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SUMMARY:Lesbo's calling / Roma è solidale
DESCRIPTION:Quanto sta accadendo al confine tra Grecia e Turchia è inaccettabile e mette a rischio la vita e l’integrità di miglia di persone. Più di 80mila rifugiati\, in fuga dagli ultimi attacchi feroci in Siria\, hanno già attraversato la frontiera con l’Unione Europea. Dopo averlo minacciato a più riprese\, la bomba umanitaria lanciata dal Presidente turco mette in ginocchio le Istituzioni Europee e chiede azioni più concrete in sostegno della Turchia. La ritorsione di Erdogan rischia di creare una crisi umanitaria senza precedenti\, laddove i Paesi di confine stanno iniziando ad adottare delle misure di forte chiusura: la Bulgaria da un lato sta rafforzando i controlli\, la Grecia dall’altra sta negando la possibilità di fare richiesta di asilo. Ricordiamo che ad oggi ci sono circa 500 mila migranti lungo la rotta turca in attesa di poter entrare nell’Unione Europea. Molti di loro provengono da Paesi come Siria\, Iraq\, Palestina\, Afghanistan. Molti di loro avrebbero anche diritto ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato\, invece cercano di sopravvivere nei campi profughi sovraffollati e privi di qualsiasi tutela e protezione anche nei confronti delle categorie più deboli. \nOltre a questi\, secondo le Nazioni Unite ci sono circa 2 milioni di profughi siriani in fuga dall’area di Idlib al confine con la Turchia in attesa di poter essere accolti in Europa. Se le trattative tra Ankara e Bruxelles dovessero andare per le lunghe\, alla completa inerzia degli europei una folla di profughi rischia di rimanere bloccata nei campi improvvisati in condizioni disumane\, nella vana speranza di tentare strade alternative a quelle regolari\, più pericolose\, per poter accedere in altri paesi. L’Europa continua a portare avanti accordi criminali pur di lavarsi le mani dei diritti umani che giornalmente calpesta e fa calpestare nella più totale indifferenza. Un abominio che va avanti come un tritacarne. Da tempo gli attivisti\,le ONG ed i migranti bloccati in Grecia denunciano le condizione disumane nelle isole e nei campi lager. L’Europa fa orecchie da mercante e scambia sangue e morte con il denaro. La salvaguardia delle persone resta solo in mano ai migranti stessi ed agli attivisti\,violentemente attaccati dai movimenti nazisti e dalle polizie. Gli organismi europei continuano a giocare sui tavoli delle loro stanze. \nIntanto vengono tenuti alla larga uomini donne e bambini ai confini di terra e mare con un dispiegamento di forze impressionante\,violenze inaudite delle polizie di frontiere fino ad uomini incappucciati in mare o che spingono via a pedate dai moli i profughi in arrivo. Un disumano agghiacciante. La polizia greca spara a gente inerme al xonfine e tace delle violenze di gruppi nazisti contro migranti ed attivisti.\nOggi ha ucciso un uomo al confine. E l’Europa invia agenti Frontex per controllare e lasciar morire le persone in terra e mare\n#notinmyname \nFacciamo appello a tutti ad un Presidio in Piazza Santi Apostoli\nMobilitiamoci contro le politiche europee di assassinio e detenzione nelle isole hotspot in Grecia \nadesioni in aggiornamento \nLasciateCIEntrare\nBaobab Experience\nMani Rosse Antirazziste\nOsservatorio Repressione\nArci Roma\nNonna Roma\nSparwasser\nDossier Libia\nADIF\nPartito della Rifondazione Comunista\nSinistra Anticapitalista\nLegambiente Lazio\nFalegnameria Sociale K_Alma \n 
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SUMMARY:CreAzione: Come approcciarsi al fenomeno migratorio
DESCRIPTION:CreAzione\, realizzato con il contributo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attraverso il progetto “Liberi di partire\, liberi di restare”\, è un percorso sui fondamenti storici\, sociali e antropologici della mobilità umana in una prospettiva transculturale. Gli incontri prevedono interventi di esperti\, lavori di gruppo e restituzione. CreAzione: Come approcciarsi al fenomeno migratorio: numeri e strumenti si terrà sabato 07 marzo 2020\, Ore 10.30-16.30\, presso la Casa Scalabrini 634\, Via Casilina\, 634\, Roma. \n+info: info@viascalabrini3.org\niscrizioni: https://forms.gle/fzTvybLZw8wZHsE26 \n 
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SUMMARY:In piazza San Pietro: lumini su Iblid e confine turchia grecia
