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SUMMARY:Africae Festival - Nigrizia
DESCRIPTION:Dopo il successo della prima edizione\, torna Africae Festival. L’appuntamento si svolge dal 13 al 15 giugno\, a Verona\, per un evento di parole\, musica e non solo\, con cui contribuire a portare l’attenzione sulle tematiche legate all’afrodiscendenza e al continente africano. \nNell’arco di tre serate e due giorni\, vogliamo promuovere i valori di inclusione e interazione. Consci del fatto che Italia e Africa sono destinate a interagire in modo crescente\, crediamo sia necessario favorire dei percorsi di conoscenza per stimolare dibattiti e sradicare stereotipi. Da qui la scelta di scomodare il latino e chiamare il festival Africae (in italiano ‘’dell’Africa’’ e anche ”Afriche”). \nA chi lo legge in latino\, potrebbe evocare le antiche radici del rapporto tra le due sponde del Mediterraneo. A chi lo legge in italiano\, potrebbe sottolineare la varietà di un continente troppo spesso visto come un’entità omogenea. \nIn entrambi i casi\, il festival si presenta come un’appendice naturale del lavoro portato avanti quotidianamente da Nigrizia e dal Museo africano\, rispettivamente sul piano giornalistico e culturale. A loro volta\, questi due attori agiscono sotto l’ombrello della Fondazione Nigrizia Onlus\, animata dal Collegio Missioni Africane dei Missionari Comboniani. \nAfricae Festival prosegue il cammino portato avanti dal 2006 al 2023 da Ma Che Estate\, una kermesse musicale e artistica dedicata ai temi dell’interazione\, dell’afrodiscendenza e del dialogo. Alla parte musicale\, Africae aggiunge quella diurna con dibattiti. \nProgramma\nVenerdì 13/06\n17:00 – Inaugurazione Mostra: Khartoon – il Sudan irriverente \nAffidiamo allo sguardo lucido e tagliente della satira\, il racconto di due anni di guerra\, tuttora in corso\, in Sudan. Le opere dell’illustratore e artista sudanese Khalid Albaih brillano per immediatezza\, capacità di sintesi e sensibilità nel descrivere e ridicolizzare le trame di potere responsabili dell’attuale catastrofe umanitaria. Oltre ai suoi lavori\, sono in mostra anche le illustrazioni di colleghi sudanesi\, membri del collettivo Khartoon Magazine da lui fondato. La mostra è realizzata con la collaborazione di Fondazione Brescia Musei. \nCon la presenza dell’artista in sala. \n18:00 – La coscienza del Sudan: società civile e cultura con tutto intorno la guerra \nDal 15 aprile 2023\, due fazioni sono ricorse alle armi per decidere chi deve governare il Sudan\, al costo della deflagrazione del paese. Andando oltre la descrizione degli attuali equilibri di potere\, parliamo di società civile sudanese. Un attore osannato come forza modernizzatrice fino a pochi anni fa\, durante la breve parentesi di apertura verso riforme democratiche; a oggi tornato nell’ombra causa dominio delle armi\, ma con ancora molto da offrire al Sudan del domani. Con: \nKhalid Albaih – artista sudanese e opinionista per Al Jazeera su questioni di libertà di stampa e politica in Sudan.\nYeelen Badona Monteiro – dottorata in filosofia\, esperta di società civile sudanese.\nModera: Brando Ricci – giornalista di Nigrizia.\n19:00 (tutte le sere) – apertura stand gastronomici con cucine africane e internazionali \n20:30 / 24:00 – Concerti: \nAndrea Casale – Musicista e songwriter originario di Taranto\, residente a Verona da sei anni. La sua musica incamera influenze di paesi differenti\, tra cui Siria e Burundi\, e le intreccia in un raffinato lavoro di gruppo\, che porta il nome del suo fondatore. Genere: art rock\nNilza Costa – Cantante e autrice/compositrice di Salvador (Bahia)\, Nilza Costa mischia ritmi delle due sponde dell’Oceano Atlantico: da quelli yoruba dell’Africa occidentale al candonblé e cantigas de roda del suo Brasile. Una musica intrisa di spiritualità e portatrice di emancipazione. Genere: afro-jazz\, samba\, blues\nJo Choneca – Jo Choneca è compositore e polistrumentista del Mozambico\, di base a Genova dal 2009. Con il suo quintetto\, propone un’esplosiva contaminazione del