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	<title>Cronache di ordinario razzismo</title>
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	<description>Cronachediordinariorazzismo.org è un sito di informazione, approfondimento e comunicazione specificamente dedicato al fenomeno del razzismo curato da Lunaria in collaborazione con persone, associazioni e movimenti che si battono per le pari opportunità e la garanzia dei diritti di cittadinanza per tutti.</description>
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		<title>I diritti non sono un costo!</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 16:24:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì 31 maggio 2013, alle ore 20, Lunaria e Gli Asini vi invitano alla serata di presentazione de &#8220;I diritti non sono un costo&#8221;, un appello contro il razzismo e per la garanzia dei diritti di cittadinanza. In un contesto in cui il razzismo viene legittimato politicamente e si diffonde socialmente, come dimostrano i recenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/i-diritti-non-sono-un-costo-3/appello-i-diritti-non-sono-un-costo-4/" rel="attachment wp-att-6520"><img class="alignleft size-full wp-image-6520" title="Appello i diritti non sono un costo" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/Appello-i-diritti-non-sono-un-costo3.bmp" alt="" /></a>Venerdì 31 maggio 2013, alle ore 20, <a href="http://www.lunaria.org/" target="_blank">Lunaria</a> e <a href="http://gliasinirivista.org/" target="_blank">Gli Asini</a> vi invitano alla serata di presentazione de &#8220;I diritti non sono un costo&#8221;, un appello contro il razzismo e per la garanzia dei diritti di cittadinanza.</p>
<p>In un contesto in cui il razzismo viene legittimato politicamente e si diffonde socialmente, come dimostrano i recenti casi di cronaca, è sempre più necessario reagire e mobilitare le minoranze attive della società civile.</p>
<p>Il mondo della cultura e dell’arte devono intervenire in prima persona nel dibattito pubblico per cercare di rendere meno superficiale e stereotipata la riflessione su temi delicati e di frontiera quali la libertà religiosa, l’educazione, l’insegnamento della lingua italiana, le condizioni di vita delle donne straniere. Gli intellettuali e gli artisti possono offrire un contributo significativo al rovesciamento dei paradigmi culturali sulle migrazioni e consolidare una cultura di garanzia dei diritti di cittadinanza nel nostro paese.</p>
<p>Nell’ambito del progetto “I diritti non sono un costo”, promosso da Lunaria in collaborazione con la cooperativa Berenice, le associazioni Gli Asini e OsservAzione e la rivista “Lo straniero”, Goffredo Fofi e Giulio Marcon presentano un appello contro il razzismo e per i diritti di cittadinanza.</p>
<p>L’appello è stato già sottoscritto dai giuristi Luigi Ferrajoli e Stefano Rodotà, dagli scrittori Massimo Carlotto e Salvatore Mannuzzu, dagli intellettuali Carlo Donolo, Paolo Mereghetti e Mariuccia Salvati, dagli attori Anna Bonaiuto, Ascanio Celestini, Fabrizio Gifuni, Moni Ovadia, Alba Rohrwacher, dai giornalisti Gad Lerner e Marino Sinibaldi, dalle registe Wilma Labate e Alice Rohrwacher e dalla scenografa Emita Frigato.</p>
<p>Alla serata di presentazione partecipano Goffredo Fofi, direttore de “Lo straniero”, Giulio Marcon, parlamentare indipendente Sel, Grazia Naletto, presidente Lunaria. Intervengono: Carlo Donolo, sociologo; Luigi Ferrajoli, giurista; Fabrizio Gifuni, attore; Alba Rohrwacher, attrice; Alice Rohrwacher, regista, Marino Sinibaldi, Radio3.</p>
<p>A seguire, proiezione del film Nadea e Sveta di Maura Delpero (Cineteca di Bologna, 2012, 62 minuti).</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per venerdì 31 maggio, alle ore 20.00, presso Il Piccolo Apollo &#8211; Centro Aggregativo Apollo 11 c/o Itis G. Galilei, entrata laterale di via Nino Bixio (angolo via Conte Verde) Roma Esquilino.</p>
<p>Verrà offerto un aperitivo. Ingresso con tessera del Piccolo Apollo, valida un anno (5 euro).</p>
