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SUMMARY:SAIDIYA HARTMAN: PARENTELE OCEANICHE E FABULAZIONE CRITICA
DESCRIPTION:Una delle storie che Saidiya Hartman ricostruisce in Lose Your Mother riguarda una ragazza torturata a morte su una nave schiavista britannica\, probabilmente perché si era rifiutata di danzare nuda per il capitano. Tra le cronache che costituiscono le fonti di Hartman\, una in particolare menziona fuggevolmente un’altra ragazza presente sulla nave\, appellata col nome di Venus. Hartman comincia a essere perseguitata dal pensiero di questa ragazza dopo aver pubblicato il libro\, e dalla frustrazione per non aver trovato nessuna notizia che ne facesse riemergere la storia. Comincia così a elaborare l’idea di una fabulazione critica in cui lavora alla ri-mediazione delle storie annegate e degli archivi allagati della tratta\, utilizzando il mezzo della fiction per immaginare non solo ciò che è stato\, ma anche ciò che potrebbe essere\, intrecciando fili di parentele oceaniche\, connettendo brandelli di tracce e dissestando la normatività della “ricostruzione storica”.\nHartman dichiara che\, laddove gli archivi ufficiali trattengono memorie minime e lacunose delle vite diasporiche\, l’intervento critico permette di ricostruire finzioni profondamente verosimili\, fondate su un’estrema prossimità a un lavoro di microstoria\, ma completamente autorizzate a intervenire con narrazioni fictional per introdurre nel presente storie nascoste o cancellate.\nIl lavoro di ricostruzione del passato accoglie così incertezze e finzioni\, riconosce la violenza dell’archivio in quanto luogo di registrazione del potere\, ma anche forma straordinariamente elastica grazie ai silenzi\, alle zone vuote\, alle parti allagate. L’archivio stesso diventa in questa prospettiva uno spazio performativo\, costituito dalla perdita e dall’enactment\, oltre che dalla presenza. La scrittura del passato permette una rimediazione della violenza in cui la bellezza è usata come “pratica e metodo”\, in opposizione al canone che la impone in quanto discorso e insieme di valori fortemente strutturato da una storia coloniale\, patriarcale e razzista (Annalisa Sacchi). \nPunto di partenza dell’incontro sarà il libro di Saidiya Hartman\, Perdi la madre. Un viaggio lungo la rotta atlantica degli schiavi\, trad. it. di V. Gennari\, Tamu 2021. \n 
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LOCATION:Ex Mattatoio\, Roma
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SUMMARY:COMPLAINT\, A LYRIC LIGIA LEWIS NELLA CITTÀ DI ROMA
DESCRIPTION:Alla coreografa e artista visiva Ligia Lewis è dedicato il PRISMA 2023\, il progetto espanso di rifrazioni che coinvolge diversi luoghi e partner offrendo alla città l’attraversamento dell’opera di un’artista internazionale. Complaint\, A Lyric connette una serie di azioni dell’artista transdisciplinare\, indagandone la produzione coreografica\, la sperimentazione audiovisiva e approfondendone insieme la riflessione estetica e politica in un talk. Nella sua permanenza a Roma\, Ligia Lewis entrerà poi in contatto con diverse comunità che abitano la città\, attraverso un workshop intensivo rivolto a performer e artistə in formazione\, e un appuntamento con l’associazione CivicoZero\, per praticare insieme le geometrie della reciprocità. Ligia Lewis esplora le tracce spettrali della Storia e le nuove oliate ingegnerie del dominio che investono la nerezza. All’incrocio tra danza\, teatro e arti visive\, tesse scritture sceniche intrise di colore\, bisbigli inaccessibili e lamentazioni\, mescolando riferimenti al basso materialismo del corpo come richiamo comico nel seno stesso del tragico. Gioca con la monotonia nella durata e con la violenza che può scaturire dalla ripetizione.\nNei suoi spettacoli\, Ligia Lewis lavora per incrinatura della forma\, scomponendo – strato dopo strato – il movimento; ossessionata da cadute e collisioni\, dai fantasmi che infestano il gesto; attratta da intervallie pause scomode\, laddove un dinamismo inaspettato cede all’impassibilità fino alla soglia dell’inazione. Per mantenersi estranea all’idea d’integrità corporea\, che non riguarda le persone nere\, considerate sempre a pezzi\, più carne che corpi\, Lewis procede secondo una tattica di dis-assemblaggio compositivo. Tutta la sua ricerca degli ultimi anni interroga il morire\, a partire dal fatto che non tutte le morti sono uguali\, che esiste una morte che sorpassa quella fisica\, una morte che è già-da-sempre attaccata a certi corpi. Insiste fino a toccare un punto irriducibile al lutto\, ed è lì che il suo compianto si fa anti catartico\, perché non c’è nulla da riconciliare. \nPiù info su date\, luoghi e prenotazioni
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LOCATION:Teatro India\, Roma
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SUMMARY:"Rumore. Human Vibes": proiezione + live di  H.E.R. e Piji
DESCRIPTION:Il silenzio è la colonna sonora dei governi autoritari\, ecco perché bisogna fare rumore! La conoscenza dei diritti umani è il primo passo per poterli reclamare.\nRUMORE – HUMAN VIBES è un incontro tra musica e diritti umani\, narrato attraverso le canzoni di artisti e cantautori come Ivano Fossati\, Carmen Consoli\, Niccolò Fabi\, Paola Turci\, Daniele Silvestri e tanti altri. Tutte e tutti loro\, negli ultimi 20 anni\, hanno ricevuto il Premio Amnesty\, il riconoscimento che il festival “Voci per la Libertà” e Amnesty International Italia conferiscono a quei cantanti che\, nei testi delle loro canzoni\, abbracciano e danno forza ai temi della Dichiarazione universale dei diritti umani.\nDopo la proiezione è previsto un incontro con la regista Simona Cocozza\, Savino Zaba speaker di Radio 1 e storico conduttore del festival e Francesca Corbo di Amnesty International Italia.\nA seguire ci sarà una breve performance di H.E.R e Piji.
