ott
23

“Hai l’ebola”: impedito l’accesso all’asilo a una bambina di tre anni

downloadSei stata in Africa, hai l’ebola“: e a una bambina di tre anni viene impedito l’accesso all’asilo. E’ accaduto a Fiumicino. La bambina, tornata il 14 ottobre scorso da un breve viaggio in Uganda con la famiglia, stava entrando nell’edificio, quando un gruppo di mamme le ha sbarrato la strada. “Se entra in classe lei non entrano i nostri figli”, avrebbero dichiarato giorni prima le mamme alla preside dell’istituto. Proprio a causa della preoccupazione scatenata dal ritorno della bambina, la preside aveva già provveduto ad effettuare alcune verifiche: Abbiamo chiamato il papà che ha portato un certificato medico, abbiamo anche chiamato il medico che in Uganda aveva visitato la bambina e ci siamo informati in aeroporto se l’Uganda fosse un paese a rischio, scoprendo che non lo è”, spiega la preside alla stampa. Tutto ciò non sembra essere bastato ai genitori degli altri bambini.

“Abbiamo passato giorni di angoscia- racconta il padre della bambina al giornale online In Terris – Eppure non c’era alcun motivo reale per poter solo immaginare qualche rischio; l’unica spiegazione è che venivamo dall’Africa. Ma l’Uganda non è un Paese contagiato, e comunque prima di partire, esattamente il giorno prima, ho fatto fare alle mie figlie tutte le analisi necessarie a stabilire la loro totale buona salute. Non solo, ma mia figlia non ha avuto alcun sintomo particolare, né una febbre né un raffreddore. Ciò che è accaduto è pura follia”.

Follia scatenata dall’allarmismo lanciato da alcuni personaggi politici, ripreso da diversi media e reso virale sui social network. E che sta provocando quella che sembra assumere i tratti di una psicosi: lunedì scorso, una donna originaria della Guinea (in Italia da quattro anni) è stata insultata da una minorenne romana: “Spostati, hai l’Ebola”.

ott
23

Roma, grave caso di razzismo

racismOffesa, insultata, spintonata e aggredita con schiaffi e pugni. E’ quanto accaduto a una giovane donna di 26 anni originaria della Guinea, residente in Italia da quattro anni. Lunedì scorso, 20 ottobre, la donna si trovava su un autobus dell’agenzia di trasporti Atac. Alla fermata di Torre Angela salgono alcune ragazze romane, spintonando i passeggeri. La donna le richiama. “Fatti in là, hai l’ebola”, la insulta una delle ragazze, una tredicenne stando a quanto riportato da Il Messaggero. L’offesa scatena un’accesa discussione tra la donna e il gruppo. Un fatto già molto grave, anche considerando la giovane età della ragazza romana coinvolta.
Ma quanto successo dopo è ancora più grave: stando alle prime ricostruzioni, scesa al capolinea di Grotta Celoni – quartiere sud-est di Roma- la donna si sarebbe trovata davanti due uomini, parenti della minorenne. Prima gli insulti, poi le spinte e l’aggressione. Intervengono le forze dell’ordine, chiamate da alcuni testimoni. La donna viene portata al Policlino Tor Vergata, dove le vengono diagnosticate contusioni guaribili in 12 giorni. Il compagno della donna annuncia che denuncerà il caso alla Procura.

Un caso di razzismo molto grave, figlio del pericoloso allarmismo scatenato da alcuni gruppi politici, fatto proprio – e rilanciato- da diversi media. Un caso che dovrebbe imporre una riflessione politica, ma anche sociale e culturale, sulla società in cui viviamo.

ott
22

Grillo: “Clandestini rispediti da dove venivano”.

download“Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano”. E’ la linea politica sull’immigrazione espressa da Beppe Grillo nell’ultimo messaggio pubblicato sul suo blog ieri. “Qualcosa è cambiato”, si intitola il post. E questo qualcosa sarebbe il fatto che “ISIS sta producendo flussi migratori insostenibili, e Ebola sta penetrando in Europa”. Proprio rispetto a quest’ultimo aspetto, “chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la sua salute e quella degli italiani che dovessero venirne a contatto”.

