mag
20

Minori nel Cie, Asgi: “Violati i principi fondanti l’ordinamento giuridico”.

Sono ancora nel Cie di Ponte Galeria i due minori di origine bengalese che si sono rifiutati di effettuare un’ennesima visita medica, e che per questo la Polizia Locale di Roma Capitale il 13 maggio ha prelevato dal centro per minori che li aveva in carico.

I ragazzi erano già stati trattenuti nel Cie il 28 marzo scorso: una visita medica effettuata presso l’ospedale militare del Celio aveva certificato la loro maggiore età. Il 30 dello stesso mese, però, un’ulteriore visita confermava la minore età dei ragazzi, che venivano così rilasciati e riportati al centro per minori (ne abbiamo parlato qui).

Ora, a distanza di quasi due mesi, si ripresenta per i giovani la stessa, preoccupante dinamica. Che coinvolge tutti i centri per minori del Comune di Roma, e gli utenti degli stessi: i giovani di origine straniera, in particolare provenienti dal Bangladesh. “Il Comune di Roma, dopo una pausa di alcune settimane, ha ricominciato ad ordinare l’allontanamento dalle case famiglia di interi gruppi di minori di origine bengalese”, spiega l’Asgi in un comunicato. Una misura che, a differenza di un mese fa, “si poggia su un decreto del Giudice tutelare di Roma, che espressamente si rivolge ai minori di origine bengalese e stabilisce che dovranno considerarsi maggiorenni tutti i ragazzi che si rifiutano di sottoporsi a una seconda visita di accertamento dell’età”.

Non importa che questi ragazzi siano già stati sottoposti a una visita medica effettuata da una struttura pubblica per accertarne la minore età, pratica obbligatoria per accedere a un centro per minori.

Così come non ha importanza il fatto che i minori abbiano un passaporto rilasciato dall’ambasciata bengalese in Italia, che ne attesta la minore età.

“In altri termini – denuncia l’Asgi – secondo il giudice tutelare di Roma il fatto di non volersi sottoporre a una seconda visita è da considerarsi prova assoluta della maggiore età, più importante di pregressi accertamenti o perfino di documenti internazionalmente riconosciuti provenienti da un paese estero”.

Un decreto che Asgi considera “illegittimo”, perchè contrario ai “principi fondanti l’ordinamento giuridico italiano e internazionale” – la presunzione della minore età innanzi a un ragionevole dubbio e l’ineliminabile riconoscimento della validità dei passaporti rilasciati dalle autorità consolari in Italia.

Proprio sulla base di questi principi, Asgi torna a chiedere al Comune di Roma “di interrompere immediatamente questo attacco nei confronti dei minori di origine bengalese, e si rivolge anche al Giudice tutelare di Roma affinché abbandoni questo non condivisibile approccio indiscriminato per fare ritorno a una corretta applicazione dei principi giuridici”. Inoltre, Asgi “chiede al Tribunale per i Minorenni di intervenire dopo l’avvio di procedure speciali di accertamento dell’età nei confronti dei minori stranieri ospiti nelle strutture del Comune di Roma”.

L’associazione Yo Migro ha raccolto la testimonianza telefonica dei ragazzi detenuti nel Cie e insieme a Laboratorio 53 Onlus, Infomigrante e Zeroviolenzadonne organizza una manifestazione per domani, martedì 21 maggio, alle ore 15, sotto al Parlamento,in piazza Montecitorio, Roma. Clicca qui per il comunicato.

mag
17

“In galera!”. Il discorso di Grillo, dalla xenofobia di stampo populista al razzismo di tipo leghista

 di Annamaria Rivera

Sarebbe facile tentazione replicare alla recente sortita di Beppe Grillo sulle “migliaia di Kabobo d’Italia” sciorinando il repertorio di aggressioni, omicidi e stragi compiuti da cittadini italiani ai danni di cittadini stranieri, soprattutto immigrati e rom. Ma è un catalogo talmente lungo che per contenerlo ci vorrebbe una miriade di pagine.

mag
17

Minori nel Cie. Di nuovo.

Prelevati dal centro di accoglienza per minori, erano stati portati all’ospedale militare del Celio per una visita medica che li aveva dichiarati maggiorenni. Per questo, erano stati mandati nel Cie di Ponte Galeria. Lì, il magistrato non aveva autorizzato il trattenimento, predisponendo una nuova visita medica. Che, questa volta, ne aveva confermato la minore età. E così, erano stati riportati al centro di accoglienza per minori.

Una vicenda ai limiti dell’assurdo che ha coinvolto tre ragazzi originari del Bangladesh, a fine marzo: un periodo in cui il Comune di Roma decideva di avviare procedure di accertamento dell’età dei minori presenti nei centri di accoglienza del territorio. La pratica, a detta dell’amministrazione, si inseriva in un’indagine penale condotta dalla Procura di Roma in accordo con il Tribunale per i Minori, per contrastare il traffico dei migranti e il loro sfruttamento.

Una procedura da cui però emergevano diversi aspetti illegittimi. Primo fra tutti, le modalità con cui venivano portati avanti questi controlli (ne abbiamo parlato qui).

Dopo molte critiche, sembrava che il Comune avesse desistito. E invece, due giorni fa, gli stessi ragazzi sono stati portati di nuovo al Dipartimento Politiche Sociali, ufficialmente per “notifica atti”.

Ma quello che è successo non è stata una semplice notifica: i ragazzi sono stati espulsi, di nuovo, dal centro di accoglienza. Due sono stati portati per la seconda volta al Cie di Ponte Galeria, il terzo no, è stato “semplicemente” allontanato dal centro.

Molti dubbi accompagnano questa vicenda: con che motivazione ragazzi già respinti dal Cie per la loro minore età vengono di nuovo espulsi e trattenuti? Perché uno di questi viene allontanato dal centro di accoglienza, e lasciato solo, senza alcuna tutela?

L’associazione YoMigro spiega, su Dinamopress.it  che in questi giorni “sono state bloccate o revocate, in maniera indiscriminata, tutte le tutele per tutti i ragazzi ospiti dei centri”. La stessa associazione spiega che “è stato decretato che il rifiuto a sottoporsi a visita medica forzosa presso l’ospedale militare del Celio implica ‘automaticamente’ un’attribuzione di maggiore età ‘d’ufficio’ e l’espulsione dal Centro”.

I dubbi sono molti. Nel frattempo, a subire sulla propria pelle le gravi conseguenze di questa situazione, sono le persone.

mag
15

Quando la propaganda razzista cavalca una tragedia

Sabato scorso, all’alba, nel quartiere Niguarda di Milano, un uomo ha colpito diverse persone con un piccone. Tre sono morte. Ancora non si conoscono le ragioni del tragico gesto dell’uomo – per quanto si possa parlare di ragioni per un episodio simile. L’omicida, in forte stato confusionale, ha dichiarato alla polizia di “sentire delle voci”.

Due giorni dopo questo drammatico episodio, il movimento di estrema destra Forza Nuova ha lanciato una campagna online, con lo slogan “L’immigrazione uccide, la classe politica è il mandante”.

L’aggressore di Milano è un cittadino del Ghana. Questo particolare basta a scatenare un’intera campagna contro l’immigrazione e gli immigrati? Evidentemente si. E non solo per Forza Nuova.

Il segretario della Lega Nord per la regione Lombardia, Matteo Salvini, all’indomani della tragedia ha dichiarato: “I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate: Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere”.

Gli fa eco Simona Bordonali, assessore regionale leghista alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione: “Il buonismo predicato in questi anni sta dando i suoi frutti più amari. Bene fa la Lega Nord a raccogliere le firme per bloccare le iniziative di questo governo che sta facendo incredibili aperture sul tema dell’immigrazione”

Quale legame veda la Lega Nord tra la ministra Kyenge e il tragico gesto di questo individuo, non lo capiamo. Ci appare però evidente la strumentalizzazione a fini politici e propagandistici di un fatto così terribile.

Devono aver pensato la stessa cosa le persone residenti nel quartiere Niguarda, che domenica mattina hanno contestato il banchetto in piazza Belloveso – proprio dove è stata aggredita una delle vittime – dove la Lega Nord stava raccogliendo firme contro la riforma della cittadinanza per le persone di origine straniera. Tra i leghisti presenti, anche l’europarlamentare Mario Borghezio e l’ex presidente del consiglio regionale Davide Boni.

E ancora, quale è il nesso tra, ad esempio, un barista cinese, una studentessa peruviana, un’infermiere eritreo e l’aggressore ghanese? L’unico legame che si rinviene è la cittadinanza non italiana. E tanto basta per accusare tutti i cittadini immigrati.

Forza Nuova, per parte sua, annuncia l’avvio di “una campagna di immagini web” e “ritiene responsabili di istigazione e concorso in omicidio quei politici e quei magistrati che – i primi con proposte criminali, i secondi con le altrettanto colpevoli omissioni e con le sentenze indulgenti – annebbiati dalle loro idee politicamente corrette, mettono la testa sotto la sabbia di fronte alla strage di italiani”.

Una campagna, quella di Forza Nuova, che più che di immagini è fatta di odio cieco e stigmatizzazione.

Una pratica ormai tristemente comune nel nostro paese, ma non per questo meno pericolosa e da condannare: dalla questione del lavoro a quella della sicurezza, passando per la crisi economica, gli immigrati sono identificati tout court come gruppo da condannare in blocco, da allontanare.

La logica “noi-loro” impera, andando ben oltre il singolo episodio.

É evidente nelle dichiarazioni degli esponenti leghisti, nella raccolta di firme contro la cittadinanza, nelle parole di Forza Nuova. E anche nei commenti pubblicati sulla pagina Facebook del movimento di estrema destra: “Impiccato in piazza…punirne uno per educarne 100!”, “Che si levino tutti dai c…”, “L’Italia è nostra e loro devono adeguarsi”, “Esecuzione pubblica…. 40 per ogni italiano che toccano”, “E’ ora di farla finita con sti sudici”, “Rimandiamoli nelle piantagioni di cotone”, solo per citarne alcuni.

Altri utenti di Facebook hanno provato a dire la loro, opponendosi a questo cieco razzismo, che vede in questa tragedia la prova che “l’immigrazione uccide”.

Una lettrice ci informa di aver segnalato il post di Forza Nuova e i contenuti dei commenti agli amministratori del social network.

La risposta che ha ottenuto è stata la seguente: “Abbiamo controllato il commento che hai segnalato, che non è risultato violare gli Standard della comunità di Facebook su contenuti che incitano all’odio. Tali contenuti includono foto o post che attaccano una persona sulla base della sua razza, etnia, nazionalità, religione, sesso, orientamento sessuale, disabilità o malattia”, accompagnata da 12 ore di blocco del contatto. Il suo.

A questo punto, letti i commenti, ci chiediamo quali siano i parametri con cui gli amministratori del social network considerano un contenuto come incitante all’odio.

Un’ ultima breve considerazione: la maggior parte dei quotidiani che si sono occupati della tragedia hanno sottolineato la situazione dell’aggressore. L’uomo aveva fatto richiesta di asilo, che però non era stata accolta. Era quindi privo di regolari documenti, ma non espellibile a causa del ricorso che aveva presentato contro il diniego della richiesta d’asilo. Tra i quotidiani si distingue La Repubblica, che scrive: “Un uomo che non doveva essere in Italia, ma nel suo Paese, il Ghana, ma che qui era rimasto per quelle contraddizioni legislative che regolano la vita dei migranti”, e ancora: “In Italia da almeno due, con un passato da richiedente asilo e un presente da balordo”.

Il modo in cui si sceglie di trasmettere una notizia è importante. Iniziare un articolo con una frase come quella usate da La Repubblica può essere pericoloso, può trasmettere o fomentare l’idea del “casa nostra-casa loro”. Lo stesso concetto trasmesso da Forza Nuova.

mag
15

Conferiti e sfruttati: una giornata di protesta in tutta Italia

di Cinzia Gubbini

Sono tornati a scioperare ieri, in tutta Italia, per 24 ore. E’ la lotta dei cosiddetti “conferiti”: persone addette alla logistica e al trasporto delle grandi aziende ma assunti dalle cooperative. Molto spesso sono persone straniere, anche se in Italia da una vita. E, ormai, alcuni di loro sono diventati i punti di riferimento per una lotta che non è antirazzista, ma prima di tutto operaia: rivendicano salari migliori, un comportamento lineare e trasparente da parte delle cooperative che li assumono ma anche delle grandi aziende che si servono di questi subappalti. Chiedono che venga riconosciuto loro un contratto nazionale. E, certo, sanno benissimo e lo denunciano che dietro al comportamento spesso umiliante loro riservato, c’è anche una buona dose di razzismo e inferiorizzazione del lavoratore straniero. Che, come dire, se lavora deve già ringraziare. Altrimenti: lo strappiamo il permesso di soggiorno? Viene da dire, ricordando una divertente interpretazione di Caterina Guzzanti. Il ricatto della regolarità in Italia legata al lavoro, qualunque esso sia, è insomma sempre dietro l’angolo.

