Il giudice accoglie l’esposto di 10 cittadini rom del campo di via Triboniano, riconoscendo loro il diritto di entrare nelle case popolari che gli erano state in un primo tempo assegnate, e poi negate per ragioni che, lo stesso giudice, ha definito di «origine etnica». Inoltre, il procuratore aggiunto annuncia l’apertura di un fascicolo – ancora senza indagati e senza ipotesi di reato – per stabilire se vi siano stati da parte di qualcuno atteggiamenti discriminatori, così come ipotizzato dalla prima sezione civile del tribunale. Don Colmegna, reo di aver «spinto i rom a fare ricorso» e direttore della Casa della carità ribadisce: «La magistratura indica di mettere in pratica i patti sottoscritti: speriamo si abbassino i toni e aumenti la collaborazione». Igor Iezzi, invece, segretario provinciale della Lega Nord replica: «Basta, la Moratti non esiti ancora: “licenzi” don Colmegna e chiuda i rubinetti alla Casa della carità. L’amministrazione comunale indagata a causa di un personaggio che gode di contributi del Comune è troppo».
23-12-2010, Milano (MI) - Lombardia
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