Secondo il leader del movimento 5 stelle “è tempo di affrontare l’immigrazione come un problema da risolvere e non come un tabù”. Una delle questioni sollevate riguarderebbe il regolamento Dublino, che obbliga le persone a chiedere protezione nel primo paese di ingresso, dove sono state prese loro le impronte digitali. Un trattato che “va disdetto immediatamente” secondo Grillo: non già per permettere alle persone di autodeterminare la propria vita, magari raggiungendo i familiari o un paese con un sistema di accoglienza migliore. Piuttosto, per alleggerire l’Italia, che sarebbe “la sala di aspetto, la portaerei dei disperati del mondo”. Termini che rimandano a una retorica di destra, tanto che Francesco Storace, leader -appunto- de La Destra, scrive in un tweet: “Sull’immigrazione Grillo sta saccheggiando tutte le proposte de La Destra: screening obbligatorio e no clandestini. Benvenuto“. Matteo Salvini invece, segretario della Lega Nord, sottolinea: “Grillo: migranti ‘vanno rispediti a casa’. Ma se M5S ha votato contro reato di immigrazione clandestina!!!“. Vero: lo scorso aprile il M5S ha votato a favore dell’eliminazione del reato di ingresso e soggiorno irregolare. Tra l’altro, la proposta di cancellazione arrivava proprio dal M5S, tramite emendamento presentato dai senatori Andrea Buccarella e Maurizio Cioffi. Ma non è una novità che le idee del leader non siano sempre in linea con quelle dei vari membri e sostenitori del movimento, in primis proprio in riferimento alla questione migratoria. Un contrasto che si era palesato proprio in occasione della presentazione dell’emendamento: “Non era nel programma. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”, dichiaravano Grillo e Casaleggio, esplicitando il calcolo sotteso alle proposte politiche.
Una situazione che non sembra per nulla cambiata. Gli aspetti problematici relativi alle politiche migratorie vanno sicuramente affrontati: ma Grillo sembra lanciare slogan piuttosto che proposte, facendo leva sulle paure delle persone. Gli arrivi dei profughi di questi mesi non sono provocati da Isis, almeno non solo: lo scenario internazionale è infatti costellato da guerre e conflitti che durano da anni. Nominare l’Isis e tacere, ad esempio, sulla situazione in cui versano la Siria o la Palestina, corrisponde a una strategia retorica ben precisa. La stessa cosa per quanto riguarda il virus Ebola e la necessità, sostenuta da Grillo, di sottoporre a una visita medica le persone che arrivano in Italia: un primo accertamento medico potrebbe essere importante e utile, ma il riferimento al virus che tanto sta spaventando le persone ha l’effetto immediato di creare un’associazione immediata tra gli immigrati e il rischio di diffusione di Ebola, ampliando il senso di insicurezza percepito dalla società.
Le parole usate da Grillo deumanizzano i migranti, perfetti sconosciuti, che devono essere identificati, e rispediti da dove venivano. Al massimo dei disperati. Forse con questo termine Grillo si riferisce ai profughi, che devono essere accolti, al contrario di quanto si debba fare con i “clandestini”? Tra l’altro, se con questo termine Grillo si riferisce a persone che arrivano in Italia senza visto di ingresso e documenti di identificazione, è bene sottolineare che i profughi di guerra e i richiedenti asilo, che scappano da situazioni di conflitto o persecuzione in cui è impossibile chiedere il rilascio di documenti, hanno esattamente queste caratteristiche.
I partiti si stanno baloccando tra razzismo e buonismo un tanto al chilo, ma sempre sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, il tutto per un pugno di voti”, afferma Grillo. Nella situazione che descrive, in che posizione si situa il leader del M5S? Quali sono le proposte per aiutare le fasce più deboli della popolazione? E i migranti che arrivano in Europa, dove si collocano? Ne fanno parte o no? Grillo non se lo l’unica cosa che sa o sembra sapere è che, a differenza degli italiani, non portano voti. E li trasforma quindi, ancora una volta, in un capro espiatorio e utile strumento per parlare alla pancia degli elettori.

