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SUMMARY:Il 6 giugno a Bologna il convegno “Migranti e (dis)uguaglianze”
DESCRIPTION:Nell’arco della giornata del 6 giugno a Bologna\, proponiamo di raccogliere idee\, prospettive e esperienze relative all’accesso al lavoro\, al welfare e alla casa delle persone con background migratorio. Attraverso interventi e discussioni in gruppi di lavoro e dialogo con giuristi\, rappresentanti di amministrazioni\, sindacati\, associazioni e movimenti\, l’obiettivo sarà formulare proposte pratiche per la realizzazione di una “cittadinanza sociale”. \n  \n\nMAGGIORI INFORMAZIONI SUL PROGRAMMA E SULLA PRENOTAZIONE QUI
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SUMMARY:Avevano tutte una gran voglia di parlare Donne afghane\, pakistane\, nigeriane\, ivoriane raccontano
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 11 APRILE ALLE ORE 17:30\nVIA DELLA DOGANA VECCHIA 5 ROMA\nLa Fondazione Basso e il Centro per la Riforma dello Stato\ninvitano alla proiezione del documentario\n\nAvevano tutte una gran voglia di parlare\nDonne afghane\, pakistane\, nigeriane\, ivoriane raccontano\nprodotto dal progetto\nDa vittime a testimoni.\nUn Tribunale delle donne per i diritti delle donne in migrazione\n\nPartecipano\nIsabella Peretti – coordinatrice del progetto\nFranco Ippolito e Simona Fraudatario – Fondazione Basso\nMaria Luisa Boccia e Simone Furzi – Centro per la Riforma dello Stato\nL’iniziativa sarà visibile sul canale Youtube della Fondazione Basso:\nhttps://www.youtube.com/@fondazionebassoonlus
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SUMMARY:Italia-Tunisia: storie di libertà confinate
DESCRIPTION:SERATA A SOSTEGNO DI INFOMIGRANTE:\nLo sportello che dal 2009 fornisce consulenza legale gratuita per migrantə e rifugiatə.\nGiovedì 1 febbraio alle 18.30 verranno proiettate due videoinchieste presentate al Premio Giornalistico Roberto Morrione:\nSULLA LORO PELLE (2022) di Marika Ikonomu\, Alessandro Leone\, Simone Manda\nLA VIA DEL RITORNO (2021) di Giacomo Culmone\, Youssef Hassan Holgado\, Matteo Garavoglia\nA seguire interventi e dibattito con gli autori e le autrici dei documentari e con Martina Costa attivista di Avocats sans frontières di Tunisi\nDopo il dibattito:\nConcerto di musica dal vivo di Youssef Fetah & Afif Ben Fekih\, 66Kif\, Le Shegall e\nCena di Baobab street food\nLa Tunisia è uno dei principali paesi da cui partono le rotte migratorie che attraversano il Mediterraneo centrale verso l’Italia. I cittadini tunisini\, a causa dell’accordo di riammissione con l’Italia\, sono tra i gruppi nazionali più facilmente rimpatriabili e la loro presenza nei CPR è sempre stata altissima. Ricevono meno facilmente informazioni sulla possibilità di chiedere asilo e sono spesso respinti in tempi molto rapidi.\nOggi però la Tunisia è anche un attore chiave per il funzionamento delle politiche europee di esternalizzazione della frontiera e durante la scorsa estate le sue coste sono state il punto di partenza per migliaia di migranti provenienti da altri paesi africani. Nonostante la svolta repressiva\, razzista e anti-democratica imposta dall’attuale capo di stato Kais Saied\, i governi dei paesi europei continuano a finanziare le istituzioni e le autorità tunisine con l’obiettivo di bloccare i migranti prima che prendano il mare.\nAffronteremo la tematica attraverso la visione di due documentari ed insieme al confronto con gli ospiti\, cercando di comprendere le cause che hanno portato agli eventi più recenti nonchè alle attuali politiche migratori
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SUMMARY:La memoria degli oggetti Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo
