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SUMMARY:Festival Sabir XI ed. (2025)
DESCRIPTION:Si avvicina l’11esima edizione del Festival Sabir che si terrà a Palermo. \nUn anno dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 è nato il Festival Sabir\, per dare voce a quel Mediterraneo che non vuole arrendersi alle morti di frontiera e alla criminalizzazione delle persone in movimento e della solidarietà. Sabir\, la lingua comune dei marinai del Mediterraneo fino all’inizio del secolo scorso\, oggi richiama la necessità di ricostruire un linguaggio comune\, a partire dalla società civile. \nDopo Lampedusa (2014)\, Pozzallo (2016)\, Siracusa (2017)\, Palermo (2018)\, Lecce (2019 e 2021)\, un’edizione online (2020)\, Matera (2022) e Trieste (2023)\, l’anno scorso\, in occasione del decimo anniversario\, il Festival Sabir ha raddoppiato l’appuntamento: a Prato\, dal 18 al 20 aprile\, e poi a Roma\, dal 10 al 12 ottobre. \nIl Festival è promosso da ARCI insieme a Caritas Italiana\, ACLI e CGIL\, con la collaborazione di ASGI e Carta di Roma.
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LOCATION:Cantieri Culturali della Zisa\, Via Paolo Gili\, 4\, Palermo
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SUMMARY:Festival Sabir - 10 Edizione Roma
DESCRIPTION:l Festival Sabir approda per la seconda parte della decima edizione a Roma\, dal 10 al 13 ottobre\, presso la Città dell’Altra Economia!\nIl #FestivalSabir è nato nel 2014\, ad un anno dalla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013\, con l’obiettivo di sostenere la partecipazione di una vasta alleanza di comunità locali\, territori\, movimenti\, associazioni e sindacati dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo\, che si mobilitano quotidianamente per la libertà\, i diritti fondamentali e il diritto a migrare e chiedere asilo.\nDa allora e nei dieci anni successivi\, le politiche europee hanno continuato a provocare stragi alle frontiere esterne e interne dell’UE.\nLa società civile\, i movimenti\, i sindacati\, insieme alle persone sopravvissute e ai familiari delle vittime delle frontiere\, non hanno mai smesso di incontrarsi per elaborare proposte alternative alle politiche razziste.\nDopo Lampedusa (2014)\, Pozzallo (2016)\, Siracusa (2017)\, Palermo (2018)\, Lecce (2019 e 2021)\, un’edizione online (2020)\, Matera (2022) e Trieste (2023)\, quest’anno\, in occasione del decimo anniversario\, il Festival Sabir ha raddoppiato l’appuntamento e\, dopo quello di Prato nell’aprile scorso\, sarà a Roma\, dal 10 al 13 ottobre\, presso la Città dell’Altra Economia\, all’interno del Campo Boario dell’ex-Mattatoio\, in Largo Dino Frisullo.\nL’edizione di Roma vedrà la presenza di rappresentanti di oltre 60 associazioni\, reti e movimenti internazionali che in questi anni hanno attraversato il Festival\, per continuare a parlare di solidarietà internazionale con il protagonismo della società civile e di chi\, in prima persona\, ha lottato per esercitare il proprio diritto a migrare e ad avere protezione.\nL’incontro di apertura ‘10 anni di fortezza Europa\, 10 anni di impegno\, denuncia e solidarietà’\, giovedì 10 ottobre alle ore ore 11\, permetterà di ripercorrere alcuni momenti chiave degli ultimi 10 anni\, le sfide che abbiamo raccolto\, le iniziative e le proposte che insieme abbiamo messo in campo per contrastare le politiche di chiusura\, di esclusione\, di esternalizzazione delle frontiere e di criminalizzazione dell’immigrazione e della solidarietà.\nAnche nell’edizione di Roma le giornate del Festival Sabir saranno animate da seminari e incontri internazionali\, formazioni\, presentazioni di libri e dibattiti. Una selezione di incontri sarà a cura di Christian Raimo. Parteciperanno\, tra gli altri\, Francesca Albanese\, Alessandro Vanoli\, Cecilia Strada\, Leoluca Orlando\, Mimmo Lucano\, per affrontare alcuni dei temi principali del Mediterraneo di oggi\, insieme ad attivisti e professionisti di oltre 60 associazioni\, reti e movimenti nazionali provenienti da oltre 20 paesi. Tra loro anche alcune attiviste iraniane\, di Donna\, Vita e Libertà\, ed afghane.\nNelle serate spazio alla musica\, con i concerti curati da Roma incontra il mondo\, lo storico progetto di Arci Roma nato trent’anni fa\, tra i quali C’mon Tigre\, Kokoko!\, Les Amazones D’Afrique\, Micah P. Hinson.\nLa visione di Sabir racconta tante idee di Mediterraneo\, parte di una comunità con un’eredità culturale comune\, in dialogo per costruire futuri senza barriere\, di contaminazioni\, di idiomi differenti\, senza retoriche o nostalgie.\nScopri tutto il programma: www.festivalsabir.it