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LOCATION:Estate al Polo\, Via Bartolomeo Bossi 7 (Via Ostiense)\, Roma
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SUMMARY:Festival delle Migrazioni 2023
DESCRIPTION:La quinta edizione del Festival delle Migrazioni sta arrivando!\nDal 20 al 24 settembre 2023 ancora una volta prenderà vita il Festival delle migrazioni organizzato da Alma Teatro\, AMA Factory e Tedacà\nIniziamo chiedendoci: CHE CLIMA C’È?\nRingraziamo per il sostegno Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore) che ci accompagna dalla prima edizione del festival e FONDAZIONE CRT.\nUn enorme grazie anche a tutti i partner e alle collaborazioni di realtà e persone preziose che ci permettono di rendere il programma ogni anno più ricco\, coinvolgente e partecipato.\nNon vediamo l’ora di svelarvi tutti i nostri stupendi ospiti!\nGli appuntamenti si svolgeranno anche quest’anno tra San Pietro in Vincoli Zona Teatro\, Scuola Holden\, Polo del ‘900\, Ufficio per la Pastorale dei Migranti – Arcidiocesi di Torino\, Giardino Pellegrino\, Teatro Piccolo Valdocco e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo \n  \nPer maggiori info\, programma e prenotazioni\, andare sul sito del Festival delle Migrazioni
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LOCATION:Torino
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SUMMARY:Giorgio Marincola 1923- 2023 - Corteo per il centenario di Giorgio Marincola
DESCRIPTION:1923-2023 Sangue partigiano\nGiorgio Marincola uno di noi: la lotta contro il fascismo e il razzismo continua.\nIl centenario della nascita di Giorgio Marincola è un’occasione importante per affermare ancora una volta che il fascismo e il razzismo devono essere definitivamente cancellati dalla storia.\nLa vita di Giorgio rappresenta in modo significativo la forza dell’antifascismo come strumento per combattere ogni forma di discriminazione e sfruttamento. Nato in Somalia nel 1923 da padre italiano e madre somala\, successivamente partito per l’Italia\, Giorgio inizia a respirare fin dagli anni della scuola un’aria diversa da quella del regime instaurato da Mussolini e dei Savoia\, venendo a contatto nella città di Roma con figure destinate a diventare centrali nella Resistenza\, come Pilo Albertelli\, suo professore di liceo. Studente appassionato e curioso\, ragazzo vivace e generoso\, è impegnato già nell’autunno 1943 nella lotta partigiana. Combatte a Roma nelle file del Partito d’Azione\, sostiene le formazioni partigiane nella zona del Viterbese\, liberata la Capitale decide di continuare a combattere arruolandosi con gli Alleati per poter sconfiggere i fascisti e i nazisti ancora presenti nell’Italia settentrionale. Viene ucciso in una delle ultime stragi naziste\, in Trentino\, il 4 maggio 1945.\nMarincola è stato un cittadino italiano di origine africana. La sua storia\, le sue scelte\, le sue battaglie rappresentano oggi un punto di riferimento imprescindibile per tutte e tutti coloro che ogni giorno si rifiutano di accettare di vivere in un mondo dove il patriarcato\, la discriminazione razziale\, lo sfruttamento\, rimangono fondamenta sociali. L’Europa\, il Mediterraneo e l’Italia sono attraversati ormai da tempo da conflitti che ne mettono in discussione i confini e le leggi autoritarie. Un fiume di persone che quotidianamente porta avanti una battaglia spesso silenziosa e poco visibile\, in uno scenario dominato da sopraffazione e violenze.\nVogliamo per questo ricordare il pensiero e le azioni di Giorgio Marincola e il suo generoso contributo alla lotta di Liberazione\, in relazione con tutte quelle resistenze piccole e grandi che oggi mettono in discussione questo ordine sociale. A partire dalle scuole\, primo luogo in cui gli studenti ed in particolare quelli di seconda generazione si scontrano con un clima oppressivo\, che premia ed alimenta la prevaricazione sull’altro. Una scuola che non è un ascensore sociale e che non permette una reale emancipazione\, lasciando indietro minoranze e alimentando il concetto che esistano studenti\, ed in futuro cittadini\, di serie A e di serie B\, una scuola che per questo diventa sempre più una gabbia.\nIl modello scolastico specchio di una società basata sulle disuguaglianze\, che convive con la responsabilità di vere e proprie condanne a morte per tutti gli immigrati che attraversano mari e territori ostili per raggiungere l’Europa. Vite che come cento anni fa vengono lasciate in bilico tra il disinteresse e l’odio\, la strumentalizzazione politica e gli interessi affaristici. L’attuale governo Meloni\, come i precedenti negli ultimi 30 anni\, rafforza i dispositivi repressivi e liberticidi\, rinchiude e respinge i corpi\, senza affrontare la contraddizione della cittadinanza\, la piaga del caporalato e dell’ipersfruttamento dai campi agricoli ai capannoni della logistica.\nNel nome di Giorgio Marincola ci muoveremo in corteo dalla sua casa romana\, nel quartiere di Casal Bertone\, dove verrà deposta una corona di fiori e rilanciata la campagna per intitolargli la futura fermata della Metro C\, la metro dei nostri quartieri\, che ora viene chiamata con il nome ‘Amba Aradam’\, simbolo atroce dell’imperialismo tricolore.\nAttraverseremo un territorio dove sono vive e attive le lotte\, delle seconde generazioni e dei migranti\, per la casa contro la rendita\, per l’ambiente e contro la speculazione edilizia\, per la salute e i diritti sociali. Un territorio antifascista che resiste\, che si è sviluppato attorno a quella che per un periodo è stata la fabbrica più grande di Roma\, la SNIA Viscosa.\nIl 1923 è anche l’anno in cui la fabbrica inizia la produzione\, il 5 settembre di cento anni fa si aprono per la prima volta i cancelli a migliaia di lavoratori\, per la maggior parte donne e immigrati\, manodopera a basso costo sfruttata dal capitalismo industriale di inizio secolo. Un opificio considerato fiore all’occhiello del regime fascista\, ma che fu teatro di rivendicazioni\, scioperi\, cospirazione\, sabotaggi\, occupazioni. Un luogo oggi simbolo delle lotte ambientali\, ora parzialmente parco riconosciuto come Monumento Naturale\, ma dove continua la vertenza contro la cementificazione e per il completo esproprio. Il corteo raggiungerà il CSOA exSNnia\, confluendo all’interno del programma di Eat Up!\, che da anni racconta i conflitti nei territori attraverso il cibo di strada del mondo\, per chiudere con una grande serata artistica.\nPer discutere di questi temi\, condividere il programma delle iniziative che ci accompagneranno all’anniversario del Centenario\, aderire alla piattaforma e raccogliere idee e proposte per dare respiro a questo percorso\, ci vediamo in assemblea cittadina mercoledì 13 settembre alle ore 17:30 presso i Magazzini Popolari di Casal Bertone in via Baldassarre Orero\, 61.\nL’antifascismo ha mille colori e il 23 settembre li porteremo tutti in piazza. Una giornata che ci vedrà connessi con l’assemblea nazionale di “Ci vuole un reddito” e il corteo promosso dal Movimento per l’abitare a Roma Sud\, perché la lotta è una!\nPromuovono e invitano alla partecipazione: Black Lives Matter Roma\, CSOA Ex-Snia\, Rete G2 – Seconde Generazioni\, Melitea\, gruppo anarchico Mikhail Bakunin – FAI Roma &Lazio\, associazione culturale Somaliyey Toosa\, collettivo studentesco del liceo classico Pilo Albertelli\, Coordinamento ANPI V Municipio\, ActionAid Italia\, Collettivo “Razza Partigiana”\, Dans la rue – Antifa vandal\, Azione Antifascista Rome Est\, CdQ Casal Bertone\, Magazzini Popolari Casal Bertone\, Palestra Popolare Casal Bertone.
