione musicale del programma è stata curata da: Jahman
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La paura dell’Islam ai tempi di Charlie Hebdo

 

Senza-titolo-2L’11 settembre europeo”: è stato definito così da molti giornali italiani ed esteri l’attacco che la mattina del 7 gennaio scorso ha sconvolto Parigi e l’Europa.
Ma a quasi 15 anni dall’attacco alle torri gemelle come si è comportata la stampa? Avrà continuato a far leva sulla paura del diverso armando i cittadini gli uni contro gli altri con idee d’odio e violenza? Secondo l’avvocato Luca Bauccio si, e non è il solo a crederlo.

Segnaliamo la nuova puntata di Passpartù, trasmissione radiofonica di Amisnet:

La paura dell’Islam ai tempi di Charlie Hebdo

In questa puntata cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro il termine islamofobia e quanto è corretta la dicotomia presentata oramai come naturale dai media italiani tra islam moderato e islam radicale.

In conclusione di trasmissione affronteremo il tema della libertà di espressione proprio a partire dalle vignette di Charlie Hebdo perché se nel mondo tutti hanno condannato la gravità dell’attentato parigino, in molti hanno anche espresso dei dubbi sulla legittimità di quelle vignette satiriche.

Ospiti della puntata:
Luca Bauccio, Avvocato esperto di diritto dell’informazione

Passpartù:
Per approfondire gli argomenti trattati è possibile leggere integralmente i quattro articoli citati in trasmissione di: Maria Lombardi, Francesco Grillo, Cas Mudde e Giuseppe Acconcia per leggere gli articoli clicca qui)
Parte della selezione musicale del programma è stata curata da: Note d’Oriente
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In fuga dalla leva e dalla dittatura. L’Eritrea oggi

amisnetNel solo 2013, 20.000 cittadini eritrei hanno lasciato il proprio paese per chiedere protezione internazionale (dati Unhcr). Una tendenza in continuo aumento: rispetto al 2012, il 2013 ha conosciuto un incremento delle richieste di asilo avanzata da persone eritree del 77%. Cosa spinge queste persone a lasciare la propria terra? La nuova puntata di Passpartù ripercorre e analizza le motivazioni che ci sono alla base dell’abbandono da parte di molte persone dell’Eritrea, alla ricerca di asilo e protezione altrove. Lo fa con Gabriel Tzeggai, attivista e profugo eritreo, e Meron Estefanos, giornalista di Radio Erena.
Segnaliamo la nuova puntata di Passpartù, trasmissione radiofonica di Amisnet:

In fuga dalla leva e dalla dittatura. L’Eritrea oggi

Sono stati 20.000 secondo l’UNHCR i richiedenti asilo eritrei nel solo 2013, il 77% in più rispetto all’anno precedente. Numeri altissimi per un Paese di neanche 6 milioni di cittadini e che ci dicono molto sulla brutalità della dittatura di Asmara dalla quale questi uomini e queste donne cercano di fuggire.

Una brutalità che si concretizza essenzialmente nella militarizzazione totale della società eritrea: il servizio militare obbligatorio che impegna uomini e donne dai 18 ai 40 anni ma che può durare anche oltre, le violenze e le torture rivolte contro chiunque si opponga al regime, la possibilità di lavorare soltanto nei settori decisi dal Governo ricevendo venendo per di più una paga da fame, il razionamento del cibo e il boom del mercato nero.

Se tutte queste argomentazioni giustificano senza dubbio le partenze però, i viaggi verso l’Europa e Israele che questi profughi intraprendono non sono semplici. Decine e decine di migranti vengono infatti rapiti da bande di criminali che li torturano chiedendo un riscatto alle loro famiglie, e così un numero indefinito di eritrei ha trovato la morte in queste camere di tortura nascoste nel torrido deserto del Sinai.

Ospiti della puntata:
Gabriel Tzeggai, Attivista e profugo eritreo
Meron Estefanos, Giornalista di Radio Erena

Passpartù:
Per saperne di più sulla questione dei profughi eritrei visita il sito di Archivio Memorie Migranti o la mappa interattiva del progetto Across The Sea
In redazione questa settimana: Marzia Coronati
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Passpartù on air: ‘Un’altra accoglienza è possibile. Il caso Mafia Capitale.’

como-llegar-romaPochi giorni fa è esploso l’affaire Mafia Capitale ma cosa ci dice questa vicenda in più rispetto a quello che già sapevamo sul business dell’accoglienza dei migranti? E da quali basi possiamo ripartire, oggi, per immaginare un sistema diverso? Questi sono alcuni degli argomenti che Passpartù oggi prova ad affrontare in una lunga chiacchierata con l’associazione Laboratorio 53.