DESCRIPTION:Inaugura martedì 26 settembre alle 18 a Milano\, presso il Memoriale della Shoah\, la mostra La memoria degli oggetti. Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo\, nata da un’idea di Valerio Cataldi\, giornalista Rai che da anni si occupa di immigrazione\, e di Giulia Tornari\, Presidente di Zona. Realizzata grazie ai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai\, è un progetto di Carta di Roma e Zona\, curato da Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Adal Neguse e Giulia Tornari\, con le fotografie di Karim El Maktafi. A dieci anni dal naufragio del 3 ottobre 2013\, quando al largo di Lampedusa persero la vita 368 persone\, donne\, uomini e bambini che dall’Eritrea cercavano di raggiungere l’Europa\, l’esposizione ricorda la prima grande tragedia del Mediterraneo. Per la prima volta infatti\, quel giorno di inizio ottobre\, i corpi dei naufraghi furono visibili al mondo intero. Un evento che cambiò la percezione dei naufragi e che scatenò una reazione emotiva a livello politico\, mediatico e sociale. Da quella tragedia\, dal 2014 a oggi\, si contano oltre 31.000 persone morte nel Mediterraneo con la speranza di raggiungere l’Europa. \n\n\n\nLa memoria degli oggetti nasce proprio dalle cose appartenute alle persone migranti morte quel tragico 3 ottobre\, repertati allora dalla polizia come corpi di reato\, prove da portare in tribunale che hanno consentito di identificare le persone decedute anche grazie alle rilevazioni del DNA\, di dare loro un nome e restituire dignità anche ai loro familiari. Una macchinetta rossa di un bimbo\, un paio di occhiali da sole\, una boccetta di profumo\, uno specchio rotto\, una bussola\, un biglietto scritto a penna e ripiegato con cura nella tasca: oggetti di vita quotidiana\, l’immagine più evidente di una umanità in fuga. Alcuni familiari hanno dovuto aspettare fino anche a 12 mesi per il riconoscimento dei corpi e anche per vedere tutelati i loro diritti\, come banalmente avere un certificato di morte.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’intento della mostra in occasione dell’anniversario è anche quello di sollevare questioni cruciali che vanno oltre l’individuo\, che riguardano i diritti umani e il valore della vita in un mondo globalizzato e di fare un primo passo verso la costruzione di una memoria condivisa. \n\n\n\nAccompagna la mostra La memoria gli oggetti una pubblicazione dal titolo omonimo\, realizzata da Départ Pour l’Image\, con le fotografie di Karim El Maktafi\, le illustrazioni di Adal Neguse e i testi di Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Cristina Cattaneo\, Anna Conti\, Giulia Tornari\, Roberto Natale\, Adal Neguse\, Giusi Nicolini\, Milena Santerini\, Vera Vigevani Jarach e Padre Mussie Zerai.\n\n\n\n\n\n\nIl progetto espositivo è realizzato con la media partnership della Rai TgR e il patrocinio del Comune di Milano e della Rai per la Sostenibilità – ESG.\n\n\n\n\n\n\n\nL’accesso alla mostra è incluso nel biglietto d’ingresso al Memoriale: 10 euro intero\, 5 euro studenti e over 65\, gratuito per portatori di handicap e giornalisti\, 22 euro biglietto cumulativo famiglia.\n\n\n\n\n\n\nIl Memoriale è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00 (chiuso il venerdì). Apertura straordinaria ultimo venerdì del mese con ingresso gratuito dalle 10.00 alle 18.00.\n\n\n\n\n\n\n\nInfo: https://www.memorialeshoah.it/visita/\nUfficio stampa mostra “La memoria gli oggetti”\nValentina Notarberardino: 333/4872200 valentina.notarberardino@gmail.com\nLaura Casciotti: 340/3021855 laura.casciotti@gmail.com \nUfficio stampa Memoriale della Shoah\nTalia Bidussa: 334/3227346 cultura@memorialeshoah.it
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SUMMARY:DECRIMINALIZZARE LA MIGRAZIONE - Lotte e pratiche di Resistenza
