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SUMMARY:Corso di formazione online - Democrazie in lockdown: il vaccino dei diritti - Le migrazioni alla prova della pandemia
DESCRIPTION:Il Centro Astalli in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana – Facoltà di Scienze Sociali\, organizza il corso di formazione “Democrazie in lockdown: il vaccino dei diritti – Le migrazioni alla prova della pandemia”. \nLo stato di salute della democrazia nel mondo\n12 maggio ore 17.00 – 18.30 \nIn un mondo messo a dura prova dalla pandemia\, la democrazia ha il ruolo cruciale di garantire il libero flusso delle informazioni\, la partecipazione al processo decisionale e ha la responsabilità di rispondere alla crisi sanitaria e alle sue ripercussioni sociali ed economiche.\nTuttavia\, abbiamo assistito a una diffusa strumentalizzazione dell’emergenza per limitare i processi democratici e lo spazio civico\, cosa particolarmente rischiosa nei luoghi in cui la democrazia ha radici poco profonde e dove le garanzie e i controlli istituzionali sono deboli.\nLe situazioni di tensione in Myanmar e nell’area del Sahel sono emblematiche di una crisi democratica che attraversa il mondo. \nIntervengono:\nCecilia Brighi – Segretario generale Associazione “Italia-Birmania. Insieme”\nCamillo Casola – Ricercatore associato al CeSAC (Centro Studi sull’Africa Contemporanea)\nModera: Roberto Zichittella – Giornalista Radio Rai 3 \nL’Europa e la democrazia nel Mediterraneo\n19 maggio ore 17.00 – 18.30 \nA dieci anni dalle primavere arabe le piazze che chiedevano la fine di dittature e violazioni di diritti umani sono rimaste inascoltate o occupate da conflitti che ancora oggi affliggono territori come la Siria e la Libia. L’Unione europea stenta ad avere un ruolo da protagonista nel Mediterraneo; sembra essere ancora spaesata dalla caduta di dittature con cui ha per lungo tempo interloquito e lacerata dagli interessi nazionali diversi che la compongono.\nCome trasformare la lezione della pandemia\, che ci ha mostrato l’evidenza della stretta interconnessione tra i popoli\, in una nuova idea di partecipazione civica? Come sperimentare nuovi modelli di relazione nel Mediterraneo in cui i migranti siano protagonisti di una nuova definizione di cittadinanza e democrazia? \nIntervengono:\nSergio Fabbrini – Professore di Relazioni Internazionali LUISS Guido Carli\nAntoine Courban – Professore di Scienze Umanistiche Saint Joseph University – Beirut\nModera: Chiara Tintori – Saggista e politologa \nMigranti in Italia tra rappresentanza democratica e legalità\n26 maggio ore 17.00 – 18.30 \nIn Italia\, la crisi ha evidenziato ed esacerbato problemi a lungo trascurati: lacune nel sistema sanitario e di previdenza sociale; divari digitali e disparità nell’accesso all’istruzione; degrado ambientale e discriminazione razziale. Queste disuguaglianze costituiscono una minaccia per la tenuta democratica in sé.\nPer molti migranti e rifugiati la pandemia ha acuito invisibilità\, sfruttamento\, irregolarità.\nRipartire dai diritti sociali per una nuova idea di comunità in cui rappresentanza\, lavoro e conciliazione familiare siano le priorità\, può essere la via da seguire per ricostruire il Paese e per contrastare gli effetti sociali ed economici della crisi? Quali strade percorrere per rendere effettiva la partecipazione dei migranti ai processi democratici del Paese? \nIntervengono:\nTatiana Esposito – Direttrice Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali\nMarco Omizzolo – Sociologo Eurispes e docente Sapienza Università di Roma\nP. Camillo Ripamonti – Presidente Centro Astalli\nModera: Giovanni Anversa – Vicedirettore Rai 1 \nCLICCA QUI PER ISCRIVERTI\nINFORMAZIONI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE:\nIl corso è gratuito.\nÈ richiesta la partecipazione a tutti gli incontri per ottenere il rilascio dell’attestato.\nTutti gli iscritti riceveranno il giorno prima dell’evento un’email con le istruzioni tecniche e il link a cui collegarsi nel giorno e nell’ora indicati per seguire i webinar sulla piattaforma ZOOM. \nPer informazioni: Fondazione Centro Astalli – 06 69925099 – info@centroastalli.it
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SUMMARY:Conferenza stampa #PARADOSSI ALL’ITALIANA