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SUMMARY:La memoria degli oggetti Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo
DESCRIPTION:Inaugura martedì 26 settembre alle 18 a Milano\, presso il Memoriale della Shoah\, la mostra La memoria degli oggetti. Lampedusa\, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo\, nata da un’idea di Valerio Cataldi\, giornalista Rai che da anni si occupa di immigrazione\, e di Giulia Tornari\, Presidente di Zona. Realizzata grazie ai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai\, è un progetto di Carta di Roma e Zona\, curato da Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Adal Neguse e Giulia Tornari\, con le fotografie di Karim El Maktafi. A dieci anni dal naufragio del 3 ottobre 2013\, quando al largo di Lampedusa persero la vita 368 persone\, donne\, uomini e bambini che dall’Eritrea cercavano di raggiungere l’Europa\, l’esposizione ricorda la prima grande tragedia del Mediterraneo. Per la prima volta infatti\, quel giorno di inizio ottobre\, i corpi dei naufraghi furono visibili al mondo intero. Un evento che cambiò la percezione dei naufragi e che scatenò una reazione emotiva a livello politico\, mediatico e sociale. Da quella tragedia\, dal 2014 a oggi\, si contano oltre 31.000 persone morte nel Mediterraneo con la speranza di raggiungere l’Europa. \n\n\n\nLa memoria degli oggetti nasce proprio dalle cose appartenute alle persone migranti morte quel tragico 3 ottobre\, repertati allora dalla polizia come corpi di reato\, prove da portare in tribunale che hanno consentito di identificare le persone decedute anche grazie alle rilevazioni del DNA\, di dare loro un nome e restituire dignità anche ai loro familiari. Una macchinetta rossa di un bimbo\, un paio di occhiali da sole\, una boccetta di profumo\, uno specchio rotto\, una bussola\, un biglietto scritto a penna e ripiegato con cura nella tasca: oggetti di vita quotidiana\, l’immagine più evidente di una umanità in fuga. Alcuni familiari hanno dovuto aspettare fino anche a 12 mesi per il riconoscimento dei corpi e anche per vedere tutelati i loro diritti\, come banalmente avere un certificato di morte.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’intento della mostra in occasione dell’anniversario è anche quello di sollevare questioni cruciali che vanno oltre l’individuo\, che riguardano i diritti umani e il valore della vita in un mondo globalizzato e di fare un primo passo verso la costruzione di una memoria condivisa. \n\n\n\nAccompagna la mostra La memoria gli oggetti una pubblicazione dal titolo omonimo\, realizzata da Départ Pour l’Image\, con le fotografie di Karim El Maktafi\, le illustrazioni di Adal Neguse e i testi di Paola Barretta\, Imma Carpiniello\, Valerio Cataldi\, Cristina Cattaneo\, Anna Conti\, Giulia Tornari\, Roberto Natale\, Adal Neguse\, Giusi Nicolini\, Milena Santerini\, Vera Vigevani Jarach e Padre Mussie Zerai.\n\n\n\n\n\n\nIl progetto espositivo è realizzato con la media partnership della Rai TgR e il patrocinio del Comune di Milano e della Rai per la Sostenibilità – ESG.\n\n\n\n\n\n\n\nL’accesso alla mostra è incluso nel biglietto d’ingresso al Memoriale: 10 euro intero\, 5 euro studenti e over 65\, gratuito per portatori di handicap e giornalisti\, 22 euro biglietto cumulativo famiglia.\n\n\n\n\n\n\nIl Memoriale è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00 (chiuso il venerdì). Apertura straordinaria ultimo venerdì del mese con ingresso gratuito dalle 10.00 alle 18.00.\n\n\n\n\n\n\n\nInfo: https://www.memorialeshoah.it/visita/\nUfficio stampa mostra “La memoria gli oggetti”\nValentina Notarberardino: 333/4872200 valentina.notarberardino@gmail.com\nLaura Casciotti: 340/3021855 laura.casciotti@gmail.com \nUfficio stampa Memoriale della Shoah\nTalia Bidussa: 334/3227346 cultura@memorialeshoah.it
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LOCATION:Memoriale della Shoa\, Piazza Edmond Jacob Safra\, 1\, Milano
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SUMMARY:NO MIGRANTICIDIO - Manifestazione a Roma 3 Ottobre
DESCRIPTION:Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’ immigrazione\nA causare queste decine di migliaia di vittime\, divenute ormai centinaia di migliaia\, sono LE POLITICHE DEL NOSTRO PAESE e più in generale DELL’UNIONE EUROPEA e DELLA NATO che non solo legittimano l’OMISSIONE DI SOCCORSO\, ma mettono i BASTONI TRA LE RUOTE A CHI SALVA VITE e accoglie\, come è evidente nella vicenda di MIMMO LUCANO e nel SABOTAGGIO DELLE NAVI DELLE ONG.\nPer i nostri governanti le STRAGI servono cinicamente come DETERRENTE PER SCORAGGIARE i fenomeni migratori di massa\, senza agire per rimuoverne le cause.\nSi tratta di un vero e proprio CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ che noi chiamiamo MIGRANTICIDIO e che vogliamo denunciare con forza.
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LOCATION:Piazza dell’Esquilino
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SUMMARY:Terra di Tutti Film Festival - 2023
DESCRIPTION:Ambiente\, diritti umani\, territori resistenti e genere. Sono questi i temi della nuova edizione del Terra di Tutti Film Festival che torna a Bologna e online dal 5 all’8 ottobre 2023 per portare in città documentari e cinema sociale. Un appuntamento giunto alla sua diciassettesima edizione e che offre un programma fitto di proiezioni\, talk ed eventi off in giro per la città e online per portare le voci dal mondo invisibile. \nPromossa dalle organizzazioni WeWorld – organizzazione italiana indipendente impegnata da oltre 50 anni con progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario\, attiva in 27 Paesi\, compresa l’Italia – e COSPE – al lavoro in 25 paesi per assicurare lo sviluppo equo e sostenibile\, il rispetto dei diritti umani\, la pace e la giustizia tra i popoli – la rassegna ha l’obiettivo di dare visibilità alla realtà di quei Paesi\, popoli e lotte sociali che sono «invisibili» nei mezzi di comunicazione di massa. \nIl programma dettagliato sarà online da settembre.
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SUMMARY:Blackn[è]ss Fest 2023
DESCRIPTION:L’attesa è finita\, finalmente è in arrivo la terza edizione di Blackn[è]ss Fest. \nUno spazio creato per connettere\, conoscere e condividere momenti di riflessione antirazzista attraverso tre giorni di musica\, arte e tavole che impegneranno ospiti di diverse parti d’Italia\, pronti ad ampliare e amplificare il panorama black italiano. \nOrganizzato da Black Coffee Podcast in collaborazione con PLEAZER MOB \,BLACK SHEEP NIGHT \, ArchiveBKJ e in partnership con Voice Pver Foundation \, CILD Italia e Rainbow Cafe Milano\, con il supporto di Mosso Milano . \nDa venerdì 6 ottobre a domenica 8\, in via Angelo Mosso\, 3\, Milano. \nIngresso libero!