DESCRIPTION:“Per i dimenticati di Iblid”\, questo lo striscione che sarà presente in Piazza San Pietro domenica prossima\, 8 marzo.  \n\n\nChiunque desideri partecipare l’appuntamento è alle ore 11.15 davanti alla Sala Stampa Vaticana. \n\n\nChi non potrà partecipare potrà invece accendere\, così come ha invitato Marco Tarquinio direttore di Avvenire\, un lumino o una candela e metterla sul davanzale di una finestra della propria casa.  \n“Anche se sarà una luce accesa in pieno giorno. Perché i tanti durissimi giorni che sono passati e quelli\, terribili\, che si stanno inanellando purtroppo non bastano ancora per “vedere” dentro la lunga notte siriana. Ed è necessario che si faccia luce su quanto sta accadendo nella terra di Idlib e al limitare d’Europa. È necessario che si faccia luce nelle menti dei “grandi” del mondo e\, soprattutto\, qui e ora\, dei politici europei e turchi. È necessario che si veda la realtà di un popolo massacrato e usato. È necessario che si lavori per una svolta nel segno dell’umanità\, della politica responsabile\, del soccorso alle vittime\, dell’accoglienza dei perseguitati.”  \nMarco Tarquinio. \n  \nSi può aderire firmando l’Appello\, riportato qui di seguito\, ed inoltrarlo al seguente indirizzo luminiperlasiria@focsiv.it \nAPPELLO \nAvvertiamo il bisogno civile e umano di ringraziare Papa Francesco\, l’unica autorità mondiale che ha ricordato il dramma dei civili di Idlib\, nel nord ovest della Siria. Siamo sconvolti dalle rare immagini di quei bambini assiderati\, a volte da soli\, a volte con i loro genitori o parenti. Da una parte sono costretti a fuggire dalla Siria verso la Turchia da bombardamenti a tappeto che violano le regole più elementari del diritto umanitario internazionale e dall’altra sono impediti a trovare salvezza da un muro invalicabile e a oggi non valicato.\nNon è un’emergenza improvvisa\, tutto questo va avanti da mesi! Si calcola che ormai siano almeno un milione gli esseri umani in fuga ammassati al confine turco\, alcune stime parlano di un milione e cinquecentomila\, in gran parte bambini. Se non si trovasse una soluzione\, urgente\, le operazioni militari raddoppieranno gli sfollati\, per i quali non ci sono che piccole tendopoli. Per tutti costoro ci sono soltanto due sottili corridoi umanitari aperti all’ONU per portargli qualche genere di prima necessità: questo è inammissibile.\nAvvertiamo dunque l’urgenza di manifestare la nostra gratitudine a Papa Francesco e dimostrare al mondo che il suo appello per questa umanità abbandonata e tradita non è caduto nel vuoto. Questi nostri fratelli e queste nostre sorelle non possono essere dimenticati.\nPer questo domenica otto marzo\, giornata dedicata alle donne di tutto il mondo\, anche alle madri\, alle bambine\, alle anziane che soffrono nel gelo di Idlib\, un gruppo di noi\, nel rispetto di ogni misura di sicurezza\, sarà in Piazza San Pietro. Ci incontreremo alle 11\,15 davanti alla sala stampa vaticana solo con uno striscione\, “per i dimenticati di IDLIB.” \nAdesioni organizzazioni\nAss.ne Giornalisti amici di padre Dall’Oglio\nAmnesty International Italia\nArticolo21\nAss.ne culturale islamica in Italia\nCaritas Italiana\nCentro Astalli\, sezione italiana del Jesuit Refugee Service\nComunità di Sant’Egidio\nComunità siriana in Umbria\nCoordinamento dei Siriani Liberi di Milano\nFesmi\, Federazione della stampa missionaria italiana\nFondazione Migrantes\nFocsiv\, Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario\nMagis\, Movimento e azione dei gesuiti italiani per lo sviluppo\nSiria Libera e Democratica\nUcoii\, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia\nUCSI\, unione cattolica stampa italiana \nPrime adesioni individuali\nPaolo Borrometi\, vice direttore AGI\nStefano Corradino\, direttore Articolo21\nAsmae Dachan\, giornalista italo siriana\nVittorio Di Trapani\, Segretario UsigRai\nAnna Foa\, Università La Sapienza di Roma\nGiuseppe Giulietti\, Presidente FNSI\nRaffaele Lorusso\, Segretario FNSI\nElisa Marincola\, portavoce Articolo21\nAntonella Napoli\, Articolo21 e direttrice Focus on Africa\nRoberto Natale\, Articolo21\nPaolo Perucchini\, presidente Ass. Lombarda dei giornalisti\nDaniele Rocchi\, giornalista\nAntonio Spadaro\, direttore La Civiltà Cattolica\nMarco Tarquinio\, direttore Avvenire \nGianfranco Cattai\,presidente FOCSIV\nChiara Zappa\, giornalista
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SUMMARY:La fabbrica della tortura. Rapporto sulle gravi violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati in Libia (2014-2020)