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		<title>Interazioni 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 15:57:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Andare di volto in volto”: sarà questo lo slogan di Interazioni 2013, festival dell&#8217;incontro e della reciproca conoscenza. Tantissime le iniziative che, dal 18 al 26 maggio, animeranno varie zone della riviera romagnola. Dallo sport al teatro, dalla musica al cinema, sono diversi i linguaggi scelti per riunire le tante realtà che si occupano di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Andare di volto in volto”: sarà questo lo slogan di Interazioni 2013, festival dell&#8217;incontro e della reciproca conoscenza.</p>
<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/interazioni-2013/interazioni-2013_copertina/" rel="attachment wp-att-6498"><img class="alignleft size-medium wp-image-6498" title="interazioni-2013_copertina" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/interazioni-2013_copertina-197x200.jpg" alt="" width="197" height="200" /></a>Tantissime le iniziative che, dal 18 al 26 maggio, animeranno varie zone della riviera romagnola. Dallo sport al teatro, dalla musica al cinema, sono diversi i linguaggi scelti per riunire le tante realtà che si occupano di immigrazione e antirazzismo e aprirsi alla società civile. L&#8217;obiettivo è confrontarsi sul tema dei diritti, per arrivare a un messaggio unico e condiviso: scoprire è conoscere, conoscere è capire.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.riminiturismo.it/uWeb/upload/File/Interazioni%202013%20light.pdf" target="_blank">qui</a> per il programma di Interazioni</p>
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		<title>Il &#8220;parlare civile&#8221; fra analisi e denuncia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 10:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Faso recensisce su Giornalisti contro il razzismo due volumi: &#8220;Parlare civile&#8221; di Redattore sociale e &#8220;Clandestini&#8221; di Giulio Di Luzio. Dall&#8217;analisi dei due libri nasce una riflessione sullo stato dell&#8217;azione contro il lessico del razzismo democratico. Tra approssimazioni e buone proposte, tra l&#8217;opportunità di sconsigliare certe parole e i rischi dell&#8217;accusa di &#8220;ideologia&#8221;, Faso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/il-parlare-civile-fra-analisi-e-denuncia/parlare-civile-1024x950-670x223-1366619335/" rel="attachment wp-att-6493"><img class="alignleft size-medium wp-image-6493" title="Parlare-civile-1024x950-670x223-1366619335" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/Parlare-civile-1024x950-670x223-1366619335-200x66.jpg" alt="" width="200" height="66" /></a>Giuseppe Faso recensisce su Giornalisti contro il razzismo due volumi: &#8220;Parlare civile&#8221; di Redattore sociale e &#8220;Clandestini&#8221; di Giulio Di Luzio.</p>
<p>Dall&#8217;analisi dei due libri nasce una riflessione sullo stato dell&#8217;azione contro il lessico del razzismo democratico.<br />
Tra approssimazioni e buone proposte, tra l&#8217;opportunità di sconsigliare certe parole e i rischi dell&#8217;accusa di &#8220;ideologia&#8221;, Faso sottolinea l&#8217;importanza delle strategie discorsive e delle scelte a queste legate, con un avvertimento: quando si indicano espressioni da evitare, non le si consideri lapsus da correggere, ma scelte da combattere.</p>
<p><a href="http://web.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_9704.html" target="_blank">Leggi la recensione</a> di Giuseppe Faso</p>
