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SUMMARY:Chiusi in Gabbia: Viaggio nell'inferno del CPR di Ponte Galeria - presentazione del Dossier e Tavola rotonda
DESCRIPTION:Il 6 novembre\, dalle ore 10.00\, a Roma presso la Sala Sassoli di Palazzo Valentini\, via Quattro Novembre\, 119a\, si terrà una tavola rotonda con la presentazione del Dossier “Chiusi in gabbia: viaggio nell’inferno del CPR di Ponte Galeria”\, curato da CILD. \nLa tavola rotonda e la presentazione del rapporto vogliono essere un momento di condivisione delle gravi criticità legate all’esistenza del CPR di Ponte Galeria\, in seguito alle visite ispettive effettuate negli ultimi mesi da parte di CILD\, nel quale vengono documentate le gravissime condizioni di detenzione e la violazione dei diritti fondamentali delle persone trattenute. \nLa tavola rotonda sarà seguita dalla Conferenza Stampa di presentazione dell’azione popolare promossa dal mondo accademico sulla chiusura di Ponte Galeria\, che vede Mauro Palma\, ex Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale\, come primo firmatario.\nL’iniziativa – che coinvolge decine di docenti universitari tra cui esperte ed esperti di diritto e medicina – chiede con un’istanza al sindaco di Roma Roberto Gualtieri la chiusura immediata del CPR. \n➡️per ulteriori informazioni info@cild.eu
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SUMMARY:Presentazione del report "L'accesso alla giustizia per le vittime di reato con status migratorio irregolare in Italia"
DESCRIPTION:Mercoledì 6 novembre dalle 16 alle 18.30 a Torino\, verrà presentato il report sull’accesso alla giustizia per le vittime di reato con status migratorio irregolare in Italia di ASGI. \nLeggi il report completo.
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SUMMARY:LA CAMPAGNA DI ALBANIA: tra trasferimenti forzati di migranti oltreconfine
DESCRIPTION:Giovedì 7 novembre | h 19:30 \nL’ultima frontiera di una politica che continua a punire con forza i soggetti migranti è il centro di detenzione di Shengjin in Albania\, in conseguenza degli accordi tra l’Italia e il paese extraeuropeo. Questo accordo è contrario a tutti i principi fondamentali del nostro paese e viola i diritti delle persone migranti. Non possiamo restare in silenzio mentre vite vengono trattate come un problema da allontanare\, in strutture che violano diritti e libertà fondamentali. \nMa cosa prevede l’Accordo? Perché è stato siglato con l’Albania e che conseguenze avrà sulle politiche di immigrazione dell’UE? Per quale motivo il Tribunale di Roma ha ri-accolto parte dei migranti in Italia dall’Albania? \nNe parliamo con \n° Annalisa Camilli\, giornalista\n° Vittorio Alessandro\, Ammiraglio in congedo della Guardia Costiera e Ass. “Tre Ottobre”\n° Arber Agalliu\, giornalista @arberagalliu\n° Gennaro Santoro\, Antigone Onlus* (errata corrige dal post) \nVi aspettiamo in Via del Pigneto\, 215 🚀\n_______________ \nIngresso con tessera Arci 2024/2025 \nPuoi:\n👉🏻pre-tesserarti scaricando l’app Arci https://tessera-arci.it \, scegliendo Sparwasser come circolo cui iscriverti e ritirare la tessera cartacea al circolo \n👉🏻 compilare lo stesso modulo di pre-iscrizione su browser\, https://portale.arci.it/preadesione/sparwasser/ \, scegliendo Sparwasser come circolo cui iscriverti e ritirare la tessera cartacea al circolo
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SUMMARY:CLIMATE PRIDE - Manifestazione per il Clima
DESCRIPTION:Roma\, preparati al Climate Pride! \nIl 16 novembre ore 15 partendo da Piazza Vittorio scende in strada l’alleanza tra la specie umana e tutti gli organismi\nviventi. \nIl Climate Pride è la street parade gioiosa e ribelle che grida al mondo: è ora di uno #ShockTrasformativo per un futuro rinnovabile e di pace! \nLa Multispecie – animali\, piante\, batteri\, associazioni ambientaliste e sociali\, cittadin3 e\nstudent3 – si uniscono per chiedere alla #COP29 #giustiziaclimatica per il Pianeta 🌍 \nLa COP29\, Conferenza Climatica per il Clima\, si terrà a Baku\, in Azerbaigian\, dall’11 al\n22 novembre 2024 e rischia di essere influenzata da governi e multinazionali fossili e\nmilitaristi. \nChiediamo #giustiziaclimaticaplanetaria!\nManifesta anche tu e diventa parte del cambiamento! ✊ \n👉Segui @climatepride per approfondire \n[visual identity NERO @nero_editions]
