Sei minori stranieri non accompagnati (cinque gambiani e un ivoriano), ospiti di una comunità, vengono prima insultati con frasi razziste e poi aggrediti in spiaggia con dei bastoni da una quindicina di persone, quasi tutti giovani del luogo. Hanno picchiato i minori, strattonato e insultato l’operatrice della comunità, per poi inseguirli, dietro al pulmino che li riportava a casa, con quattro automobili al grido “negri di merda, vi ammazziamo”. Poi nuovamente botte, pugni e minacce di morte. I minori sono stati sentiti dai carabinieri insieme alla responsabile e all’operatrice del centro di accoglienza Mediterranea ed è stata presentata una denuncia-querela contro ignoti. Sette gli arresti, dopo meno di un mese, decisi dal giudice per le indagini preliminari a carico di un’intera famiglia. Violenza privata e lesioni con l’aggravante dell’odio “razziale”, le accuse contestate dalla procura. Nel maggio 2021, per quattro degli imputati, processati con il rito abbreviato, le condanne sono diventate definitive perché la Cassazione ha rigettato i loro ricorsi. Confermato anche il diritto al risarcimento delle sei giovani vittime, del Comune di Partinico e della Città metropolitana di Palermo, che si sono costituiti parte civile. Per altri quattro imputati il processo è pendente.
Nel febbraio 2023, la seconda sezione penale del tribunale di Palermo infligge complessivamente 16 anni agli imputati che hanno affrontato in primo grado il processo in ordinario, altri quattro invece vanno al rito abbreviato. La pena più alta va a A. R., 45 anni, a 5 anni e mezzo; A. D., 23 anni, e M. C. S., 32 anni, ricevono invece 3 anni e mezzo; altri 3 anni invece per G. V. di 76 anni.