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		<title>Una raccolta firme che sa di strumentalizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 16:27:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo della Lega? “Raccogliere 300 mila firme contro lo ius soli e per mantenere il reato di clandestinità”. Sono le parole del segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni, a margine della raccolta firme organizzata dal Carroccio sabato e domenica scorsi in alcune città italiane. “Non ci fermeremo qui -annuncia Maroni &#8211; l&#8217;iniziativa proseguirà anche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/una-raccolta-firme-che-sa-di-strumentalizzazione/16_5_are_f1_117_a_resize_526_394/" rel="attachment wp-att-6489"><img class="alignleft size-medium wp-image-6489" title="16_5_are_f1_117_a_resize_526_394" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/16_5_are_f1_117_a_resize_526_394-200x102.jpg" alt="" width="200" height="102" /></a>L&#8217;obiettivo della Lega? “Raccogliere 300 mila firme contro lo ius soli e per mantenere il reato di clandestinità”. Sono le parole del segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni, a margine della raccolta firme organizzata dal Carroccio sabato e domenica scorsi in alcune città italiane.</p>
<p>“Non ci fermeremo qui -annuncia Maroni &#8211; l&#8217;iniziativa proseguirà anche nel prossimo week end. Noi non vogliamo manifestazioni di protesta, ma coinvolgere tutti i cittadini sui temi importanti come quelli per i quali raccogliamo le firme&#8221;.</p>
<p>Le manifestazioni di protesta però ci sono state comunque. Ieri a Milano, in occasione del dibattito in consiglio comunale sul tema della sicurezza, i consiglieri leghisti si sono presentati a Palazzo Marino con delle magliette con la scritta: &#8220;Clandestino è reato&#8221;.</p>
<p>In momenti tragici e di grande dolore quello che forse occorrerebbe è silenzio, rispetto, e ascolto, per poi riflettere su quanto avvenuto e sulle necessità delle persone, dando così – forse &#8211; delle risposte utili e funzionali.</p>
<p>Sembra piuttosto che la Lega Nord abbia preso la palla al balzo per cavalcare slogan a cui siamo da troppo tempo abituati, e per sventolare lo spettro della paura e della criminalizzazione degli “altri”.</p>
<p>“Vogliamo coinvolgere tutti i cittadini sui temi importanti”, afferma Maroni. Ma importanti per chi?</p>
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		<title>Segni positivi</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 16:13:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, 200 bambini nati a Milano da genitori stranieri hanno ricevuto la cittadinanza italiana. Una cittadinanza solo “simbolica”, perché per legge bisogna aspettare i 18 anni per poter avere quella “reale”, legale. Così come simbolico è il numero dei bambini: 200, in rappresentanza dei 34.000 minori nati in Italia da genitori di origine straniera, e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/segni-positivi/litalia-sono-anchio8_opt-300x199/" rel="attachment wp-att-6485"><img class="alignleft size-medium wp-image-6485" title="LItalia-sono-anchio8_opt-300x199" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/LItalia-sono-anchio8_opt-300x199-200x132.jpg" alt="" width="200" height="132" /></a>Oggi, 200 bambini nati a Milano da genitori stranieri hanno ricevuto la cittadinanza italiana. Una cittadinanza solo “simbolica”, perché per legge bisogna aspettare i 18 anni per poter avere quella “reale”, legale. Così come simbolico è il numero dei bambini: 200, in rappresentanza dei 34.000 minori nati in Italia da genitori di origine straniera, e residenti a Milano. La stessa iniziativa verrà intrapresa dalla giunta di Castelvetrano, in provincia di Trapani, che ha deliberato il conferimento della cittadinanza simbolica a 100 minori residenti nel comune siciliano nati in Italia da genitori stranieri. La cerimonia avrà luogo, simbolicamente, il 2 giugno.</p>
