Dopo la scomparsa di Yara Gambirasio gli investigatori fermano un uomo marocchino. Su Facebook in tanti trovano nel razzismo una valvola di sfogo: “Lasciatecelo in piazza a Brembate”; “Noi non abbiam mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne”; “Ci vorrebbe la legge del taglione”. Ivocano pene capitali, linciaggi e lasciano spazio anche a commenti razzisti e xenofobi. Ma c’è anche chi invita a non generalizzare.”Basta qualunquismi”, “Guardatevi le statistiche sugli omicidi”, intervengono Emanuela e Sara. “Comprendiamo l’indignazione e lo sdegno di tantissimi – scrivono gli amministratori di uno dei gruppi nati su Facebook per Yara- ma non accetteremo mai commenti inneggianti alla violenza ed al razzismo”. Questa è l’ora del dolore e della solidarietà; “Si deve lasciar lavorare chi di dovere e noi dobbiamo solo pregare. E non alimentare l’odio”, si legge sull’altro.
05-12-2010, Brembate di Sopra (BG) - Lombardia
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