DESCRIPTION:Le associazioni e organizzazioni Amnesty International\, Captain Support\, ECCHR e Solidarity & Resistance vi invitano alla discussione sul tema della decriminalizzazione delle Migrazioni. \nDalla fine del 2022 stiamo assistendo ad un attacco politico alle ONG\, con una tendenza organica nella criminalizzazione di chi migra e chi salva. Tuttavia\, nonostante ciò gli sbarchi non si stanno fermando e con tutte le difficoltà della fase nemmeno le operazioni di salvataggio. \nNe parleranno il 7 Settembre alle 19.00 a Palermo\, Piazza Santa Chiara 11\, con Nour Khalil di منصة اللاجئين في مصر-Refugees’ platform in Egypt\, Kathrin Schmidt di Iuventa-crew\, Oda Becker di Captain Support. \n  \n 
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SUMMARY:Presentazione del Rapporto Yalla Study 2023
DESCRIPTION:Yalla Study è un progetto del Forum in collaborazione con attivisti in Siria e ideato allo scopo di sostenere la mobilità internazionale per il diritto allo studio di donne e uomini bloccati nei paesi in guerra\, o stretti nella morsa di conflitti civili o militari che non riescono ad accedere agli studi universitari.\n\nDurante la presentazione del Rapporto 2023 introdurremo i risultati delle ricerche svolte durante il progetto: ascolteremo testimonianze dirette di studenti stranieri\,  mostreremo le criticità dei flussi di ingresso per motivi di studio che abbiamo monitorato e preso in carico\, presenteremo delle raccomandazioni per invitare il Governo e le istituzioni ad agire in una direzione di inclusività e apertura a flussi regolari per studenti e studentesse.\n \nCostruiremo un percorso di advocacy per collaborare a cambiare la politica italiana ed europea dei flussi di ingresso\, al quale sarà possibile partecipare. \n\nQui il link al sito\, per conoscere il programma e da cui potete scaricare l’abstract del rapporto.\nQui l’evento Facebook\, con preghiera di diffusione!
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SUMMARY:Difendere i diritti di uno è difendere i diritti di tutti: PRESIDIO
DESCRIPTION:Il Parlamento si appresta a convertire in legge il decreto legge 591/2023\, meglio conosciuto come “Decreto Cutro”\, in discussione al Senato. \nVarato all’indomani del naufragio del 26 febbraio come risposta del Governo alle stragi nel Mediterraneo\, il decreto in realtà non affronta in alcun modo le vere cause che in questi anni hanno portato alla morte in mare di migliaia di persone. \nAl contrario prevede condizioni peggiorative per chi arriva in Italia\, con il sicuro effetto di aumentare situazioni di irregolarità ed esclusione anche di chi è da tempo sul territorio nazionale. \nCome organizzazioni della società civile esprimiamo grande preoccupazione sui contenuti del decreto. In particolare contestiamo i provvedimenti che mirano a smantellare la protezione speciale\, una protezione a tutela della vita privata e familiare dello straniero\, che aveva in parte attutito i disastrosi effetti dell’abolizione della protezione umanitaria. \nMa anche i provvedimenti che vogliono potenziare la rete dei Centri di permanenza per il Rimpatrio e quelli che mirano a ostacolare il diritto al ricorso dei richiedenti asilo che ottengono un diniego. \nServono canali di ingresso legali\, corridoi umanitari\, garanzia dell’accesso alla procedura di asilo e all’accoglienza\, abbandono delle politiche di esternalizzazione delle frontiere\, salvaguardia delle vite in mare. \nChiediamo al Parlamento di bocciare questo provvedimento e al Governo di modificare radicalmente gli interventi annunciati\, del tutto inadatti a gestire la situazione che da anni va avanti nel Mediterraneo\, destinata a peggiorare senza provvedimenti adeguati da parte della comunità internazionale. \nPer questo il 18 aprile\, in contemporanea con l’arrivo al Senato del “Decreto Cutro”\, saremo in piazza per esprimere il nostro dissenso nei confronti di queste politiche e per chiedere un immediato cambio di rotta nelle scelte che riguardano l’immigrazione e il diritto d’asilo. \nL’appuntamento è martedì 18 aprile alle ore 14 in Piazza Santa Maria di Loreto\, vicino Piazza Venezia\, a Roma.
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