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SUMMARY:Festival Sabir - Prato
DESCRIPTION:Un anno dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 è nato il Festival Sabir\, per dare voce a quel Mediterraneo che non vuole arrendersi alle morti di frontiera e alla criminalizzazione delle persone in movimento e della solidarietà. Sabir\, la lingua comune dei marinai del Mediterraneo fino all’inizio del secolo scorso\, oggi richiama la necessità di ricostruire un linguaggio comune\, a partire dalla società civile. \nDopo Lampedusa (2014)\, Pozzallo (2016)\, Siracusa (2017)\, Palermo (2018)\, Lecce (2019 e 2021)\, un’edizione online (2020)\, Matera (2022) e Trieste (2023)\, quest’anno\, in occasione del decimo anniversario\, il Festival Sabir raddoppia l’appuntamento: saremo a Prato\, dal 18 al 20 aprile\, e poi a Roma\, dal 10 al 12 ottobre. \nIl Festival è promosso da ARCI insieme a Caritas Italiana\, ACLI e CGIL\, con la collaborazione di ASGI e Carta di Roma. \nL’appuntamento di Prato si focalizzerà in prevalenza sulle questioni nazionali\, sul tema del lavoro e della cittadinanza\, sulle prospettive delle politiche di ingresso e soggiorno\, ma anche di detenzione e trattenimento\, delle persone di origine straniera nel nostro Paese.
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SUMMARY:Per un abolizionismo dei confini: geneaologie\, prospettive e strategie di lotta
DESCRIPTION:Quando saranno obsoleti i confini?\nVenerdì 3 novembre dialogheremo di prospettive abolizioniste e di nuove e antiche lotte per la destrutturazione dei dispositivi di razzializzazione e subordinazione a partire dal libro di Martina Tazzioli “Border abolitionism. Migrants’ containment and the genealogies of struggles and rescue”.\nCon l’autrice ci saranno Barbara Pinelli\, Stefania N’Kombo José Teresa\, Enrica Rigo\, la Clinica Legale di Roma 3\, Lucha y Siesta\, Mediterranea Saving Humans\, le Donne del Muro Alto ed Esc Infomigrante.\nA seguire\, reading a cura di Donne del Muro Alto
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SUMMARY:La memoria degli oggetti Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo
DESCRIPTION:Inaugura martedì 26 settembre alle 18 a Milano\, presso il Memoriale della Shoah\, la mostra La memoria degli oggetti. Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo\, nata da un’idea di Valerio Cataldi\, giornalista Rai che da anni si occupa di immigrazione\, e di Giulia Tornari\, Presidente di Zona. Realizzata grazie ai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai\, è un progetto di Carta di Roma e Zona\, curato da Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Adal Neguse e Giulia Tornari\, con le fotografie di Karim El Maktafi. A dieci anni dal naufragio del 3 ottobre 2013\, quando al largo di Lampedusa persero la vita 368 persone\, donne\, uomini e bambini che dall’Eritrea cercavano di raggiungere l’Europa\, l’esposizione ricorda la prima grande tragedia del Mediterraneo. Per la prima volta infatti\, quel giorno di inizio ottobre\, i corpi dei naufraghi furono visibili al mondo intero. Un evento che cambiò la percezione dei naufragi e che scatenò una reazione emotiva a livello politico\, mediatico e sociale. Da quella tragedia\, dal 2014 a oggi\, si contano oltre 31.000 persone morte nel Mediterraneo con la speranza di raggiungere l’Europa. \n\n\n\nLa memoria degli oggetti nasce proprio dalle cose appartenute alle persone migranti morte quel tragico 3 ottobre\, repertati allora dalla polizia come corpi di reato\, prove da portare in tribunale che hanno consentito di identificare le persone decedute anche grazie alle rilevazioni del DNA\, di dare loro un nome e restituire dignità anche ai loro familiari. Una macchinetta rossa di un bimbo\, un paio di occhiali da sole\, una boccetta di profumo\, uno specchio rotto\, una bussola\, un biglietto scritto a penna e ripiegato con cura nella tasca: oggetti di vita quotidiana\, l’immagine più evidente di una umanità in fuga. Alcuni familiari hanno dovuto aspettare fino anche a 12 mesi per il riconoscimento dei corpi e anche per vedere tutelati i loro diritti\, come banalmente avere un certificato di morte.