Una dipendente della catena Rossopomodoro pubblica online un video-denuncia realizzato nelle cucine del locale presente in stazione Centrale. Le immagini, oltre 1200 le condivisioni in poche ore, mostrano un uomo – che viene chiamato ‘capo’ e indossa la maglietta rossa della nota pizzeria – che chiede, alternando italiano e napoletano, ad alcuni dipendenti stranieri di alzare la maglietta per poter spruzzare il deodorante. “Ma questo non ce lo avete a casa? Perché non lo mettete?”, dice prima di spruzzare in abbondanza lo spray. C’è chi quasi divertito, assistendo alla scena dice: “oh…disinfestazione”, mentre si sente in sottofondo anche qualche risata. L’azienda ha subito preso le distanze con una nota diffusa anche sui social e ha predisposto una indagine esterna. Le vittime si sono quindi rivolte ai legali dello studio legale Diritti e Lavoro che hanno presentato un esposto contro il pizzaiolo presso la sezione del Tribunale civile di Milano. Nel gennaio 2020, il giudice condanna sia il dipendente “per molestia e discriminazione razziale”, sia il datore di lavoro, perché, con il suo comportamento, ha creato un ambiente lavorativo “non inclusivo, di non accoglienza, respingente verso alcune persone”. L’azienda, inoltre, è stata obbligata a organizzare un corso contro il razzismo, al quale dovranno assolutamente partecipare tutti i dipendenti che, grazie all’intervento di esperti “avvicini gli stessi alle tematiche razziali al fine di educarli al rispetto doveroso di ogni cittadino qualche che ne sia la sua provenienza o etnia”. Entrambi sono stati condannati dal Tribunale al risarcimento del danno non patrimoniale subito dalle vittime.