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SUMMARY:Da Cutro a Lampedusa: Tra Decreti\, Circolari e Direttive. Capiamo insieme cosa sta succedendo
DESCRIPTION:Introduzione al dibattito con Yasmine Accardo della campagna LasciateCIEntrare.\nIntervengono poi i giuristi Gianfranco Schiavone e Francesca Napoli.\nModera Teresa Menchetti\n\nINCONTRO ONLINE SU QUESTA PAGINA.\n\nAnche stavolta si è ricominciato a discutere di politiche migratorie dopo un naufragio. Ma\, mentre dieci anni fa\, dopo quello del 3 ottobre al largo dell’isola di Lampedusa in cui morirono 368 persone\, nacque l’operazione di salvataggio militare chiamata Mare Nostrum; oggi\, dopo il naufragio di Cutro accaduto soltanto sei mesi fa\, quando circa 100 migranti persero la vita a poche centinaia di metri dalle coste della Calabria\, si discute in Italia e in Europa di come respingere i sopravvissuti. Nonostante da quel 3 ottobre 2013 siamo morte in mare quasi 30.000 persone\, si continua a non provvedere con una politica di ingressi legali\, colpevolizzando e criminalizzando i migranti.\nL’Unione Europea\, attraverso i negoziati portati avanti nell’ambito delle sue istituzioni\, Commissione Europea\, Consiglio e Parlamento\, approverà entro il 2024\, il nuovo Patto Europeo per le Migrazioni e l’Asilo\, un testo che produrrà nuove tragedie e renderà l’Europa una sempre più dura fortezza\, fatta di procedure di frontiera per i richiedenti asilo e di un sistema di accoglienza che diviene strumento di sorveglianza e di controllo attraverso l’uso indiscriminato della detenzione amministrativa.\nL’Italia\, nel solco delle politiche europee\, ha emanato cinque decreti in quattro mesi\, tutti elaborati sull’onda emotiva di un evento drammatico\, dalla strage di Cutro alla recente crisi di Lampedusa. Decreti fondati su un’ossessione securitaria\, in totale contrasto con le stesse norme della Costituzione italiana e con i principi universali che tutelano la dignità delle donne e degli uomini. L’uso indiscriminato della detenzione amministrativa per richiedenti asilo e migranti con diverse tipologie di status giuridico\, un sistema di “concentrazione” e di identificazione ritornando al concetto di campo profughi che richiama quell’esilio di Edward Said\, gli accordi di esternalizzazione delle frontiere dove in cambio di soldi barattiamo la vita delle persone e quelle annunciate violazioni sui minori “per legge”; un colpo durissimo al diritto d’asilo mentre si rivendicano ingressi legali che non ci sono nella realtà delle cose;\nAbbiamo deciso dunque di fermarci e analizzare ciò che sta accadendo in Italia e in Europa e per capire tutti insieme come rispondere a questa torsione autoritaria.\nInizieremo con una introduzione di Yasmine Accardo di LasciateCIEntrare con la quale ci immergeremo nei luoghi passati e futuri della detenzione\, per cercare di capire questa nuova prospettiva di frontiera; a seguire Teresa Menchetti della segreteria del Forum dialogherà con i giuristi Gianfranco Schiavone e Francesca Napoli\, ponendogli quelle domande che tutti e tutte noi da diversi mesi ci stiamo facendo: cercheremo di capire cosa è cambiato con l’approvazione di questi decreti\, quali strumenti mettere in campo\, quale possibile resistenza e come rispondere alla devastante narrazione con la quale tutto questo sembrerebbe giustificabile\, in nome della frontiera.
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SUMMARY:Undrowned\, lezioni di femminismo nero dai mammiferi marini
DESCRIPTION:3 Ottobre 2023 19:30\nTuba Bazar\, Via del Pigneto\, 39/a\, Roma\n\n\n\n“Undrowned\, lezioni di femminismo nero dai mammiferi marini”\n\n\nUn libro dell’attivista e studiosa Alexis Pauline Gumbs che osserva i mammiferi marini e traduce per noi la loro saggezza\, facendo emergere le lezioni preziose che possono insegnarci: pratiche queer\, sovversive\, compassionevoli\, trasformative.\n\n\nIl risultato è un lungo\, commovente inno alla bellezza e alla potenza di queste creature sommerse. Un’opera ibrida che confonde i generi mescolando lingua poetica e osservazione naturalistica\, resoconto storico e visione utopica\, spiritualità e pratiche del femminismo Nero.\n\n\n\nMalek Bahri attivista antirazzista femminista del coordinamento antirazzista italiano e socia della associazione “Questaèroma”.\n\n\n\nStefania N’Kombo José Teresa è una dottoressa in Storia della Filosofia nata nel 1996 e attivista transfemminista per la lotta intersezionale italo-angolana. Lavora come content editor e contributor del sito di Cronache di Ordinario Razzismo con l’associazione Lunaria e come formatrice nel corso How To Start Seeing Colours. Come attivista\, inoltre\, attualmente è impegnata nella rete territoriale di Cinecittà Bene Comune seguendo il versante delle politiche giovanili\, cultura e diritto allo studio e nell’associazione Questaèroma continuando ad occuparsi di lotta al razzismo e diritti civili.\n\n\n\nElisabetta Zerazion è una ricercatrice indipendente e scienziata ambientale.\n\n\ninQuiete è promosso da @libreriatuba e Associazione Mia\, in collaborazione con @bibliotechediroma\, con il sostegno di @periferiacapitale il programma per Roma della Fondazione Charlemagne e con il contributo di @bper_banca
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SUMMARY:Smail Kanouté - Never 21
DESCRIPTION:Never 21 è un omaggio alle giovani vittime della violenza armata nei quartieri poveri e discriminati di città come New York\, Rio de Janeiro o Johannesburg. Non a caso il coreografo Smail Kanouté si riferisce all’hashtag #Never21\, creato dal movimento Black Live Matters a segnalare le vite dei ventunenni spezzate in modo violento e ingiusto. Da simbolo di protezione divina e fortuna\, il numero 21 diventa un simbolo maledetto che rappresenta l’impossibilità di veder crescere giovani nella pienezza della loro esistenza. Kanoutè costruisce la sua coreografia a partire dalle testimonianze delle famiglie delle vittime. Le loro parole sono trascritte sui corpi dei danzatori come segni di un nuovo sciamanesimo urbano. Le parole\, il dolore e la rabbia delle vittime e delle famiglie posseggono i corpi come spiriti erranti\, ciascuno con la propria storia. Dal Krump all’electro\, dal popping alla danza contemporanea \, differenti energie intessono il racconto di destini spezzati e ora liberi dalla loro prigionia. \nMaggiori Info per i biglietti \n  \n  \n 
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SUMMARY:No Border Fest 2023
DESCRIPTION:Unitevi a noi il 21 e 22 ottobre 2023 per la XIII edizione del No Border Fest.\nLa Città dell’Utopia ospiterà questo evento di condivisione e scambio di idee su una serie di temi legati ai confini fisici e metafisici che dividono le nostre società. L’accoglienza di tutti e la lotta alla xenofobia sono al centro dei valori sostenuti dalla Città dell’Utopia e dal Servizio Civile Internazionale. Ai partecipanti saranno offerti diversi laboratori. Anche le arti saranno coinvolte in questo incontro umanista annuale. \nTrovate il programma qui sotto:\n SABATO 21\n9.00 – 15.00 : Mercato terraTERRA ! con Cori Uniti diretti da Nora Tigges e pranzo utopico\n10.00 – 13.00 : Lab. Confini Imprecisi – a cura di Storie di Mondi Possibili\n15.00 – 17.00 : Lab. esperienziale – a cura di Azione Comune di Pace\n17.30 : Documentario “Sulla loro pelle”\, con gli autori. \nA seguire Talk su quadro legislativo attuale\, con ospiti da confermare.\n19.30 : Spettacolo teatrale “Macerie a Gaza”. In memoria di Vittorio Arrigoni\n20.00 : Cena Utopica No Border\n21.30 – 23.00 : DJ set World Music\n DOMENICA 22\n16.00 – 17.30 : Talk con Mediterranea\n18.00 – 19.30 : Presentazione “ In cammino con gli ultimi” di Senza Confine\n20.00 : Cena Utopica No Border\n21.00 – 23.00 : Cineforum / podcast forum – a cura di Cultural Pro\nEntrambi i giorni: Lab. “Parole che creano realtà” – a cura di Eduraduno e Pietro Moretti\nPiccola Radio. Progetto di web radio comunitaria – a cura di Laboratorio 53\nProgramma in via di definizione!
