Un cittadino straniero di 24 anni, arrivato in Italia dalla Libia come profugo tramite volo umanitario, riceve una convocazione formale in Questura per finalizzare la richiesta di asilo, ma quando si presenta il giorno dell’appuntamento, gli viene detto di andarsene, motivando prima una carenza di personale, poi affermando che l’appuntamento preso non risulta. Il giovane riesce a mostrare la convocazione a un’attivista di Baobab e rimane in attesa per circa tre ore, prima che arrivi un mediatore culturale che gli fa firmare un documento senza spiegazione. L’attivista realizza che gli è stato fatto firmare un documento per posporre l’appuntamento di tre mesi e chiede spiegazioni al personale, che però minaccia di chiamare la polizia. Il giovane, già in stato di fragilità mentale, si sente male e, in stato di confusione, strappa il foglio e lascia l’ufficio.
25-02-2026, Roma (RM) - Lazio
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