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SUMMARY:Anteprima Festival Sabir: PROIEZIONE DI AGAPÉ
DESCRIPTION:[Doc\, Ita\, 60′ 2023]\n\nIl documentario raccoglie testimonianze raccolte tra il 2020 e il 2023 nell’isola di Lesbo\, nella Repubblica di Cipro e nella Repubblica Turca di Cipro del Nord\, tra i luoghi di primo approdo per chi decide di entrare in Europa.\n\n\n«Se priviamo un essere umano della sua terra d’appartenenza\, dei suoi cari e dei suoi averi\, cosa gli rimane se non il ricordo di questi? Se lo spogliassimo anche dei suoi diritti e della sua dignità\, cosa gli rimarrebbe se non l’amore? L’amore per riconquistare i diritti\, l’amore per chi è lontano o per chi deve ancora arrivare. Quando tutto viene a mancare\, l’ultima fiammella a spegnersi è l’amore o la speranza di poterlo trovare o ritrovare. Un viaggio alla scoperta di questo sentimento tra i migranti intrappolati nelle isole di Lesbo e Cipro.»\n\nDopo la proiezione interverranno i registi Velania A. Mesay e Tomi Mellina Bares.
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SUMMARY:Iftar Street!
DESCRIPTION:QuestaèRoma torna per la seconda edizione di “Iftar Street”: la cena collettiva per spezzare il digiuno insieme nel mese di Ramadan\, aperto a persone musulmane e non.\n\n\nIn collaborazione con il comitato di Villa Certosa e la comunità di Torpignattara\, v’invitiamo a interrompere il digiuno insieme Venerdì 5 Aprile alle 19.47 (nel momento del tramonto) durante la serata in cui ricorre La Notte del Destino\, o Laylat al-Qadr\, che è uno dei momenti salienti del mese di Ramadan  portando cibo e bevande\, (no carne di maiale\, no alcool! Sì carne halal).\n\n\nIn questo momento così delicato per la comunità islamica\, questo evento assume un’importanza cruciale.\nRicordare i principi fondamentali come la cura la condivisione e la fratellanza\, è una forma di resistenza!\nResistenza che ci sta insegnando la comunità palestinese e non solo\, mostrandoci che ogni genocidio\, dalla Repubblica democratica del Congo al Sudan\, è una questione coloniale e razziale!\n\n\nInoltre apriremo una raccolta fondi per aiutare la famiglia di Amal a Gaza ad arrivare in Italia!\nLink https://gofund.me/60b9a12f\n\n\nCondividi il cibo \, diffondi la gioia!\n\n\nVi aspettiamo nel giardino di Villa Certosa\, Largo dei Savorgnan \n\n\nInfo  348 286 3227\n\n\nquestaeroma@gmail.com\n\n\n#ramadan #iftar #iftarstreet #roma #torpignattara
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SUMMARY:MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR
DESCRIPTION:La tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto\, video\, dossier e testimonianze\, arrivate anche nelle le aule giudiziarie\, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.\nLa verità di oltre 25 anni di abusi\, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che\, in gabbie nascoste nelle nostre città\, vengono private della libertà personale non per un reato\, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.\nQuesto odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa\, all’ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.\nTra i suoi frutti più amari:\n il memorandum a firma Minniti che\, prorogato\, finanzia a tutt’oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all’inferno chi ne è sfuggito;\n il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni\, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese\, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;\n il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere\, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come “migrante economico” ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.\nIl tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell’UE tramite l’utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.\nPoi\, il destino di chi osa varcare la soglia\, sopravvivendo alle traversate e ai “game” balcanici\, invece\, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l’invisibilità totale\, sotto la minaccia costante della deportazione\, che aggiunge violenza a violenza\, fisica e psichica.\nNel mezzo\, la minaccia della detenzione amministrativa\, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre\, nelle nostre città\, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso\, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti\, ma per tutte e tutti.\nE’ infatti il banco di prova per l’avanzata dell’arbitrio dello Stato\, che brandisce la clava del binomio “sicurezza – immigrazione” a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un’emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri “valori”. Questo\, al fine di legittimare l’utilizzo della violenza e della repressione generalizzata\, dai manganelli nelle piazze\, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.\nEd esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull’onda emotiva è stato l’osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla\, che\, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra\, hanno usurpato il nome dell’ennesima strage di Stato\, di mare\, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con\, fra l’altro\, il raddoppio del numero dei CPR e l’allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all’aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema\, come un qualsiasi call center\, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell’azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.