A pochi mesi dall’inizio del suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump aveva dichiarato di voler mettere in discussione il 14esimo emendamento della Costituzione Americana, quella che garantisce il diritto di cittadinanza a chiunque nasca sul suolo statunitense. Dopo anni in cui le ultradestre ovunque continuano a discutere sul tema della cittadinanza, incluso anche qui in Italia in cui si paventa un’estensione della casistica di revoca, la Corte Suprema statunitense ha emesso una sentenza che lascia intatto il 14esimo emendamento. Tuttavia se si va a guardare alla strada che ha portato alla riaffermazione di quel ius soli puro a cui ancora molti movimenti antirazzisti guardano e come la Corte Suprema ha giustificato la sentenza senza intaccare l’attuale posizionamento suprematista, si nota come la cittadinanza sia ancora un terreno di lotta. Di questo ne parla Alessandro Portelli in questo articolo per il Manifesto.