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’intento della mostra in occasione dell’anniversario è anche quello di sollevare questioni cruciali che vanno oltre l’individuo\, che riguardano i diritti umani e il valore della vita in un mondo globalizzato e di fare un primo passo verso la costruzione di una memoria condivisa. \n\n\n\nAccompagna la mostra La memoria gli oggetti una pubblicazione dal titolo omonimo\, realizzata da Départ Pour l’Image\, con le fotografie di Karim El Maktafi\, le illustrazioni di Adal Neguse e i testi di Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Cristina Cattaneo\, Anna Conti\, Giulia Tornari\, Roberto Natale\, Adal Neguse\, Giusi Nicolini\, Milena Santerini\, Vera Vigevani Jarach e Padre Mussie Zerai.\n\n\n\n\n\n\nIl progetto espositivo è realizzato con la media partnership della Rai TgR e il patrocinio del Comune di Milano e della Rai per la Sostenibilità – ESG.\n\n\n\n\n\n\n\nL’accesso alla mostra è incluso nel biglietto d’ingresso al Memoriale: 10 euro intero\, 5 euro studenti e over 65\, gratuito per portatori di handicap e giornalisti\, 22 euro biglietto cumulativo famiglia.\n\n\n\n\n\n\nIl Memoriale è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00 (chiuso il venerdì). Apertura straordinaria ultimo venerdì del mese con ingresso gratuito dalle 10.00 alle 18.00.\n\n\n\n\n\n\n\nInfo: https://www.memorialeshoah.it/visita/\nUfficio stampa mostra “La memoria gli oggetti”\nValentina Notarberardino: 333/4872200 valentina.notarberardino@gmail.com\nLaura Casciotti: 340/3021855 laura.casciotti@gmail.com \nUfficio stampa Memoriale della Shoah\nTalia Bidussa: 334/3227346 cultura@memorialeshoah.it
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SUMMARY:Festival diffuso delle culture mediterranee
DESCRIPTION:Dopo le edizioni a Lampedusa\, Pozzallo\, Siracusa\, Palermo\, Lecce e Matera\, quest’anno il Festival organizzato da Sabir sarà a #Trieste: frontiera interna dell’Unione Europea\, crocevia di culture e luogo di approdo per le persone che percorrono la rotta balcanica. \nSabir e tantissime altre realtà vi aspettano per trascorrere insieme tre giornate ricche di iniziative ed eventi culturali gratuiti e aperti a tuttз\, tra dibattiti internazionali\, concerti\, spettacoli teatrali\, proiezioni\, mostre fotografiche\, formazioni. \nMaggiori info e programma completo QUI
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SUMMARY:MIGRANTICIDIO: UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'\, Diritto di migrare\, diritti dei migranti
DESCRIPTION:Il convegno si propone da un lato un approfondimento giuridico tra norme interne\, internazionali e attività giurisdizionali per giungere a più corrette formulazioni intorno al fenomeno\, a partire dal “migranticidio” quale crimine contro l’umanità e alla sua perseguibilità in riferimento all’art. 7 del Trattato di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale\, convinti che destinatari di questa attività siano innanzi tutto le classi politiche dei Paesi membri dell’UE e della NATO; dall’altro coinvolgere le associazioni\, le ong e quanti da anni operano nella difesa dei migranti per condividere le esperienze ad arricchire le opportunità di scambio di informazioni quale elemento utile per le sorti dei migranti e per costituire un segnale unitario di coesione sociale che porti ad una inversione di tendenza. \nPROGRAMMA: \n10.30-13.30: \nSaluti di Enrico Calamal – Contributo di Luigi Ferrajoll- Presentazione: Luigi Galloni – Modera: Barbara Ferretti \nRelatori: \nAlessandra Algostino: \nDiritto del migrante e diritto di asilo: tutela costituzionale e applicazione dell’art. 10. \nAntonello Ciervo: \nLuca Masera: \nConfigurabilità di una giurisdizione universale. Le esperienze europe Il diritto penale-interno e internazionale quale strumento di tutela dei diritti del migranti? \nChantal Meloni: \nCrimini contro migranti e accesso alla Corte Penale Internazionale. Abbandono in mare e detenzione in Libia\, la strategia italiana ed \nFulvio Vassallo Paleologo: \neuropea della dissuasione. Diritti dei migranti e obblighi di tutela degli stati e delle istituzioni \ninternazionali. \nConclusioni \nFabio Marcelli: \n14.30-18.00: \nAssemblea \nContributi e interventi di associazioni\, O.N.G. e rappresentanti politici e sindacali \nModera: Francesca Fornario \nIntervento di apertura: Annamaria Rivera Conclude: Michela Arricale
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SUMMARY:Fermare la strage. Subito!