 

 

ott
22

CIE: da 18 mesi a 90 giorni, approvata riduzione tempi di trattenimento

cie--190x130Cambiano i tempi di trattenimento nei Centri di Identificazione ed Espulsione: ieri la Camera dei deputati ha approvato la norma contenuta nella Legge Europea 2013 bis relativa al periodo massimo di trattenimento dei cittadini stranieri all’interno dei CIE, accogliendo così l’emendamento – già approvato il 17 settembre scorso dal Senato – presentato dai senatori Luigi Manconi e Sergio Lo Giudice (ne abbiamo parlato qui). Se fino a ieri una persona poteva essere reclusa fino a 18 mesi, ora il tempo massimo di trattenimento sarà di 90 giorni. 

“La riduzione di quel termine potrebbe riportare i CIE a quella che dovrebbe essere la sola funzione: luogo di transito in vista dell’identificazione e dell’eventuale rimpatrio, evitando lunghe detenzioni immotivate di chi non ha commesso reati ma si trova solo in uno stato di irregolarità amministrativa. E che, in ragione di queste irregolarità, subisce nei Cie trattamenti spesso inumani e continua mortificazione della sua dignità”, scrivono i senatori in un comunicato.

I Cie versano in condizioni indegne, sono inefficienti, costosi, e al loro interno sono quotidiane le violazioni dei diritti umani ai danni dei reclusi: lo denunciano da tempo ong, associazioni nazionali e internazionali e anche alcuni parlamentari (solo per alcuni esempi, si veda qui- Costi Disumani- e qui-Arcipelago Cie) . Per questo è necessaria e urgente la loro definitiva chiusura.
Nel frattempo, ci uniamo alla soddisfazione espressa dai senatori per questo importante obiettivo raggiunto.

ott
21

Bando straordinario di Servizio Civile: via requisito di cittadinanza, domande entro il 14 novembre

images (4)Non c’è più, finalmente, il requisito della cittadinanza italiana nel bando straordinario pubblicato mercoledì scorso dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Da anni i tribunali sottolineano il carattere discriminatorio della clausola di cittadinanza. La posizione del Ministero però finora era sempre la stessa: il requisito rimaneva, e con esso l’esclusione di moltissimi giovani da quella che la Corte di Appello di Milano ha definito “una forma di solidarietà sociale”. Recentemente sulla questione si è espresso anche il Consiglio di Stato, sollecitando il Dipartimento della gioventù ad aprire i bandi ai cittadini stranieri.
Con il recepimento del parere del Consiglio di Stato, il nuovo bando si apre così a giovani cittadini Ue, familiari di cittadini Ue titolari del diritto di soggiorno, cittadini stranieri titolari del permesso di soggiorno per lungo periodo, per asilo o per protezione sussidiaria. Le domande scadono il 14 novembre.

ott
16

Presentato a Roma ‘Cronache di ordinario razzismo. Terzo Libro Bianco sul razzismo in Italia’.

CopertinaE’ stato presentato a Roma, nell’ambito del Salone dell’editoria Sociale, ‘Cronache di ordinario razzismo. Terzo Libro Bianco sul razzismo in Italia’.

A distanza di quasi tre anni dal Secondo Libro Bianco, Lunaria ripercorre le Cronache di ordinario razzismo che attraversano la vita pubblica e sociale nel nostro paese; questa volta, allungando lo sguardo verso l’Europa, di cui le elezioni svolte nel maggio scorso hanno svelato le pulsioni nazionaliste, xenofobe e populiste.

Un lavoro di monitoraggio, analisi e approfondimento che Lunaria porta avanti da anni, e che promuove quotidianamente con il sito www.cronachediordinariorazzismo.org, denunciando l’evoluzione delle molteplici forme di razzismo nel nostro Paese, dalle discriminazione istituzionali alle stigmatizzazioni mediatiche, dalle violenze fisiche alla retorica politica. Proseguendo il lavoro avviato nel 2007, il testo racconta le discriminazioni e le violenze razziste quotidiane che attraversano i comportamenti sociali, i discorsi della politica, gli interventi delle istituzioni e i messaggi dei media, grazie all’analisi di duemilacinquecentosessantasei casi di discriminazioni e violenze razziste documentati in un database on-line tra l’1 settembre 2011 e il 31 luglio 2014.

