I cittadini organizzano una raccolta di firme contro l’”accoglienza”. Il paese di circa mille abitanti raccoglie in poco tempo più di duecento firme. E tale dissenso viene espresso anche nelle vie cittadine (persino di borghi vicini), a chiare lettere, attraverso scritte vergate sui muri cariche di insulti contro i profughi e chi li accoglie. In particolare, l’ira funesta cittadina trova il suo capro espiatorio in un imprenditore locale di origini siciliane, “reo” a lor dire, di aver acquistato numerosi immobili sfitti o abbandonati ed averli trasformati in centri di accoglienza dati in gestione alle cooperative. Anche il parroco di zona, Don Nicola Anfossi, è “sotto accusa” per aver aperto le porte della parrocchia ai migranti (d’altronde ha semplicemente dato seguito a ciò che Papa Francesco ha chiesto di fare da tempo). Ed è proprio in vista di possibili e paventati altri nuovi arrivi (pare che il mese scorso siano arrivati altri trenta migranti, che hanno trovato ospitalità a Montalto Dora proprio da Don Nicola), che i cittadini si sono organizzati per tentare di “arginare” a modo loro questa presunta e non accetta “invasione”.