\nEbbene\, ora che gli strumenti repressivi – affinati negli anni anche da una certa sinistra\, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza\, decoro e legalità – sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque\, non c’è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe\, che restano trasversali e ben evidenti.\nE’ invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un’inversione di rotta\, la fine della violenza legalizzata\, che nei centri di permanenza per il rimpatrio vede la punta dell’iceberg e l’esempio più eclatante e simbolico.\nOltretutto\, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un “caso Milano”\, non esiste un “caso Ousmane Sylla”; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte\, a perenne monito per i futuri ingressi\, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.\nE se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni “democratici” – quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati – non abbiamo mai creduto\, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l’irrealizzabilità: commissariato dalla Procura\, resta il lager di sempre\, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR\, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.\nNon possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica\, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.\nE’ dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi\, a cominciare dal CPR di Milano\, che già fu chiuso una decina di anni fa: che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre\, ma una montagna di prove inequivocabili\, anche sui tavoli di diverse Procure\, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.\n\n UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.\n I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO\, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!\n NO CPR NO LAGER DI STATO\, NE’ A MILANO\, NE’ ALTROVE\, NE’ IN LIBIA NE’ IN ALBANIA!\nAppuntamento a Milano\, sabato 6 aprile 2024 ore 15\n(luogo di partenza da definire)\nPer adesioni di realtà collettive: noaicpr@gmail.com\nPer finanziare la mobilitazione: shorturl.at/fhMY8\n Qui la lista adesioni in aggiornamento\n\nbit.ly/496zk7t
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SUMMARY:Avevano tutte una gran voglia di parlare Donne afghane\, pakistane\, nigeriane\, ivoriane raccontano
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 11 APRILE ALLE ORE 17:30\nVIA DELLA DOGANA VECCHIA 5 ROMA\nLa Fondazione Basso e il Centro per la Riforma dello Stato\ninvitano alla proiezione del documentario\n\nAvevano tutte una gran voglia di parlare\nDonne afghane\, pakistane\, nigeriane\, ivoriane raccontano\nprodotto dal progetto\nDa vittime a testimoni.\nUn Tribunale delle donne per i diritti delle donne in migrazione\n\nPartecipano\nIsabella Peretti – coordinatrice del progetto\nFranco Ippolito e Simona Fraudatario – Fondazione Basso\nMaria Luisa Boccia e Simone Furzi – Centro per la Riforma dello Stato\nL’iniziativa sarà visibile sul canale Youtube della Fondazione Basso:\nhttps://www.youtube.com/@fondazionebassoonlus
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SUMMARY:Che lingua parli? Decolonizziamo il linguaggio – Intersezionalità e pluralità nei media
DESCRIPTION:In pomeriggio per decolonizzare il linguaggio! \nIn collaborazione e con il patrocinio dell’Università degli studi di Verona\, insieme a @inclusiv3_associazione @saporidascoltare @laboratorio_saperi_situati e in rete con @colory.it e @udu.verona proponiamo per la nostra Storia di un Rinascimento antirazzista il seminario “Che lingua parli? Decolonizziamo il linguaggio – Intersezionalità e pluralità nei media”. \nL’appuntamento è alle 16.30 di venerdì 12 aprile in aula SMT3 del polo universitario S. Marta di via Cantarane. \nDedicato a chiunque si interfacci con i media\,\nconcepito per sensibilizzare sull’importanza dell’utilizzo di un linguaggio inclusivo da parte del mondo dell’informazione e articolato per contrastare discriminazioni e #hatespeech il seminario vedrà dialogare con @serenatosisantoro la giornalista e ricercatrice @elewar \, il referente della rete Colory @amin_abuislaih e la scrittrice e giornalista @marilena_delli_umuhoza \nUn appuntamento da non perdere per contrastare stereotipi e pregiudizi con il linguaggio appropriato e per “leggere” in profondità le parole dei mass media. \nTi aspettiamo! ❤️ \n#antirazzismo #decolonizzarelamente #linguaggioinclusivo #intersezionalità
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SUMMARY:Festival Sabir - Prato
DESCRIPTION:Un anno dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 è nato il Festival Sabir\, per dare voce a quel Mediterraneo che non vuole arrendersi alle morti di frontiera e alla criminalizzazione delle persone in movimento e della solidarietà. Sabir\, la lingua comune dei marinai del Mediterraneo fino all’inizio del secolo scorso\, oggi richiama la necessità di ricostruire un linguaggio comune\, a partire dalla società civile. \nDopo Lampedusa (2014)\, Pozzallo (2016)\, Siracusa (2017)\, Palermo (2018)\, Lecce (2019 e 2021)\, un’edizione online (2020)\, Matera (2022) e Trieste (2023)\, quest’anno\, in occasione del decimo anniversario\, il Festival Sabir raddoppia l’appuntamento: saremo a Prato\, dal 18 al 20 aprile\, e poi a Roma\, dal 10 al 12 ottobre. \nIl Festival è promosso da ARCI insieme a Caritas Italiana\, ACLI e CGIL\, con la collaborazione di ASGI e Carta di Roma. \nL’appuntamento di Prato si focalizzerà in prevalenza sulle questioni nazionali\, sul tema del lavoro e della cittadinanza\, sulle prospettive delle politiche di ingresso e soggiorno\, ma anche di detenzione e trattenimento\, delle persone di origine straniera nel nostro Paese.
