Youns El Boussettaoui, cittadino marocchino di 39 anni senza fissa dimora e con problemi psichici, viene ucciso da un colpo di pistola esploso dall’assessore comunale alla Sicurezza della Lega. Secondo le ricostruzioni fatte, l’assessore si trova in un bar quando vede la vittima e decide di seguirla, perché conosciuta a Voghera per “importunare” a volte gli avventori del bar. Dopo aver seguito l’uomo per circa 10 minuti, i due avrebbero cominciato a battibeccare e dopo aver ricevuto uno schiaffo o un pugno, l’assessore estrae la sua pistola e spara. La tesi sostenuta dall’assessore è quella della legittima difesa, appoggiato anche dal premier della Lega. Nel 2024 la procura di Pavia però chiede l’accusa di omicidio volontario. Nell’udienza preliminare tenutasi nel settembre 2025, la famiglia di Youns El Boussettaoui respinge l’offerta di risarcimento avanzata dalla difesa dell’ex assessore, il quale è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Nel febbraio 2026, l’ex-assessore viene condannato in primo grado a 12 anni di carcere e a pagare un risarcimento di 90mila euro a ciascuno dei genitori dell’uomo, e di 50mila euro a ciascuno dei suoi quattro fratelli e sorelle.
20-07-2021, Voghera (PV) - Lombardia
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