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		<title>Questa è Roma!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 16:10:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si presenteranno venerdì 24 maggio, giorno di chiusura della campagna elettorale. Una scelta non casuale: “Chiediamo un serio impegno alla futura amministrazione comunale sul tema della cittadinanza e dei diritti sociali”, affermano. Sono i membri di QuestaèRoma, movimento composto da ragazze e ragazzi uniti da diverse esperienze associative, politiche e culturali dedicate ai figli di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/questa-e-roma/images-6-5/" rel="attachment wp-att-6481"><img class="alignleft size-medium wp-image-6481" title="images (6)" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/images-66-200x131.jpg" alt="" width="200" height="131" /></a>Si presenteranno venerdì 24 maggio, giorno di chiusura della campagna elettorale. Una scelta non casuale: “Chiediamo un serio impegno alla futura amministrazione comunale sul tema della cittadinanza e dei diritti sociali”, affermano. Sono i membri di QuestaèRoma, movimento composto da ragazze e ragazzi uniti da diverse esperienze associative, politiche e culturali dedicate ai figli di immigrati e ai giovani di origine straniera, che spesso subiscono ancora discriminazioni.</p>
<p>“L’istituzione comunale in questi anni non ha saputo mettere in campo gli strumenti per affrontare concretamente le discriminazioni che giorno dopo giorno sono sempre più evidenti, non solo nei confronti dei cittadini stranieri che vivono a Roma, ma anche verso i &#8216;nuovi romani&#8217;, ragazzi e ragazze nati o cresciuti a Roma che intendono costruire il loro futuro in questo Paese, in questa città”, affermano i fondatori del movimento. Proprio dalla constatazione di questa mancanza nasce QuestaèRoma: provando a riunire le tante esperienze romane dedicate ai temi legati alla “seconda generazione”, vuole essere “un punto di riferimento per tutti quei ‘nuovi italiani’ che scelgono Roma come città a cui affidare il proprio futuro”. L&#8217;obiettivo? Rendere protagonisti tutti i “nuovi cittadini romani” attraverso arte, cultura, servizi di orientamento e campagne di sensibilizzazione.</p>
<p>Il lancio del movimento è previsto alle ore 13.30 di venerdì 24 maggio, con un flash mob in Piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon.</p>
<p>I membri del neonato movimento invitano tutti i candidati sindaco a partecipare, e chiedono “che si apra al più presto un tavolo di discussione sui temi della cittadinanza con tutte le realtà associative presenti nel territorio romano, affinchè cominci un nuovo percorso all’insegna dell’inclusione e della partecipazione attiva”.</p>
<p>Guarda la presentazione di QuestaèRoma: <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=lXSlDL8mHKM" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=lXSlDL8mHKM</a></p>
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		<title>Minori nel Cie, Asgi: “Violati i principi fondanti l&#8217;ordinamento giuridico”.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:42:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono ancora nel Cie di Ponte Galeria i due minori di origine bengalese che si sono rifiutati di effettuare un&#8217;ennesima visita medica, e che per questo la Polizia Locale di Roma Capitale il 13 maggio ha prelevato dal centro per minori che li aveva in carico. I ragazzi erano già stati trattenuti nel Cie il]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/minori-nel-cie-asgi-violati-i-principi-fondanti-lordinamento-giuridico/images-5-7/" rel="attachment wp-att-6475"><img class="alignleft size-medium wp-image-6475" title="images (5)" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/images-55-200x132.jpg" alt="" width="200" height="132" /></a>Sono ancora nel Cie di Ponte Galeria i due minori di origine bengalese che si sono rifiutati di effettuare un&#8217;ennesima visita medica, e che per questo la Polizia Locale di Roma Capitale il 13 maggio ha prelevato dal centro per minori che li aveva in carico.</p>
<p>I ragazzi erano già stati trattenuti nel Cie il 28 marzo scorso: una visita medica effettuata presso l&#8217;ospedale militare del Celio aveva certificato la loro maggiore età. Il 30 dello stesso mese, però, un&#8217;ulteriore visita confermava la minore età dei ragazzi, che venivano così rilasciati e riportati al centro per minori (ne abbiamo parlato <a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/minori-nel-cie-di-nuovo/ " target="_blank">qui</a>).</p>