Tanto più in settori come quello della logistica e del trasporto che praticamente rappresentano il “cuore nascosto” dell’intero sistema di produzione di qualsiasi comparto. Dall’alimentare al mobilio – coinvolta la “mitica” Ikea, che ha mostrato un volto molto poco sociale, in questo caso – non esiste un settore che non abbia, come premessa, qualche lavoratore che scarica le cose e qualcun altro che le porta a destinazione. Nella fumosa era della finanza immateriale, le merci impongono la loro fisicità. E chiamano corpi di lavoratori che si svegliano alle quattro, cinque di mattina, scaricano chili di cose, si ritrovano negli immensi magazzini di stoccaggio.

Ed è così che è nata una battaglia che ormai è diventata nazionale e comincia ad avere delle richieste unitarie. Quei lavoratori hanno cominciato a vedere che ciascuno di loro lavorava per una cooperativa diversa. Che chi protestava per quei salari da fame – 7,90 euro lordi all’ora – veniva lasciato a casa con la scusa che non c’era lavoro, “ma poi gli altri facevano gli straordinari”, hanno sempre denunciato i sindacalisti. Una minaccia, e una punizione. Ma non succedeva solo questo, perché il mondo delle cooperative sta disegnando nuovi spazi di sfruttamento e arricchimento illecito per qualcuno: a volte queste cooperative nascono, si aggiudicano appalti con grandi aziende, i capi si spartiscono i guadagni e poi spariscono in una notte.

Questa storia della sparizione in una notte non è una leggenda metropolitana: è noto nel settore quel che è accaduto a Modena dove due cooperative – la Fruit Logistic e la Ggroup – sono letteralmente scomparse dalla sera alla mattina. La sera prima c’erano gli uffici, gli addetti, gli amministrativi. La mattina dopo non c’era più nessuno.

Una situazione di completa illegalità che, scrive il sito Terrelibere.org che a lungo si è occupato della questione del caporalato osservando da vicino la storia di Rosarno “sempre più assume le caratteristiche dello sfruttamento del lavoro in agricoltura”.

Solo che qui parliamo di migliaia di lavoratori, soprattutto concentrati al nord che lavorano per grosse aziende da Ikea, alla Coop, alla Granarolo. Tutti i grandi marchi si servono dei subappalti e non si preoccupano di quali siano le condizioni dei lavoratori, nonostante aziende come Ikea abbiano anche adottato dei codici comportamentali che garantiscono come i prezzi bassi non siano legati allo sfruttamento dei lavoratori.

Ma aldilà delle ottime intenzioni, quando la lunga catena si perde in cooperative e micro-cooperative è molto difficile vigilare. Nel caso di Ikea i lavoratori del polo di Piacenza, che è uno dei più grandi magazzini europei, protestano da settembre, e a ottobre, durante uno sciopero in cui sono anche stati bloccati gli accessi, ci sono stati pesanti scontri con le forze dell’ordine che hanno causato cinque feriti tra i lavoratori.

La richiesta dei lavoratori è che Ikea assuma direttamente le persone, e non si affidi a dei subappalti che – ormai è conclamato – hanno tutte le caratteristiche dello sfruttamento. A questo proposito è stata anche lanciata una campagna di pressione su Change.org (http://www.change.org/ikeassumi) e da ieri il sito Terrelibere.org in occasione dello sciopero ha lanciato una “twitter bombing”. Tutti sono invitati a inviare via Twitter questo messaggio a Ikea, in modo che l’azienda prenda in considerazione le 12 mila firme già raccolte dall’appello: «@IKEAITALIA, assumi direttamente i lavoratori-migranti di Piacenza http://change.org/ikeassumi #ikeassumi via @ChangeItalia» .

mag
10

Dalla parte di Cécile Kyenge

I continui attacchi alla neo ministra Cécile Kyenge hanno superato la soglia della tollerabilità.

A volte sono esplicitamente e volgarmente razzisti, altre volte il pregiudizio e l’ostilità sono più velati: nell’insieme sta emergendo un’avversione alla sua figura e ai suoi argomenti che ci preoccupa. Cécile Kyenge è una donna, una professionista, un’attivista che può dare da ministra un grande impulso per rendere il nostro paese un luogo più civile e più accogliente di quanto sia oggi.

A Cécile Kyenge vogliamo inviare un messaggio di vicinanza e di sostegno nella sua battaglia presente e futura. Ma vogliamo anche invitare chi opera nei media e nelle istituzioni a riflettere seriamente sulla gravità di quanto sta accadendo in questi giorni.

In pochissimi giorni abbiamo raccolto 1144 adesioni all’appello “Dalla parte di Cecile Kyenge” ringraziamo tutti per il sostegno. Le firme raccolte fin’ora - ore 12.00 del 14 maggio – verranno inviate alla neoministra.

Continueremo comunque a raccogliere le vostre adesioni, invia la tua firma, indicando la città dove vivi, a info@cronachediordinariorazzismo.org

 