DESCRIPTION:La STRAGE DI CUTRO non è stato un incidente imprevedibile\, ma la conseguenza inevitabile delle politiche di chiusura ed esternalizzazione delle frontiere perpetrate dall’Europa. Quelle persone\, adulti e bambini\, si potevano e si dovevano salvare!\nI governi europei dichiarano di voler impedire le partenze\, ma non si impegnano per la realizzazione di canali legali di fuga: pertanto obbligano chi fugge da guerre\, persecuzioni\, cambiamenti climatici e povertà a rivolgersi ai trafficanti.\nA CUTRO e in tutta Italia CHIEDIAMO un’indagine seria che faccia chiarezza su quanto è successo davanti le coste calabresi\, sulla catena di comando e sulle responsabilità.\nMa – come da anni facciamo – CHIEDIAMO anche una complessiva e radicale revisione delle politiche migratorie e del regime confinario dell’Unione Europea.\nCHIEDIAMO quindi\, alle Istituzioni europee e a quelle degli Stati membri\, in particolare al Governo e al Parlamento italiani:\n•\nl’attivazione di un sistema europeo e/o nazionale\, coordinato ed efficace\, di ricerca e soccorso nel Mediterraneo;\n•\nl’eliminazione delle asimmetrie nel diritto alla libertà di movimento delle persone\, attraverso la predisposizione di vie di accesso legali all’Europa;\n•\nl’istituzione di corridoi umanitari sicuri\, strutturati\, capillari e stabili;\n•\nl’attivazione dei visti umanitari previsti dal Regolamento Europeo dei Visti;\n•\nl’interruzione immediata delle violenze e violazioni/crimini di Stato che hanno luogo lungo i confini d’Europa\, dalla rotta balcanica\, al Mar Egeo\, al Mediterraneo Centrale\, fino alle enclaves di Ceuta e Melilla e alle rotte via mare verso la Spagna;\n•\nlo smantellamento degli accordi di collaborazione con Paesi terzi (ad esempio la Libia\, la Tunisia\, la Turchia o il Marocco) finalizzati a favorire il rimpatrio forzato (respingimento);\nRingraziamo la popolazione locale che si è attivata con vera solidarietà nell’accoglienza delle persone sopravvissute. Deploriamo\, invece\, il trattamento riservato loro dalle Istituzioni: gli alloggi indecorosi\, le precarie procedure di riconoscimento\, il mancato rispetto del volere delle famiglie riguardo la sepoltura dei loro cari. E la decisione ipocrita e inopportuna di tenere il Consiglio dei ministri sul luogo della strage\, per proporre poi misure solamente repressive e totalmente inadeguate ad affrontare il fenomeno della migrazione verso il nostro Paese e l’Europa.\nUna politica migratoria alternativa a quella di esclusione\, chiusura ed esternalizzazione delle frontiere è possibile ma richiede coraggio morale e un’impostazione genuinamente democratica basata sui diritti dei popoli\, che deve essere accompagnata da una nuova economia e da una visione cooperativistica che anteponga il benessere delle persone e del pianeta al profitto di pochi.\nCORTEO A PALERMO\nSABATO 18/03\nCONCENTRAMENTO DAVANTI AL PORTO H17:00\nCORTEO VIA CRISPI > PIAZZA XIII VITTIME > VIA CAVOUR\nARRIVO A PIAZZA VERDI\, SIT-IN E FLASH MOB
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SUMMARY:Verità e Giustizia per le vittime della strage di Cutro - Manifestazione Nazionale
DESCRIPTION:MEDITERRANEA aderisce alla manifestazione nazionale dell’11 marzo indetta dalle realtà sociali calabresi: “Verità e Giustizia per le vittime della strage di Cutro” \nMEDITERRANEA Saving Humans aderisce alla manifestazione indetta dalle realtà sociali calabresi – alla quale si stanno associando moltissime associazioni locali e nazionali – a Crotone per sabato 11 marzo per chiedere “Verità e Giustizia per le vittime della strage di Cutro”\, per chiedere alla magistratura di fare chiarezza fino in fondo per trovare i responsabili di questa strage e per chiedere le dimissioni dei ministri Piantedosi e Salvini. \nVerranno organizzati pullman da tutta Italia: trasformiamo dolore e rabbia in azione! \nContatta per partecipare\nhttps://forms.gle/cD1391iuqeo2rqcU9 \n 
