Il 10 Agosto 2026, L. D., cittadino tunisino, si toglie la vita all’interno del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio. La morte di un ragazzo di soli 30 anni attraverso il linguaggio burocratico viene descritta come un “evento critico”, proprio quel tipo di dicitura che nei monitoraggi all’interno dei centri di detenzione amministrativa si ricerca per avere un primo quadro di quanto accade all’interno dei buchi neri. Tuttavia bisogna ben tenere a mente la spaccatura tra la realtà della burocrazia e la realtà della vita di chi si ritrova detenuto per una irregolarità amministrativa, vittima di un razzismo istituzionale che ha come suo apice l’alienazione dai diritti proprio all’interno dei CPR.
Di questo ne parla l’avv. Arturo Raffaele Covella in questo articolo per Melting Pot che segnaliamo.