Firme

1. Aaron Belotti, Merano (BZ)

2. Ada Donno, Lecce

3. Ada Indries, Verona

4. Adel Jabbar, Trento

5. Adolfo Omodeo, Padova

6. Adreani Costanza, Firenze

7. Adriana Tignonsini Milano

8. Adriana Todde, Cagliari

9. Adriano Esposti, Bolzano

10. Adriano Fossati Brescia

11. Adriano Prosperi, Pisa

12. Adriano Valerio Marzi, Rio Claro

13. Agnese Ambrosi, Roma

14. Agnese Fuortes, Roma

15. Agnese Portincasa, Bologna

16. Alberto Antinorio, Calci (PI)

17. Alberto Aquilini, Modena

18. Alberto Barbieri, Roma

19. Alberto Busson, Rovigo

20. Alberto Mineo, Padova

21. Alberto Orlandi, Roma

22. Alberto Rigato, Treviso

23. Alda Tassainer, Verona

24. Aldo Bellani, Pisa

25. Aldo Covello, Napoli

26. Aldo Di Cristofaro, Pescara

27. Aldo Parentela, Catanzaro

28. Alessandra Ballerini, Genova

29. Alessandra Corrado, Cosenza

30. Alessandra Di Vincenzo, L’Aquila

31. Alessandra Emmi, Roma

32. Alessandra Fazzini, Lecco

33. Alessandra Meloni, Legano MI

34. Alessandra Sanna, Bologna

35. Alessandro Bertinazzo, Bolzano

36. Alessandro Fiorini, Bologna

37. Alessandro Messina, Roma

38. Alessandro Milanta, Carrara

39. Alessandro Muller, Limite sull’Arno (Firenze)

40. Alessandro Niccoli, San Miniato

41. Alessandro Salzmann, Campobasso

42. Alessandro Sirolli, L’Aquila

43. Alessandro Sirolli, L’Aquila

44. Alessandro Staderini,Firenze

45. Alessandro Vallocchia, Roma

46. Alessia Berardinelli, Verona

47. Alessia Dalceggio,Verona

48. Alessio Bellini, Santa Croce sull’Arno

49. Alessio Boni Modena

50. Alessio Caldarozzi, Priverno (LT)

51. Alessio Surian, Padova

52. Alfonso Lanza, Siena

53. Alfonso Perrotta, Roma

54. Alfredo Varone, ROMA

55. Ambra Pirri, Roma

56. Amedeo Pagliaroli, Roma

57. Amelia Manzini, Modena

58. Amir Sadeghi, Bressanone (BZ)

59. Ana Maria Gazzolo, Lima (Perú)

60. Anacleto Rizzo, Torino

61. Andrea Antonini, Montespertoli (Firenze)

62. Andrea Arcangeli, Milano

63. Andrea Baglioni, Roma

64. Andrea Bersi, Brescia

65. Andrea Callaioli, Pisa

66. Andrea Ciarini, Roma

67. Andrea Danilo Conte, Firenze

68. Andrea De Innocentis, Roma

69. Andrea Faso, Carrara (MS)

70. Andrea Ganapini (Reggio Emilia)

71. Andrea Luccitti,Pescara

72. Andrea Magliocchi, Pordenone

73. Andrea Maurri, Firenze

74. Andrea Piano Roma

75. Andrea Pini, Certaldo

76. Andrea Salomone, L’Aquila

77. Andrea Sembranti, Pistoia

78. Andreas Melchiori, Bolzano

79. Andreina De Clementi, Roma

80. Andreoni Paola, Osimo (Ancona)

81. Angela Cardellicchio, Fucecchio

82. Angela Minunno, Bari

83. Angela Riggio, Leonforte (En)

84. Angela Rizzuto, Cosenza

85. Angela Rochira, Modena

86. Angela Scalzo, Roma

87. Angela Scricco , Firenze

88. Angela Verrini, Modena

89. Angelo Donato, Tamburrino (FI)

90. Angelo Mancone,Bosco Chiesanuova (VR)

91. Angelo Pingerna Sassari

92. Angelo Valvassori Montodine (CR)

93. Anila Tegu, Camposampiero(Padova)

94. Anita Novelli, Montelupo Fiorentino(FI)

95. Anlaids Onlus, Roma

96. Anna Boneccher, Borgo Valsugana (TN)

97. Anna Di Sapio, Legnano

98. Anna Fodale, Trapani

99. Anna Gabai, Udine

100. Anna Insogna, Vasto (CH)

101. Anna Lisa D’Antonio, L’Aquila

102. Anna Lisa Petri, Santa Croce sull’Arno

103. Anna Maria Cappelli Vaiano (PO)

104. Anna Maria Iuston, Casarsa della Delizia, Pordenone

105. Anna Maria Patrone, Empoli

106. Anna Maria Pichierri, Londra

107. Anna Maria Rivera, Roma

108. Anna Maria Savoia, Bari

109. Anna Meli, Firenze

110. Anna Roli, Modena

111. Anna Rosa Fioretta, Verona

112. Anna Scacchi, Roma

113. Anna Scacchi, Roma

114. Anna Scotti, Verano Brianza (MB)

115. Annalaura Ruffolo, Roma

116. Annalisa Cannito, Acqui Terme

117. Annalisa Contrafatto, Città del Capo, Sudafrica

118. Annalisa Gardin Noventa Di Piave Venezia

119. Annalisa Marraffino, San Fele (PZ)

120. Annalisa Parini, Milano

121. Annalisa Tomasi, Trento

122. Annamaria Savio, Bolzano

123. Annamaria Vinco Verona

124. Annarita Di Mario, Roma

125. Annarosa Carone, Bologna

126. Antonella Bastari, Arezzo

127. Antonella Bruzzese, Bolzano

128. Antonella Carpi, Modena

129. Antonella D’Archino, Roma

130. Antonella Ferrari, Modena

131. Antonella Gambato, Malta

132. Antonella Giurato, Pergine Valsugana (Trento)

133. Antonella Martini, Bologna

134. Antonella Panarelli, Casale Corte Cerro (VB)

135. Antonella Plocech, Trento

136. Antonello Schiavone, Bari

137. Antonia Dejeu, Bologna

138. Antonia Dejeu,Bologna

139. Antonia Lamparelli, Milano

140. Antoniello Angela Ilaria, Avellino

141. Antonietta Molvetti, Napoli

142. Antonio Chiodo, Verano Brianza (MB)

143. Antonio Cobalti, Trieste

144. Antonio La Tosa, Torino

145. Antonio Pasini, Siena

146. Arianna Muci, Roma

147. Arianna Pieri, Rufina (FI)

148. Arianna Pieri, Rufina (FI)

149. Aristide Boldrin, Varese

150. Armando Golzio, Andorno

151. Associazione Angolana Njinga Mbande, Firenze

152. Associazione Di Volontariato Rete Dei Diritti Dei Senza Voce, Bolzano

153. Associazione Punto di Partenza, Palermo

154. Associazione SOS Razzismo, Roma

155. Associazione Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne e Centro Antiviolenza, Imola

156. AssoMoldave- associazione delle donne Moldave in Italia, Roma

157. Assuntina Bianco, Washington D.C.

158. Augusto Circosta, Modena

159. Aurelia Murello, Milano

160. Aurora Iuorio, Napoli

161. Azra Fetahovic, Bolzano

162. Bakari Ramadhani, Empoli

163. Barbara Accetta Roma

164. Barbara Accetta, Roma

165. Barbara Anglani, Firenze

166. Barbara Beneforti, Pistoia

167. Barbara Grandi, San Gimignano, Siena

168. Barbara Hoffmann, Firenze

169. Barbara Mazzetti, Firenze

170. Barbara Prini, Bomporto (Modena)

171. Barbara Romagnoli, Roma

172. Barbara Scanu, Berchidda (OT)

173. Beate Schnock, San Miniato

174. Beatrice Iori, Modena

175. Benedetta Ponzi, Milano

176. Benedetta Regoli, Lucca

177. Bettina Mottura Morville, Milano

178. Bevini Dimma, Modena

179. Biagio Barbati, Portico di Caserta (CE)

180. Birgit Kröss,  Rifiano (BZ)

181. Blaise Epah Ebou, Firenze

182. Brunella Brogi, Firenze

183. Bruno Drioli Roma

184. Bruno Sarti Genova

185. Bruno Taricco, Torino

186. Camilla Colonna, Roma

187. Camilla Pietropaoli, L’Aquila

188. Carla Monzitta, Colle di Val d’Elsa (Siena)

189. Carla Pellegrino, Cuneo

190. Carla Zaia, Roma

191. Carla Zanoni Lo Piccolo,  Luxembourg

192. Carlo Cartocci, Roma

193. Carlo Cecoli, Roma

194. Carlo Corsetti, Roma

195. Carlo Lariccia, Roma

196. Carlo Piva, Castel Goffedo (MN)

197. Carmine Miccoli, Lanciano (CH)

198. Carnino Gabriella, Rondissone (To)

199. Carola, Lugano

200. Carolina Sestini, Empoli

201. Casimira Grandi Trento

202. Casimira Grandi, Trento

203. Caterina Giacomelli, Viareggio

204. Caterina Imbastari, Roma

205. Catia Muscariello, Udine

206. Cecilia Bevicini, Firenze

207. Cecilia Martini, Empoli

208. Cecilia Martini, Empoli

209. Cecilia Stefani, Firenze

210. Celestino Stronati, Osimo (Ancona)

211. Cerbioni Clarissa, Capraia e Limite (FI)

212. Cesare Venturi, Vignola (MO)

213. Charito Basa, Roma

214. Chiara Bondielli San Casciano Val di Pesa

215. Chiara Calandri, Imperia

216. Chiara Cavallaro, Roma

217. Chiara Corbetta, Tete, Mozambico

218. Chiara Dinucci Vinci (FI)

219. Chiara Malisan,Molvena (Vicenza)

220. Chiara Ricci, Roma

221. Chiara Zanini Bologna

222. Christa Neulichedl, Bolzano

223. Christine Agostini, Merano

224. Christine Pichler Merano (BZ)

225. Christof Freiberger AGB/CGIL Brunico

226. Christof Freiberger, Brunico

227. Cinzia Cimini Roma

228. Cinzia Gubbini, Roma

229. Cinzia Marini, Trondheim (Norvegia)

230. Cinzia Rinaldi, Genova

231. Cinzia Sanchini , Cattolica (RN)

232. Cinzia Vuturo, Reggello (Firenze)

233. Ciro Sabatino, Avezzano (AQ)

234. Ciro Spagnuolo, Modena

235. Clara Rosso, Bolzano

236. Claudia Balsamo, Villorba (TV)

237. Claudia Barberis, Alessandria

238. Claudia Barberis, Alessandria

239. Claudia Cazzaniga, Cesano Maderno (MD)

240. Claudia De Biasi, Lecce

241. Claudia Del Rosso, Lucca

242. Claudia Magagna, Albignasego (PD)

243. Claudia Manetti, Firenze

244. Claudio Andolfo, Bolzano

245. Claudio Chiaruttini, Trieste

246. Claudio Ferrari, Merano

247. Claudio Lombardi, Firenze

248. Claudio Lombardi, Roma

249. Claudio Losio Brescia

250. Claudio Pagnani

251. Claudio Pierucci, Montefiore Conca

252. Claudio Teranga, Reggio Emilia

253. Claudio Tonelli, Modena

254. Clelia Franceschini, Trento

255. Clemente Venneri, Pavia

256. Comunità Internazionale di Casa generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Roma

257. Concetta Danese, Roma

258. Concetto Livio Auditore, Torre del greco (NA)

259. Coordinamento Ricostruire Insieme, L’Aquila

260. Corrado Beguinot, Roma

261. Cosetta Venturi, Savignano sul Rubicone (FC)

262. Cristiana Guccinelli, Firenze

263. Cristiana Mannocci, Carrara

264. Cristina Bossi Rimini

265. Cristina Chelli, Castelfiorentino

266. Cristina Rinaldi, Ferrara

267. Cristina Simon, Roma

268. Cristina Tazzioli, Modena

269. Dafne Marzoli, Roma

270. Dalila Ruvolo, Guidonia (RM)

271. Dalila Toscano Castelfranco Emilia (Mo)

272. Damiana Brunello Montebelluna ( TV)

273. Damiano Cordone, Città della Pieve (PG)

274. Dana Engel, Bolzano

275. Daniela Calò, Roma

276. Daniela Caloro, Lecce

277. Daniela Consoli, Firenze

278. Daniela Cusimano, Messina

279. Daniela Lorenzetti Roma

280. Daniele Barbieri, Imola

281. Daniele De Maria, Bologna

282. Daniele Failla, Roma

283. Daniele Frigerio, Monza

284. Daniele Gaeti, Roma

285. Daniele Giusti, Viareggio

286. Daniele Guido, Roma

287. Daniele Messina, Roma

288. Daniele Rocchi – Bomporto (MO)

289. Daniele Rosellini,Torgiano (PG)

290. Daria Scotto di Quacquero, Vietri sul mare, SA

291. Dario Bassi, Olgiate Olona (VA)

292. Dario Consonni, Vimercate (MB)

293. Dario De Faveri, Milano

294. Dario Selvaggi,Campofelice di Roccella (PA)

295. Davide Banchini, Castelfranco Di Sotto

296. Davide Di Pietro

297. Davide Gagliano,Bologna

298. Davide Lamanna, Roma

299. Denise Ferrucci, Buti (PI)

300. Diana Lola Posani, Milano

301. Diego Sapora,Napoli

302. Diego Zucchi Milano

303. Dino Angelini

304. Dino Angelini, Reggio Emilia

305. Distefano Tiziano Torre Del Lago Puccini, Lucca

306. Domenico Memi Campana, Modena