Segnaliamo la nuova puntata di Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet:

Un’altra accoglienza è possibile. Il caso Mafia Capitale. 

I movimenti antirazzisti già da tempo denunciavano il grande business dell’accoglienza dei profughi, tantissime inchieste dal basso sono state fatte ai tempi del Piano di Emergenza Nord Africa tra 2011 e 2013 eppure nulla si è mosso e, mentre le associazioni criticavano la mala gestione dell’accoglienza e lo sperpero inammissibile di fondi pubblici, le prefetture e le diverse istituzioni non aprivano bocca.
Cooperative ed enti gestori hanno continuato e continuano indisturbati da anni ad arricchirsi sulla pelle dei migranti senza garantire loro un’accoglienza degna.
Oggi però l’inchiesta Mafia Capitale ha scoperchiato il pentolone e quello che ne è uscito fuori non piace a nessuno, ma mentre tutti giocano a rimpallarsi le responsabilità noi ci siamo chiesti il perché di questo clamore su fatti che tutti immaginavamo, le motivazioni di questo scandalo tra la pubblica opinione e, soprattutto, da dove ripartire per immaginare un modello diverso di accoglienza.
Monica Serrano di Laboratorio 53 ci aiuta a orientarci di fronte ad un panorama che appare ogni giorno più confuso.

Ospiti della puntata:
Monica Serrano, Laboratorio 53

Passpartù:
Alcuni frammenti della trasmissione di questa settimana sono tratti dalla puntata di Passapartù del 3 maggio 2013 “Vogliamo decidere delle nostre vite”
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli
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Passpartù on air: ‘Atene, i migranti chiedono la libertà di viaggiare’

20141206_Siria-800x500Come ogni settimana, torna Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet.
Segnaliamo la nuova puntata:

‘Atene, i migranti chiedono la libertà di viaggiare’

Sono trecento migranti fuggiti dalla Siria quelli che dal 19 novembre scorso occupano Piazza Syntagma ad Atene, chiedono la libertà di movimento necessaria a lasciare la Grecia e presentare domanda d’asilo in altri Paesi europei, ma il regolamento Dublino III non lo permette. Tra i manifestanti i morti sono già due ma il governo di Atene continua a fare orecchie da mercante.

Per ascoltare la puntata:

Parallelamente in Italia l’Istat ha pubblicato i dati sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente e così scopriamo che mentre molti politici e opinionisti di turno paventano un’invasione degli stranieri, in realtà il numero dei nuovi immigrati in Italia nel 2013 è diminuito di oltre 40.000 unità.

Tutto questo mentre crescono le fughe dal nostro Paese tanto dei cittadini italiani quanto di quelli stranieri che cercano altrove una propria sistemazione.
È Enrico Tucci dell’Istituto nazionale di statistica colui il quale ci aiuterà a orientarci tra questi numeri.

Ospiti della puntata:
Margherita Dean, Corrispondente da Atene per Radio Popolare
Enrico Tucci, Ricercatore area sociodemografica dell’ISTAT

Passpartù:
Per saperne di più
 sui dati pubblicati dall’ISTAT leggi il report
L’articolo che vi consigliamo questa settimana è di comune-info.net “Migranti nei piccoli comuni”
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli
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Access to Protection: Bridges not Walls

CIR1Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) ha recentemente prodotto un rapporto e un video sul tema dell’accesso alla protezione in Europa, Nell’ambito del progetto “Access to Protection: a Human Right”.

Obiettivo del progetto, finanziato dal programma EPIM, è promuovere la conformità delle politiche e delle prassi nazionali e comunitarie con gli obblighi previsti dagli strumenti europei relativi ai diritti umani, in particolare a quelli stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo nel caso Hirsi Jamaa e altri c. Italia, del febbraio 2012, in merito all’accesso al territorio e alla protezione.
Il progetto mira a contribuire al raggiungimento di un “cambiamento culturale”, caratterizzato dal passaggio da una visione incentrata prevalentemente sulla sicurezza e sulle attività di contrasto all’immigrazione irregolare ad un approccio che riesca a bilanciare tali esigenze con il rispetto dei diritti umani, in particolare del principio di non-refoulement e dell’accesso alla protezione, attraverso la promozione di modifiche legislative a livello nazionale e comunitario e apposite linee guida e regolamenti.