Concepito come uno strumento di lavoro a disposizione di tutte e tutti, Lunaria ne incoraggia la diffusione attraverso la possibilità immediata di scaricarlo gratuitamente.
Contattaci se vuoi organizzare una presentazione nella tua città!

Contributi di Paola Andrisani, Sergio Bontempelli, Guido Caldiron, Serena Chiodo, Daniela Consoli, Giuseppe Faso, Grazia Naletto, Enrico Pugliese, Annamaria Rivera, Maurizia Russo Spena, Duccio Zola.

Clicca qui per scaricare il Terzo Libro Bianco

Per informazioni e contatti:
Lunaria, Via Buonarroti 39 00185 Roma
Tel. +39 06 8841880 Fax +39 06 8841859
E-mail: antirazzismo@lunaria.org, comunicazione@lunaria.org
www.lunaria.org
www.cronachediordinariorazzismo.org

ott
14

Consiglio di Stato: il servizio civile si apra ai cittadini stranieri

serviziocivileOccorre che il Dipartimento della gioventù del servizio civile nazionale [..] consenta anche ai cittadini stranieri di accedere al servizio civile”: lo scrive il Consiglio di Stato nel parere n. 1091/2014 depositato ieri, giovedì 9 ottobre 2014.
La posizione del Consiglio era stata sollecitata dall’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali su richiesta dello stesso Dipartimento della gioventù, “in merito alla possibilità di disapplicare l’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n.77, che limita l’accesso al servizio civile ai cittadini italiani”, come si legge nel comunicato stampa congiunto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento di Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e del Ministero del Lavoro e Politiche sociali. Una possibilità su cui il Dipartimento chiedeva chiarezza “in vista dell’adozione di bandi straordinari di SCN”.

Quella dell’accesso al servizio civile è una questione aperta da tempo: molte sentenze dei tribunali e della Corte d’Appello hanno sancito il carattere discriminatorio dell’esclusione dai bandi dei giovani privi di cittadinanza italiana, ordinando contestualmente al governo di modificare i requisiti di accesso (Per alcuni esempi, si veda qui, qui, qui e qui).

Ma, di fatto, nei bandi il requisito discriminatorio non è mai stato eliminato. Se, recentemente, sembrava si potesse pensare a una svolta concreta in tal senso, viste le dichiarazioni del sottosegretario al lavoro Luigi Bobba (a inizio luglio il sottosegretario annunciava la possibilità di una riforma per “aprire il servizio civile agli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese”), il disegno di legge che il governo presentava subito dopo smentiva tale possibilità: “Abbiamo scelto nel disegno di legge di non affidare il servizio civile universale se non ai cittadini italiani”, dichiarava allora il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Un’esclusione, quella dei cittadini privi della cittadinanza italiana, su cui è recentemente intervenuta anche la Corte di Cassazione, che il 1 ottobre 2014 si è pronunciata sul ricorso – il primo riguardante il Servizio Civile – presentato da un giovane cittadino di origine pakistana sostenuto da Asgi e Avvocati Per Niente (si veda qui). “La materia del contendere nel giudizio in esame era oggettivamente cessata: il ricorrente ha conseguito la cittadinanza italiana e dunque non è più interessato all’esito del giudizio. Il servizio civile 2013 è ultimato. La decisione, qualunque sia, è destinata a essere totalmente priva di effetti pratici per le parti in causa nel giudizio”, fa notare l’avvocato Alberto Guariso, di Avvocati Per Niente, il quale spiega che, “a fronte di ciò, la Cassazione ha ritenuto che la questione posta da ASGI e APN fosse ‘di particolare importanza’, e ha scelto di avvalersi dell’art. 363 cpc a norma del quale la Corte può emettere comunque una sentenza al solo fine di ‘enunciare il principio di diritto’”. Un principio che nell’ordinanza del 1 ottobre 2014 è spiegato in modo molto chiaro: l’esclusione dei cittadini stranieri è discriminatoria perché “preclude al non-cittadino regolarmente soggiornante in Italia la possibilità di un pieno dispiegamento della libertà e dell’uguaglianza, da intendersi anche quale veicolo di appartenenza in senso etico dello stare insieme nella nostra comunità, di accoglienza e di costruzione dei rapporti sociali e dei legami tra le persone in una prospettiva di solidarietà, di pace e di apertura al confronto nell’ambito di una convivenza pluralistica”. (sentenza cassazione). (Per un commento approfondito si rimanda a Asgi).