genere mozambicano marrabenta con altri stili\, dal funky al jazz. Genere: afro-groove\nAyanna Witter-Johnson – L’ospite speciale di questa edizione di Africae è una violoncellista\, pianista\, cantante e cantautrice dai molti talenti. Nata e cresciuta a Londra\, la sua musica riflette le sue origini giamaicane e valica i confini tra classica\, jazz\, reggae\, soul e R&B. Il suo sound eclettico l’ha portata a realizzare tournée con Peter Gabriel\, featuring con Anoushka Shankar e collaborazioni con Andrea Bocelli. Genere: jazz\, soul\, R&B\nSabato 14/06\n14:30 – Riarmo\, banche armate e africa: cercasi confini etici di un grande business \nI recenti progetti di riarmo lasciano ben sperare per il settore della difesa italiana\, che da anni lamenta vincoli troppo stringenti all’economia militare. Quei limiti\, in primis sotto forma della storica legge 185\, potrebbero ora saltare. Con quali conseguenze per la vendita di armi? E con quale impatto per il continente africano\, grande mercato di acquirenti? Con: \nAnna Fasano – già presidente di Banca Etica\, un attore economico da sempre critico dei finanziamenti bancari al settore militare.\n2° ospite – in attesa di conferma\nModera: Gianni Ballarini – giornalista di Nigrizia.\n16:30 – L’Italia e l’Africa mentre la cooperazione internazionale va in crisi d’identità \nLo smantellamento trumpiano di USAID\, la principale agenzia di aiuti allo sviluppo al mondo\, ha riportato a galla decenni di critiche alla cooperazione\, tra cui quella di aver ostacolato lo sviluppo in Africa\, più che favorirlo. \nLa sua crisi attuale si rivelerà un male per un bene\, come sostengono alcuni analisti africani? E il Piano Mattei del governo Meloni come si colloca in questo nuovo scenario? Con: \nFrancesco Petrelli – componente dell’esecutivo dell’Associazione ong italiane (AOI) e portavoce di Oxfam Italia.\nMaurizio Bungaro – diplomatico\, oggi a riposo\, con alle spalle più di 20 anni di lavoro nell’Africa subsahariana.\nModera: Roberto Valussi – giornalista di Nigrizia.\n18:00 – Cittadinanza: oltre il referendum \nPubblichiamo queste righe sapendo che il referendum sulla cittadinanza si terrà la settimana precedente al nostro incontro. A prescindere dal risultato\, ne approfitteremo per ragionare sull’esito del voto e identificare le prossime sfide. Perché\, che vincano o meno i sì\, che si raggiunga il quorum o no\, il referendum dell’8 e 9 giugno rimarrà una tappa intermedia\, e non finale\, di un lungo percorso: quello di messa in soffitta di un’idea di italianità legato al colore della pelle. Con: \nSonny Olumati – vicepresidente di Italiani senza cittadinanza\, ballerino e autore televisivo\nNogaye Ndiaye – scrittrice e attivista anti-razzista\, curatrice della pagina Instagram @leregoledeldirittoperfetto\nModera: Jessica Cugini – giornalista di Nigrizia\n20:30 / 24:00 – Concerti: \nRico Yeboah – Nato a Verona nel 2000\, è un rapper emergente che ha trasformato le difficoltà della sua vita in ispirazione musicale. Arricchito dai confronti musicali negli anni vissuti a Londra\, sta rapidamente maturando una nuova identità artistica. Genere: rap\nJoejoe – Artista emergente della scena urban italiana\, vanta 1 milione di streaming per il suo singolo Drip a noleggio del 2022. Nato a Merate da genitori congolesi\, unisce ritmi contemporanei e melodie tradizionali. Genere: urban pop\, afrobeats\nMazaratee – Cantante e compositore italo-caraibico\, un piede a Torino e un altro sui palchi di Italia e Regno Unito. Dalla sua band\, immaginatevi un sound tra Bruno Mars\, Prince e Lenny Kravitz. Genere: dance-rock\, soul\nZam M. Dembélé – Musicista maliano\, in Italia dal 2011\, appartiene alla casta dei griot\, una figura centrale per la musica e la memoria storica nell’Africa occidentale. Il suo quartetto assicura un trionfo di energia musicale\, a ritmo di balafon\, kora e ngoni. Genere: mandingue\nDomenica 15/06\n14:30 – Il ritorno di un grande guinzaglio alle aspirazioni africane: il debito pubblico \nL’Africa ha un futuro radioso o apocalittico? Nessuno può