307. Donata Marangio, Firenze

308. Donata Pricci, Massafra (TA)

309. Donatella Moretti, Limite sull’Arno (Firenze)

310. Donatella Naldi Pistoia

311. Dora Muraca , Catanzaro

312. Doriana Pavanello, Bolzano

313. Doriana Pavanello, Bolzano

314. Doroshenko Nataliya, Venezia

315. Edith Dapoz, Badia  (Bz)

316. Edoardo Salzano, Venezia

317. Eduardo Barberis, Urbino

318. Efrem Raimondi, Milano

319. Elda Baronchelli, Flero

320. Elda Letrari, Bressanone

321. Elena Besozzi, Milano

322. Elena Biagini, San Casciano Val di Pesa

323. Elena Bozzetti, Milano

324. Elena Casini, Firenze

325. Elena de Filippo, Napoli

326. Elena Furio, Verona

327. Elena Gazzoli – Brescia

328. Elena Gazzotti, Modena

329. Elena Giuliani, Genova

330. Elena Guerra – Vicenza

331. Elena Merlika, Milano

332. Elena Rastello, Roma

333. Elena Valussi, Chicago

334. Eleonora Brembilla, Bergamo

335. Elia Faso, Limite sull’Arno

336. Elio Galiano, Brindisi

337. Elisa Favè, Verona

338. Elisa Mencarini, Roma

339. Elisa Morville, La Spezia

340. Elisa Napolitano, Napoli

341. Elisa Passini, Modena

342. Elisa Pavone Bolzano

343. Elisabeth Sichel, Merano

344. Elisabetta D’Ambrosio, Montevecchia (LC)

345. Elisabetta Forti, Perugia

346. Elisabetta Rastelli, Napoli

347. Elisabetta Stella, San Dona’ di Piave (VE)

348. Elisabetta Trincherini, Firenze

349. Elisabetta Verri, Pavia

350. Elvira Guida Roma

351. Elvira Marinelli Verona

352. Elvira Rossi, Roma

353. Emanuela Bedendo, Milano

354. Emanuela Jossa, Napoli

355. Emanuela Periccioli, Fiesole

356. Emanuele Bonomo, Catania

357. Emanuele Sascor, Bolzano

358. Emanuele Scopigno,  Cittaducale (RI)

359. Emanuele Sgherri, Copenhagen

360. Emilia Merola – S. Maria Capua Vetere (CE)

361. Emma Caraig, Modena

362. Enmigrinta – Bollettino contro le discriminazioni – Merno BZ

363. Enrica Gino, Torino

364. Enrico Turco, Verona

365. Enzamaria Tramontana, Palermo

366. Erica Sereno, Boves (CN)

367. Esther Benvenuti, Firenze

368. Esther Benvenuti, Firenze

369. Esther Koppel, Roma

370. Eugenio Barchiesi, Roma

371. Eugenio Lenardon, Trieste

372. Eugenio Nicolussi, Bolzano

373. Fabio Argnani, Forlì

374. Fabio Bracci, Prato

375. Fabio Quassoli, Milano

376. Fabio Schiavo, Roma

377. Fabrizio Casavola, Milano

378. Fabrizio Guerra, Voltana (RA)

379. Fabrizio La Paglia, Pesaro

380. Fari Haliti, Bolzano

381. Fausta Molina, Città della Pieve (PG)

382. Fausto Paesani, Osimo (AN)

383. Favarin Paolo, Padova

384. Favaro Elena, Padova

385. Federica Alberino, Roma

386. Federica Arezzi, Vittoria (RG)

387. Federica Cimmino, Livorno

388. Federica Collu, Seulo (CA)

389. Federica Greco, Roma

390. Federica Zammillo, Brindisi

391. Federico Bosis, Valbrona (Co)

392. Federico Colombo, Palermo/Genova

393. Federico Faloppa, Reading (UK)

394. Felice Pirozzi Siena

395. Ferdinand Apo, Siena

396. Fernanda Bertoli, Udine

397. Fernanda De Lucia, Fano (Pu)

398. Fernanda Massa , Villa d’Adda (BG)

399. Fernando Biague, Bressanone

400. Fernando Marcelino, Santa Maria Nuova (Ancona)

401. Filippo Bacchetti

402. Filippo Tesio, Santena (To)

403. Fiorella Bomé Presidente Forum Permanente Delle Donne Certaldo (FI)

404. Fiorenza Pozzi Crespi, Treviso

405. Flaminia Bindi, Roma

406. Flora Cappelluti, Milano

407. Flora De Natale, Roma

408. Fondazione Risorsa Donna, Roma

409. Fortunato Maria Cacciatore

410. Fortunato Maria Cacciatore, Salerno

411. Franca Bogetti, Alba (CN)

412. Franca Delle Lenti, Pescara

413. Franca Di Lecce, Roma

414. Franca Dumano, Carrara (MS)

415. Franca Toffol, Bolzano

416. Franca Vezzosi, Empoli

417. Franca Zadra, Bolzano

418. Francesca Ambrosioni, Rocca di Papa (RM)

419. Francesca Angiò, Velletri (Roma)

420. Francesca Bartalucci, Empoli

421. Francesca D’Alfonso, Modena

422. Francesca Flosi, Pescia (PT)

423. Francesca Frascaroli, Bologna

424. Francesca Gobbo, Torino

425. Francesca Lilli, Montespertoli (FI)

426. Francesca Milani, Bologna

427. Francesca Moccagatta, Firenze

428. Francesca Moretti, Genova

429. Francesca Pastore, Portico di Caserta (CE)

430. Francesca Sasso, Pistoia

431. Francesca Schipa, Roma

432. Francesca Solari, Carrara (MS)

433. Francesca Tedde, Bruxelles

434. Francesca Vianello,Padova

435. Francesco Bianchi, Santa Croce sull’Arno

436. Francesco Cattaneo Crema (CR)

437. Francesco Correale, Tours (Francia)

438. Francesco De Lorenzo,Roma

439. Francesco Di Pietro, Perugia

440. Francesco Fosi, Siena

441. Francesco Lo Piccolo

442. Francesco Lo Piccolo, Chieti

443. Francesco Mantelli, Empoli

444. Francesco Maria Conte, Ginosa

445. Francesco Mori. Pratovecchio

446. Francesco Romanetti

447. Francesco Zingaro, Milano

448. Franco Lovisolo, Moncalieri (TO)

449. Franco Mimmi, Palma de Mallorca

450. Franco Ospazi – FISAC/CGIL GENOVA

451. Franco Piperno, Roma

452. Friedrich Hofer, Merano (BZ)

453. Gabriele Bacchella, Vigevano (PV)

454. Gabriele Crosariol, Bolzano

455. Gabriella Ferrua Beccari, Villarbasse (TO)

456. Gabriella Friso, Dervio (LC)

457. Gabriella Ghermandi, Bologna

458. Gabriella Guido, Roma

459. Gabriella Violato, Roma

460. Gaspard Ngiruwonsanga, Ladispoli (Roma)

461. Gemma Ravina, Rodello (Cn)

462. Gennaro Guida, Firenze

463. Gennaro Massimino, Napoli

464. Gentiana Minga, Bolzano

465. Gerardina Zito, Roma

466. Gerardo Bombonato, Bologna

467. Germano Vara

468. Giacomo Piccioni,San Clemente (RN)

469. Giampaolo Chavan Verona

470. Giampiero De Marco, Roma

471. Gian Marco Martignoni, Varese

472. Giancarla Zucchelli Nobili, Milano

473. Giancarlo Buson Associazione Asx Assosex Libertine

474. Giancarlo Milesi, Bressanone

475. Gianfelice Tinelli, Noci (BA)

476. Gianfranca Fois, Cagliari

477. Gianfranca Zancanaro, Milano

478. Gianfranco Tomassini, Firenze

479. Gianguido Palumbo Pagi, Roma

480. Gianguido Palumbo, Roma

481. Gianluca Bona, Asti

482. Gianluca Calabrese, Lecce

483. Gianluca Gabrielli, Bologna

484. Gianluca Germoglio, Bari

485. Gianluca Paciucci, Trieste

486. Gianluca Pasqual, Bresso (MI)

487. Gianluigi Giandinoto, Crevalcore

488. Gianluigi Solfrini, Bolzano

489. Gianna Busso Moriondo, Piossasco (TO)

490. Gianni Cerutti, Borgomanero (NO)

491. Gianni Ferraris, Lecce

492. Gianni Frezzato, Bolzano

493. Gina Abbate,Merano (BZ)

494. Gioiosa Marea, Messina

495. Giona Mottura, Neuchatel

496. Giordano Cellai, Reggello (FI)

497. Giorgia Mongillo, Bronzolo (BZ)

498. Giorgia Siviero, Bologna

499. Giorgio Bigongiari

500. Giorgio Gelmetti Verona

501. Giorgio Nobili, Milano

502. Giorgio Nones,Egna(Bz)

503. Giorgio Rossi, Chioggia (VE)

504. Giorgio Sirilli, Albano Laziale

505. Giovanna Dimitolo, Milano

506. Giovanna Esposito, Napoli

507. Giovanna Marconi, Venezia

508. Giovanna Massimetti, Roma

509. Giovanna Montanari Ravenna

510. Giovanna Portesi, Brescia

511. Giovanni Battista Novello Paglianti, Verona

512. Giovanni Battista Pandini, Bolzano

513. Giovanni Bonenti, Torino

514. Giovanni Cialone, L’Aquila

515. Giovanni Di Dio, Bologna

516. Giovanni Finelli Milano

517. Giovanni Florio, Napoli

518. Giovanni Mottura, Bologna

519. Giovanni Trova, Alba

520. Giovanni Ugolini, Firenze

521. Giovina Ruberti, Roma

522. Giuditta Mottura, Praly

523. Giulia Butturini, Verona

524. Giulia Camin, Padova

525. Giulia Consolini Roma

526. Giulia Di Stefano, Firenze

527. Giulia Laganà, Roma

528. Giulia Lorusso, Milano

529. Giulia Rasola – Bolzano

530. Giulia Rossi, Padova

531. Giulia Tranchina, Londra

532. Giulia Vicenzi, Modena

533. Giuliana Sanna, Bologna

534. Giuliana Sanna, Bologna

535. Giuliana Spadavecchia, Lido di Camaiore

536. Giuliano Campioni, Pisa

537. Giulio Bernini, Roma

538. Giulio Marcon, Roma

539. Giuseppa Rosalba Tazzer, Catania

540. Giuseppe Faso, Limite sull’Arno

541. Giuseppe Fusco, Sora (FR)

542. Giuseppe Licastro, Reggio Calabria

543. Giuseppe Mosconi, Padova

544. Giuseppina Commare, Catania

545. Giuseppina Commare, Catania

546. Gloria Trevisan, Torino

547. Grazia Naletto, Roma

548. Grazia Tria, Cinisello Balsamo (MI)

549. Graziella Bassani,Milano

550. Graziella Rumer Mori, Pratovecchio

551. Gregor Beikircher,Varna, Bolzano

552. Greta Tanini, Parigi

553. Guarragi Damenic, Reggio Emilia

554. Guido Margheri Bolzano

555. Guido Viale, Milano

556. Gunsch Daniel, Termeno sulla strada del Vino (BZ)

557. Gunsch Josef, Termeno sulla strada del Vino (BZ)

558. Gunsch Lukas, Termeno sulla strada del Vino (BZ)

559. Gunsch Sarah, Termeno sulla strada del Vino (BZ)

560. Günther Rauch, Terlano (Bz)

561. Halyna Romanyuk Napoli

562. Hermann Popodi, Bressanone

563. Ibrahim Khachab, Verona

564. Ida Iglio, Segrate

565. Ilaria Baldini, Milano

566. Ilaria Balloni, Pisa

567. Ilaria Bernini, Roma

568. Ilaria Buscaglia, Novara

569. Ilaria Fornacciari, Basilea

570. Ilaria Gabbani, Parigi

571. Ilaria Pittiglio, Roma

572. Ilaria santini, Roma

573. Ines Arletti, Roma

574. Inge Elisabeth Niederfriniger, Merano

575. Iolanda Da Deppo, Pieve di Cadore (Belluno)

576. Irene Banti, Empoli

577. Irene Starace, Velletri

578. Isa Ciani, Pisa

579. Isabel Mendoza, Bolzano

580. Isabella Caporaletti, Spoleto (PG)

581. Isabella Peretti, Roma

582. Isabella Tomassi, L’Aquila

583. Isadora De Pasquale, Milano

584. Ivano Motta Roma

585. Jacopo Bruni, Arezzo

586. Jasmin Ramadhani, Empoli

587. Jaziz Ramadhani, Empoli

588. Jennelyn Caraig, Modena

589. Jessica Cugini, Verona

590. Jessica Jennifer Gonzalez, Roma

591. Joan Basa, Siena

592. Joanna Aston Pian Di Scò Arezzo

593. Joao Henriques, Trento

594. Johann Gruber, Bolzano (BZ)

595. Juan Caraig, Modena

596. Karin Girotto, Bolzano

597. Karin Kofler, Merano (BZ)

598. Katia Bartuccio, Roma

599. Katia Raspollini, Firenze

600. Katia Troisi, Firenze

601. Katrim Metref, Torino

602. Khay Rachid, Genova

603. Kinatibi Toure, San Casciano Val di Pesa

604. Klara Oberhollenzer, Bressanone (BZ)

605. Klaus Vontavon, Bressanone

606. Kossi A. Komla, Ebri, Ponte Lambro (Lecco)

607. Lamberto Iannucci, Ortona

608. Lara Bordignon, Preganziol (TV)

609. Lara Porciatti, Empoli

610. Laura Albano, Firenze

611. Laura Berlinghieri, Venezia

612. Laura Bernardi, Roma

613. Laura De Toffoli, Venezia

614. Laura Gaglione, Torre Del Greco (Napoli)