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SUMMARY:Presentazione di "Cronache di ordinario razzismo. Sesto Libro Bianco sul razzismo in Italia"
DESCRIPTION:Arroccate su loro stesse\, sui loro confini\, sulle ideologie di esclusione dell’altro. Così appaiono attualmente l’Italia e l’Europa. La strada che ci ha portato a questo punto è lunga\, fatta di razzismo e xenofobia\, che di volta in volta si intrecciano con sessismo\, omolesbobitransfobia e disuguaglianze sociali. Questa storia è al centro del lavoro svolto da Lunaria con il sito www.cronachediordinariorazzismo.org e con la pubblicazione dei suoi libri bianchi sul razzismo. \nIl 20 Novembre “Cronache di Ordinario Razzismo. Sesto Libro Bianco sul razzismo in Italia” sarà presentato a Roma. \nIl Sesto Libro Bianco copre il triennio 2021-2023 allungando lo sguardo al 2024 e continua a denunciare il razzismo quotidiano che attraversa l’Italia e l’Europa\, con approfondimenti tematici sulle politiche migratorie\, sulla cittadinanza\, sui dispositivi di esclusione\, sul ruolo svolto dai media e dalla politica\, sulla giurisprudenza più recente\, sullo sfruttamento del lavoro migrante e con un resoconto di alcune campagne e nuove forme di attivismo giovanile nate all’interno del movimento antirazzista. Venti storie che consideriamo esemplari per l’impatto che hanno generato sulla vita delle persone coinvolte\, sul dibattito pubblico o sono significative per il loro percorso giudiziario sono raccontate nella seconda parte del libro. \nCome sempre il Libro bianco è un lavoro collettivo\, a cui hanno collaborato venti tra attivistɜ\, ricercatorɜ\, giuristɜ e giornalistɜ\, sarà presentato Martedì 20 Novembre alle 16.30 presso la Sala del Consiglio di Palazzo Valentini\, in via Quattro Novembre 119 a\, Roma. \nInterverranno: \nPaola Andrisani\, Sergio Bontempelli\, Serena Chiodo\, Giuseppe Faso\, Marcello Maneri\, Grazia Naletto\, Olivia Polimanti\, Roberta Pomponi\, Virginia Valente\, Davide Valeri. \nModera: \nStefania N’Kombo José Teresa \nSaluti istituzionali: \nAlessandro Luparelli\, Consigliere Comune di Roma\nRoberto Eufemia\, Consigliere Città Metropolitana di Roma \n  \n 
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SUMMARY:Disarmiamo il patriarcato! Manifestazioni Nazionali contro la violenza patriarcale
DESCRIPTION:Sabato 23 novembre\, la marea sale!\n\n\nManifestazioni nazionali a Roma e a Palermo contro la violenza patriarcale.\n\n\nÈ passato un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin e altri nomi si sono aggiunti\, e rimasti anonimi\, di ragazze\, adulte\, anziane\, persone trans uccise.\nAd oggi sono 104 i femminicidi\, trans*cidi e lesbicidi registrati nel 2024 dall’Osservatorio: https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/\n\n\nÈ passato un anno dalla marea che lo scorso anno ha paralizzato Roma e Messina con la potenza di centinaia di migliaia di corpi: non ci siamo mai fermate\, la nostra rabbia resta enorme!\n\n\nScendiamo in piazza mentre giunge a conclusione il processo a Filippo Turetta\, intanto una ragazza di 13 anni viene uccisa dal “fidanzatino” di 15 anni. Sappiamo bene che non sono le sentenze esemplari che cambieranno le cose. Guardiamo con sospetto ai riti collettivi che assolvono la società dalla responsabilità di queste morti.\n\n\nScendiamo in piazza il 23N non per ritualità ma perché è sempre più urgente in questo paese rifiutare l’oppressione\, la vergogna\, la guerra che ci viene imposta. Scendiamo in piazza per manifestare la nostra rivolta alla violenza patriarcale e alla deriva identitaria e autoritaria che la sostiene e giustifica.\n\n\nE infatti\, se la violenza è strutturale\, la reazione del governo Meloni è chiara: la retorica della prima donna premier è facilmente contraddetta dagli atti.\n\n\nL’attacco è ai percorsi di fuoriuscita dalla violenza e ai centri antiviolenza femministi\, neutralizzati dal mercato dei bandi pubblici e trasformati in servizi socio-assistenziali che non puntano sull’autodeterminazione e sull’autonomia economica di chi si sottrae dal ricatto dell’abuso.