DESCRIPTION:Mercoledì 11 marzo\, ore 11.30\, presso la Sala Stampa Estera\, via dell’Umiltà 83/c\, a Roma\, MEDU presenta La fabbrica della tortura. Rapporto sulle gravi violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati in Libia (2014-2020). \nDal 2014 ad oggi sono sbarcati in Italia 660mila migranti. Circa il 90% di essi ha trascorso settimane\, mesi o anni in Libia\, provenendo soprattutto dai paesi dell’Africa occidentale o del Corno d’Africa. Il rapporto La fabbrica della tortura si basa su oltre tremila testimonianze dirette di migranti transitati dalla Libia\, raccolte dagli operatori di Medici per i Diritti Umani (MEDU) nell’arco di sei anni dal 2014 al 2020. \nIl rapporto analizza il periodo che va dal 2014 ad oggi sotto tre punti di vista: 1) i flussi migratori che giungono in Italia dalle coste libiche; 2) il sistema di abusi e di sfruttamento che si consuma in Libia ai danni di migranti e rifugiati; 3) le conseguenze psico-fisiche delle violenze subite. Viene inoltre approfondito il confronto di due fasi; i tre anni che precedono l’accordo Italia-Libia sui migranti (febbraio 2014 – gennaio 2017) e i tre anni successivi al medesimo accordo (febbraio 2017 – gennaio 2020). \nLe informazioni e le testimonianze sono state raccolte nei luoghi\, in Italia e in Africa\, dove MEDU opera portando sia prima assistenza medica e supporto socio-sanitario a migranti\, richiedenti asilo e rifugiati\, sia servizi di riabilitazione medico-psicologica per le vittime di tortura. Le storie raccolte – straordinariamente coerenti rispetto ai luoghi\, i tempi e le modalità delle violenze che si sono consumate\, all’interno e fuori dai centri di detenzione libici – rappresentano un formidabile atto di accusa sulla tragedia che si sta consumando in questi anni sulle rotte migratorie che attraverso la Libia portano all’Europa. \nUfficio stampa comunicazione@mediciperidirittiumani.org\ntel. e fax 06/97844892 cell. 334/3929765\nMedici per i Diritti Umani (MEDU) è un’organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro. MEDU si propone di portare aiuto sanitario alle popolazioni più vulnerabili\, nelle situazioni di crisi in Italia e all’estero\, e di sviluppare\, all’interno della società civile\, spazi democratici e partecipativi per la promozione del diritto alla salute e degli altri diritti umani.
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SUMMARY:Sotto padrone. Uomini\, donne e caporali nell'agromafia italiana
DESCRIPTION:Mercoledì 11 marzo\, alle 18.30\, Bepop presenta all’osteria Grandma il libro “Sotto padrone. Uomini\, donne e caporali nell’agromafia italiana”di Marco Omizzolo (Feltrinelli\, 2019). \n“Un viaggio nel cuore delle agromafie\, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini\, spesso stranieri\, sfruttati nelle serre italiane. Braccianti indotti ad assumere sostanze dopanti per lavorare come schiavi. Ragazzi che muoiono – letteralmente – di fatica. Donne che ogni giorno subiscono ricatti e violenze sessuali. Un sistema pervasivo e predatorio che spinge alcuni lavoratori a suicidarsi\, mentre padroni e padrini si spartiscono un bottino di circa 25 miliardi di euro l’anno.\nUn viaggio tra i braccianti indiani nell’Agro Pontino\, proseguito fino alla regione indiana del Punjab. Un’inchiesta sul campo che parte dall’osservazione e arriva alla mobilitazione: scioperi\, manifestazioni\, denunce per rovesciare un sistema che si può sconfiggere” \nNe parleremo con Marco Omizzolo insieme ad Annalisa Camilli\, giornalista di Internazionale\, Alessandro Capriccioli e Marta Bonafoni\, consiglieri regionali promotori della nuova legge di contrasto al caporalato della Regione Lazio recentemente approvata\, e Gurmukh Singh\, presidente della Comunità indiana del Lazio.
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SUMMARY:Alimenta la solidarietà. Dona una spesa con il cuore
DESCRIPTION:In questi giorni di crisi\, troppe persone non riescono ad acquistare beni di prima necessità. Famiglie con figli piccoli\, anziani\, senzatetto\, disabili\, disoccupati\, cassa integrati\, liberi professionisti\, migranti pagano il prezzo più alto. Tutti possiamo aiutare a sostenerli. ARCS e altre associazioni locali lo stanno già facendo portano la spesa a domicilio. Inoltre\, 1 euro per ciascuna donazione sosterrà la distribuzione di generi alimentari del nostro partner Basmeh & Zeitooneh in Libano. \nPuoi scegliere cosa donare cliccando qui.
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