<p>Ora, a distanza di quasi due mesi, si ripresenta per i giovani la stessa, preoccupante dinamica. Che coinvolge tutti i centri per minori del Comune di Roma, e gli utenti degli stessi: i giovani di origine straniera, in particolare provenienti dal Bangladesh. “Il Comune di Roma, dopo una pausa di alcune settimane, ha ricominciato ad ordinare l&#8217;allontanamento dalle case famiglia di interi gruppi di minori di origine bengalese”, spiega l&#8217;Asgi in un <a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2723&amp;l=it )" target="_blank">comunicato</a>. Una misura che, a differenza di un mese fa, “si poggia su un decreto del Giudice tutelare di Roma, che espressamente si rivolge ai minori di origine bengalese e stabilisce che dovranno considerarsi maggiorenni tutti i ragazzi che si rifiutano di sottoporsi a una seconda visita di accertamento dell&#8217;età”.</p>
<p>Non importa che questi ragazzi siano già stati sottoposti a una visita medica effettuata da una struttura pubblica per accertarne la minore età, pratica obbligatoria per accedere a un centro per minori.</p>
<p>Così come non ha importanza il fatto che i minori abbiano un passaporto rilasciato dall&#8217;ambasciata bengalese in Italia, che ne attesta la minore età.</p>
<p>“In altri termini – denuncia l&#8217;Asgi &#8211; secondo il giudice tutelare di Roma il fatto di non volersi sottoporre a una seconda visita è da considerarsi prova assoluta della maggiore età, più importante di pregressi accertamenti o perfino di documenti internazionalmente riconosciuti provenienti da un paese estero”.</p>
<p>Un decreto che Asgi considera &#8220;illegittimo”, perchè contrario ai “principi fondanti l&#8217;ordinamento giuridico italiano e internazionale” &#8211; la presunzione della minore età innanzi a un ragionevole dubbio e l&#8217;ineliminabile riconoscimento della validità dei passaporti rilasciati dalle autorità consolari in Italia.</p>
<p>Proprio sulla base di questi principi, Asgi torna a chiedere al Comune di Roma “di interrompere immediatamente questo attacco nei confronti dei minori di origine bengalese, e si rivolge anche al Giudice tutelare di Roma affinché abbandoni questo non condivisibile approccio indiscriminato per fare ritorno a una corretta applicazione dei principi giuridici”. Inoltre, Asgi “chiede al Tribunale per i Minorenni di intervenire dopo l&#8217;avvio di procedure speciali di accertamento dell&#8217;età nei confronti dei minori stranieri ospiti nelle strutture del Comune di Roma”.</p>
<p>L&#8217;associazione Yo Migro ha raccolto la <a href="https://soundcloud.com/yomigro/minori-al-cie-19-05-2013" target="_blank">testimonianza telefonica</a> dei ragazzi detenuti nel Cie e insieme a Laboratorio 53 Onlus, Infomigrante e Zeroviolenzadonne organizza una manifestazione per domani, martedì 21 maggio, alle ore 15, sotto al Parlamento,in piazza Montecitorio, Roma. Clicca <a href="http://www.meltingpot.org/Minori-Giovani-del-Bangladesh-sotto-il-Parlamento-contro-le.html#.UZohhrWkyXu" target="_blank">qui</a> per il comunicato.</p>
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		<title>Cittadini nigeriani e sfruttamento lavorativo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antirazzisti in movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 22 maggio alle ore 17.00, presso la Chiesa evangelica metodista in via Firenze 38 (metro A Repubblica – Roma), la federazione Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), Servizio Rifugiati e Migranti (SRM) e il Consorzio Parsec invitano alla presentazione del volume “Cittadini nigeriani gravemente sfruttati sul lavoro e in altre attività costrittive”, di Francesco