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SUMMARY:Festival Sabir - 10 Edizione Roma
DESCRIPTION:l Festival Sabir approda per la seconda parte della decima edizione a Roma\, dal 10 al 13 ottobre\, presso la Città dell’Altra Economia!\nIl #FestivalSabir è nato nel 2014\, ad un anno dalla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013\, con l’obiettivo di sostenere la partecipazione di una vasta alleanza di comunità locali\, territori\, movimenti\, associazioni e sindacati dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo\, che si mobilitano quotidianamente per la libertà\, i diritti fondamentali e il diritto a migrare e chiedere asilo.\nDa allora e nei dieci anni successivi\, le politiche europee hanno continuato a provocare stragi alle frontiere esterne e interne dell’UE.\nLa società civile\, i movimenti\, i sindacati\, insieme alle persone sopravvissute e ai familiari delle vittime delle frontiere\, non hanno mai smesso di incontrarsi per elaborare proposte alternative alle politiche razziste.\nDopo Lampedusa (2014)\, Pozzallo (2016)\, Siracusa (2017)\, Palermo (2018)\, Lecce (2019 e 2021)\, un’edizione online (2020)\, Matera (2022) e Trieste (2023)\, quest’anno\, in occasione del decimo anniversario\, il Festival Sabir ha raddoppiato l’appuntamento e\, dopo quello di Prato nell’aprile scorso\, sarà a Roma\, dal 10 al 13 ottobre\, presso la Città dell’Altra Economia\, all’interno del Campo Boario dell’ex-Mattatoio\, in Largo Dino Frisullo.\nL’edizione di Roma vedrà la presenza di rappresentanti di oltre 60 associazioni\, reti e movimenti internazionali che in questi anni hanno attraversato il Festival\, per continuare a parlare di solidarietà internazionale con il protagonismo della società civile e di chi\, in prima persona\, ha lottato per esercitare il proprio diritto a migrare e ad avere protezione.\nL’incontro di apertura ‘10 anni di fortezza Europa\, 10 anni di impegno\, denuncia e solidarietà’\, giovedì 10 ottobre alle ore ore 11\, permetterà di ripercorrere alcuni momenti chiave degli ultimi 10 anni\, le sfide che abbiamo raccolto\, le iniziative e le proposte che insieme abbiamo messo in campo per contrastare le politiche di chiusura\, di esclusione\, di esternalizzazione delle frontiere e di criminalizzazione dell’immigrazione e della solidarietà.\nAnche nell’edizione di Roma le giornate del Festival Sabir saranno animate da seminari e incontri internazionali\, formazioni\, presentazioni di libri e dibattiti. Una selezione di incontri sarà a cura di Christian Raimo. Parteciperanno\, tra gli altri\, Francesca Albanese\, Alessandro Vanoli\, Cecilia Strada\, Leoluca Orlando\, Mimmo Lucano\, per affrontare alcuni dei temi principali del Mediterraneo di oggi\, insieme ad attivisti e professionisti di oltre 60 associazioni\, reti e movimenti nazionali provenienti da oltre 20 paesi. Tra loro anche alcune attiviste iraniane\, di Donna\, Vita e Libertà\, ed afghane.\nNelle serate spazio alla musica\, con i concerti curati da Roma incontra il mondo\, lo storico progetto di Arci Roma nato trent’anni fa\, tra i quali C’mon Tigre\, Kokoko!\, Les Amazones D’Afrique\, Micah P. Hinson.\nLa visione di Sabir racconta tante idee di Mediterraneo\, parte di una comunità con un’eredità culturale comune\, in dialogo per costruire futuri senza barriere\, di contaminazioni\, di idiomi differenti\, senza retoriche o nostalgie.\nScopri tutto il programma: www.festivalsabir.it
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SUMMARY:Fermiamo il gioco\, non il razzismo - La conferenza internazionale