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SUMMARY:AL DI LA' DI QUELLA PORTA
DESCRIPTION:Dati\, testimonianze\, ricerche\, cartelle cliniche\, accessi agli atti\, sopralluoghi\, verifiche per cercare di far luce sul Centro Di Permanenza per il Rimpatrio di Milano e rendere pubblici i quotidiani abusi\, violenze\, discriminazioni e ostruzionismo. \nUn report-denuncia unico\, dettagliato\, approfondito su un non-luogo progettato\, come gli altri luoghi di detenzione amministrativa in Italia\, per essere nascosto e nascondere gli orrori che strutturalmente contiene. Buchi neri da chiudere immediatamente ed evitare che si moltiplichino\, come invece sta per accadere. \nMercoledì 25 ottobre\, durante la conferenza stampa e l’incontro serale Naga e Mai più lager – NO ai CPR illustreranno i principali risultati dell’indagine e avanzeranno proposte e richieste. L’incontro pubblico serale sarà moderato dal giornalista Luca Parena di Radio Popolare. \nSaranno distribuite copie del report fino a esaurimento scorte. \nImpossibile mancare. \nInfo: 3491603305 – naga@naga.it –  www.naga.it – www.facebook.com/NagaOnlus
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LOCATION:Casa della Cultura\, Milano
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SUMMARY:Dossier Statistico Immigrazione 2023
DESCRIPTION:33° edizione\nRoma\, 26 ottobre 2023\, ore 10.30\nNuovo Teatro Orione\, via Tortona 7 (Metro A Re di Roma).\nL’evento sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube di IDOS \nIL DOSSIER SARÀ PRESENTATO IN CONTEMPORANEA\nIN TUTTE LE REGIONI E PROVINCE AUTONOME\nProgrammi e altre informazioni a breve sul nostro sito www.dossierimmigrazione.it \nA ciascun partecipante sarà distribuita gratuitamente una copia del Dossier e\ndurante tutta la durata del convegno sarà possibile scaricare gratuitamente il pdf del rapporto dal sito\nwww.dossierimmigrazione.it. \nPROGRAMMA ROMA \nSALUTI INTRODUTTIVI\nAlessandra Trotta\, moderatora della Tavola Valdese \nIL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2023\nVideo di presentazione\na cura di Vibes – Video Beckwith Studio \nPRESENTAZIONE DEI CONTENUTI\nDEL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2023\nLuca di Sciullo\, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS \nINTERVENTI DI APPROFONDIMENTO\nGianfranco Schiavone\, socio Asgi – Associazione per gli Studi Giuridici\nsull’Immigrazione\nOiza Queens Day Obasuyi\, scrittrice\nLuca Casarini\, capo missione della nave Mare Jonio di Mediterranea\nSaving Humans \nCONCLUSIONI\nPaolo de Nardis\, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” \nCOORDINA I LAVORI\nClaudio Paravati\, direttore Centro Studi Confronti
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LOCATION:Nuovo Teatro Orione\, Roma
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SUMMARY:"Razzismo e Antirazzismo in Italia" a cura di T. Petrovich  Njegosh e V. Ribeiro Corossacz
DESCRIPTION:Venerdì 27 ottobre alle 19 GRIOT ospita la presentazione del numero 12 della rivista “From The European South. A Transdisciplinary Journal of Postcolonial Humanities” dal titolo “Razzismo e antirazzismo in Italia. Saperi e pratiche decoloniali attraversano l’università italiana” a cura di Tatiana Petrovich Njegosh e Valeria Ribeiro Corossacz\nA discuterne insieme alle curatrici Tatiana Petrovich Njegosh (Università degli Studi di Macerata) e Valeria Ribeiro Corossacz (Università di Roma Tre) ci saranno Angelica Pesarini (University of Toronto) e Stefania N’kombo José Teresa (QuestaèRoma\, Lunaria)\n\n“Questo numero nasce da due cicli di incontri seminariali dal titolo Razzismo e antirazzismo in Italia. Percorsi tra passato\, memoria e presente che abbiamo organizzato all’Università degli Studi di Macerata e all’Università di Modena e Reggio Emilia negli anni accademici 2020-2021 e 2021-22\, con il patrocinio dei rispettivi CUG (Comitati Unici di Garanzia). L’obiettivo dei seminari\, che si sono svolti online sia a causa del contesto pandemico sia per renderli fruibili alle/agli studenti di entrambi gli Atenei\, è stato alimentare uno spazio di studio e discussione di alcuni dei principali aspetti che riguardano la storia del razzismo in Italia. Il razzismo è stato indagato esplicitando le connessioni con le attuali forme di discriminazione razziale – nel loro intreccio con altre forme di oppressione basate sul sesso e la classe – mettendo al centro le forme di resistenza sia collettiva sia individuale che definiscono l’antirazzismo italiano.\nAl di là del più o meno recente lavoro a livello di ricerca\, la composizione della fascia docente\, quella della popolazione studentesca (se paragonata\, per esempio\, alla popolazione studentesca nella scuola) e la didattica universitarie riflettono una sostanziale mancata decolonizzazione di politiche\, saperi e pratiche\, che unita ai costanti tagli e alla crescente precarizzazione della docenza\, restituiscono un’università pubblica spesso ben lontana dall’essere ‘inclusiva’. Nel pensare e organizzare gli incontri siamo partite interrogandoci sui modi con cui la nostra bianchezza\, il nostro genere e la nostra posizione nell’accademia potessero riprodurre o invece – attraverso una riflessione condivisa – interrompere forme di silenziamento e/o valorizzazione di saperi e pratiche antirazziste e antisessiste. Per riflettere sul nostro posizionamento e contribuire ad aprire le università in cui lavoriamo a saperi e pratiche di decolonizzazione\, abbiamo invitato a parlare docenti universitarie\, ricercatrici e docenti precarie e/o indipendenti che sono simultaneamente studiose e persone impegnate in pratiche antirazziste intersezionali”\n\n(Dall’Introduzione di Tatiana Petrovich Njegosh e Valeria Ribeiro Corossacz)\n\nNumero della rivista disponibile in Open Acces
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LOCATION:Libreria Griot\, Via S. Cecilia 1/a\, Roma
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SUMMARY:I nuovi Cpr del governo Meloni: Carceri formato Panopticon - Live Instagram
DESCRIPTION:I Cpr sono dei veri e propri #buchineri per le persone migranti\, luoghi senza diritti.\nL’attuale governo vuole attuare un piano di nuove aperture\, costose in termini economici e umani. \nNe parlano con una diretta Instagram Oiza Queensday Obasuyi (CILD) e Marika Ikonomu (CILD) insieme a Nello Trocchia e Giulia Merlo\, giornalisti di Domani\nL’incontro si terrà Giovedì 2 Novembre alle 17.00 in diretta sull’account Instagram di CILD Italia. \nSegui la diretta su questo account
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SUMMARY:Per un abolizionismo dei confini: geneaologie\, prospettive e strategie di lotta
DESCRIPTION:Quando saranno obsoleti i confini?\nVenerdì 3 novembre dialogheremo di prospettive abolizioniste e di nuove e antiche lotte per la destrutturazione dei dispositivi di razzializzazione e subordinazione a partire dal libro di Martina Tazzioli “Border abolitionism. Migrants’ containment and the genealogies of struggles and rescue”.\nCon l’autrice ci saranno Barbara Pinelli\, Stefania N’Kombo José Teresa\, Enrica Rigo\, la Clinica Legale di Roma 3\, Lucha y Siesta\, Mediterranea Saving Humans\, le Donne del Muro Alto ed Esc Infomigrante.\nA seguire\, reading a cura di Donne del Muro Alto
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LOCATION:Lucha y Siesta\, Via Lucio Sestio\, 12\, Roma
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SUMMARY:Le politiche migratorie del governo
DESCRIPTION:l prossimo 16 novembre a Torino parleremo delle nuove politiche migratorie dell’attuale governo\, presso lo spazio Comala\, alle ore 18.\n\n\nLo faremo con\n Marika Ikonomu – CILD/Buchi Neri\n Maurizio Veglio – Associazione Studi Giuridici Immigrazione\n Yagoub Kibeida – Mosaico Refugees\n Francesca Morra – Associazione Frantz Fanon\n\n\nModera Mariangela Ciriello – Podcaster
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LOCATION:Comala\, Corso Francesco Ferrucci 65/a\, Torino
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SUMMARY:Presentazione libro - L'Africa non ha bisogno di aiuti
DESCRIPTION:Con grande piacere annunciamo che il ciclo Caffè Africa 2023/2024 inizierà lunedì 20 novembre\, sempre in collaborazione con Ricerca Continua Tor Vergata\nGradito ospite di questo primo incontro sarà Robert Sisi Kayan che ci parlerà del suo più recente libro\, “L’Africa non ha bisogno di aiuti” edito nel 2023 per L’Harmattan.