Ora, anche il Consiglio di Stato sottolinea la necessità di “salvaguardare il principio di parità di trattamento”, e auspica un “sollecito adeguamento della normativa concernente il servizio civile, che, secondo quanto preannunciato dal Ministero interpellante, verrà fatta confluire in un apposito disegno di legge delega (in corso di predisposizione), la quale prevederà che al servizio civile possano accedere anche i cittadini stranieri [..] disapplicando l’articolo 3, comma 1, del d.lgs. n. 77 del 2002”.

Un parere accolto con soddisfazione dal Sottosegretario al lavoro: “Auspico che anche il Parlamento, nell’esame della revisione della disciplina del servizio civile universale, valuti attentamente questo importante pronunciamento di due diversi Organi giurisdizionali“, ha dichiarato Bobbio.

A questo punto è fondamentale “un intervento urgente del governo e del parlamento per evitare il protrarsi di situazioni di incertezza”, “in attesa di verificare come verrà riformato il terzo settore”, conclude Guariso.

ott
09

Al via Triton: non sostituirà Mare Nostrum

images (4)Dal 1 novembre 2014, l’operazione coordinata da Frontex ‘Triton’ inizierà le sue attività nel Mediterraneo centrale”: lo annuncia in una nota la Commissione Europea, sottolineando che l’operazione è stata delineata “sulla base delle esigenze espresse dalle autorità italiane”.

Sarà quindi Triton a spingersi fino a 170 miglia dalle coste italiane, come fanno i mezzi impiegati nell’operazione italiana Mare Nostrum? No: nonostante venga riconosciuto “lo straordinario lavoro svolto dall’Italia con Mare Nostrum nell’assistere e salvare centina di rifugiati”, Triton “non rimpiazzerà” l’operazione messa in campo dall’Italia dopo la strage del 3 ottobre 2013, quando al largo di Lampedusa persero la vita 366 persone. Lo ha specificato la Commissaria UE Cecilia Malmstrom secondo la quale “il Mediterraneo è un mare europeo e una responsabilità europea. Molte persone disperate stanno cercando di attraversare il Mediterraneo scappando da guerre e conflitti. L’Unione europea – ha proseguito Malmstrom – deve rispondere e attivare misure concrete per salvare vite”. Tutto questo, però, tenendo ben presente che Frontex non è “né un’agenzia di soccorso né un Centro di Coordinamento per il salvataggio”, come ricordato dalla Commissione. Il ruolo dell’agenzia europea è piuttosto quello di “assicurare i controlli delle frontiere nella regione del Mediterraneo [..] fornendo sostegno agli stati membri nelle circostanze che richiedano un incremento dell’assistenza tecnica”. Triton si estenderà 30 miglia oltre le acque territoriali italiane e coprirà anche 18 miglia di acque internazionali, come definito nelle linee guida: rappresenta al momento l’operazione più imponente lanciata da Frontex in mare, ma rimane fondamentalmente una misura di sostegno alle operazioni di controllo messe in atto dai paesi. Prima fra tutti l’Italia – come già fatto dalle operazioni precedentemente intraprese da Frontex, “Hermes e Aeneas” – visti gli “sforzi messi in campo a livello nazionale”. Un sostegno che si baserà sulle “risorse messe a disposizione dai paesi membri”, sollecitati in questo senso dalla Commissione. Cosa che conferma come, nonostante le dichiarazioni ufficiali, per l’Unione europea l’immigrazione rimanga una questione nazionale. E’ la stessa Malmstrom a sottolineare che Triton “non interessa in alcun modo le responsabilità che gli stati membri hanno nel controllare le frontiere esterne e nel salvataggio delle vite”.
Al momento, i paesi che hanno confermato la propria partecipazione sono Germania, Francia e Spagna.

