22-10-2024, Milano(MI) - Lombardia
La rete Mai più lager-No ai Cpr denuncia il rimpatrio, organizzato in tempi rapidissimi, di un ragazzo a Tunisi, dopo che questi si era rivolto al commissariato di Roma perché il datore di lavoro lo aveva pagato con un assegno scoperto. M., che lavorava in un bar di Roma e viveva in Italia da 10 anni, era andato in commissariato per chiedere aiuto, ma da lì è stato preso e portato al Cpr di Via Corelli, nonostante fosse in attesa della formalizzazione della domanda d’asilo, per cui aveva appuntamento il 4 Novembre, ed era quindi da considerare come richiedente asilo. M. è entrato nel Cpr il 10 ottobre e dal giorno seguente ha iniziato a fare dei video su Tik Tok, che hanno ricevuto molta visibilità, per denunciare la sua situazione e chiedere aiuto. L’avvocata dell’Associazione Naga, la cui nomina è stata formalizzata in tre giorni, è riuscita a parlare con il ragazzo solo il 21 ottobre, ma il colloquio è stato interrotto bruscamente e rapidamente. A cinque minuti dall'uscita dell’avvocata dal Cpr, M. è stato fatto velocemente vestire ed è stato portato a Malpensa, dove è stato messo su un volo per essere rimpatriato a Tunisi.
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