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SUMMARY:19 aprile\, Roma: cambiare le narrazioni su cittadinanza e migrazioni
DESCRIPTION:Venerdì 19 aprile presso il Teatro Ateneo (piazzale Aldo Moro) alle ore 15.00\, si terrà l’evento “Nuove narrazioni. Cittadinanza\, migrazioni e convivenza interculturale”\, realizzato nell’ambito del progetto di Terza Missione della Sapienza Università di Roma Nuove narrazioni. Al centro dell’iniziativa ci sarà il tema del cambiamento narrativo\, a partire dalla costruzione delle rappresentazioni attualmente diffuse e spesso portatrici di stereotipi\, per ragionare su come possono essere decostruite e su come proporre narrazioni innovative. \nL’evento si dividerà in tre differenti momenti: una serie di interventi che introducano i partecipanti al tema delle nuove narrazioni e portino ad esempio come queste lavorano; un momento di scambio tra relatori/trici e partecipanti; una parte di esercitazione per mettere in pratica ed elaborare congiuntamente il cambiamento narrativo. \nA coordinare la giornata saranno il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma e la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD)\, con quest’ultima che ha collaborato all’organizzazione dell’evento. \nI relatori saranno: Marco Bruno\, Professore Associato –  Sapienza; Marco Binotto\, Professore Associato – Sapienza; Victoria Oluboyo\, Consigliera Comunale a Parma; Andrea Menapace\, Direttore esecutivo CILD. \nL’evento è accreditato all’ordine dei giornalisti e\, per questi ultimi/e\, è necessario prenotarsi tramite la specifica piattaforma loro dedicata. \n\nPer gli altri e altre partecipanti è richiesta l’iscrizione per partecipare gratuitamente.\n Per informazioni e iscrizione gratuita: https://sites.google.com/uniroma1.it/nuovenarrazioni/
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LOCATION:Videoteca del Centro del Teatro Ateneo\, Piazzale Aldo Moro\, 5\, Roma
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SUMMARY:NO AI CPR NÉ QUI NÉ ALTROVE
DESCRIPTION:19 APRILE A BOLOGNA CON Gruppo Prometeo\n\n\nDibattito su detenzione amministrativa e abuso di psicofarmaci nei CPR\n\n\n“NO ai CPR\, né qui né altrove\, Costruiamo Percorsi di Ribellione per la libertà di movimento e il diritto alla salute\n\n\nI Centri di Permanenza e Rimpatrio sono luoghi di detenzione in cui le violenze\, forme di tortura fisiche e psicologiche\, vengono quotidianamente perpetrate e sistematicamente censurate\, invisibilizzando l’esistenza stessa dei centri e di corpi e voci detenuti al loro interno\, in accordo alle politiche dell’attuale governo xenofobo e razzista\, fondate sull’assurda logica di creazione della “clandestinità” e repressione e incarcerazione in assenza di qualsiasi forma di reato.\n\n\nRiteniamo indispensabile\, come futurə professionistə sanitariə\, soffermarci sulle dinamiche che si protraggono all’interno e attorno a questi centri – macchine produttrici di violenza e morte -\, sulla criminalizzazione delle persone ritenute “clandestine”\, sulla precarietà della salute in luoghi disumanizzanti e alienanti in violazione di ogni diritto\, ed sul silenziamento di ogni forma di dissenso attraverso l’uso di psicofarmaci e violenza.\n\n\nVenerdì 19 aprile discuteremo di:\nDetenzione amministrativa e situazione all’interno dei CPR\, insieme a Giulia Fabini\, di Associazione Antigone\, Abuso di psicofarmaci all’interno dei CPR\, con Lorenzo Figoni\, giornalista\, seguendo i numeri dell’inchiesta condotta per Altreconomia.\n\n\nDiritto alla salute e alla salute psicologica nei CPR\, insieme a Camilla Ponti\, psicologa della Rete Mai più lager – NO ai CPR\n\n\nRibellarsi al sistema è necessario e possibile\, come dimostrano la chiusura del CPR di Torino e la chiusura appena confermata del CPR di Milano\, il blocco di fatto\, ad oggi\, del piano milionario di costruzione di un CPR per ogni regione\, i blocchi delle deportazioni a Malpensa.