615. Laura Gentile, Roma

616. Laura Granata, Celle Ligure (SV)

617. Laura Haller, Vienna

618. Laura Longhi, Modena

619. Laura Martelloni, Firenze

620. Laura Maschio, Monteforte Irpino (AV)

621. Laura Mentasti, Brescia

622. Laura Naldi, Castelfiorentino

623. Laura Senesi, Bolzano

624. Leni Ferraris, Bolzano

625. Leo Matzneller, Merano

626. Leonardo De Franceschi, Roma

627. Leonardo Di Ianni, Cotiakou, Bénin

628. Letizia Canale, Pofi (Frosinone)

629. Letizia Fogli, Castel Del Bosco (Pisa)

630. Letizia Lindi, Pisa

631. Lia Albonico, Roma

632. Lia Didero, Fano

633. Licia Coletti, Rovigo

634. Lidia Pezzuto, Vezza D’Alba

635. Lidiana Marchetto, Bolzano

636. Liliana Cereda, Martellago (VE)

637. Liliana Lupaioli,Pistoia

638. Lilli Bacci, Fiesole

639. Lina Risi, Lecco

640. Linda Fabbrini, Rimini

641. Linda Larotonda, Milano

642. Linda Valicenti, Roma

643. Lisa Fierro, Merano (BZ)

644. Lisa Gambarelli, Monza

645. Lisa Marie Terzariol, San Michele all’Adige

646. Liviana Branchini Venezia

647. Livio Spilotros, Roma

648. Loredana Lipperini, Roma

649. Lorella Amigoni, Bergamo

650. Lorella Fanotti, Siena

651. Lorena Canottiere, Torino

652. Lorena Ortiz, Padova

653. Lorena Sali, Forlì

654. Lorena Tedeschi, Marina di Carrara (MS)

655. Lorenzi Herman, Faver (Trento)

656. Lorenzo Guadagnucci, Firenze

657. Lorenzo Sola AGB/CGIL Bolzano

658. Loreta Beccia, Milano

659. Loreta Beccia, Milano

660. Love Lab – Officine Della Felicità Roma

661. Luca Bizzarri, Bolzano

662. Luca Cavazzoni,Modena

663. Luca D’Ambrosio, Bolzano

664. Luca Dammicco Roma

665. Luca Dell’Agnello, Firenze

666. Luca Lazzaretto, Verona

667. Luca Orsetti, Catanzaro

668. Luca Perilli, Macerata

669. Luca Rasoti, Reggello (FI)

670. Luca Soi, Savona

671. Luca Valmassoi, Pieve di Cadore (Belluno)

672. Luce Jacovella, Prato

673. Lucia Azzarone, Arquata Scrivia (AL)

674. Lucia Budassi, Roma

675. Lucia Cantini Castelfranco Veneto

676. Lucia Caputo, Firenze

677. Lucia Fiorenzano, Novara

678. Lucia Geri, San Marcello Pistoiese

679. Lucia Malberti, Lucignano (Arezzo)

680. Lucia Politi, Busto Arsizio VA

681. Lucia Tazzioli, Lodi

682. Lucia Urbano, Viareggio

683. Luciana Abate, Roma

684. Luciana Menna, Roma

685. Lucilla Mancini, Firenze

686. Lucio Sibilia, Roma

687. Luigi Dolce, Marsala

688. Luigi Lollini, Bologna

689. Luigi Mangieri, San Miniato – Pisa

690. Luigi Marini,Pesaro

691. Luigi Trentini, Argenta (Ferrara )

692. Luisa Acerbi, Milano

693. Luisa De Biasi, L’Aquila

694. Luisa Noli, Roma

695. Luisa Petrucci, Firenze

696. Luisa Selmi, Tirano – SO

697. Luisa Simonutti, Firenze

698. Luisa Simonutti, Firenze

699. Luisella Salimbeni, Firenze

700. M. Patrizia Favali, Roma

701. M.Vittoria Iapoce, Giugliano in Campania (NA)

702. Maddalena Dali, Sarajevo

703. Maddalena De Melas, Castelvetrano (TP)

704. Maddalena Valentini,  Badia (Bz)

705. Mandeep Sachdeva, Merano

706. Manuela Giugni, Firenze

707. Manuela Rapetti, Parma

708. Maoro Sanna, Roma

709. Mara Alaimo, Bressanone

710. Mara Clemente

711. Marcello Acquarone, Parma

712. Marcello Gidoni Ancona

713. Marcello Maneri, Bologna

714. Marco Andolfato Milano

715. Marco Del Bufalo, Roma

716. Marco Ferraris, Lerici (La Spezia)

717. Marco Gamba, Torino

718. Marco Lusena, Milano

719. Marco Marigo, Firenze

720. Marco Mazzetti, Roma

721. Marco Palombo, Roma

722. Marco Sacco, Kansas City

723. Margherita Di Clemente, L’aquila

724. Margherita Nanetti, Roma

725. Margot Tschager, Naturno (BZ)

726. Maria Anna Vox, Bari

727. Maria Antonietta Bagni, Modena

728. Marìa Belén Rath, Trento

729. Maria Caenazzo, Treviso

730. Maria Clara Morazzoni, Como

731. Marìa Cristina Lago, Montecchio (TR)

732. Maria Cristina Lago, Montecchio (TR) Umbria

733. Maria Cristina Pagliani, Modena

734. Maria Cristina Zambaiti, Bolzano

735. Maria De Marco, Roma

736. Maria Elena Pira, Torino

737. Maria Elena Seu, Bologna

738. Maria Grazia Betti, Roma

739. Maria Grazia Moriani, Roma

740. Maria Grazia Rotelli, Modena

741. Maria Grazia Tramontana, Torino

742. Maria Immacolata Macioti, Roma

743. Maria Immordino, Palermo

744. Maria Laura Marescalchi, Modena

745. Maria Lucia Pittalis Roma

746. Maria Luisa Moretti, Roma

747. Maria Lujan Leiva, Buenos Aires, Argentina

748. Maria Maya Apo, Siena

749. Maria Novaro, Genova

750. Maria Omodeo, Firenze

751. Maria Paola Conti , Roma

752. Maria Rosaria Cimino, Salerno

753. Maria Ruberti Roma

754. Maria Vicari, Roma

755. Mariacarmela Modica, Firenze

756. Mariaclara Achille, Bari

757. Marialinda Odorisio, L’Aquila

758. Marialoreta Colaianni, L’Aquila

759. Mariana Galan, Genova

760. Mariana Palmentieri,Napoli

761. Mariangela Calderone, Roma

762. Marianna Costanzo, Ladispoli (RM)

763. MarianoRossi , Rovigo

764. Mariarosa Pellizzer, Milano

765. Marie Caillat, Roma

766. Mariella G.C. Valenti

767. Mariella G.C. Valenti, Livorno

768. Mariella Stefanoni, Montespertoli

769. Marilena De Dominicis, Firenze

770. Marina Dell’Orletta, Modena

771. Marina Piccone, Roma

772. Marina Veronesi, Limite sull’Arno

773. Marinella Laini, Venezia

774. Marinella Menchetti, Massarosa (LU)

775. Marini Rossana Empoli (Fi)

776. Mario Alaggio, L’Aquila

777. Mario Piazza, Brescia

778. Mario Tirino – Airola (BN)

779. Markus Göbl, Bolzano

780. Marta Beritelli, Firenze

781. Marta Comunale, Milano

782. Martina Milano, Firenze

783. Martina Moscoloni, Bernareggio

784. Martina Visentin, Treviso

785. Martine Rossi, Bolzano

786. Massimiliano Giaracca, Riccione (RN)

787. Massimiliano Luppino, Roma

788. Massimiliano Martorana, Genova

789. Massimo Cortellessa, Roma

790. Massimo D’Amato, Firenze

791. Massimo Franceschini, Trento

792. Massimo Lizzi Torino

793. Massimo Lombardo, Guidonia (RM)

794. Massimo Mainosky, Fidenza(PR)

795. Massimo Rosati, Roma

796. Massimo Tegolini

797. Massimo Tegolini, Roma

798. Massimo Torelli, Firenze

799. Matias Mesquita, Firenze

800. Matilde Donnini, Carmagnola (To)

801. Matilde Menichini, Venezia

802. Matteo Orlandi, Modena

803. Matteo Zorzanello, Vicenza

804. Maura Cossutta, Roma

805. Maurizio Mazzocchi, Pistoia

806. Maurizio Sarcoli, Firenze

807. Mauro Bragaglio, Brescia

808. Mauro Giani, Fucecchio

809. Mauro Randi, Bolzano

810. Mercedes Frias, Prato

811. Micaela Fiorini, Rovereto (Tn)

812. Michael Torggler Sarentino (BZ)

813. Michela Gaito, Sesto Fiorentino (FI)

814. Michela Manetti, Marcellina (RM)

815. Michela Maniscalco,Campofelice di Roccella (PA)

816. Michela Rosellini, Roma

817. Michela Sau, Frosinone

818. Michela Todini,Roma

819. Michele Beltrami, Celle Ligure (SV)

820. Milena Pesole, Bari

821. Milena Scioscia, Firenze

822. Milly Bertoglio, Brescia

823. Mirco Elena, Trento

824. Mirela Xhaferraj Tarcento (UD)

825. Miriam Anna Del Biondo, L’Aquila

826. Miriam Barbera, Parma

827. Miriam Tombino, Firenze

828. Miryam Fuentes, Roma

829. Monica Ascanelli Ferrara

830. Monica Dolzani, Bolzano

831. Monica Massari, Certaldo

832. Monica Rossi, Casalmaiocco (Lodi)

833. Monica Rostoni

834. Moreno Biagioni, Firenze

835. Mourad Abderrezak, Firenze

836. Nada Charara,Bergamo

837. Nadia Breda, San Vendemiano (TV)

838. Nadia Giacometti, Bolzano

839. Nadia Lombardi, Carrara (MS)

840. Nadia Tarantini, Roma

841. Nadia Vittozzi, Roma

842. Nancy Bailey, Firenze

843. Natalia Giannoni Firenze

844. Natalia Moraru, Roma

845. Natalina lodato, Napoli

846. Nicola Cocco, Pavia (VA)

847. Nicola Dentico, Torino

848. Nicola Fasolino Roccapiemonte (SA)

849. Nicola Gesualdo, Roma

850. Nicola Tito, Firenze

851. Nicola Villa, Roma

852. Nicoleta Marica, Bologna

853. Nicoletta Bardi, L’Aquila

854. Nicoletta Dentico, Roma

855. Nicoletta Graziano, Roma

856. Nina Fierro,Merano (BZ)

857. Noemi Favitta, Gela (Cl)

858. Nora Fascetti, Roma

859. Nora Lonardi, Trento

860. Oew – Organizzazione per Un mondo solidale, Bressanone (BZ)

861. Ofelia Garcia, Milano

862. Olga D’Antona

863. Olga Di Serio, Roma

864. Orietta Brusa

865. Orietta Brusa Trujillo, Perù

866. Orlando Giovanna, Reggio Emilia

867. Pablo Salazar del Risco, S.Casciano (Fi)

868. Paola Andrisani, Roma

869. Paola Anselmi , Bologna

870. Paola Carbajal Sanchez, Bolzano

871. Paola Carbajal, Bolzano

872. Paola Commare, Catania

873. Paola Commare, Catania

874. Paola De Carlo, Lecce

875. Paola Gabbrielli, Roma

876. Paola Lucarini, Firenze

877. Paola Mambretti, Seregno

878. Paola Maria Tacconi, Empoli

879. Paola Migliorini, Pisa

880. Paola Mirolli, Follonica (GR)

881. Paola Pastorini, Milano

882. Paola Pescatori, Roma

883. Paola Sabatini, Roma

884. Paola Savi, Milano

885. Paola Sighinolfi, Firenze

886. Paola Venturelli,  Trento

887. Paola Vismara, Bolzano

888. Paolo Basaglia, Torino

889. Paolo Buffoni, Milano

890. Paolo Draghi, Montespertoli (Firenze)

891. Paolo Giuseppe Caruso, Vigevano

892. Paolo Godani, Pisa

893. Paolo Guidi, Carrara (MS)

894. Paolo Marveggio, Seregno

895. Paolo Perna, L’Aquila

896. Paolo Pignocchi, Ancona

897. Paolo Ramazzotti, Levico Terme

898. Pape Diaw, Firenze

899. Pasquale Martino, Bari

900. Pasqualina Andro Minori, Salerno

901. Patrizia Baldassarre, Potenza

902. Patrizia Bellezza, L’Aquila

903. Patrizia Biagini, Verona

904. Patrizia Cucciniello, Como

905. Patrizia Deiala, Santu Lussurgiu, Oristano

906. Patrizia Larese – Roma

907. Patrizia Larese, Roma

908. Patrizia Meringolo, Firenze

909. Patrizia Politelli, Roma

910. Patrizia Sabbadin,Bolzano

911. Patrizia Salierno, Roma

912. Patrizio Frosini, Firenze

913. Patrizio Mazzanti, Modena

914. Paula Castelli, Macerata

915. Pavlo Botezat (Padova)

916. Peppe Palmisano, Locorotondo (Bari)

917. Philipp Frener, Bressanone (BZ)

918. Piemondo Onlus, Torino

919. Piera Costa, Alba (CN)

920. Piera Rella, Roma

921. Pierluigi Ametrano, San Giorgio a Cremano (NA)

922. Piero Caroleo, Catanzaro

923. Piero Cavallaro, Bolzano

924. Piero Colacicchi, Firenze

925. Pietro Ivan, Siena

926. Pietro Piglione (Torino)

927. Pilar Reuque, Roma

928. Pilar Saravia, Roma

929. Pina Garau, Cagliari

930. Pinella Depau, Cagliari

931. Pino Nicotri, Milano

932. Pino Sortino, Roma

933. Pio Fontana, Bolzano

934. Porsia Siggillino, Roma

935. Priska Garbin, Bolzano