Carchedi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/cittadini-nigeriani-e-sfruttamento-lavorativo/invito-presentazione-libro-22-maggio-2013-ore-17-roma-2/" rel="attachment wp-att-6471"><img class="alignleft size-medium wp-image-6471" title="Invito Presentazione Libro 22 maggio 2013 ore 17 Roma" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/Invito-Presentazione-Libro-22-maggio-2013-ore-17-Roma-200x94.jpg" alt="" width="200" height="94" /></a>Mercoledì 22 maggio alle ore 17.00, presso la Chiesa evangelica metodista in via Firenze 38 (metro A Repubblica – Roma), la federazione Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), Servizio Rifugiati e Migranti (SRM) e il Consorzio Parsec invitano alla presentazione del volume “Cittadini nigeriani gravemente sfruttati sul lavoro e in altre attività costrittive”, di Francesco Carchedi e Akinyinka Akinyoade.</p>
<p>Il libro è frutto di un&#8217;indagine effettuata tra l’Italia e alcuni Stati della Nigeria, il cui focus è la tratta degli esseri umani per sfruttamento lavorativo.</p>
<p>Insieme all&#8217;autore ne discuteranno, tra gli altri, Giovanni Mottura, professore di Sociologia all&#8217;Università di Modena, Corrado De Rosa del Dipartimento Pari Opportunità, Franca Di Lecce della Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Godwin Chukwu dell&#8217;Associazione Baobab.</p>
<p>La presentazione si aprirà con la lettura della poesia “La mia odissea”, del poeta e scrittore Kaius Ikejezie.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per mercoledì 22 maggio, ore 17.00, via Firenze 38 (metro A Repubblica – Roma).</p>
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		<title>“In galera!”. Il discorso di Grillo, dalla xenofobia di stampo populista al razzismo di tipo leghista</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grazia Naletto</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Rivera]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Annamaria Rivera Sarebbe facile tentazione replicare alla recente sortita di Beppe Grillo sulle “migliaia di Kabobo d’Italia” sciorinando il repertorio di aggressioni, omicidi e stragi compiuti da cittadini italiani ai danni di cittadini stranieri, soprattutto immigrati e rom. Ma è un catalogo talmente lungo che per contenerlo ci vorrebbe una miriade di pagine. E]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/databaserazzismo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6466" title="databaserazzismo" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/databaserazzismo2-200x179.jpg" alt="" width="200" height="179" /></a> di Annamaria Rivera</p>
<p>Sarebbe facile tentazione replicare alla recente sortita di Beppe Grillo sulle “migliaia di Kabobo d’Italia” sciorinando il repertorio di aggressioni, omicidi e stragi compiuti da cittadini italiani ai danni di cittadini stranieri, soprattutto immigrati e rom. Ma è un catalogo talmente lungo che per contenerlo ci vorrebbe una miriade di pagine. <span id="more-6465"></span>E se pure volessimo indicare al meta-comico, alla sua corte di ammiratori e a certi raffinati commentatori del suo blog gli innumerevoli rapporti sulla violenza razzista che ne danno conto, faremmo un buco nell’acqua. Dubitiamo, infatti, che Grillo e i suoi adepti abbiano una particolare propensione per la conoscenza e il confronto.</p>
<p>V’è una ragione più basilare a suggerirci che non è il caso: se lo facessimo, adotteremmo il suo stesso stile di pensiero e la sua rozzezza argomentativa. Ci metteremmo al suo livello, come si dice, senza mostrare come e perché il suo sia un discorso coerentemente razzista, quantunque non strutturato, grossolano, echeggiante la chiacchiera ordinaria. Un discorso che scaturisce dal profondo di una mentalità fascistoide -o criptofascista, come i Wu Ming la hanno più precisamente definita-, coerente con la personalità autoritaria di cui Grillo dà prova ogni giorno, governando il suo “movimento”, del quale è di fatto proprietario, con pugno di ferro, intimidazioni, ricatti, espulsioni.</p>