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SUMMARY:UNIVERSITA' HATE FREE: Per una Università più inclusiva e rispettosa delle diversità
DESCRIPTION:Il primo di una serie di eventi realizzati dal Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna nell’ambito del progetto Effetto Farfalla.                                                                                                    Iniziamo il 22 novembre dalle 13 alle 15 durante il corso di Criminologia che il prof. Pierluigi Musarò tiene a Forlì\, evento realizzato in collaborazione con la Rete Nazionale per il contrasto ai discorsi d’odio online. \nL’evento sarà trasmesso in diretta online QUI \n\nInterverranno:\n\nMarco Catarci  \nDelegato ai rapporti con le istituzioni scolastiche\, le organizzazioni del Terzo settore e di volontariato\,  gli enti pubblici e privati\, Università degli Studi Roma Tre  \nFederico Faloppa  \nUniversità di Reading- Rete contro l’Odio  \nFabio Lucidi  \nDelegato alla quarta missione\, Università di Roma Sapienza  \nCristina Demaria  \nDelegata per l’equità\, l’inclusione e la diversità\, Università di Bologna  \nElena Grassi  \nUniversità di Bologna  \nMaria Paola Monaco  \nDelegata all’inclusione e diversità Università di Firenze
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SUMMARY:TARCENTO (UD)\, 29-11-2023. PRESENTAZIONE DEL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2023
DESCRIPTION:Presentazione del\nDossier Statistico Immigrazione 2023 \nnell’ambito dell’incontro \nL’Altro visto da sé\nDialoghi interculturali per favorire una relazione d’aiuto efficace ed inclusiva.\nTarcento\, 29 novembre 2023\, ore 8.30 – 18.00\nCroce Rossa\, via Udine 25 \n  \nPROGRAMMA COMPLETO
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SUMMARY:ROMA 30.11.2023. PRESENTAZIONE DEL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2023
DESCRIPTION:Il 3 ottobre 2013 un naufragio con centinaia di morti di fronte a Lampedusa dava inizio ad un approccio\nemergenziale di risposta alle migrazioni che dura ormai da 10 anni e che non si può più definire tale; l’emigrazione\nè una costante della storia umana: la sua fisiologia\, non la sua patologia\, la norma\, non l’eccezione.\nAllarmismi\, preoccupazioni\, teoria dell’accerchiamento\, pericoli dai quali difendersi: inquadrando\nl’immigrazione con questa lente si corre il rischio di distorcere la realtà\, alimentando paure collettive e tensioni\nsociali. I dati dicono cose differenti.\nIn Italia quasi uno straniero su due è europeo (47\,7%) e solo il 22\,6% proviene dall’Africa; meno del 7% dei\nmigranti forzati nel mondo vive in uno degli Stati membri Ue e un abitante della Terra su 30 è migrante (295 milioni).\nAnche dopo il naufragio di Cutro\, il focus sull’immigrazione continua a spostarsi dai trafficanti ai migranti\,\naccomunati e confusi nella categoria dell’irregolarità anche quando sono persone in fuga da guerre\, crisi climatiche\ne gravi violazioni dei diritti umani.\nNei Centri di Permanenza per i Rimpatri\, sono aumentati i tempi del trattenimento da 3 a 18 mesi\, con\nmaggiori costi; il Decreto Cutro ha ampliato la platea delle persone sottoposte alla procedura accelerata di\nfrontiera\, e quindi al trattenimento\, anche a coloro che richiedono protezione qualora non abbiano passaporto o\nnon versino “idonea” garanzia finanziaria\, fissata in € 4.938.\nNegli ultimi dodici mesi in Italia si è parlato di emergenza migratoria\, è stato nominato un commissario\, sono\nstati dedicati al tema sei decreti-legge\, dei memorandum con Libia e Tunisia\, un comitato interministeriale per la\nsicurezza della Repubblica\, un decreto flussi\, ora un accordo di esternalizzazione con l’Albania\, e tante altre\nmisure che hanno re-introdotto multe\, sequestri e fermi\, censurando l’immigrazione sempre come irregolare\,\ncriminalizzando il soccorso in mare e le Ong\, ed evitando i nodi della gestione regolare dei flussi.\nLe possibilità di migrare regolarmente sono sempre meno\, in contrasto con l’articolo 10 della Costituzione\nche garantisce il diritto d’asilo.\nLe azioni del Governo si basano su un violento modello detentivo\, non inclusivo: la vera emergenza non è\nl’immigrazione\, ma il sistema di accoglienza.\nLe conseguenze della mancata inclusione emergono con chiarezza nel mondo del lavoro perché\, anche\nquando è regolarmente impiegata\, la manodopera straniera da Nord a Sud è spesso relegata a impieghi precari\,\nfaticosi\, sottopagati e rischiosi per la salute e le retribuzioni sono inferiori di ben un quarto. Servono politiche più\nradicali sul lavoro\, la casa\, la sanità\, il salario\, sulla sicurezza\, al fine di evitare il conflitto tra i migranti e gli\n“impauriti”.\nLa Commissione europea ha presentato un’ipotesi di “Patto per l’immigrazione” ancora una volta\norientata a una gestione del fenomeno in termini di riduzione e senza una vera svolta sulle politiche migratorie:\nvigono gli accordi di Dublino\, non si è avviata alcuna effettiva redistribuzione dell’accoglienza\, non ha mai preso\npiede fino in fondo la logica della cooperazione solidale.\nI sette punti delle proposte del Partito Democratico sull’immigrazione\, fondati sull’intransigenza per i valori\ndemocratici e sul rispetto dei diritti umani\, muovono dalla necessità di investire su canali d’ingresso legali e\nsicuri con scelte precise: la sfida migratoria necessita di risposte europee condivise\, una Mare Nostrum Europea\nper salvare vite\, rafforzare la cooperazione internazionale e il sostegno allo sviluppo\, contrastare il traffico di esseri\numani\, attuare di concerto con i sindaci un grande piano per l’accoglienza diffusa\, il superamento della Bossi-Fini\,\nattenzione ai più fragili\, donne e minori.\nIl tema dei minori è centrale nelle politiche di integrazione e di tutela dei diritti. Con la legge Zampa si è avuto\nun significativo passo avanti per i minori stranieri che arrivano nel nostro paese\, ma è necessario lavorare ancora\ne attuare una più compiuta difesa dei loro diritti.\nIl tema dell’immigrazione\, delle paure verso la diversità ad essa connesse\, deve essere affrontato anche in\ntermini culturali: questo vuol dire operare un enorme investimento sulla scuola.