936. Radames Colella, Avellino

937. Rafael Mallari, Modena

938. Rafaella Brandao dos S. O. Michaeler, Bressanone (BZ)

939. Raffaella Chiodo Karpinsky, Roma

940. Raffaella Cosentino, Roma

941. Raffaella Longo, Milano

942. Raffaella Morichetti, Roma

943. Raffaella Pilotti, Bolzano

944. Raffaella Ritucci, Torino

945. Raffaello Ugo, Monserrato (CA)

946. Rampazzo Renzo, Bolzano

947. Redazione del Grandevetro, Santa Croce sull’Arno

948. Redazione Oltremedia news, Roma

949. Remo Zulli, Francavilla a Mare

950. Renata Matteucci, Modena

951. Renate Rier Siusi, Bolzano

952. Renato Palma, Firenze

953. Renato Torti, Alessandria

954. Ribka Sibhatu, Roma

955. Ribka Sibhatu, Roma

956. Ribka Sibhatu, Roma

957. Riccardo Boccalari, Milano

958. Riccardo Bonina, Catania

959. Riccardo Migliorini, Genova

960. Riccardo Poli, Firenze

961. Riccardo Squeglia,Alvito (Frosinone)

962. Riccardo Torregiani, Firenze

963. Rita Crucioli, Padova

964. Rita Gamberini Pavullo nel Frignano Modena

965. Rita Migliarini, Firenze

966. Rita Pedullà, Roma

967. Rita Tazzioli, Lodi

968. Robert Hochgruber,  Bressanone (BZ)

969. Roberta Brighenti Modena

970. Roberta Medda – Bolzano

971. Roberta Nicolodi, Bolzano

972. Roberta Sgarbi Virgilio (Mantova)

973. Roberta Tagliavini, Bolzano

974. Roberta Treviri, Firenze

975. Roberto Banchini Castelfranco Di Sotto (PI)

976. Roberto Cassettana, San Gervasio Bresciano

977. Roberto Dati, Roma

978. Roberto Gabaglio, Milano

979. Roberto Montanari, Sant’Agata sul Santerno (RA)

980. Roberto Niccolai, Pistoia

981. Roberto Olivetti, S. Sofia (FC)

982. Roman Zanon, Bressanone (BZ)

983. Romano Masoni, Santa Croce sull’Arno

984. Romina Campostrini, Trento

985. Rosa Barone, Castelfiorentino

986. Rosa Maiorana, Milazzo (Me)

987. Rosa Taschin, Ravenna

988. Rosalba Tazzer, catania

989. Rosanna Conti, Melzo (MI)

990. Rosanna Panzeri, Cormano (MI)

991. Rosaria De Bartolo Massafra (TA)

992. Rosaria De Ponte, Napoli

993. Rosario Cosimo, Caserta

994. Rosario Grillo, Montebelluna

995. Rosella Giangrazi, Lanuvio (Roma)

996. Rossana Faso, Limite sull’Arno

997. Rossana Roli, Modena

998. Rossana Rosso, Viareggio

999. Rossella Perruccio, Modena

1000. Rossella Ropa, Bologna

1001. Rossella Strani, Trieste

1002. Rubina Valli, Mantova

1003. Ruth Fischnaller, Bologna

1004. Sabina Salari, Bolzano

1005. Sabine Hofer, Bolzano

1006. Sabrina Ancarola, Empoli

1007. Sadet Abdushi, Bolzano

1008. Salah ibrahim, associazione El Mastaba, Firenze

1009. Salvatore Adriano – Troia (FG)

1010. Salvatore Saltarelli, Bolzano

1011. Sandra Bossio, Ladispoli, Roma

1012. Sandra Federici, Sasso Marconi

1013. Sandra Sacco, Formigine (Modena)

1014. Sandro Vasselli, Roma

1015. Santiago Tedeschi, Roma

1016. Sara Benigni, Seriate (BG)

1017. Sara Bonfanti, Parigi

1018. Sara Cerretelli,Firenze

1019. Sara Cozzolino, Bolzano

1020. Sara Nunzi, Roma

1021. Sara Pollice

1022. Sara Pollice, Roma

1023. Sara Sandrini, Brescia

1024. Sara Sighinolfi (Modena)

1025. Sara Vitroler, Brunico (BZ)

1026. Sarah Muntetschiniger, Merano

1027. Saro Parasiliti,Roma

1028. Serafini Silvia, Bolzano

1029. Serena Chiodo, Roma

1030. Serena Roveta, Riano (RM)

1031. Serena Termini, Palermo

1032. Serenella Pegna,  Pisa

1033. Sergio Sparano, Trento

1034. Shira Cimadom

1035. Silvana Leone, Roma

1036. Silvestra Sbarbaro, Chiavari (GE)

1037. Silvia Belleri, Brescia

1038. Silvia Grinzato, Lana (BZ)

1039. Silvia Guido Parigi

1040. Silvia Mantovani, Firenze

1041. Silvia Marchi, Modena

1042. Silvia Marchione, L’Aquila

1043. Silvia Masotti, Pisa

1044. Silvia Nannicini, Milano

1045. Silvia Pescivolo, Torino

1046. Silvia Russo, Roma

1047. Silvia Saviotti Faenza (Ra)

1048. Silvia Werbrouck, Buccinasco (Milano)

1049. Silvia Zampiero, Bolzano

1050. Simona Duce, La Spezia

1051. Simona Gabrielli, Roma

1052. Simona Padovani, Parma

1053. Simone Fontanella, Borgosatollo(BS)

1054. Simone Mariano, Roma

1055. Simone Oggionni

1056. Simone Oggionni, Roma

1057. Simone Pietro Lopez , Bari

1058. Simonetta Bormioli

1059. Simonetta Frediani, Perugia

1060. Simonetta Melani, Santa Croce sull’Arno

1061. Sonia Serra, Budrio (Bo)

1062. Sonja Cimadom, Bressanone

1063. Stefania Chiavassa, Pavia

1064. Stefania Spanò, Itri (Lt)

1065. Stefania Usai, Cagliari

1066. Stefania Zamagni, Genzano (RM)

1067. Stefano Arrighetti, Sesto Fiorentino

1068. Stefano Mangoni Di Piadena (CR)

1069. Stefano Mignani, San Casciano Val di Pesa

1070. Stefano Mina, Rimini

1071. Stefano Moser, Riano (RM)

1072. Stefano Rossi, Trento

1073. StefanoRossi , Rovigo

1074. Susanne Krauppmann, Bolzano

1075. Tamsir Ousmane Ba Cremona

1076. Tania Aromando – New York-USA

1077. Tania Bettelli, Torre del Greco (Na)

1078. Tassainer Alda Verona

1079. Tatiana Mastrangelo, Silvi (Te)

1080. Tatiana Nogailic, Roma

1081. Tatiana Petrovich Njegosh, Roma

1082. Taysir Hasan, Bari

1083. Tcheukam Alain, Padova

1084. Teresa Nappi, Modena

1085. Teresa Scamardi, Catanzaro

1086. Terra Nuova, Centro per il Volontariato, Roma

1087. Terre des Hommes

1088. Teuta Meci, Roma

1089. Tindara Ignazzitto Palermo

1090. Tiziana Chiappelli, Firenze

1091. Tiziana Di Iorio, Roma

1092. Tiziana Jacoponi, Parigi

1093. Tiziana Pasian, Cividale del Friuli(Ud)

1094. Tiziana Sirignano, Berlino

1095. Tomaso Fusco, Costa Volpino (Bg)

1096. Tommaso Cavazza, Bologna

1097. Tommaso Rondinella, Firenze

1098. Tullio Prestileo, Palermo

1099. Uberto Valentini, Badia (Bz)

1100. Udo Enwereuzor, Pisa

1101. Ugo Fracassa Roma

1102. Ugo Masucci, Tolmezzo(Udine)

1103. Ulisse Fiolo, Venezia

1104. Umberto falorni, Santa Croce sull’Arno

1105. Umberto Musumeci, Montebelluna (TV)

1106. Umberto Papace, Napoli

1107. Valentina Di Marco, Cittaducale (Rieti)

1108. Valentina Graziani, Artena (RM)

1109. Valentina Greco

1110. Valentina Greco, Roma

1111. Valentina Iaia, Roma

1112. Valentina Iaia, Roma

1113. Valentina Mmaka, Cape Town, South Africa

1114. Valentina Rinaldi, Roma

1115. Valentina Veneroso, Roma

1116. Valeria Bacci, Chioggia, Venezia

1117. Valeria Fargion, Firenze

1118. Valeria Rocca, Carrara (MS)

1119. Valerio Cutolo, Roma

1120. Valter Barosso, Montafia (AT)

1121. Vanelle Chokote, Pavia

1122. Vanna Profeti, San Miniato (PI)

1123. Verena Wellenzohn, Merano (BZ)

1124. Vincenza Truppo, Rovigo

1125. Vincenzo Cuoco Paestum – Capaccio

1126. Vincenzo Orsini-Siracusa

1127. Vincenzo Piccolo,Zelo Buon Persico (LO)

1128. VincenzoRossi , Rovigo

1129. Violante Grassia, Trentola Ducenta

1130. Virginia Cobelli, Milano

1131. Virginia Sciutto, Roma

1132. Virna Masini, Riccione (RN)

1133. Virnuccio Giuseppe, Alba (CN)

1134. Vito Alò, Monopoli (BA)

1135. Vito Santoro, Trani

1136. Vittorio Del Galdo, Agropoli (SA)

1137. Walter Citti, Trieste

1138. Walter Fratto, Catanzaro

1139. Walter Tomada Tarcento (UD)

1140. Waltraud Klapfer, Bolzano

1141. Wei Chen, New York

1142. William Chiaromonte, Firenze

1143. Yasmine Accardo, Napoli

1144. Erika Zelger, Termeno sulla strada del Vino (BZ)

1145. Fabio Giovannoni, Campi Bisenzio  (FI)

1146. Felicita Pedevilla, Bolzano (BZ)

1147. Bibiana Adami,  Schlanders (BZ)

1148. Federica Costanzo, Bolzano (BZ)

1149. Giuseppe Carovani, Calenzano (FI)

1150. Marco Alesii, L’Aquila (AQ)

1151. Matteo Antonin, Bolzano (BZ)

1152. Elena Morbini, Bolzano (BZ)

1153. Jessica Pedross, Merano

1154. Paola Mussini, Modena (MO)

1155. Lalla Odoni, Sassari (SS)

1156. Birgit Seeber, Bolzano (BZ)

1157. Liliana Dalmasso, Torino (TO)

1158. Marianna Casoria, Bolzano (BZ)

1159. Ivo Passler, Lana (BZ)

1160. Massimo Duino, Firenze (FI)

1161. Paolo Muzi, L’Aquila (AQ)

1162. Rocco Alaggio, L’aquila (AQ)

1163. Michaela Schlomm,  Naturno (BZ)

1164. Ottavia  Pancheri, Bolzano (BZ)

1165. Roberta Boccabella, L’Aquila (AQ)

1166. Daniela Monese, Bolzano (BZ)

1167. Sergio Morreale, Palermo (PA)

1168. Marisa Cerchiaro, Bolzano (BZ)

1169. Linda Perlaska , Bolzano (BZ)

1170. Laura Tita Farinella,  Bologna

1171. Carmine Montera, Olevano sul Tusciano (SA)

1172. Roberta Caruso, Catania (CT)

1173. Giovanni Dalla Pellegrina, Mogliano Veneto (TV)

1174. Augusta De Piero, Udine (UD)

1175. Gabriele Nencioni, Empoli (FI)

1176. Stella Guarnieri, Bolzano (BZ)

1177. Marianna Casoria, Bolzano (BZ)

1178. Anna Faggion, Milano (MI)

1179. Yeslaine Ávila. Padova (PD)

1180. Associazione Il Naga, Milano (MI)

1181. Caterina Maurer, Bolzano (BZ)

1182. Sara Passler, Lana (BZ)

1183. Ingrid M. Gasslitter, Bressanone (BZ)

1184. Barbara Lionello, Ardea (RM)

1185. Chiara Berra, Pergine Valsugana (Trento)

1186. Andrea Anselmo, Roma (RM)

1187.  Mauro Tinacci, Campi Besenzio (FI)

1188. Maria Castellani, Campi Besenzio (FI)

1189. Dora Marucco, Torino (PI)

1190. Giuliana Quartullo, Ronciglione (VT).

1191. Ornella Bombardieri, Orzinuovi (BS)

1192. Abdelouahed El Abchi, Bressanone (BZ)

1193. Yuri Kazepov, Urbino (PU)

1194. Emanuele Cagol, Bolzano (BZ)

1195. Alessandra Scroccaro, Zelarino (VE)

1196. Matteo Quadrone, Genova (GE)

1197. Paolo Raffaelli, Perugia (PG)

1198. Angelo Cifatte, Genova (GE)

1199. Rabi Ouenniche, Padova (PD)

1200. Ineide Rodrigues Santos, Roma(RM)

1201. Martino Chiappa, Venezia (VE)

1202. Massimo Loche,  Roma (RM)

1203. Luca Giordano, Civitanova Marche ( MC )

1204. Laura Lazzeri, Roma (RM)

1205. Chiara Facco, Padova (PD)

1206. Oreste Siciliano, Messina (ME)

1207. Annalisa Jannone, Roma (RM)

1208. Giovanni Picker, Mosca (Russia)

1209. Patrizia Sterpetti, Sacrofano (RM)

1210. Blanca Rodriguez, Venezia (VE)

1211. Aldo Parentela, Catanzaro (CZ)

1212. Marie Louise Niwemukobwa, Venezia, (VE)

1213. Dario Volani, Laives (BZ)

 

mag
10

Il razzismo e noi

di Grazia Naletto

L’onorevole Magdi Cristiano Allam ha inviato ieri una lettera ai colleghi presenti nel parlamento europeo e in quello nazionale invitandoli a sottoscrivere una petizione che richiede le dimissioni della Ministra Cécile Kyenge. In quanto autodefinitasi italo-congolese, la Ministra non aderirebbe “all’identità nazionale italiana in modo integrale ed esclusivo” e dunque incarnerebbe “lo stravolgimento della nostra cultura e della nostra tradizione circa il concetto di cittadinanza, di società, di Patria e di nazione.”

