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SUMMARY:Black History Month Florence 2022: tre mostre alle Murate
DESCRIPTION:Il MAD\, Murate Art District\, si prepara per la settima edizione del Black History Month Florence\, che per il 2022 è stato ribattezzato “Black History Fuori Le Mura”\, il festival che promuove la cultura “black” e le diversità delle culture afro-discendenti all’interno del nostro paese. Un evento che si aggiunge alle altre mostre nella città di Firenze\, da seguire con attenzione per conoscere una realtà che risulta ancora lontana. Per il 2022\, il distretto guidato da Valentina Gensini co-produce ed ospita ben 3 mostre differenti che vedranno la luce a partire dal 10 febbraio. Durante la giornata\, verranno presentate le opere in mostra al MAD\, oltre al nuovo progetto audiovisivo di DeForrest Brown\, Jr. e James “Hoff Hobo Ufo V. (The new world)”\, analisi della tumultuosa storia migratoria degli afrodiscendenti in America. La mostra sarà visitabile fino al 2 aprile. \nLa prima esposizione di quest’edizione\, rinominata “La fuga”\, è la personale di Kevin Jerome Everson. L’artista che punta l’obiettivo sulla migrazione della comunità afroamericana presenta al MAD di Firenze\, in occasione del Black History Month 2022\, la sua “Hazel”. L’opera si lega a doppio filo con il brano “Maggot Brain” dei Parliament Funk\, e al suo famosissimo assolo di chitarra. Qui i ricordi dell’artista e i suoni distorti delle corde di Eddie Hazel si uniscono dando vita ad immaginazioni alternative. La seconda opera\, sempre parte del “Black History Fuori Le Mura”\, è “Come sa di sale lo pane altrui”.  La serie di tele a tecnica mista di Nidhal Chamekh che si divide tra racconto biografico e testimonianza storica. Nel raccontare la sua infanzia nei quartieri popolari di Tunisi e la persecuzione della sua famiglia\, Nidhal usa le immagini\, unendo elementi d’archivio alle esperienze vissute sulla sua pelle. L’ultimo pilastro del programma è il lavoro di Jessica Sartiani\, frutto di una residenza al MAD iniziata nel dicembre dell’anno scorso. In questa edizione\, i documenti di Roberto Bianchi sullo sciopero della fame del 1990\, organizzato dopo una serie di pestaggi violenti avvenuti a Firenze nei confronti della comunità senegalese\, si uniscono\, insieme ad altre memorie storiche alla ricerca di Jessica Sartiani sulla storia coloniale. \nQuesto è il quarto capitolo del Black Archive Alliance\, progetto di ricerca avviato al Murate Art District nel 2018 che raccoglie le testimonianze delle popolazioni migranti e della diaspora dal continente africano. \nL’Associazione Culturale Black History Month Florence nasce nel 2018\, creando da subito una rete di relazioni tra realtà culturali e istituzionali dentro e fuori dall’Italia. Oltre alle varie iniziative di dialogo internazionale\, ricerca e sviluppo culturale\, il BHMF si impegna a dare una visione alternativa sulla relazione che c’è tra Italia ed Africa\, adottando uno sguardo critico e di narrazione storica il più accurata possibile. \nPer maggiori informazioni visitare il sito web del Black History Month Florence.
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SUMMARY:Ucraina: pace\, protezione\, accoglienza. Quale rifugio per le persone in fuga?
DESCRIPTION: Lunedì 14 marzo alle 18.30  la rete RiVolti ai Balcani ha organizzato una diretta online dal titolo:\n\n“Ucraina: pace\, protezione\, accoglienza. Quale rifugio per le persone in fuga?”.\n\nDopo l’invasione dell’Ucraina da parte dei militari russi\, milioni di persone stanno fuggendo dal Paese per cercare protezione in Europa. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) stima in 2 milioni i rifugiati che hanno già varcato il confine ucraino in fuga dal conflitto. Un numero destinato a crescere. RiVolti ai Balcani organizza un evento di approfondimento per analizzare gli strumenti adottati per garantire protezione e accoglienza ai rifugiati e promuovere un messaggio di pace. Di fronte al flusso più alto di rifugiati verso i Paesi europei dalla fine della Seconda guerra mondiale\, le istituzioni europee hanno adottato strumenti “straordinari”.\n\nIl 3 marzo il Consiglio europeo ha attuato la Direttiva 55 del 2001 per garantire tutela immediata e temporanea alle persone in fuga dalla guerra. Una decisione positiva ma “drammaticamente tardiva” che avrebbe potuto riguardare anche i popoli siriani e afghani e che arriva dopo anni di chiusure e respingimenti.  Torna così di attualità anche il tema dell’accoglienza; le associazioni si trovano ad affrontare l’arrivo di migliaia di persone in un contesto di precarietà e difficoltà legate al taglio della spesa pubblica sull’accoglienza e alle modalità che in questi anni le istituzioni italiane hanno adottato in termini di sistemazione e progetti di integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati.\n\nMentre si attende l’imminente emanazione del DPCM con il quale l’Italia darà attuazione alla protezione temporanea (vedasi anche le proposte del Tavolo Asilo e Immigrazione – https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/emergenza-ucraina-le-proposte-del-tavolo-asilo-e-immigrazione-al-governo/) appare sempre più chiaro che l’emergenza legata al flusso di cittadini ucraini verso il nostro Paese deve dunque potere essere anche l’occasione per ripensare il modello di accoglienza italiano. \nNe discutono:\n\n– Francesco Vignarca\, Rete italiana pace e disarmo\n– Maria Cristina Molfetta\, Fondazione Migrantes\n– Gianfranco Schiavone\, Ics (Consorzio italiano di solidarietà) e Asgi\n– Michele Rossi\, CIAC Onlus\n\nModera: Luca Rondi\, giornalista di Altreconomia \nQui il link all’evento:  https://fb.me/e/1tBPGm0U7\nLa diretta sarà sulla pagina di RiVolti ai Balcani: https://www.facebook.com/RiVoltiAiBalcani\nSarà possibile assistere alla diretta anche sul canale Youtube di Altreconomia: https://www.youtube.com/watch?v=gDxMWGs88bE
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