\nÈ necessario un patto tra la società e la scuola che permetta di rinnovare e rafforzare un nuovo progetto\npedagogico di educazione alla cittadinanza\, un’educazione interculturale\, ove la presenza in alta percentuale\ndi immigrati\, in mancanza di adeguati strumenti\, non minacci la qualità della scuola e che sappia conciliare identità\ne pluralismo\, diritti e doveri\, uguaglianza e apertura\, basato sui principi di accoglienza e integrazione.\nDi tutto questo\, giovedì 30 novembre\, alle ore 18:00\, al Circolo Parioli in via Scarlatti 9/a ne parliamo con:\nPierfrancesco Majorino – Responsabile Casa e Immigrazione Segreteria Nazionale PD\nMilena Santerini – Docente università Cattolica del Sacro Cuore di Milano\nSandra Zampa – Senatrice PD\, prima firmataria del Disegno di Legge Zampa\nLuca Di Sciullo – Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS – dossier Immigrazione 2023\nIn occasione dell’iniziativa\, sarà distribuita gratuitamente una copia del Dossier Statistico Immigrazione 2023\ne dell’Osservatorio sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio\, grazie al supporto del Fondo dell’Otto per Mille della\nChiesa Valdese e dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V. \n 
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SUMMARY:Processi penali e Diritti Umani tra Italia e Argentina
DESCRIPTION:Lunedì 4 dicembre presso l’Università Roma Tre\, nel Dipartimento di Scienze Politiche\, si terrà il convegno “Processi penali e Diritti umani tra Italia e Argentina”. \nDi seguito il programma dell’evento: \nSaluti istituzionali\nEmilia Fiandra\, Direttrice del Dipartimento di Scienze Poliiche\, Università Roma Tre\nRoberto Carlés\, Ambasciatore d’Argentina in Italia\nAmedeo Ciaccheri\, Presidente del Municipio Roma VIII\nAntonio D’Alessandri\, Delegato al coordinamento delle attività di Terza Missione\, Dipartimento di Scienze Politiche \nIntervengono \nLaura Fotia\, Docente di Storia dell’America Latina\nArturo Salerni\, avvocato difensore dei familiari dei desaparecidos argentini\nMarta Lucisano\, avvocata difensora dei familiari dei desaparecidos argentini\nLuca Ventrella\, Avvocato dello Stato nel processo Condor\nJorge Ithurburu\, Presidente di 24marzo.it Onlus \nh.16.30\, presso Sala Lauree di Scienze Politiche\, via Gabriello Chiabrera 199. 
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SUMMARY:Corellino d’oro alla città di Milano? No grazie! Chiudiamo il CPR di via Corelli
DESCRIPTION:Flash mob giovedì 7 dicembre h 10 davanti al teatro Dal Verme dove si tiene la premiazione degli Ambrogini d’oro per chiedere la chiusura del CPR\n\n \n\nIl 7 dicembre la rete Mai più lager – No ai CPR assegna il “Corellino d’oro” alla città dove ha sede il lager di Stato che in questi giorni tutta Italia ha imparato a conoscere.\n\n \n\nIl Corellino verrà consegnato simbolicamente in un flash mob davanti al teatro Dal Verme alle ore 10.00\, in contemporanea con la premiazione degli Ambrogini d’Oro con la speranza che sia la prima e l’ultima volta. Il CPR di via Corelli deve essere chiuso per sempre\, così come tutti gli altri in Italia e quelli che si vorrebbero aprire in Albania.\n\n \n\nNon esistono lager dal volto umano\, perciò rigettiamo l’idea del commissariamento\, che non produrrebbe altro che nuova violenza di Stato. Il 1° dicembre la perquisizione compiuta dalla Guardia di Finanza nel CPR di via Corelli ha reso manifesto l’orrore che si nasconde tra le sue mura: violenze\, maltrattamenti\, mancato rispetto di qualunque diritto essenziale. Tutto quello che la Rete negli anni ha denunciato con ostinazione.\n\n \n\nIstituzioni\, politici\, grandi media sembravano alleati nell’impedire che si facesse luce su quanto accadeva nel segreto del lager; non solo ogni tentativo di entrare nel CPR e di ottenere documentazione sul suo funzionamento ha richiesto estenuanti battaglie legali\, ma manifestazioni e denunce pubbliche cadevano nel silenzio.\n\n \n\nOggi è divenuto finalmente chiaro il perché di tanto accanimento nel difendere il mistero\, e non si potrà mai più dire “Io non sapevo”.\n\n \n\nChiudere il CPR di Milano\, chiudere tutti i CPR\, mai più lager né in Italia né in Libia né altrove: per questo vi chiamiamo a manifestare il 7 dicembre alle ore 10.00 davanti al Teatro dal Verme in via San Giovanni Sul Muro 2.\n\n \n\nRete Mai Più Lager – No ai CPR\n\n \n\n \n\n \n\nImage by Falkenpost from Pixabay
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SUMMARY:L'attività per la chiusura dei CPR non si ferma - Conferenza stampa Mai più Lager - No ai CPR\, venerdì 15/12 h 9.45 davanti al Palazzo di Giustizia di Milano
DESCRIPTION:La rete Mai più lager – No ai CPR organizza venerdì 15 dicembre alle 9.45 una conferenza stampa davanti al Tribunale di Milano\, dove si terrà l’udienza che deciderà del commissariamento del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di via Corelli a seguito della nota inchiesta sulla sua mala gestione.\n \nCi auguriamo che l’indagine condotta dalla Procura della Repubblica sui gravi abusi rilevati\, nata anche grazie alle nostre denunce di questi anni\, arrivi ad accertarne le responsabilità a tutti i livelli\, inclusi quelli più alti\, anche della Prefettura che quel gestore ha scelto e prorogato.\n\nDopo il sequestro della società Martinina\, che accogliamo con soddisfazione\, ci aspettiamo che la misura richiesta venga accordata ma riteniamo necessario ribadire che tutti i CPR d’Italia\, a partire da quello di Milano\, vadano definitivamente chiusi. Chiusura\, non certo delocalizzazione in altri paesi\, dove sarebbe pressoché impossibile continuare a vigilare su quanto avviene al loro interno.\n\nNon si tratta del più o meno corretto adempimento di un contratto di appalto: vi è un problema strutturale di compatibilità della detenzione amministrativa con il rispetto dei diritti e della stessa dignità umana delle persone. Non esiste un modo corretto di commettere un’ingiustizia.\n\nSe l’inchiesta ha potuto portare alla luce il trattamento ai limiti della tortura psicofisica riservato ai cosiddetti “ospiti”\, ciò è stato possibile perché nel 2021 il Tribunale di Milano ha riconosciuto ai trattenuti il diritto all’utilizzo del telefono cellulare.\n \nQuesto non sarebbe stato tuttavia sufficiente se all’altro capo di quel telefono non ci fossero state attiviste e attivisti che si sono fatti carico dei compiti di monitoraggio e denuncia che in un paese civile dovrebbero spettare alle Istituzioni.\n \nSe a Milano\, dove le persone trattenute potevano comunicare con la società civile all’esterno\, le condizioni del centro erano quelle che ormai sono sotto gli occhi di chiunque\, che cosa può succedere nel resto d’Italia\, negli altri CPR dove non è possibile provare la sistematicità delle violazioni con foto e video\, dove la discrezionalità\, il buio\, l’opacità non trovano ostacoli?\n\nI CPR rispettosi dei diritti e della dignità non esistono: i CPR vanno chiusi. Su questo tracciato proseguiremo la nostra strada\, come e più di prima.\n\nAppuntamento venerdì 15 dicembre alle ore 9.45 davanti al Tribunale.\n \nContatti: noaicpr@gmail.com – 3471468792