Il contenuto della lettera che potete leggere qui è gravissimo ed è ancora più grave che sia stato scritto da una persona che riveste una carica istituzionale.

Sui concetti di identità, di cultura e di cittadinanza così come proposti da Allam (una sorta di monoliti inossidabili definiti una volta per tutte e considerati impermeabili ai mutamenti storici, politici e sociali) ci sarebbe molto da commentare, ma non è questo su cui qui voglio soffermarmi.

E’ invece ormai indispensabile qualche considerazione di contesto sul rigurgito di razzismo che si è scatenato in occasione della nomina della nuova ministra.

Un rigurgito assolutamente prevedibile, direi quasi scontato. Sorprende invece di più la tiepidezza delle dichiarazioni di solidarietà alla Ministra diffuse dai membri del Governo, per giunta accompagnate da pronunciamenti di carattere politico che hanno il sapore amaro di un ritorno del dibattito pubblico sulle migrazioni e la cittadinanza indietro nel tempo, come minimo di tre anni.

E allora la solidarietà alla ministra Kyenge, che va ribadita e condivisa il più possibile (uno dei molti modi per farlo lo trovate qui), rischia di ottenebrare alcuni elementi di fondo che dovrebbero invece essere tenuti ben presenti se, davvero, l’obiettivo è quello di estendere nel nostro paese una cultura diffusa dei diritti di cittadinanza universalistica e non discriminatoria.

1. Sin dalla fase di costituzione del comitato promotore della campagna “L’Italia sono anch’io” (maggio-giugno 2011), che ha raccolto più di 200.000 firme su due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della legge sulla cittadinanza e per l’introduzione del diritto di voto amministrativo dei migranti provenienti da paesi terzi, autorevoli esponenti del Partito Democratico dichiararono che il primo atto del nuovo consiglio dei ministri sarebbe stato quello di sostenere l’approvazione di una riforma sulla cittadinanza. E’ evidente che la composizione del Governo in carica non è quella che immaginavano allora gli esponenti del PD. Ma è altrettanto chiaro che se il PD volesse potrebbe mantenere il suo impegno cercando in Parlamento i voti esterni alla maggioranza. PD, SEL, Lista Civica per Monti e M5S da soli potrebbero garantire l’approvazione di una legge sulla cittadinanza che non snaturi il significato di quelle 200.000 firme.

2. Se questo è vero, il rinvio a uno “ius culturae”, neologismo coniato dall’ex Ministro dell’Integrazione Riccardi e purtroppo adottato anche dal Presidente del Senato, privo di qualsiasi fondamento giuridico, o a uno “ius soli temperato”, preferito da Fini ma sempre più richiamato da vari esponenti del PD nelle ultime ore, non è un espediente indispensabile per consentire l’approvazione di una riforma attesa da ormai 20 anni e sulla quale, secondo gli ultimi sondaggi, sono d’accordo 8 italiani su 10. E’ semmai la cartina tornasole di quel sottofondo di “diffidenza e sospetto” che caratterizza ancora oggi larga parte del ceto politico quando si confronta con la presenza dei migranti nel nostro paese, partito democratico compreso. Ragion per cui la “cautela”, la “prudenza” e via dicendo “sono sempre d’obbligo” quando la politica si occupa dei migranti.

3. Esemplare da questo punto di vista la dichiarazione rilasciata dal Presidente del Senato Grasso durante una trasmissione radiofonica di grande ascolto: “Non possiamo fare in modo che l’Italia diventi un Paese dove sbarcano le puerpere per ottenere la cittadinanza italiana dei figli”. Una frase che richiama sin troppo bene il titolo di un articolo vergognoso pubblicato da Libero nel dicembre 2011, in cui sessismo e razzismo si tenevano per mano, e parole analoghe pronunciate in Parlamento contro l’approvazione di una tale riforma da parte di esponenti della Lega Nord e del PDL.

4. Ma il Presidente del Senato non è l’unico a richiamare la ministra all’”Integrazione” a una maggiore “prudenza”. Il Presidente del Consiglio Letta, sempre nel corso di una trasmissione di grande ascolto, questa volta televisiva, ha fatto capire che l’approvazione di una legge sulla cittadinanza non è nel programma di governo e che pur essendo questo “un tema che gli sta a cuore”, “non può fare miracoli”. In sintesi: sarà molto difficile trovare un accordo con il Pdl in Parlamento su questa materia né il Presidente del Consiglio intende fare forzature: “le emergenze sociali del paese sono altre”. Cambia la forma ma non la sostanza rispetto alla frase pronunciata dal suo predecessore alla vigilia di una conferenza organizzata alla Camera su questa materia dall’allora Presidente Fini in collaborazione con L’Italia sono anch’io nel giugno scorso. Monti rivolse un chiaro invito alle forze parlamentari favorevoli alla riforma a riflettere bene sui “rischi” che una tale discussione avrebbe potuto comportare sulla stabilità della maggioranza in Parlamento. Invito che contribuì, insieme all’ostruzionismo delle destre, a bloccare la discussione delle numerose proposte di legge giacenti in materia in Commissione Affari Costituzionali.

5. E qui veniamo al punto. La distanza ormai enorme tra chi riveste un ruolo istituzionale e il paese reale si esprime, per fortuna, anche con riguardo alla presenza dei migranti nelle nostre città. La società italiana è molto più avanzata di quanto non lo siano i suoi governanti. Siamo convinti che gli insulti alla Borghezio, le minacce alla Forza Nuova, gli attacchi sessisti e razzisti di cui sono vittime la Presidente della Camera e la Ministra Kyenge sono patrimonio di una minoranza, sia pure molto chiassosa. Il problema è quello di rendere visibile e di riuscire a far contare quella grandissima parte di opinione pubblica che rivendica i diritti di cittadinanza per tutti e che non trova in Parlamento una rappresentanza adeguata. Affinché questo avvenga è necessario su questo come su molti altri temi che la società civile si riorganizzi e torni, se necessario, anche a scendere in piazza e che parallelamente migranti, associazioni, sindacati e movimenti sociali, insieme agli intellettuali disponibili a mettersi in gioco, portino avanti un sistematico e capillare lavoro culturale (sul web, nelle scuole, nelle università, nei centri giovanili, nelle parrocchie, nelle case del popolo rimaste, nei comitati di quartiere, nelle fabbriche ecc, ecc,) per elaborare una “pedagogia antirazzista di massa” (il concetto non è mio ma è mutuato rovesciato da Annamaria Rivera “Regole e roghi, Edizioni Dedalo, 2009).

Post scriptum

Come non detto, la situazione è ancora peggiore di quella sopra descritta.

E’ di qualche minuto fa il post pubblicato da Grillo nel suo blog:

“In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa”.

Grillo evidentemente non sa che è stata già promossa una legge di iniziativa popolare su questo tema l’anno scorso sulla quale sono state raccolte più di 100.000 firme. L’utilizzo dello strumento referendario su materie delicate e complesse come queste a noi sembra assolutamente inappropriato.

Il punto 5 di cui sopra assume una rilevanza ancora maggiore.

 

 

mag
09

Il parlamento condanni il razzismo

Il parlamentare europeo e presidente del movimento politico ‘Io amo l’Italia’ Magdi Allam ha inviato una lettera ai suoi colleghi, parlamentari italiani ed europei, chiedendo di sottoscrivere una petizione per le dimissioni del neo-ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge.

Consideriamo la presa di posizione di Allam molto grave, e ci schieriamo contro questo ennesimo attacco alla ministra Kyenge, continuo bersaglio di insulti razzisti e xenofobi da parte di cittadini ed esponenti politici. (Ultimo, solo in ordine temporale, il manifesto con la frase “Kyenge torna in Congo” affisso dal movimento di estrema destra Forza Nuova sui muri della sede del Pd di Macerata).

Secondo Allam, il fatto che Cecile Kyenge non rinneghi le sue origini, definendosi italo-congolese, è incompatibile con il suo ruolo di ministra.

Secondo noi, riconoscere ed esplicitare le proprie radici pluriculturali è indice di civiltà, rispetto e intelligenza, qualità prioritarie in un ministro.

Noi stiamo con Cecile Kyenge e contro i continui attacchi razzisti. Firma l’appello: Io sto con Cecile Kyenge!

Chiediamo ai parlamentari di firmare l’appello e condannare fermamente la presa di posizione di Magdi Allam.

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata da Magdi Allam ai parlamentari.

Cari colleghi rappresentanti del popolo italiano nel Parlamento nazionale e nel Parlamento europeo

vi chiedo di sottoscrivere la petizione per le dimissioni del neo-ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge perché ha giurato il falso sulla Costituzione.

Nell’assumere il suo incarico, domenica 28 aprile al Quirinale, aveva pronunciato la formula rituale: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”.

Ma nella sua prima conferenza stampa a Palazzo Chigi venerdì 3 maggio ha detto che “non potrei essere interamente italiana”, ciò che è incompatibile con il giuramento di esercitare le sue funzioni nell’interesse “esclusivo” della nazione. Queste le sue testuali parole: “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”.

Per la prima volta nella storia della Repubblica viene designato un ministro che dice di non essere e chiarisce che non intende diventare “interamente italiano” perché si concepisce come depositario di una doppia identità nazionale, italo-congolese, sostenendo candidamente di appartenere a due paesi e a due culture. In aggiunta alla chiara incompatibilità costituzionale e politica nell’affidare un ministero della Repubblica a un cittadino che non si riconosce né intende riconoscersi nell’identità italiana nella sua integralità, la Kyenge incarna lo stravolgimento della nostra cultura e della nostra tradizione circa il concetto di cittadinanza, di società, di Patria e di nazione.

È chiaro che se essendoci un vizio d’origine, ossia la non adesione all’identità nazionale italiana in modo integrale ed esclusivo, non dobbiamo stupirci che la Kyenge anteponga le rivendicazioni degli immigrati rispetto alle necessità degli italiani, arrivando a concepire come priorità nazionale la concessione automatica della cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia, che a loro volta automaticamente accorderebbero ai genitori il diritto alla cittadinanza anche se non sussistessero le condizioni contemplate dalla legge (colgo l’occasione per evidenziare che in tutti gli Stati europei, con l’eccezione della Francia, vige lo ius sanguinis e non lo ius soli). Ugualmente lascia perplessi la richiesta di abolire il reato di ingresso clandestino nel territorio nazionale che vige in tutti gli Stati del mondo, la chiusura dei Cie (Centri di identificazione e di espulsione) adibiti per i clandestini, la regolarizzazione dei clandestini, l’accoglienza incondizionata degli immigrati e la più ampia estensione del diritto all’asilo politico.

Sono convinto che come rappresentanti del popolo italiano, specie in un momento di particolare turbolenza economica, sociale e politica, abbiamo il dovere di salvaguardare innanzitutto il diritto degli italiani ad avere garantito il diritto inalienabile ad una vita dignitosa nel contesto della certezza del nostro patrimonio nazionale, dei nostri valori, delle nostre regole e della nostra civiltà. Dobbiamo far prevalere l’orgoglio di essere italiani concependo l’Italia come la nostra casa comune. Se viceversa dovessimo anteporre le istanze degli immigrati, ci renderemmo responsabili, consapevolmente o meno, di grave discriminazione nei confronti degli italiani in Italia, ciò che inevitabilmente fomenterà il razzismo.

Proprio perché sin dalle sue prime dichiarazioni pubbliche il neo-ministro Kyenge ha evidenziato una strategia che contrappone le rivendicazioni degli immigrati rispetto al diritto-dovere degli italiani di essere pienamente se stessi a casa propria, vi chiedo di sottoscrivere l’appello per le sue dimissioni per il bene dell’Italia e nell’interesse supremo degli italiani.

Potete farlo cliccando l’indirizzo: http://www.ioamolitalia.it/kyenge-dimettiti.html

Sinceri saluti e un mondo di bene.

Magdi Cristiano Allam

(Parlamentare Europeo, Presidente di Io amo l’Italia)

Milano, 8 maggio 2013

 

mag
08

Palermo: un’ordinanza che colpisce gli ambulanti stranieri

Sono scesi in piazza a protestare, i venditori ambulanti colpiti dall’ordinanza sindacale 169/05 del 3 maggio scorso, con cui il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha vietato il commercio ambulante nelle principali strade della città e della limitrofa borgata di Mondello.