<p>In realtà, l’affermazione progressiva di Grillo e del grillismo sulla scena politica è stata costantemente accompagnata dalle sue esternazioni pararazziste. Ad agosto del 2006 polemizzava contro il ministro Ferrero con un’accozzaglia di cliché da proverbiale bar dello sport: l’Italia non può accogliere tutta la miseria del mondo; non è vero che gli immigrati svolgono lavori rifiutati dagli italiani; se emigrassero verso l’Italia tutti “i ragazzi” in cerca di lavoro, “quanti Cpt sarebbero necessari per ospitarli? La casa del ministro è abbastanza capiente?”. A ottobre del 2007 gridava contro la “bomba a tempo” dei rom romeni, dei quali proponeva d’interdire la libera circolazione nell’UE onde arginare la violazione dei “sacri confini della Patria”. A marzo del 2011, se la prendeva con Giorgio Napolitano, sproloquiava d’invasione e di nuovo parafrasava il tipico “se ti piacciono tanto gli immigrati, portateli a casa tua”, scrivendo: “Li ospiterà D’Alema sul suo Ikarus?”.</p>
<p>Insomma, un cumulo di sciocchezze che denotano anzitutto un’ignoranza avvilente, ben rivelata, fra l’altro, dalla credenza delirante che i Cpt-Cie siano non strutture detentive per migranti irregolari, ma dimore confortevoli, comparabili con l’appartamento di Ferrero o con l’imbarcazione di D’Alema. Il resto sono topoi così tipici del discorso razzista ordinario, per meglio dire così caricaturali, che, come scrissi a suo tempo, meriterebbero d’essere prestati a qualche vero comico perché ne faccia una satira.</p>
<p>Più recentemente, e per ben due volte, Grillo ha utilizzato i medesimi cliché per dichiarare ostilità a qualsiasi prospettiva di riforma della legge sulla cittadinanza, perfino alla proposta di conferire la nazionalità italiana ai minori figli di stranieri nati e socializzati in Italia. L’ultima esternazione sulle “migliaia di Kabobo” contiene, in più, una torsione del discorso che, sfiorando quello alla Forza Nuova, si caratterizza in senso giustizialista e repressivo. Il vecchio “in galera!”, che sulla bocca di un vero comico, il grande Giorgio Bracardi, faceva ridere, su quella del meta-comico suona a dir poco inquietante. Anche perché mal si concilia con la pretesa d’essere il più legittimo rappresentante del movimento “No Tav”, il quale è costretto talvolta a modalità di lotta e di protesta decisamente illegali.</p>
<p>Ed è questo elemento a confermare come dietro un ragionamento in apparenza buonsensaio, che titilla costantemente il ventre, la paura, l’intolleranza, il rancore della “gente comune”, più che mai esasperata dalla crisi, si nascondano un pensiero e uno stile squisitamente reazionari. E’ troppo facile gridare “in galera!” invece di chiedersi quale abisso di solitudine, abbandono, indigenza, disperazione abbiano fatto scivolare verso la follia omicida Mada Kabobo, partito un giorno in cerca di fortuna da una delle zone più depresse al mondo. Non già per giustificarlo, bensì per comprendere; e comprendendo domandarsi se non siano il disprezzo e l’apartheid legalizzati a favorire e incrementare la devianza e le esplosioni di violenza. Altro che repressione, sorveglianza speciale ed espulsioni facili!</p>
<p>Cercare di comprendere le ragioni della follia di Kabobo e di altri non è “buonismo”: altra parola-chiave del discorso grillista che lo apparenta a quello leghista. Può invece servire a capire anche la depressione, la disperazione, la follia di massa che serpeggiano nella società italiana. Quelle che sempre più spesso spingono cittadini italiani, perlopiù oppressi dagli effetti della crisi economica e delle politiche di austerità, e abbandonati alla solitudine e all’emarginazione, a compiere gesti estremi come omicidi e suicidi di protesta.</p>