Per il lancio dell’operazione Triton e per l’avvio della prima fase, la Commissione stima un costo mensile di 2.9 milioni di euro, riallocati dal “Fondo europeo per la sicurezza interna e dal bilancio di Frontex”. Se la partenza dell’operazione è certa e annunciata, lo stesso non si può dire per il proseguimento della stessa, visto che i fondi necessari a tal fine “devono essere ancora accordati dal Parlamento europeo e dal Consiglio”.

Stando alle note ufficiali, non sembra quindi che Triton risponda all’obiettivo primario di salvare vite umane. Va in ogni caso sottolineato – anche alla luce delle continue stragi di migranti, le ultime avvenute pochi giorni fa) che il ruolo dell’Unione Europea potrebbe e dovrebbe andare oltre quello del mero salvataggio – per quanto importante – delle persone. Le istituzioni europee potrebbero intervenire prima che queste persone – la maggioranza delle quali fugge da guerre, come ricordato da Malmstrom – siano costrette dalla mancanza di canali di ingresso regolari e sicuri, a affrontare viaggi rischiosi e costosi gestiti da reti criminal. E’ proprio sulle misure di ingresso che urge un intervento europeo. Oltre che su quelle di accoglienza, come sottolineato da Malmstrom: “Per avere pieno successo -ha dichiarato la Commissaria – le operazioni di salvataggio devono essere affiancate da altre misure. È fondamentale che gli stati membri implementino un sistema comune di asilo (Common European Asylum System), e che venga compiuto uno sforzo reale per creare un programma europeo di reinsediamento dei rifugiati all’interno dei paesi europei”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ott
09

Banane e calcio all’italiana

BtdfRELCMAAl65OLa calda estate 2014 che ha portato all’elezione del nuovo Presidente della Figc, Carlo Tavecchio, dopo le dimissioni di Abete, in seguito alla prematura eliminazione della nazionale azzurra dai mondiali brasiliani, si è trascinata dietro di sé una lunga scia di polemiche. Avevamo già parlato della frase razzista di Tavecchio (vedi qui), quando, non ancora eletto ai vertici, si era espresso così sui calciatori stranieri presenti nel campionato italiano: “Le questioni riguardanti l’accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano solo se hanno la professionalità per farli giocare, noi diciamo che ‘Opti Poba’(nome inventato da Tavecchio, ndr) è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio (squadra presa a caso) e va bene così. In Inghilterra va mostrato il curriculum ed il pedigree, qui…”.

In molti hanno preso le sue difese, definendola semplicisticamente una “battuta infelice”. E dopo una forte campagna mediatica condotta a colpi di hashtag e tweet contro il razzismo delle banane, Tavecchio viene deferito, nonostante le ripetute scuse  e i tentativi di “chiarire il senso” della sua dichiarazione. Arbitri, calciatori e alcune società di Serie A e B decidono di voltargli le spalle, ma alla fine, inspiegabilmente lo eleggono.

Se un’affermazione è razzista, resta inammissibile, e come tale, andrebbe punita, tanto più se a pronunciarla è il presidente di una tra le federazioni calcistiche più importanti del mondo. Eppure, un mese dopo, il 26 agosto, il procuratore federale Stefano Palazzi dispone l’archiviazione del procedimento aperto nei suoi confronti: “Il Procuratore Federale, esaminati gli articoli di stampa, gli esposti presentati, i filmati acquisiti e la documentazione trasmessa dalla Figc alla Fifa e alla Uefa, ha disposto l’archiviazione del procedimento avente ad oggetto: “Frasi pronunciate dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti durante l’Assemblea del 25 luglio 2014 ed in altre interviste ad organi di stampa”, perché non sono emersi fatti di rilievo disciplinare a carico del neo presidente della Figc Carlo Tavecchio sia sotto il profilo oggettivo sia sotto il profilo soggettivo”.  Ma, a dispetto dei tanti, resta ancora aperta l’inchiesta Uefa, che tuttavia sembra non preoccupare né Tavecchio né i vertici Figc.