DESCRIPTION:Il principio universalistico veicolato dal simbolo delle Olimpiadi ci ricorda che i principi di eguaglianza\, solidarietà e non discriminazione dovrebbero consentire a tutte le persone di praticare sport liberamente e con serenità\, nelle discipline\, nelle strutture e ai livelli prescelti. \n\n\n\nLe tendenze alla banalizzazione e alla normalizzazione caratterizzano invece ancora oggi il razzismo che attraversa il mondo dello sport\, ostacolandone la prevenzione e il contrasto laddove gli insulti e i cori razzisti sono derubricati a “goliardate” o\, tutt’al più\, a “casi di maleducazione” da parte degli operatori sportivi e lo status di non cittadinɜ può ostacolare la partecipazione alle pratiche sportive. \n\n\n\nLe discriminazioni nello sport si palesano in tutte le discipline sportive e a tutti i livelli\, anche se l’attenzione pubblica e mediatica tende a concentrarsi soprattutto sugli episodi che coinvolgono atlete e atleti del calcio d’élite. L’impegno delle istituzioni sportive nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno risulta ancora inadeguato. \n\n\n\nL’attenzione che lo sport richiama presso una grandissima parte dell’opinione pubblica potrebbe invece fornire una preziosa opportunità per delegittimare le diverse forme di discriminazione e di razzismo dentro e fuori le strutture sportive\, se tutti i principali attori coinvolti (a partire dallɜ atletɜ\, dalla dirigenza\, dalle società e dal giornalismo sportivo) se ne facessero carico. Non si tratta solo di sanzionare in modo tempestivo\, ma di costruire una nuova cultura dello sport fondata sui principi della partecipazione\, delle pari opportunità\, della solidarietà e del fair play. Il progetto Monitora nasce proprio per andare in questa direzione. Ora che questa esperienza volge alla sua conclusione è il momento di tirare le somme attraverso un momento di confronto collettivo. Per questo vi invitiamo a partecipare alla conferenza internazionale “Fermiamo il razzismo\, non il gioco” che si terrà l’11 Ottobre 2024 alle 11.30 all’interno del Festival Sabir. La conferenza si svolgerà presso la Città dell’Altreconomia (largo Dino Frisullo\, snc\, Roma)\, nella Sala Conferenze Biagetti. Attraverso due panel ci confronteremo con altre organizzazioni europee che operano nel mondo dello sport\, giornalisti e giornaliste\, il mondo della ricerca e rappresentanti istituzionali per condividere i risultati ottenuti in questi due anni di progetto e soprattutto per riflettere insieme su come prevenire e agire contro il razzismo nello sport a partire dal monitoraggio degli episodi di razzismo e discriminazione. \n\n\n\nMonitorare in modo sistematico le forme di discriminazione che attraversano quotidianamente il mondo dello sport è uno dei passi indispensabili per analizzarne le dinamiche e le caratteristiche e poter agire\, mettendo in atto strategie efficaci di prevenzione\, di mitigazione e di tutela delle persone colpite. \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nPanel I Nello sport è tutto legittimo? Per una cultura dello sport libera dal razzismo \n\n\n\n“Fino a non molti anni fa i calciatori neri subivano in silenzio la disumanizzazione che subivano dagli spalti e sul campo. Oggi non è più così. Le autorità sportive hanno gli strumenti per agire. L’attenzione del pubblico\, anche a livello internazionale\, è maggiore. Quello che manca\, tuttavia\, è troppo spesso la cultura per capire. Ridurre tutto a prassi giudiziaria non aiuta a fare passi avanti”. Max Mauro\, il manifesto\, 28 marzo 2024 \n\n\n\nInterverranno: \n\n\n\n\nOmar Daffe\, Lega Serie A\n\n\n\nMattia Peradotto\, Direttore Unar\n\n\n\nMatteo Tracchi\, Ecri\n\n\n\nNicola Porro\, sociologo dello sport\n\n\n\nMarylise Royer Stop racism in sport\n\n\n\nLuca Vettori e Arianna Scarnecchia\, rivista Altreconomia e autorƐ del podcast “Fuori dai Giochi”\n\n\n\nCoordina: Grazia Naletto\, Lunaria Aps\n\n\n\n\nPanel II Il razzismo nello sport in Europa: monitorare\, prevenire\, agire \n\n\n\nInterverranno: \n\n\n\n\nAlessandro Mazzola Ricercatore associato Università di Liegi\n\n\n\nDavide Valeri\, UISP Aps\n\n\n\nBalint Josa\, United\n\n\n\nJean-Marc Alingue\, Liikkukaa\n\n\n\nDaniela Conti\, ISCA\n\n\n\nStefania N’Kombo José Teresa\, Lunaria Aps\n\n\n\nCoordina: Roberta Pomponi\, Lunaria Aps\n\n\n\n\nInfo: Lunaria\, antirazzismo@lunaria.org \n\n\n\nPer partecipare alla conferenza è consigliata l’iscrizione QUI.
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