Un provvedimento che ha ricevuto diverse critiche.

Alcuni quotidiani locali hanno puntato l’accento sulle difficoltà cui sarebbero andati incontro i venditori di prodotti alimentari. Ma la questione sembra essere diversa, come spiegano dall’Osservatorio contro il razzismo Nourredine Adnane, che ha preso il nome del cittadino marocchino che, vessato da una serie reiterata e ingiustificata di controlli dei vigili urbani, si diede fuoco in un estremo gesto di protesta, morendo il 19 febbraio 2011 per le ferite riportate. “A scorrere l’elenco delle strade nelle quali il commercio ambulante è vietato – scrive l’Osservatorio in una nota – si individuano subito i veri destinatari. Gli immigrati che esercitano attività di commercio ambulante”.

Per questo, i diretti interessati hanno deciso, il 5 maggio scorso, di scendere in piazza Politeama e manifestare, chiedendo alla giunta ascolto e alternative. E sottolineando anche il loro diritto alla vendita: “Ci accusano di essere degli abusivi ma in realtà paghiamo le tasse, tra cui quella annua da 106 euro per il rinnovo della licenza per la vendita ambulante”, spiega un commerciante originario del Bangladesh.

La risposta del sindaco non si è fatta attendere: “L’Amministrazione non ha alcuna intenzione di vietare le attività economiche ambulanti, ma sta lavorando per dotare la città di strumenti amministrativi e normativi che tengano conto di esigenze e interessi diversi, ugualmente legittimi”.

In effetti, l’agibilità del centro storico è una questione sollevata da tempo, e un’esigenza generalmente condivisa, anche dall’Osservatorio. Infatti, i punti critici sottolineati sono altri, come ad esempio la mancanza di chiarezza sui motivi scatenanti il provvedimento. “L’ordinanza prende lo spunto dalle denunce di alcuni cittadini (che) hanno evidenziato un eccezionale incremento dell’attività di commercio su aree pubbliche – spiega l’Osservatorio, che evidenzia come però l’estensione del divieto abbia coinvolto poi “molte altre vie, senza un confronto con le parti interessate, senza alcuna ‘giustificazione’”.

Inoltre, preoccupa “il collegamento che si fa tra la presenza dei venditori ambulanti, come si è detto in gran parte immigrati, e la ‘difficile situazione di vivibilità e sicurezza nell’intera zona’.

Un collegamento a cui sia l’Osservatorio sia i venditori ambulanti si oppongono con forza, sottolineando come sono spesso “gli stessi ambulanti le prime vittime di azioni violente di gruppi di giovani palermitani”. (Qui e qui alcuni esempi).

Forse, piuttosto che avanzare un infondato parallelismo tra venditori ambulanti e microcriminalità, sarebbe il caso di concentrarsi sul fatto che “alcune piazze, soprattutto quelle dei mercati popolari, sono sotto il controllo di organizzazioni criminali – spiega l’Osservatorio – al punto che neppure polizia e carabinieri (per non parlare di vigili urbani) osano avventurarsi al di fuori dei controlli rituali”.

Insomma i problemi ci sono, ma non sembrano essere proprio legati ai commercianti, che dal canto loro sarebbero anche disposti a spostarsi, purché vengano date loro delle alternative. “Il sindaco non può improvvisamente decidere di ridurre sul lastrico centinaia di famiglie che vivono grazie al commercio ambulante, che ci venga data un’alternativa”, dichiarano i manifestanti al sito BlogSicilia.

A fronte della situazione che si è creata, lunedì scorso il sindaco ha incontrato l’assessore alle Attività produttive e il comandante della polizia municipale, “al fine di individuare le aree nelle quali consentire e favorire lo svolgimento di attività commerciali ambulanti, nel rispetto della vivibilità e di coloro che svolgono tale attività economica in modo regolare”.

Si resta in attesa degli sviluppi. Sicuramente, come raccomanda l’Osservatorio, sarebbe utile aprire “un confronto con gli interessati: tutti, anche gli ambulanti immigrati e non solo gli italiani. Anche questo sarebbe un ritorno al principio di non discriminazione”.

mag
08

Libero di istigare

di Giuseppe Faso

La notizia è la seguente: un consigliere leghista, a Prato, si esibisce su Facebook con dichiarazioni che ne rivelano la statura civile: “Il bianco-fiore si è dovuta piegare ai finocchi e il nero di seppia lo lasciano lì?”. (Clicca qui per la notizia).

Segue la solita filastrocca che i quotidiani prediligono in casi simili: “l’infelice accostamento”, le proteste su facebook, le richieste di dimissioni, la rimozione del post, l’ammissione “di avere esagerato”. Neanche a dirlo, nel titolo ricorre l’etichetta rituale: “Frasi-shock”.

Il quotidiano precisa che le frasi omofobe e razziste sono state inserite dal Paradiso “in un post dove condivideva con gli amici un sondaggio del quotidiano Libero in cui si chiede se il neoministro Kyenge deve essere cacciato per le sue posizioni sul diritto di cittadinanza”. Su questo aspetto della faccenda, nessun commento.

Certo, si poteva fare di peggio. C’è riuscito un quotidiano più allenato in questo tipo di prestazioni: “Immediata l’insurrezione del web che ha chiesto le dimissioni di Paradiso per aver offeso il sottosegretario Micaela Biancofiore e il ministro Cecile Kyenge”. (Clicca qui per l’articolo)

Non si capisce perché “La Nazione” affermi che Paradiso ha “offeso la Biancofiore”, se non per intorbidire il discorso, celando l’adesione di Paradiso alle battute omofobe della parlamentare altoatesina, e il suo rozzo razzismo nei confronti di Cecile Kyenge. In cambio ci viene offerta anche una foto del Paradiso, di cui si precisa l’appartenenza al “Comitato anti-Firenze”.

Il Tirreno titola sulla “bufera sul consigliere..” e fornisce altre informazioni su di lui, eletto nelle file della Lega Nord, ora nella Lega per la Toscana; il quotidiano giudica anch’esso “infelice” la frase del Paradiso, e lascia spazio a commenti, in cui i lettori pratesi esplicitano un pensiero molesto che mi aveva colto di sorpresa alla prima lettura della notizia (responsabile, la mia mania di individuare l’origine dei cognomi, soprattutto dei leghisti: Belsito, Paradiso..): “Poveretto, con quel cognome solo 10 anni fa’ non avrebbe sposato neppure una pratese” scrive tale Alfio Nerini, e Alex De Maria “Com’è che se gli danno del “terrone” s’arrabbia?”. Anche il “Tirreno” fornisce un giudizio attenuato e simpatetico sulla triviale espressione di Paradiso: i tre quotidiani parlano di “eccessiva”, “infelice”, “esagerata”, riprendendo quest’ultima espressione (difensiva) da un’intervista dell’interessato. Al contrario, le espressioni per indicare le reazioni sono all’insegna dell’esagitazione (“bufera”, come “insurrezione”, sul giornale gemello-rivale). Il Paradiso ha solo esagerato, i suoi critici sono un po’ agitati.

Anche il “Tirreno” riporta senza battere ciglio la circostanza del sondaggio su Libero, il cui titolo esatto suona: “Letta deve punire la Kyenge come ha fatto con la Biancofiore?”.

Tra giornalisti, non ci si critica; anzi, si fanno sparire le notizie. Perché la vera notizia, a mio parere, non è che un poveraccio, apostrofato dai concittadini che gli hanno dato addosso come “brutto”, “terrone”, e non degno di “sposare una pratese” abbia postato un commento razzista e meschino, ma che un quotidiano abbia proposto un “sondaggio” così disonesto.

Abbiamo, in passato, parlato di “disprezzo di Libero per i suoi lettori”. I quali non fanno molto per non farsi disprezzare, visto che rispondono (ed entusiasticamente di sì) a una domanda simile, senza trovarla strana. Perché si tratta di una domanda che lavora su presupposizioni non dette, costringe il lettore a ricostruirle, e, se è prevenuto o pigro, a non rendersi conto che si sta giudicando al suo posto.

Il più grande esperto di “non-detto” al mondo, il linguista Ducrot, definisce “subdoli” questi trucchi. Non so immaginare un giudizio più preciso. Proviamo a vedere perché, esplicitando le presupposizioni.

Biancofiore è stata spostata da un incarico istituzionale, le Pari opportunità, in seguito a sue dichiarazioni omofobe, in forte contrasto con i diritti che avrebbe dovuto garantire.

Cecile Kyenge dichiara, in un’intervista, che sta lavorando a un disegno di legge per il riconoscimento della cittadinanza ai figli di lavoratori, non cittadini, nati in Italia. La parte più razzista della destra, Lega in testa, attacca il ministro, contando sui prevedibili rigurgiti nazionalisti favoriti dalla crisi economico-sociale e culturale. Anche obnubilato dal razzismo, chi tenga alla logica e alla correttezza dei procedimenti discorsivi , dovrebbe riconoscere che, contrariamente a Biancofiore, non c’è contraddizione tra quanto dice Kyenge e il suo ruolo istituzionale. Bisognerebbe cancellare due anni di dichiarazioni di numerosi esponenti delle istituzioni, a partire dal presidente Napolitano, sulla necessità del provvedimento cui lavora Kyenge. Il giornale suggerisce perciò ai lettori un parallelo subdolo:

Biancofiore – intervista – contraddizioni col mandato – spostamento (punizione, con il linguaggio di “Libero”)

Kyenge – intervista – contraddizioni col mandato – spostamento (punizione, con il linguaggio di “Libero”)

E’ quella contraddizione col mandato, che “Libero” introduce, e molti suoi lettori accettano senza fiatare. E’ probabile che il buco nella presuppozizione venga colmato da un altro non-detto, che il povero Paradiso ha solo esplicitato: “il nero di seppia lo lasciano lì?”. Si conta in questo caso sulla salienza del colore della pelle, unico elemento rilevato all’unisono dai giornali, di ogni colore, sommergendo ogni altra caratteristica di Cecile Kyenge. Partendo da questa piattaforma condivisa, Libero ha buon gioco a pescare nel torbido dell’immaginario, rinnovando un razzismo “biologico” che sembrava attenuato. Gli altri giornali evitano di commentare il “sondaggio” del quotidiano, e partono con la tiritera sul razzismo o sulle esagerazioni dei mediocri e dei minimi.

E’ questo gioco di ruoli, che dobbiamo capire meglio. Si scaricano i giudizi di razzismo, a volte tenui, spesso rituali, su balordi di periferia, consiglieri leghisti dal linguaggio inqualificabile, e poveracci vari. Si costruisce, con un’astuzia suggerita da volontà perverse, un mondo di significati inquinato, caratterizzato da falsità e capovolgimenti delle più evidenti certezze, che viene gabellato poi per “opinione pubblica”, sostituendo e pian piano eliminando una pluralità di pensieri, posizioni, dubbi, domande, che storicamente avevano portato alla costruzione della nozione stessa di “opinione pubblica”. Si colonizza l’immaginario dei lettori e del pubblico televisivo, si attuano corto-circuiti che rendono ridicolo quello che poi ripetiamo, come se ragionassimo, come se scegliessimo.

Per compiere un’operazione così mostruosa non è necessario essere tanto “intelligenti”. Le competenze che fanno manipolare il discorso per ottenere consenso o uscire vincitori in un conflitto verbale, ce le abbiamo fin da adolescenti, e ci hanno difeso, allora, nelle discussioni con gli adulti. Eravamo, certo, molto motivati ad accorgerci della sottigliezza di una strategia discorsiva che aggrediva, per esempio, con un “E tu, allora?”. Ma la sottigliezza dell’interlocutore-avversario, e la nostra, non derivavano da chi sa quali doti: erano, sostanzialmente, molto motivate, e facevano scattare competenze pragmalinguistiche profonde, non imparate a scuola ma giorno per giorno, dalla nascita. E’ da una motivazione illimpidita e rafforzata, che dobbiamo ripartire: altri, ce l’hanno già, una motivazione pervertita (e non è qui il luogo per ragionare sul perché di tali orrori morali e civili). “Chi ha figli, sappia che un giorno essi guarderanno con rispetto o con odio alle sue scelte di oggi”, scriveva Fortini nel suo ultimo messaggio, rivolto all’assemblea “Per la libertà di informazione”.