Judith Butler alla Scuola Normale Superiore: Academic Freedom, Institutional Courage, and Anti‑Fascism

Judith Butler
University of California, Berkley & Ciampi Visiting Scholar
Chair: Mario Pianta | Scuola Normale Superiore
Discussants: Donatella della Porta & Sevgi Doğan | Scuola Normale Superiore
Abstract:
Il modo in cui negli Stati Uniti si inquadra la “libertà accademica” è legato ai diritti costituzionali di libera espressione, anche se i due concetti non vanno confusi. La recente messa in discussione dell'”assolutismo del primo emendamento” negli USA ha avuto ripercussioni sulla libertà accademica. La destra accusa la sinistra di censura; la sinistra accusa il centro e l’estrema destra di portare sorveglianza, censura ed estorsione nell’istruzione superiore. Nessuna delle due parti in causa esce dalla cornice statunitense per attingere a modelli transnazionali di libertà accademica. Mentre le nuove tendenze fasciste tendono a definanziare le università — comprese le discipline umanistiche, le arti e le scienze sociali interpretative — diventa sempre più urgente rafforzare la nostra idea di quali valori le università debbano rappresentare e tutelare. Questi modelli non si limitano a collocare la libertà accademica all’interno del movimento per il diritto all’istruzione, ma insistono sul legame tra università e vita democratica. Sebbene l’attacco al pensiero critico nell’istruzione superiore stia avvenendo in parallelo all’attacco alle istituzioni e ai valori democratici, il nesso tra i due fenomeni viene tracciato solo in modo debole. Inoltre, sostenere che le università debbano contribuire alla vita democratica significa anche mettere in discussione la cornice nazionale in cui esse sono inserite, pur sapendo che i finanziamenti pubblici dipendono immancabilmente da quegli stessi Stati. L’importanza della collaborazione e della ricerca transnazionale implica una cornice transnazionale per l’istruzione superiore e, in particolare, per quelle forme di pensiero critico che si fondano sul plurilinguismo e sui legami transnazionali. Il “mondo” della libertà accademica dovrebbe opporsi ai nuovi movimenti fascisti, andando oltre lo Stato-nazione e il monolinguismo, verso una concezione di un ethos democratico transnazionale che dia priorità al plurilinguismo e a una teoria critica globale. Il fascismo può essere anti-intellettuale, oppure diventare esso stesso un progetto intellettuale. Perché le università possano mantenere la propria promessa “critica”, devono opporsi alla distruzione e all’appropriazione fascista del sapere. Per riuscirci, dobbiamo iniziare a parlare di coraggio istituzionale.