DESCRIPTION:Lunedì 17 ore 18.00 – diretta Facebook \nPrassi illegittime\, circolari contradditorie:\nil DL130 ha davvero superato i “decreti sicurezza”?\nPresentazione dei  risultati del monitoraggio sul campo \n\nParteciperanno\nDrissa Doumbya\npresidente Comunità africana\, Brindisi\nMamadou Kouassi Pli Adama\nMovimento migranti e rifugiati\, Caserta\nCamilla Macciani\nPensare Migrante\nAnnamaria Margutti\nCentro lavoratori stranieri Cgil Bologna\, aderente  alla rete bolognese “siamo sulla stessa barca”\nGiampaolo Mosca\nCentro sociale Ex Canapificio Caserta\, Forum per cambiare l’ordine delle cose\nCecilia Marrazzi\nCiac Onlus-Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale \nGianfranco Schiavone\n Asgi\, Forum per cambiare l’ordine delle cose\nModera: Domenica D’Amico\nForum per cambiare l’ordine delle cose \nTotale disapplicazione della legge e gravi criticità procedurali: questo quanto denunciato dal Forum per cambiare l’ordine delle cose che\, insieme a decine di associazioni\, cooperative sociali\, realtà e singoli attivisti che lo compongono (qui la mappatura in continuo aggiornamento)\, ha attivato un’indagine sul campo dopo l’approvazione del DL130\, convertito in legge n. 173/20\, con cui sono stati finalmente modificati i “decreti sicurezza”. Un cambiamento atteso da tempo e sollecitato attivamente con percorsi di pressione e advocacy.\nMa alle modifiche è corrisposta una reale trasformazione delle prassi?\nE’ per rispondere a questa domanda che il Forum ha avviato un monitoraggio nelle questure di diverse città italiane\, tra cui Lecce\, Brindisi\, Bari\, Foggia\, Termoli\, Napoli\, Caserta\, Roma\, Firenze\, Bologna\,  Ancona\, Parma\, Trieste\, Bolzano\, concentrandosi in particolare sulle procedure legate al riconoscimento della protezione internazionale e sui rilasci dei relativi permessi di soggiorno\, in particolare per protezione speciale. L’esito di tale lavoro è stato purtroppo piuttosto trasversale: la legge sembrerebbe essere lettera morta. Per centinaia di persone che avevano già subìto le conseguenze dei decreti sicurezza\, restando di fatto bloccate nei propri percorsi di vita\, la sostanza è rimasta la stessa: continuano a essere intrappolate in un limbo giuridico e di irregolarità\, creato dalle stesse istituzioni\, che contraddicono se stesse. \nPrassi illegittime e circolari contrarie alla norma. Sono moltissime le istanze di protezione speciale bloccate\, le domande di rinnovo respinte\, i casi pendenti non considerati. Perché? Se dalle questure arriva la richiesta di indicazioni\, il Viminale\, con una circolare dello scorso 19 marzo\, specifica che “la tipologia di permesso di soggiorno per protezione speciale di cui all’art. 19 comma 1.2 del Testo unico immigrazione non può essere richiesta direttamente al Questore”: una posizione che contrasta con la normativa. E se è lo stesso Ministero dell’Interno a non riconoscere la legge\, tale comportamento si ritrova nelle questure\, che continuano a chiedere alcuni requisiti -come ad esempio la documentazione sull’alloggio- nonostante il DL130 li abbia eliminati.\n“L’immigrazione purtroppo è tema prima mediatico che politico\, così capita troppo spesso che lo si affronti non con vere azioni di cambiamento\, ma con slogan. Ci siamo talmente abituati a questo paradosso\, che ora ne abbiamo uno ancora più grave e assurdo: sono anche le leggi approvate e promulgate a non venire applicate. Così sta succedendo per il  Dl130. Ad oggi questa legge non viene applicata dalle Questure che continuano a negare le protezioni. Così centinaia di esseri umani sono senza protezione\, e senza protezione siamo tutti noi\, in balia di slogan e onde mediatiche che troppo spesso trasformano un tema di civiltà in un mercato di voti”\, afferma Andrea Segre\, membro del Forum per cambiare l’ordine delle cose.  \nE’ urgente un cambiamento reale\, al passo con la legge e con la realtà del paese\, in cui centinaia di persone vivono\, lavorano\, stringono relazioni\, ma vengono lasciate ai margini dalle istituzioni. Per questo il Forum per cambiare l’ordine ha lanciato la campagna #ParadossiAll’italiana\, per sensibilizzare e informare la società civile e sollecitare la politica. Diverse le realtà che hanno già aderito\, da Amnesty International al Naga di Milano (qua le adesioni in aggiornamento).\n“Tutelare la riforma significa non solo difendere la vita e i diritti fondamentali di decine di migliaia di persone straniere che vivono nel nostro paese; significa anche far evolvere l’Italia nel suo complesso verso una società meno violenta e più sicura\, aperta ed inclusiva per tutti”: così Gianfranco Schiavone\, vice presidente di Asgi e membro del Forum per cambiare l’ordine delle cose. \nPer info: comunicazione@percambiarelordinedellecose.eu \n \nMai più PARADOSSI ALL’ITALIANA\nCambiamo insieme l’ordine delle cose
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