La pubblicazione “Access to Protection: Bridges not Walls” – al momento disponibile in lingua inglese – è il risultato di una ricerca condotta dal CIR e dai partner di progetto in altri sei Paesi europei (Germania, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia e Ungheria). Il rapporto rappresenta uno studio approfondito a livello europeo nel campo delle migrazioni e dell’asilo e fornisce un’analisi dei principali strumenti legali dell’Unione Europea e delle prassi seguite nei Paesi partner del progetto. Il rapporto contiene, altresì, rilevanti raccomandazioni rivolte alle Istituzioni europee e agli Stati Membri.

La pubblicazione è disponibile a questo link: http://bit.ly/ReportAccesstoProtectionCIR

Il breve documentario dal titolo “Maybe Tomorrow” (“Forse domani…”) è stato realizzato da Stefano Liberti e Mario Poeta. Il video si concentra solamente sul contesto italiano, sottolineando difetti e aspetti critici dell’accesso al nostro territorio e alla procedura di asilo. “Maybe tomorrow” mira a descrivere l’operazione Mare Nostrum e le condizioni di prima accoglienza dei migranti appena arrivati. Il video è stato girato lo scorso agosto al porto di Augusta e in due centri di accoglienza in Sicilia. I migranti ospitati in questi centri non hanno ricevuto alcuna informazione riguardo il loro status nè hanno incontrato un consulente legale per circa due mesi. “Forse domani” è la risposta che generalmente ricevono alle loro richieste.
Il video è disponibile a questo link: http://bit.ly/VideoMaybeTomorrowCIR

Per ulteriori informazioni:
Consiglio Italiano per i Rifugiati
Ufficio stampa e comunicazione
Yasmine Mittendorff
Via del Velabro, 5/a 00186 Roma
tel. 06 69200114 – 230
fax. 06 69200116
mittendorff@cir-onlus.org

www.cir-onlus.org

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Passpartù on air: ‘Che fine hanno fatto i migranti meridionali degli anni ’60?’

arrivi_2Come ogni settimana, segnaliamo la nuova puntata Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet.

Sono passati quasi 60 anni dalle migrazioni interne del secolo scorso ma ancora il divario tra emigranti meridionali e società ospite è grande e le seconde generazioni italiane hanno difficoltà più simili a quelle dei loro coetanei stranieri che a quelle dei giovani piemontesi. Passpartù tenta di comprendere le motivazioni di questa situazione e le aspettative per il futuro?

Che fine hanno fatto i migranti meridionali degli anni ’60?

Ascolta la puntata:


Il nostro viaggio comincia da Torino dove con l’aiuto di Anna Badino capiremo come le difficoltà dei figli degli emigrati degli anni ’60 si ripercuotono soprattutto sul piano scolastico, con tutto quello che questo determina: abbandono degli studi, disaffezione al sistema scuola, bassi di livello di istruzione.

Parallelamente però faremo un discorso più ampio cercando di raccontare un fenomeno, quello della mobilità delle persone interna all’Italia, che il più delle volte pensiamo confinato alla metà del secolo scorso. Scopriremo invece che le persone continuano a spostarsi ancora oggi all’interno dei confini nazionali e Michele Colucci, ricercatore presso il CNR, ci spiegherà le caratteristiche di questo movimento che non si è mai veramente esaurito.

Ospiti della puntata:
Michele Colucci, Ricercatore del CNR
Anna Badino, Ricercatrice Università di Torino

Passpartù:
Per saperne di più sulle migrazioni interne consultate il sito migrazioninterne.it
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dic
02

Passpartù on air: ‘I rom raccontano se stessi. Storie per superare i pregiudizi’

rom2Come ogni settimana torna Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet.
Segnaliamo la nuova puntata:

I rom raccontano se stessi. Storie per superare i pregiudizi

È il 2005 quando Silvia vede sgomberare il campo rom nel quale viveva da anni, quello di vicolo Savini a Roma, il più grande d’Europa con le sue 770 persone. Da quel momento decide di cambiare vita, di rinunciare ad un container nel campo attrezzato di via Pontina e provare, da sola, a costruire la propria autonomia. Passpartù vi racconta la sua storia.

I rom raccontano se stessi. Storie per superare i pregiudizi Hide Player | Download
Nei suoi ricordi le immagini di un’Italia, quella degli anni ’70, più accogliente nei confronti dei Rom si accostano al lento dilagare della xenofobia, della criminalizzazione di un popolo additato, nella sua totalità, come un insieme di ladri e rapitori di bambini.
Silvia si farà madre e poi nonna e intanto, negli anni, continuerà a lavorare per mantenere la propria indipendenza, accentuando ogni giorno di più quella frattura che la allontana dalla vita nel campo.
Quando siamo andati a trovarla nella casa in cui vive oramai da anni nel quartiere San Paolo ci ha salutato dicendo “essere Rom significa avere nella famiglia la più grande ricchezza e possedere la cultura della condivisione, perché noi siamo felici anche sotto un albero”.