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SUMMARY:DA PYLOS ALL’ACCORDO ITALIA-ALBANIAUN ANNO DI EROSIONE DEI DIRITTI DI MIGRANTI E RIFUGIATI
DESCRIPTION:Alle 3 del mattino del 14 giugno 2023 il peschereccio Adriana affonda al largo di Pylos\, in Grecia. Le persone disperse sono 750 stando alle testimonianze dei sopravvissuti. A distanza di sei mesi dal naufragio\, Amnesty International presenta i risultati di un’inchiesta condotta insieme a Human Rights Watch\, con cui chiede conto delle violazioni dei diritti umani avvenute e dà voce alle richieste di coloro che sono stati maggiormente colpiti da questo e altri naufragi\, sostenendoli nella loro ricerca di verità e giustizia.\nLa strage verificatasi nelle acque greche purtroppo non è un caso isolato. Raggiungere l’Europa continua a essere un rischio per chi si sposta da conflitti\, violazioni\, instabilità politica ed economica. Nonostante il numero dei contesti di crisi sia in costante aumento e\, con esso\, le persone in movimento nel mondo\, l’Europa e i paesi membri non stanno adottando un approccio che tuteli i diritti\, al contrario. L’Unione europea (UE) insiste su politiche emergenziali\, esternalizzazione dei confini\, pratiche di respingimento\, criminalizzazione della solidarietà e della migrazione. L’Italia è allineata a questo approccio escludente e nel corso di quest’anno ha continuato a fare passi indietro\, dall’erosione del diritto alla protezione al protagonismo nelle interazioni con il presidente tunisino finalizzate all’accordo con l’Ue\, dall’annuncio del patto con l’Albania a numerosi altri decreti. \nDurante l’incontro verranno presentati i risultati dell’inchiesta sul naufragio di Pylos\, analizzandoli all’interno del più ampio contesto europeo e guardando nello specifico al panorama italiano. Intervengono:Anneliese Baldaccini\, responsabile Relazioni istituzionali di Amnesty International Italia;Mohamed Dihani\, difensore dei diritti umani e attivista per i diritti del popolo saharawi;Emran Haidari\, referente Comunità afghana Trieste e mediatore culturale. \nModera:\nSerena Chiodo\, migration campaigner Amnesty International Italia. \n  \nPer partecipare è necessaria la prenotazione iscrivendosi al form. I posti sono limitati. \n  \nPer partecipare iscriviti qui
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SUMMARY:Sit-in per dire NO al protocollo d'intesa Italia-Albania
DESCRIPTION:Amic3\, abbiamo indetto\, con la collaborazione e l’adesione di un numero molto partecipato di sigle dell’associazionismo e del terzo settore fiorentino\, un sit-in con interventi al microfono che si terrà Sabato 16 Dicembre\, a partire dalle ore 14:00\, nella Piazza cittadina di Santa Maria Novella per dire No al Protocollo d’Intesa Italia – Albania. \nAl momento\, la manifestazione pubblica contro il Protocollo di intesa tra Italia e Albania è sostenuta\, per adesione e coordinamento\, da: COSPE\, Mediterranea Firenze\, Oxfam Italia\, MEDU – Medici per i Diritti umani\, I participate\, ARCI Firenze\, Asiri ODV\, Progetto Arcobaleno\, Comunità delle Piagge\, UDU\, Casa Simonetta\, EUI Researchers’ Union\, Nosotras Onlus\, Associazione dei Gambiani in Toscana\, Amnesty Giovani\, Amnesty Firenze\, Forum per cambiare l’ordine delle cose ed il documento continua ad essere aperto ad ulteriori adesioni.\n.\n.\nAl termine del sit-in\, chi vorrà potrà unirsi al Corteo in solidarietà del popolo palestinese in partenza alle ore 16:00 dalla Piazza Santa Maria Novella\, coordinato dalla Rete Firenze per la Palestina al fine di chiedere l’immediato cessate il fuoco\, la fine del massacro in corso e la protezione dei civili in tutta la Palestina nel rispetto del diritto internazionale.
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LOCATION:Piazza Santa Maria Novella\, Piazza Santa Maria Novella\, Firenze
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SUMMARY:La lotteria dell’ingresso per lavoro in Italia: i veri numeri del decreto flussi
DESCRIPTION:Mercoledì 20 dicembre alle ore 12.00 presso la sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama a Roma presenteremo il nostro dossier sul #DecretoFlussi: un’analisi dettagliata dell’impatto degli interventi normativi in materia di ingressi per lavoro per evidenziare i limiti di un sistema rigido e inefficace. \nPer partecipare all’evento è necessario accreditarsi scrivendo a: info@erostraniero.it \nℹ️—–ℹ️—–ℹ️—–ℹ️—–ℹ️ \nEro straniero è una campagna promossa da @abuondiritto @actionaiditalia @asgi_italy Federazione Chiese Evangeliche Italiane (Fcei)\, @oxfamitalia @arcinazionale @cnca.nazionale @cilditalia Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”\, @radicali.it \, con il sostegno di decine di altre organizzazioni.
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SUMMARY:Investigare da casa - Tecniche Osint per il giornalismo d'inchiesta
DESCRIPTION:Tornano le formazioni nell’ambito del Narrative Lab di CILD\, iniziamo il 17 gennaio 2024 con “Ricerca avanzata e verifica delle informazioni”\, con @gab_cruciata\, giornalista e Google News Lab Teaching Fellow. \nCon questo corso impareremo a cercare informazioni online in modo approfondito\, rapido e preciso\, acquisendo tecniche valide anche per il fact-checking. Verranno proposti esercizi per imparare in tempo reale a utilizzare gli strumenti proposti. \nMercoledì\, 17 gennaio 2024;\nore 15.30-17.30 (CEST);\nLingua Italiana;\nFormato online\, interattivo. \nPer partecipare all’evento è necessario iscriversi a questo link.
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