<p>Il meta-comico si rifiuta di fare questo sforzo e perciò non può dirsi più neanche populista in senso proprio: ormai va scivolando verso un discorso e uno stile che somigliano piuttosto al leghismo. Sarà un caso che il pezzo sulle “migliaia di Kabobo d’Italia” sia stato postato nell’imminenza del tour elettorale per le Amministrative in una terra un tempo a maggioranza leghista? Oltre tutto, rincorrere l’avversario sul proprio terreno, per quanto putrido, per trarne vantaggi elettorali, non è forse strategia consueta della tanto deprecata “Casta”?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Minori nel Cie. Di nuovo.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[centri accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[cie]]></category>
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		<description><![CDATA[Prelevati dal centro di accoglienza per minori, erano stati portati all&#8217;ospedale militare del Celio per una visita medica che li aveva dichiarati maggiorenni. Per questo, erano stati mandati nel Cie di Ponte Galeria. Lì, il magistrato non aveva autorizzato il trattenimento, predisponendo una nuova visita medica. Che, questa volta, ne aveva confermato la minore età.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/05/minori-nel-cie-di-nuovo/download-8-3/" rel="attachment wp-att-6462"><img class="alignleft size-medium wp-image-6462" title="download (8)" src="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/download-81-200x149.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>Prelevati dal centro di accoglienza per minori, erano stati portati all&#8217;ospedale militare del Celio per una visita medica che li aveva dichiarati maggiorenni. Per questo, erano stati mandati nel Cie di Ponte Galeria. Lì, il magistrato non aveva autorizzato il trattenimento, predisponendo una nuova visita medica. Che, questa volta, ne aveva confermato la minore età. E così, erano stati riportati al centro di accoglienza per minori.</p>
<p>Una vicenda ai limiti dell&#8217;assurdo che ha coinvolto tre ragazzi originari del Bangladesh, a fine marzo: un periodo in cui il Comune di Roma decideva di avviare procedure di accertamento dell’età dei minori presenti nei centri di accoglienza del territorio. La pratica, a detta dell&#8217;amministrazione, si inseriva in un’indagine penale condotta dalla Procura di Roma in accordo con il Tribunale per i Minori, per contrastare il traffico dei migranti e il loro sfruttamento.</p>
<p>Una procedura da cui però emergevano diversi aspetti illegittimi. Primo fra tutti, le modalità con cui venivano portati avanti questi controlli (ne abbiamo parlato<a href=" http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/04/controlli-sui-minori-tre-trattenuti-a-ponte-galeria-poi-rilasciati/" target="_blank"> qui</a>).</p>
<p>Dopo molte critiche, sembrava che il Comune avesse desistito. E invece, due giorni fa, gli stessi ragazzi sono stati portati di nuovo al Dipartimento Politiche Sociali, ufficialmente per “notifica atti”.</p>
<p>Ma quello che è successo non è stata una semplice notifica: i ragazzi sono stati espulsi, di nuovo, dal centro di accoglienza. Due sono stati portati per la seconda volta al Cie di Ponte Galeria, il terzo no, è stato “semplicemente” allontanato dal centro.</p>
<p>Molti dubbi accompagnano questa vicenda: con che motivazione ragazzi già respinti dal Cie per la loro minore età vengono di nuovo espulsi e trattenuti? Perché uno di questi viene allontanato dal centro di accoglienza, e lasciato solo, senza alcuna tutela?</p>
<p>L&#8217;associazione <a href="http://www.dinamopress.it/news/giovani-bengalesi-di-roma-laccanimento" target="_blank">YoMigro spiega, su Dinamopress.it  </a>che in questi giorni “sono state bloccate o revocate, in maniera indiscriminata, tutte le tutele per tutti i ragazzi ospiti dei centri”. La stessa associazione spiega che “è stato decretato che il rifiuto a sottoporsi a visita medica forzosa presso l’ospedale militare del Celio implica ‘automaticamente’ un&#8217;attribuzione di maggiore età ‘d’ufficio’ e l&#8217;espulsione dal Centro”.</p>
<p>I dubbi sono molti. Nel frattempo, a subire sulla propria pelle le gravi conseguenze di questa situazione, sono le persone.</p>
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