dirlo. Ma uno dei fattori chiave\, tanto importante quanto poco discusso\, è quello del debito pubblico. Molti stati africani sono indebitati fino al collo; ripagare prestiti e interessi li gambizza. Tant’è che\, in occasione del Giubileo 2025\, la Caritas ha lanciato la campagna Cambiare la Rotta promuovendo la cancellazione del debito. Un’iniziativa simile era avvenuta nel 2000 ed era andata a buon fine. A oggi\, con un quadro molto diverso\, ci chiediamo se e in che misura quel successo sia ripetibile. Con: \nRiccardo Moro – docente di Politiche dello sviluppo all’Università Statale di Milano\nAndrea Salustri (in videocollegamento) – docente di Scienza delle Finanze all’Università la Sapienza di Roma\nModera: Gianni Ballarini\, giornalista di Nigrizia\n16:30 – Cosa c’entra il jihadismo saheliano con l’Italia e l’Europa \nVarie sigle jihadiste continuano a essere padroni di ampie parti di territorio nel Sahel\, da cui gestiscono traffici di ogni sorta\, tra cui quello dei migranti. Quest’ultimo interessa all’Italia al punto da fargli conservare una seppur minima presenza militare in loco (in Niger\, per la precisione). Fatto di per sé già eccezionale\, vista la cacciata degli altri paesi occidentali dai paesi del trio AES (Mali\, Burkina Faso e Niger). L’Italia e\, per estensione\, l’Unione Europea\, cosa contano di fare nel Sahel? Con: \nDomenico Quirico – giornalista\, esperto di attualità africana e jihadismo\nEmanuela Del Re – sociologa\, già Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel ed ex Vice-Ministra degli Affari Esteri\nModera: Giorgio Vincenzi – giornalista di Heraldo\n18:00 – Centri per i rimpatri (cpr): come non gestire l’immigrazione\nIl recente dibattito pubblico in fatto di migrazione è dominato dalle acrobazie governative sui trasferimenti in Albania e lo scontro con le ONG che soccorrono nel Mediterraneo. Temi delicati dal punto di vista giuridico ed etico. I Centri Per i Rimpatri\, invece\, godono di meno attenzione. Eppure li si può annoverare tra i punti ciechi più stridenti del diritto italiano in materia migratoria. Chi li critica tende a definirli come carceri\, luoghi disumani o lager. Vale la pena esaminarli più da vicino. Con: \nValentina Muglia – giurista ed esperta di detenzione amministrativa della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD)\nYoussef Moukrim – giurista\, attivista anti-razzista e operatore socio-legale\nModera: Arianna Baldi – giornalista\n20:30 / 23:00 – Concerti: \nGiōsas – Giorgia Uwagboe\, in arte Giōsas\, è una cantante italo-nigeriana cresciuta tra la nebbia della bassa reggiana (Luzzara) e il mondo. In un trio con chitarra e pianoforte\, la sua voce esplora vari generi\, dal cantautorato italiano alla musica afro-contemporanea. Genere: neo-soul\, R&B\nMoussa Fedior e Leonardo Marini – Bagno di jazz con questo duo che reinterpreta brani classici e perle meno note al grande pubblico. Un viaggio tra decadi di musica trasportati a bordo del loro contrabbasso e sassofono. Genere: jazz\nMarco Zanotti e Jabel Kanuteh – Un duo rodato da 6 anni di musica insieme\, quello del griot gambiano e suonatore di kora Jabel Kanuteh e il percussionista italiano Marco Zanotti. Partendo dalla tradizione mandengue\, di cui la famiglia Kanuteh è ambasciatrice\, la loro musica vira verso la contemporanea universale\, assimilando tanto Fela Kuti quanto alcune delle correnti attuali dell’Africa e della sua diaspora. Genere: mandingue\, afrobeat\nLe tre serate con i concerti sono presentati da Francesca Sanneh (fondatrice dell’associazione Uno Collective e membra di Afrobrix) e Roberto Valussi (giornalista di Nigrizia). Selezione musicale con la consulenza di Sidy Casse (musicista e membro di Afrobrix). \nOrganizzazione\nAfricae Festival è organizzato da Nigrizia\, Museo africano e Fondazione Nigrizia\, con il patrocinio e il contributo del Comune di Verona e il sostegno di sponsor quali: Banca Etica\, Banor SIM\, Fondazione Banca Popolare di Verona\, Azimut\, Flavio Destro – Private Banker
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