\n\n\nLa forza delle nostre lotte sta nella costruzione di reti e alleanze per il ribaltamento del paradigma privilegio-oppressione che ad oggi regola le politiche migratorie nazionali ed europee\, per la sovversione di un sistema capitalista\, classista e colonialista che antepone il profitto alla libertà di movimento.\n\n\nVi aspettiamo venerdì 19 aprile alle ore 18 a Vag61\, in via Paolo Fabbri 110\, per discuterne insieme\, smontare questi presupposti di violenza\, criminalizzazione e repressione e costruire percorsi alternativi.\n\n\nSeguirà una cena vegana di autofinanziamento e un momento di socialità\, a cui vi invitiamo a fermarvi!”\n\n\nQui l’evento Facebook\n\nhttps://www.facebook.com/share/txcLrcn6JsRtnGeU/
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LOCATION:Vag61\, via Paolo Fabbri 110\, Bologna
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SUMMARY:La finzione di non ingresso e l’alterazione di un intero sistema giuridico
DESCRIPTION:Tavola Rotonda a Catania\, 20 maggio 2024 dalle 9:30 alle 13:30 presso l’Aula Magna Villa Cerami del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania. \n\nDurante la tavola rotonda verrà approfondito il tema della finzione di non ingresso e l’alterazione del sistema giuridico alla luce dell’introduzione di tale concetto anche nella normativa italiana. L’iniziativa sarà occasione di confronto anche in relazione ai profili legati alla detenzione anche de facto dei cittadini stranieri nell’ambito di vecchie prassi e nuove procedure di frontiera\, attraverso uno sguardo allargato ad altri paesi europei. Ne parliamo con operatori legali\, avvocati\, ricercatori\, soggetti e organizzazioni della società civile impegnati sul tema. \nLa tavola rotonda è organizzata da ASGI\, Spazi Circolari e dall’Associazione CLEDU.
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SUMMARY:Passeggiata Decoloniale Queer
DESCRIPTION:📢 In occasione del compleanno della città di Roma\, 21 aprile\, abbiamo organizzato una nuova Passeggiata Decoloniale Queer! \n🌐 Come QuestaèRoma non potevamo lasciar passare una giornata così importante per la nostra città senza un evento che ci consentisse di conoscerla e valorizzarla. \n🌈 In collaborazione con @queeringrome abbiamo progettato una passeggiata guidata con tappe per raccontare la storia di Roma in un’ottica Decoloniale e Queer. \n📍Sarà l’occasione per scoprire una parte di storia che spesso non viene raccontata e guardare ad essa con occhio critico e intersezionale\, decostruendo stereotipi e conoscendo tutte le soggettività della città di Roma. \n📆 Vi aspettiamo il 21 aprile ore 15.30 per l’inizio della passeggiata davanti al Bar Coming Out in Via di San Giovanni in Laterano\, 8 e alle ore 17.30 in piazza Trilussa per un dibattito conclusivo. \n👉 Registrazione tramite il link in bio! \nInfo: questaeroma@gmail.com \n#questaeroma #passeggiata #tour #decoloniale #queer #queeringroma  #intersezionalità #colonialismo
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LOCATION:Bar Coming Out\, Via San Giovanni in Laterano\,8\, Roma
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SUMMARY:COMUNE DOPO COMUNE - Presentazione el Manifesto per gli amministratori e le amministratrici locali per il diritto alla cittadinanza
DESCRIPTION:Partecipa anche tu al lancio del Manifesto per gli amministratori e le amministratrici locali per il diritto alla cittadinanza!\nSiamo entusiasti di invitarti ad un dibattito aperto tra politici a livello locale\, nazionale ed europeo.\nMercoledì 24 Aprile 2024\nOre 16:30-18:00\n📍Scomodo c/o Spin Time Labs (Roma)\nLe elezioni sono sempre più vicine\, e noi siamo più che sicuri della necessità di una riforma della legge sulla cittadinanza\, per cui lottiamo e continueremo a lottare. E tu\, cosa aspetti? Unisciti a noi\, o collegati online! La tua voce è importante!\nTrovi il link del collegamento QUI. \n 
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