• Skip to main content
  • Skip to secondary menu
  • Skip to footer
  • Chi siamo
  • Cosa puoi fare
  • Contattaci
  • Archivio
  • La nostra rete
  • Rassegna stampa
  • Media gallery
  • English
  • Nav Widget Area

    • Facebook
    • Instagram
    • Twitter
Cronache di ordinario razzismo

Cronache di ordinario razzismo

Cronachediordinariorazzismo.org è un sito di informazione, approfondimento e comunicazione specificamente dedicato al fenomeno del razzismo curato da Lunaria in collaborazione con persone, associazioni e movimenti che si battono per le pari opportunità e la garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti.

  • News
  • Database razzismo
  • Pubblicazioni
  • Libri bianchi
  • Legal points
  • In rete
  • Appuntamenti
  • Progetti

MILD. Insieme per un’informazione plurale e non discriminatoria

3 Febbraio 2026

“Per me il problema non è neanche tanto che le nostre parole non sono sexy, il problema è che non abbiamo mai avuto un rapporto di forza per farne usare almeno una”.

“Il nero è sempre la persona povera, ai margini, anche quando non è criminale, è sempre uno che fa fatica, non è mai la persona intelligente, preparata, che ha studiato, che ha i figli che vanno all’università. Quella roba non c’è mai”. 

“Una giornalista di un importante canale televisivo mi ha avvicinato per chiedermi se volessi raccontarle la mia storia. Questo è puro razzismo. Non si è fermata un attimo a considerare che anch’io ero un giornalista, un suo collega. Mi ha visto come un “testimone””.

Ci sono i fatti e ci sono le notizie, i racconti e le rappresentazioni. 

Quanto questi ultimi sono in grado di rispecchiare la complessità dei primi? 

E’ un problema antico, che mette in causa in primo luogo il ruolo e il lavoro dei mezzi di informazione e, anche, il rapporto tra i media e il potere, in particolare quando al centro della notizia vi sono temi e fenomeni sociali oggetto di propaganda e di speculazione politica.

Ad esempio, è ben noto che un certo modo di raccontare le migrazioni contribuisca ad alimentare diffidenza, ostilità e paura nei confronti delle persone migranti, rifugiate, con background migratorio e razzializzate. Alessandro Dal Lago la definì molti anni fa una tautologia della paura. 

Il fatto che negli ultimi anni la diffusione delle nuove tecnologie, dell’uso delle piattaforme dei social network e poi dell’intelligenza artificiale abbia modificato profondamente le modalità di produzione, di diffusione e di fruizione delle informazioni, non rende irrilevante (non ancora) il ruolo svolto dai media mainstream nell’orientare l’opinione pubblica. In un paese “vecchio” come l’Italia, ad esempio, i canali radiotelevisivi restano la fonte di informazione privilegiata dalla popolazione più anziana.

Ce ne siamo occupati spesso su questo sito e nei nostri libri bianchi, soffermandoci soprattutto sulle caratteristiche del linguaggio e delle narrazioni mediatiche riferite alle migrazioni. Il lavoro sistematico di osservazione svolto dall’associazione Carta di Roma, fotografa annualmente la copertura mediatica delle migrazioni da parte di sette quotidiani nazionali e dei più importanti Tg televisivi. 

Tende però a restare nell’ombra ciò che sta all’origine di queste narrazioni, l’insieme di quegli elementi strutturali sociali, economici, culturali e istituzionali che determinano il funzionamento e l’accessibilità del sistema mediatico ostacolando il consolidamento di un’informazione plurale e non discriminatoria, capace di rispecchiare maggiormente la pluralità e la complessità della società contemporanea. 

Si può fare qualcosa per cambiarli? Sono domande che ci facciamo da molto tempo. E’ importante non smettere di porsele e di cercare risposte, sapendo che il ruolo dell’informazione, ancor più nel contesto della crisi democratica profonda che stiamo attraversando, resta cruciale. 

Le tentazioni autoritarie e le pulsioni populiste e nazionaliste sono infatti sempre più forti e trovano nell’uso spregiudicato della rete da parte degli imprenditori politici del razzismo un ulteriore cassa di risonanza, che troppo spesso rimbalza sui media mainstream riempendoli di semplificazioni, pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. 

Si tratta di capire se, ad esempio, una collaborazione collettiva più intensa, coraggiosa e innovativa tra gruppi di persone razzializzate, associazioni umanitarie e antirazziste e professionisti dei media, possa o meno contribuire a rompere la mono-tonia della narrazione sia per quanto riguarda chi fa informazione, sia per quanto riguarda i contenuti e le voci delle narrazioni. 

Da questa domanda ha preso spunto un lavoro di inchiesta svolto da Lunaria in collaborazione con l’associazione Carta di Roma, AMAM-African Media Association Malta (M), ANTIGONE (GR) e Maldita.es (Es) nell’ambito del progetto MILD, More correct Information, Less Discrimination.

Le frasi citate all’inizio sono state pronunciate da alcune delle 68 persone intervistate in Grecia, Italia, a Malta e in Spagna, tra giornaliste e giornalisti, attiviste e attivisti e professionisti della comunicazione ed esemplificano molto bene alcuni limiti del rapporto tra media e mondo delle migrazioni. 

I risultati di questo lavoro sono da oggi disponibili online grazie alla pubblicazione del rapporto europeo Le persone migranti, rifugiate e razzializzate. Da oggetto a soggetto di informazione, qui:
https://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/Mild_Report_Europeo_IT_DEF.pdf

Il rapporto si articola in 5 capitoli analizzando il contesto organizzativo e la composizione del personale delle realtà intervistate, il livello di consapevolezza della presenza del razzismo all’interno e all’esterno delle organizzazioni, le caratteristiche più ricorrenti nella produzione delle narrazioni e le esperienze sinora sperimentate per produrre narrazioni nuove. Nel capitolo finale, alcuni suggerimenti di lavoro delineano alcuni possibili percorsi di lavoro.

Senza alcuna pretesa di esaustività, questo lavoro collettivo mette a fuoco alcune caratteristiche strutturali comuni che contraddistinguono il mondo dell’informazione e la comunicazione sociale relativa alle persone migranti, rifugiate, con background migratorio e razzializzate nei quattro paesi presi in esame, ma lascia intravedere che il cambiamento è possibile. Anzi, è già in corso.

Buona lettura!

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
Linkedin
Share on pinterest
Pinterest
Share on whatsapp
Whatsapp
Share on email
Email

Filed Under: News, Primo piano Tagged With: mild, progetto mild, razzismo, report europeo

Footer

Contatti

Associazione di Promozione Sociale Lunaria
via Buonarroti 51, 00185 - Roma
Dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 17.00

Tel. 06.8841880
Email: info@cronachediordinariorazzismo.org

Social

  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter

Newsletter e Donazioni

Tutti i contenuti di questo sito, ove non diversamente indicato, sono coperti da licenza Creative Commons | Informativa sull'uso dei cookies
Gestisci Consenso Cookie

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, ma non utilizza alcun cookie di profilazione.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Gestisci {vendor_count} fornitori Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
{title} {title} {title}

Sostieni il nostro lavoro conto il razzismo con una donazione

×