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SUMMARY:#SmashTheBorders - Per la libertà di movimento
DESCRIPTION:All’alba del 26 febbraio a Cutro\, in Calabria\, si è consumata l’ennesima strage di fronte alle coste italiane\, che ha causato la morte accertata di oltre 60 persone e decine di dispersi.\nA ucciderli non è stato il mare o le condizioni meteo avverse\, ma le politiche italiane ed europee sulle migrazioni\, che militarizzano ed esternalizzano le frontiere.\nLe persone decedute e disperse nella strage si aggiungono alle migliaia di morti sulle rotte delle migrazioni\, stragi sulle quali non possiamo e non intendiamo tacere.\nIl primo marzo saremo in piazza Esquilino a Roma\, contro queste politiche di morte dell’Italia e dell’Europa\, per aprire canali di ingresso sicuri e regolari e per la libertà di movimento di tutti e tutte.\nL’assemblea che si è tenuta il 27 febbraio\, partecipata da moltissim3 student3\, realtà antirazziste\, civil fleet e movimenti ecologisti e transfemministi rilancia un percorso a partire del presidio del 1° marzo che attraverserà le piazze di lotta delle prossime settimane\, dal 3 marzo dei Fridays For Future alla mobilitazione dell’8 marzo di Non Una Di Meno passando per la manifestazione antifascista promossa dagli studenti di Firenze.\nAbbiamo scelto il primo marzo perché è una giornata simbolica della lotta dei migranti\, per liberare le migrazioni dalla propaganda restituendogli dignità di scelta e diritto di fuga.\n\nCi vediamo il 1° marzo 2023 ore 18 a Piazza dell’Esquilino\, Roma
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SUMMARY:Oltre la frontiera. Cosa succede lungo la rotta del Mediterraneo
DESCRIPTION:Cosa sta succedendo nel Mediterraneo? E in Libia? Come vivono gli immigrati in Italia dopo il decreto sicurezza? Ne parleranno a Be Pop! il 20 giugno a Parco Nemorense alle 19.30 con Annalisa Camilli (Internazionale)\, Francesca Mannocchi (L’Espresso)\, Diego Bianchi (Propaganda Live). E con Valerio Mastandrea che leggerà alcuni brani tratti dal libro “La frontiera” di Alessandro Leogrande\, a cui l’incontro è dedicato. \nAlle 21.30: Vedute notturne: proiezioni fotografiche al parco a cura di Maysa Moroni (Internazionale). Fotografie di César Dezfuli\, Giulio Piscitelli\, Valeria Scrilatti\, Through our eyes\, Patrick Willocq e Francesco Zizola.  \nTutti gli incontri sono con ingresso libero. Il Caffè Nemorense rimarrà aperto per l’intera rassegna con una ricca offerta di bar\, cocktail bar\, gastronomia\, gelati e aperitivi.
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SUMMARY:Specchi scomodi. Etnografia delle migrazioni forzate nel Mediterraneo
DESCRIPTION:Nell’ambito del ciclo di seminari su “Diversità religiosa e città: movimenti e percorsi di cittadinanza”\, Estella Carpi (University College Londra) terrà un seminario pubblico su: ‘Specchi scomodi’. Etnografia delle migrazioni forzate nel Mediterraneo’. Il ciclo seminariale Diversità religiosa e città: movimenti e percorsi di cittadinanza\, è organizzato dall’Università di Roma Tre in collaborazione con Link Campus University – Roma\, nell’ambito del progetto internazionale PRIMED – Prevenzione e Interazione nello Spazio Trans-Mediterraneo. Il ciclo di seminari\, rivolti innanzitutto a studenti degli atenei romani\, è anche aperto a tutti/e gli/le interessati/e. \nPer maggiori informazioni consultare la pagina Facebook
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LOCATION:Dipartimento di Studi Umanistici – RomaTre\, Via Ostiense 234\, Roma\, 00154\, Italia
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