Il 7 ottobre arriva, come una doccia fredda, la tanto attesa decisione dell’Uefa: sei mesi di sospensione-inibizione dalle commissioni Uefa e Tavecchio non potrà essere presente al congresso a marzo 2015, e ‘per punizione’ dovrà organizzare un convegno per sensibilizzare contro le “discriminazioni razziali”. Ma, al contempo potrà continuare a rappresentare la Federcalcio. La Figc in un comunicato minimizza tutto e, per evitare un lungo contenzioso con l’Uefa, Tavecchio dichiara: “Le sentenze non si commentano, si rispettano, ma non cambia nulla riguardo alla mia posizione in Figc”. Si chiude così, quindi, una vicenda che ha monopolizzato l’intera estate del calcio italiano e non solo. Pensiamo al futuro, dicono dalla Figc. Ma risulta piuttosto complicato pensare al futuro, quando il presente è macchiato da un fatto così deplorevole. Anche volendo, è difficile passarci sopra, facendo finta di nulla.Si resta increduli perché risulta complicato capire come sia possibile che l’uomo più potente del calcio italiano possa rimanere al suo posto, dopo quanto è successo.

ott
09

Migranti: è strage senza fine. Decine di cadaveri sulle spiagge libiche

nuovaAncora morti nel Mar Mediterraneo. Decine di corpi senza vita sono stati rinvenuti su una spiaggia a ovest di Tripoli, in Libia. Secondo Rami Abdo, dell’Osservatorio euro mediterraneo per i diritti umani (Euro-Mid Observer for Human Rights), si tratterebbe di cittadini palestinesi e siriani: “l’imbarcazione, su cui viaggiavano 256 persone, in prevalenza palestinesi e siriani, sarebbe affondata i primi giorni di ottobre a causa di un guasto, due giorni dopo essere salpata dal porto di Tripoli”, ha spiegato Abdo alle agenzie di stampa libiche. Si tratterebbe quindi delle persone morte nel naufragio del 3 ottobre scorso, quando un’imbarcazione si è rovesciata a circa 10 miglia dalla costa di Zuwarah, città libica al confine con la Tunisia. Una notizia confermata anche dalle autorità locali,che parlano di circa trenta corpi trascinati a riva dalle onde.

È il terzo naufragio che avviene davanti alle coste libiche in pochi giorni. Come riferisce il Cir, il 2 ottobre due barche si sarebbero capovolte, a sole tre miglia di distanza dalla costa tra Garabuli e Tajura. “Sembra che il totale dei passeggeri delle due imbarcazioni fosse di 250 persone, solo 120 sono state salvate dalla guardia costiera libica. 10 i cadaveri trovati, 130 i dispersi”, scriveva il Cir. La dinamica dei naufragi confermerebbe quanto sottolineato dal direttore del Cir Christopher Hein, secondo il quale la situazione in Libia “è tale che i profughi sono più che mai costretti a prendere il mare su imbarcazioni di fortuna che non sono adatte neppure per navigare qualche miglia. Dobbiamo temere che in assenza di urgenti misure anche in territorio libico, il numero di vite perse nel Mar Mediterraneo non andrà a diminuire”.

Le ultime, drammatiche stragi avvenivano proprio mentre si commemorava un altro tragico naufragio, quello avvenuto il 3 ottobre 2013 al largo delle coste di Lampedusa, in cui persero la vita 366 persone. Secondo l’OIM, dall’inizio del 2014 sarebbero 3.072 i migranti morti nel Mar Mediterraneo. Moltissimi fuggono da paesi in guerra: l’apertura di canali umanitari, misura da tempo sollecitata alle autorità europee da associazioni e ong, permetterebbe a queste persone di sfuggire al controllo delle reti criminali di trafficanti, e raggiungere in modo sicuro zone dove poter chiedere protezione internazionale.
Una richiesta che, ad oggi, resta purtroppo inascoltata.