04-04-2025, Milano(MI) - Lombardia
La Corte di Cassazione abroga l’ordinanza del Tribunale di Milano nei confronti di un cittadino cinese, a cui ha negato un permesso di soggiorno basandosi principalmente su due ragioni: il rapporto con la sorella con cui conviveva non costituiva un legame familiare fondante per il rilascio dello stesso, inoltre non riconosceva la sua “integrazione” nel tessuto sociale attraverso un suo impegno socio-lavorativo. La Cassazione riconosce invece che la richiesta di protezione speciale deve essere accolta sia per via dell’aspetto familiare, in quanto il richiedente vive insieme alla sorella e il “valore” del rapporto non è misurabile in termini temporali, come il Tribunale sosteneva, sia per l’aspetto lavorativo, poiché il richiedente ha mostrato di possedere un impiego, avendo iniziato con lavori occasionali come sushiman per poi raggiungere un contratto a tempo indeterminato.
| Comune | Provincia | Regione | Fonte | Atti | Violenze verbali | Propaganda | Manifestazioni Razziste |
| Milano | MI | Lombardia | Melting pot | Discriminazioni | |||
| Violenze fisiche | Danni proprietà | Discriminazioni istituzionali | Moventi | Ambiti | Tipologia autore | Gruppi | Attori istituzionali |
| Ordinanze, bandi, delibere | Origini nazionali o etniche | Rapporti con le istituzioni | |||||
| Attori amministrativi | Partiti | Età attori | Età vittime | Genere vittima | Gruppo Bersaglio | Nazionalità | Area |
| Impiegati nella pubblica amministrazione | Migranti e Richiedenti asilo | cinese | Istituzioni |