\n\n\nL’attacco subdolo all’aborto sancisce l’alleanza con le organizzazioni antiabortiste e passa per lo smantellamento dei consultori\, dei reparti IVG e per il disinvestimento sulla RU486. La GPA come reato universale si rivela misura identitaria e transomofobica che nulla ha a che fare con il contrasto allo sfruttamento.\n\n\nLa “crociata antigender” – che altro non è che il tentativo maschilista e misogino di segregazione di genere – diventa politica istituzionale con l’attacco ai percorsi di affermazione di genere\, in netta contraddizione con la necessità di prevenzione attraverso l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.\nLe propagandate politiche a sostegno della famiglia e del lavoro femminile si rivelano per quello che sono: misure spicciole e frammentate che tagliano fuori famiglie non conformi\, lavorator3 precari3 e disoccupat3 e che moltiplicano il lavoro povero e di cura\, tuttora appannaggio delle donne e dell3 migranti con salari da fame.\n\n\nLe persone disabili continuano ad essere invisibilizzate\, infantilizzate e disumanizzate\, gli aiuti previsti sono insufficienti e non considerano la diversità delle esigenze.\nLa violenza razzista di stato è perpetuata attraverso i CPR\, il mancato soccorso all3 migrant3 che attraversano il Mediterraneo e la negazione della cittadinanza a chi nasce e cresce In Italia. Il progetto del centro in Albania non è altro che la prosecuzione di queste politiche\, della violenza che noi ripudiamo e contro cui lottiamo.\n\n\nIn questo quadro Il D.D.L. Sicurezza è solo la punta dell’iceberg della deriva autoritaria e machista che attacca diritti e libertà\, incrementa la circolazione delle armi\, prevede il carcere anche per le donne in gravidanza o con figli piccoli. Moltiplica i provvedimenti disciplinari e attacca il diritto al dissenso\, come è già stato anticipato dai blocchi ai caselli e alle stazioni ai fogli di via emessi in occasione della manifestazione per la Palestina del 5 ottobre. Accentra i poteri e militarizza i territori\, lo spazio pubblico e personale: dall’autonomia differenziata che ha l’intento di definire e alimentare ulteriormente il divario già esistente tra Nord e Sud\, all’inganno del progresso dietro le grandi opere (di guerra) come il Muos\, la base di Coltano\, la Tav e il Ponte sullo stretto.\n\n\nCriminalizzare il dissenso\, le condotte\, i “margini” è violenza patriarcale.\nLa guerra\, che viviamo in diretta\, diventa paradigma delle relazioni sociali: normalizza la violenza\, disumanizza i corpi\, cancella i percorsi di liberazione in nome della logica del nemico che tutto schiaccia. Diventa economia di guerra\, taglia i servizi fondamentali come la scuola e la sanità per finanziare il grande business del riarmo\, cancella i diritti in nome della difesa della Nazione.\n\n\nCi ribelliamo alla guerra come espressione più brutale della violenza patriarcale. Non vogliamo più assistere alla catastrofe quotidiana del genocidio in Palestina e della Guerra che si estende a macchia d’olio.\n\n\nCi connettiamo con le donne e le persone lgbtiaq+ che continuano a resistere al genocidio in Palestina messo in atto dalle politiche coloniali e sioniste dello Stato di Israele\, che con la complicità dell’occidente\, continua a devastare terre e vite. Con la stessa forza e determinazione\, siamo solidali con le compagne come Ahou Daryaie che lottano in Iran per la loro libertà con incredibile coraggio; con le combattenti che in Rojava\, in Siria e Iraq costruiscono alternativa rivoluzionaria e femminista; con l3 sorell3 che subiscono la guerra\, il colonialismo e la violenza patriarcale sui loro corpi in Ucraina\, Libano\, Yemen\, Sudan e ovunque nel mondo.\n\n\nScendiamo in piazza al grido “Disarmiamo il patriarcato” perché abbiamo altre priorità che la logica geopolitica cancella: lottiamo contro la violenza e la cultura dello stupro che ci opprimono\, contro i confini interni e esterni\, contro la militarizzazione dei territori e la devastazione ambientale ormai dispiegate e presenti nel nostro quotidiano.\n\n\nDisarmiamo il patriarcato\, per fermare la guerra\, nelle case\, sui corpi\, sui territori e sulle nostre vite.\n\n\nCi vogliamo viv3\, liber3\, arrabbiat3 perchè insieme siamo più forti.\nCi volete vittime\, saremo marea!\nNon una di meno
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