Per ascoltare la puntata:

 

Ospiti della puntata:

Silvia, Rom ex abitante del campo nomadi di Vicolo Savini
Sergio Bontempelli, Attivista esperto della questione Rom

Passpartù:
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli
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nov
25

Passpartù on air: ‘Messico au revoir: la migrazione, i cartelli, i desaparecidos’

10497367_473279722815696_4092492180447613444_oSegnaliamo la nuova puntata di Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet :

Quale accoglienza? Spunti di riflessione sul sistema Italia

Sono centinaia di migliaia i migranti che ogni anno lasciano i Paesi dell’America Centrale per tentare di raggiungere gli Stati Uniti, in tantissimi sono preda dei cartelli che li sequestrano per renderli schiavi o per chiedere un riscatto alle famiglie, ma molti scompaiono per sempre e ogni anno le loro madri si mettono in marcia per chiedere verità e giustizia.

Il tema delle migrazioni in Centro America è attuale quanto lo è qui da noi. Per molte cose i due continenti sono addirittura simili: l’importanza della criminalità organizzata per l’organizzazione e il buon esito del viaggio, la noncuranza dei Governi nazionali, lo sfruttamento lavorativo al quale i migranti sono sottoposti una volta arrivati negli Stati Uniti o in Europa, la morte o la scomparsa di molti di quei migranti che hanno intrapreso il viaggio.

È proprio quest’ultimo punto che spinge le madri dei migranti a mettersi in marcia da tutto il Centro America alla volta di Città del Messico nella cosiddetta Caravana de Madres che cerca, da oramai dieci anni, di chiedere giustizia per i figli scomparsi delle madri americane.
Quest’anno per cercare di supportare la Caravana e gettare finalmente un ponte tra Italia e Messico è nato il progetto Carovane Migranti, perché, se i problemi del Centro America non sono poi così diversi da quelli dell’Europa forse vale la pena camminare insieme.

Per ascoltare la puntata:

Ospiti della puntata:

Gianfranco Crua, Carovane Migranti
Nino Quaresima, Blogger

Passpartù:
Visita il sito di crowd funding per supportare Carovane Migranti
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Passpartù on air: ‘Quale accoglienza? Spunti di riflessione sul sistema Italia’

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Come ogni settimana torna Passpartù, la trasmissione radiofonica di Amisnet.
Segnaliamo la nuova puntata:

Quale accoglienza? Spunti di riflessione sul sistema Italia

Il 4 novembre scorso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo affermava, con la sentenza Tarakhel l’inadeguatezza del sistema d’accoglienza italiano. Questa settimana Passpartù inizia una sua indagine su questo mondo con l’aiuto di ospiti e operatori dei centri SPRAR di Roma.

Tra visioni idilliache e scenari catastrofici la percezione che si ha dei centri d’accoglienza per richiedenti asilo è estremamente eterogenea e così mentre c’è chi pensa che ogni immigrato ottenga, grazie al sistema Italia, 800 € al mese per la sua permanenza nel Paese, chi i centri li vive dal di dentro, i migranti appunti, si lamenta di problemi quotidiani come i bagni luridi o l’assenza dei servizi di assistenza psicologica e di mediazione.

Dove sta la verità? Probabilmente, come spesso accade, nel mezzo dato che la stessa Corte europea per i diritti umani prende atto dell’enorme differenza nel livello dell’accoglienza tra i centri italiani per cui, in una stessa città, possono anche convivere esempi pessimi e virtuosi di accoglienza.
Nel frattempo, mentre un omogenizzazione del sistema sembra ancora lontana, nella periferia romana, a Tor Sapienza, è scoppiato in questi giorni un vero e proprio pogrom contro i richiedenti asilo ospitati nel quartiere accusati di essere la causa primaria del degrado del rione così come di una serie di episodi criminali susseguitisi nelle ultime settimane.
Sono tutti questi aspetti che cercheremo di affrontare in questa puntata di Passaprtù che si propone di abbozzare un quadro del sistema d’accoglienza italiano.

Per ascoltare la puntata:

Ospiti della puntata:
Maria Cristina Romano, Avvocato
Laji Yamadou, Ospite di un centro d’accoglienza
Jamali, Operatore di un centro d’accoglienza

Passpartù:
Le voci degli abitanti di Tor Sapienza sono state raccolte dalla redazione del programma durante la manifestazione di martedì 11 Novembre
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli
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